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Vigna Tondonia- Lopez-de-Heredia-Montoya

Caves López de Heredia Viña Tondonia

Vi presento una grandissima produttrice spagnola: Maria José Lopez de Heredia Montoya e la sua Viña Tondonia, fra le più antiche e prestigiose della Rioja

Vigna Tondonia- Lopez-de-Heredia-Montoya

Vigna Tondonia- Lopez-de-Heredia-Montoya

Di Donatella Cinelli Colombini

WE TRUST! Ci crediamo. Questa frase racchiude il paradosso di una cantina tenacemente attaccata alle tradizioni e contemporaneamente capace di produrre vini dal gusto moderno. <<New technology is fine, but you can’t forget the logic of history>> “Le nuove tecnologie vanno bene, ma non possono farci dimenticare la logica della storia”, ha detto Maria José Lopez de Heredia Montoya a Eric Asimov del New York Times.  E in effetti la famiglia è un paladino della tradizione senza eguali nel mondo.

Caves López de Heredia Viña Tondonia

Caves López de Heredia Viña Tondonia

MARIA JOSE LOPEZ DE HEREDIA MONTOYA

Ho conosciuto Maria Josè  all’Académie Internationale du Vin di cui facciamo parte sia io che lei. E’ minuta, vivacissima e molto loquace, ha un viso sorridente, capelli corti brizzolati con una frangetta che le scende continuamente sugli occhi.

La sua cantina sembra il villaggio delle fiabe con muri in pietra e tetti molto spioventi di tegole rosse. La torre “Txori Toki” casetta per gli uccelli in basco, fu costruita dal fondatore, il bisnonno della mia amica Maria José,  Don Rafael López de Heredia y Landeta, nel 1877 per guardare i suoi vigneti dall’alto. La  cantina ha dimensioni enormi: 53000 metri quadrati di cui quasi ventimila sotto terra.

LOPEZ DE HEREDIA

Nella tinaia ci sono 72 tini di legno per la vinificazione, fra cui contenitori enormi da 640 ettolitri.

Voca-espressione-linguaggio-del-corpo-nell'accoglienza-in-cantina-Casato Prime Donne Alessia e Sara

Voce, espressione e linguaggio del corpo delle enoguide

Nell’accoglienza in cantina conta ciò che viene detto ma soprattutto come viene detto, cioè il tono di voce e i messaggi emessi da volto e corpo

Voca-espressione-linguaggio-del-corpo-nell'accoglienza-in-cantina-Casato Prime Donne Alessia e Sara

Voca-espressione-linguaggio-del-corpo-nell’accoglienza-in-cantina-Casato Prime Donne Alessia e Sara

Di Donatella Cinelli Colombini

VOCE: TONO, RITMO, ESPRESSIVITA’, BREVITA’

Bisogna trasformare emozioni in parole. La voce deve far entrare l’enoturista in un mondo di passioni, di valori, di sensazioni positive e di amore per la terra e il vino.
Ma innanzi tutto è necessario che il visitatore ci senta, la guida che parla sottovoce mette in difficoltà chi lo ascolta.
Il tono di voce è fondamentale per trasmettere emozione. Parlare in modo monocorde, senza pause e senza cambi di ritmo crea disaffezione, annoia, fa calare l’attenzione e trasforma qualunque discorso in una lezione che si ascolta malvolentieri.

Voca-espressione-linguaggio-del-corpo-nell'accoglienza-in-cantina-Casato Prime Donne Alessia e Sara-CasatoPrimeDonne-Violante-Gardini

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Fanno lo stesso effetto le guide prolisse. Meglio parlare poco. Superare i 5 minuti per ogni spiegazione significa vedere gli occhi dei turisti che vagano disperati alla ricerca di altro. Attenzione alle pause di silenzio troppo lunghe, perché possono risultare imbarazzanti e abbassare la temperatura emotiva dei nostri enoturisti.

IL LINGUAGGIO NON VERBALE DELLA COMUNICAZIONE

Riprendiamo l’insegnamento di Albert Mehrabian e le sue celebri percentuali relative all’impatto delle varie componenti della comunicazione fra le persone: 7%-38%-55%. 7% è l’effetto dei contenuti, 38% quello della voce e 55% del linguaggio del corpo.

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The Wine Advocate a Zurigo con 600 vini

Zurigo è la città dei banchieri, del lusso non ostentato, la città europea dove il vino costa di più e dove sono andata fra le 255 cantine scelte da Wine Advocate.

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Di Donatella Cinelli Colombini

Nella degustazione di Wine Advocate -Robert Parker lo squadrone italiano era il più numeroso con 53 cantine schierate sul perimetro esterno della sala. Moltissime con i produttori presenti personalmente. Noi di Montalcino siamo tredici, il 20% delle aziende italiane, un numero molto alto che indica la considerazione di cui gode il Brunello presso la più importante rivista di vino del mondo.

Matter of Taste – fine wine experience

La Matter of Taste – fine wine experience riunisce 600 vini eccellenti di tutto il mondo scelti fra quelli che hanno ottenuto più di 90 centesimi da parte di Robert Parker-Wine Advocate. Nell’assaggio c’è l’imbarazzo della scelta. Il sabato mi concentro sulle bottiglie spagnole che trovo troppo cariche di legno anche se, a loro dire, questa impronta muscolare li aiuta a vendere. Mi affascina l’immenso potenziale qualitativo di portoghesi e cileni e rimango folgorata dal vino Eolo, ottenuto da un vigneto piantato nel 1912 nell’azienda Trivento. Domenica dedicata agli assaggi di Sud Africa (dove assaporo un ottimo De Toren 2010) che conosco molto bene per i miei sei viaggi infruttuosi alla ricerca di un partner per creare una cantina. Assaggio una decina di vini bordolesi rimanendo impressionata dall’impronta del legno che, sebbene ben fuso, li predispone a diventare “vin de garde” che rimarranno anni e anni nelle cantine degli investitori. Mi ritempro nello Champagne e scopro un’autentica chicca dove la freschezza bilancia uno stile ossidativo: si chiama Femme (nome che me la rende oltremodo simpatica) ed è di Duval LeRoy.

Zurigo-tramonto-23-febbraio-2019

Zurigo-tramonto-23-febbraio-2019

Mi intriga trovare bottiglie di cui ho scritto nel blog, come l’argentina Catena Zapata Malbec con la sua etichetta piena di scheletri e donne nude. E’ come incontrare vecchi amici. Poi ci sono gli amici in carne ossa, come Elena Fucci con suo marito Andrea, Paolo Bianchini che mi racconta come è riuscito a portare Zanardi a Benvenuto Brunello, Tamara Maccherini che ora lavora da Regaleali

I degustatori di Wine Advocate- Robert Parker

Molti degli assaggiatori di Wine Advocate-Robert Parker sono presenti, compresa la gran capo Lisa Perrotti-Brown Master of Wine che ha la responsabilità di Bordeaux e Napa. Ci sono Monica Larner, che assaggia i vini italiani, Stephan Reinhardt, recensore per Svizzera, Champagne, Loire, Germania, Alsazia e Austria, e William Kelley, degustatore per la Borgogna.
Guidano masterclass stellari. Colpisce l’età molto giovane di molti di loro: Reinhart con i suoi capelli completamente bianchi ha un bel viso che lo fa assomigliare un attore o un modello, Kelly ha l’aspetto di un teenager e viene descritto da Monica Larner come un genio dalla memoria prodigiosa perché riesce a citare senza esitazione le verticali di tutte le cantine.

Accoglienza-in-cantina-Montalcino-Casato-PrimeDonne

Comunicazione in cantina: le parole non bastano

Emozionare positivamente il visitatore fino dal primo momento e poi usare immagini, comunicazione verbale e non verbale per fargli amare la vostra cantina

Di Donatella Cinelli Colombini

Accoglienza-in-cantina-Montalcino-Casato-PrimeDonne

Accoglienza-in-cantina-Montalcino-Casato-PrimeDonne

L’accoglienza in cantina è anche una questione di stile: linguaggio non verbale, gentilezza, sorriso,
Partiamo dalle teorie di António Rosa Damásio uno dei geni che hanno rivoluzionato le neuroscienze <<non siamo macchine pensanti che si emozionano bensì macchine emotive che pensano>> in altre parole sono le emozioni il vero drive della nostra mente e anche del nostro corpo. Nel 2017 il Premio Nobel per l’economia è andato al maggiore esperto della psicologia applicata ai consumi Richard Thaler che ha dimostrato al mondo come anche i grandi fenomeni economici abbiano una radice irrazionale e istintiva.

LA PRIMA IMPRESSIONE

Come raccontarsi ai turisti del vino Cantina CasatoPrimeDonne Sommelier Brasiliani

Come raccontarsi ai turisti del vino CasatoPrimeDonne Sommelier Brasiliani

Noi che ci occupiamo di turismo del vino dobbiamo sempre tenere presente che la prima impressione come il primo amore <<non si scorda mai>> si radica nella mente e difficilmente viene spazzata via dalle esperienze successive. Per questo la cantina progettata dal grande architetto, così come la bottiglia dal packaging raffinato creano l’aspettativa di un grande vino e addirittura lo fanno percepire, nella degustazione, più buono di quello che è. L’emozione positiva provata all’inizio si proietta il quello che avviene dopo grazie all’ossitocina, il così detto “ormone della fiducia” perché viene secreto in situazioni gradevoli.

Dress code dell’accoglienza turistica

Niente scolli, tacchi a spillo e profumi ma uno stile smart che “sa di campagna” oppure di vecchia campagna: ecco il dress code dell’enoturismo

dress-code-dell'enoturistmo-Trekking nei vigneti - Fattoria del Colle

dress-code-dell’enoturistmo-Trekking nei vigneti – Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2005 partecipai a una missione OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) in Cina e visitammo la Zhangyu , la più antica  fra le grandi imprese enologiche del gigante asiatico. Stava realizzando il suo secondo Chateau vicino a Pechino, con l’obiettivo di sviluppare l’enoturismo. Io ero nella delegazione proprio in veste di esperta di turismo del vino. Durante la degustazione mi accorsi che le persone addette a servire il vino vestivano un tailleur blu come gli impiegati degli alberghi. Questo le rendeva meno credibili nel ruolo di testimonial del vino. Dunque consigliai di far indossare loro dei grembiuli rossi da cantina che, nella mia visita successiva, erano diventati una specie di uniforme del personale di accoglienza.

Zhangyu-Cina

Zhangyu-Cina

APPARIRE CREDIBILI NEL PROPRIO RUOLO

Questo esempio vuole evidenziare l’importanza di apparire nel proprio ruolo. In altre parole l’abito non fa il monaco, ma lo fa apparire come un monaco per cui gli addetti all’enoturismo devono sembrare, al primo colpo d’occhio, dei credibili portavoce della realtà enologica in cui lavorano.

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Pasqua in Toscana per scoprire i grandi vini

Con la famiglia, in coppia, con gli amici a quattro zampe …. vacanze di Pasqua in fattoria per scoprire i grandi vini toscani e la sacralità della loro terra

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Quasi un week end avventura, con la sacralità dei conventi e qualche peccato di gola a tavola e in cantina, soprattutto la scoperta di Brunello, Chianti e Orcia attraverso visite degustazioni e esperienze uniche.

La Fattoria del Colle è un piccolissimo borgo immerso in una campagna rimasta intatta per secoli: oliveti, vigneti, dolci colline della Val d’Orcia e delle Crete senesi piene di città d’arte. Nella Fattoria le camere e gli appartamenti sono arredati da mobili di piccolo antiquariato, ci sono due ristoranti, quattro percorsi di trekking, tre parchi, la scuola di cucina e ovviamente le cantine.

PASQUA PER WINE LOVER E AMANTI DELLA CAMPAGNA

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Il programma di Pasqua contiene un’autentica master class sui grandi vini toscani, divertente e piena di sorprese che appassionerà persino gli astemi e trasformerà i wine lovers in veri cultori del vitigno Sangiovese. Poi visite nelle cantine del Brunello e dell’Orcia, piccola lezione di cucina, visita delle sale storiche della villa cinquecentesca e dell’orto storico, tre cene a tema, una master class sui grandi vini toscani e una degustazione verticale di Brunello ….

Per chi ha voglia di rilassarsi nel calore salutare dell’acqua e del vino ci sono la jacuzzi per i brindisi davanti al panorama, la vasca per la vinoterapia di coppia e poi le terapie naturali per rigenerare il corpo e la mente nella deliziosa ed esclusiva zona benessere della Fattoria del Colle.

Formazione degli addetti all’accoglienza in cantina

L’inverno è il momento per formare gli addetti all’accoglienza enoturistica in modo che conoscano la cantina, i vini e molto ancora

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Di Donatella Cinelli Colombini

La formazione richiede almeno quattro mesi e va fatta da dicembre a aprile quando, solitamente, i turisti del vino non arrivano. In questo periodo è attivo il back office turistico cioè quello che risponde alle richieste di visita, gestisce la comunicazione internet, produce il materiale informativo, partecipa alle fiere, crea le proposte turistiche e le manda alla stampa e alle agenzie.
Il neo assunto impara le cose più semplici di queste attività ma soprattutto conosce l’azienda di cui sarà portavoce nei confronti dei turisti e impara a gestire individuali e gruppi enoturistici.

COSA INSEGNARE AGLI ADDETTI ALL’ACCOGLIENZA ENOTURISTICA

• Le caratteristiche dell’azienda e dei vini

formazione-formazione-degustazione-in-cantina

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• Le denominazioni principali del territorio
• La visita guidata
• La degustazione guidata
• La vendita del vino
• Le pratiche amministrative

CONOSCERE CANTINA, VINI E TERRITORIO

Per il new entry è utile leggere tutta la documentazione aziendale, anche quella pubblicata nel sito e le schede di tutti i vini. Visitare vigneti e cantina insieme a agronomi e cantinieri. Procurarsi le informazioni principali sulle denominazioni a cui questi appartengono e studiarle. Leggere i depliant turistici sulla zona e visitare i principali monumenti. Seguire visite e degustazioni guidate fatte da persone più esperte.

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Selezione degli addetti all’accoglienza in cantina

Selezione, competenze e formazione degli addetti all’accoglienza in cantina. Mancano i corsi e quindi le aziende fanno da sole, puntando sull’inglese

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Addetti-all’accoglienza-in-cantina-selezione

Di Donatella Cinelli Colombini

In Italia ci sono oltre 20.000 cantine aperte al pubblico e tutte hanno bisogno di addetti all’accoglienza, ma non esistono corsi che li formano: attualmente le aziende fanno tutto da sole con costi non indifferenti.
Questi appunti servono ai giovani che vogliono lavorare nell’accoglienza turistica in cantina, per i titolari o i manager che li selezionano ma soprattutto per chi decide i corsi di laurea, gli FTS o i master affinchè crei percorsi formativi adeguati.

LE COMPETENZE DEGLI ADDETTI ALL’ACCOGLIENZA IN CANTINA:

• Inglese: molto fluente sia scritto che parlato

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Addetti-all’accoglienza-in-cantina-selezione

• Vino: le nozioni base della degustazione organolettica e dei processi produttivi, le denominazioni principali della regione in cui ha sede la cantina
• Turismo: dati generali sul territorio e capacità di relazione
• Nozioni base di carattere amministrativo (bolle, fatture, prima nota)

TEST DI INGLESE

Nei colloqui di assunzione la prima cosa da accertare è la padronanza dell’inglese. Il test on line è indispensabile così come una conversazione sul vino che parte da un articolo di una rivista specializzata. La domanda << What would you suggest to a visitor who is asking for some attractions around the winery ?>> potrebbe essere un bel banco di prova.

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Brunello e Orcia alle Anteprime di Toscana 2019

Alex Zanardi, eroe moderno dello sport e testimonial del Brunello. Una percentuale del  44% di donne fra i consumatori di Brunello. Orcia Doc e foglia tonda sono il nuovo che interessa.

Alex-Zanardi-Barbara-Latini-Donatella-CinelliColombini-Benvenuto-Brunello-2019

Alex-Zanardi-Barbara-Latini-Donatella-CinelliColombini-Benvenuto-Brunello-2019

Di Donatella Cinelli Colombini

La cosa più bella è stato il messaggio che Alex Zanardi ha scritto sul bordo di una delle 4 stelle assegnate all’annata 2018. Stelle che, sono certa, si riveleranno troppo poche per una vendemmia che ha sfidato le previsioni metereologiche avverse e ha premiato i più coraggiosi vignaioli di Montalcino con un vino sorprendente. Una vendemmia che tuttavia corrisponde alla frase di Zanardi: <<Forse il segreto della vita è tutto qui: ancor più che di risultati occorre riempirla di grandi tentativi per fare le cose che amiamo al meglio delle nostre capacità>>. Ecco il segreto del Brunello: il coraggio di chi accetta le sfide.

DOC ORCIA +241% SENTIMENT ON LINE

Un coraggio che adesso sta premiando anche la DOC Orcia. Per la giovane rampantissima denominazione Orcia la manifestazione 2019 è iniziata a Firenze nella Fortezza da Basso, dove la Regione Toscana organizza PrimAnteprima, riservata alle piccole DOC. In concomitanza si stava svolgendo Buy Wine, un borsino con buyer provenienti da 44 Paesi esteri in cui si incrociano

Anteprime-di-Toscana-i-Consorzi-Doc-Orcia-Donatella-CinelliColombini

Anteprime-di-Toscana-i-Consorzi-Doc-Orcia-Donatella-CinelliColombini

domanda e offerta con 6-8 incontri prefissati. Negli anni Buy Wine ha dato sbocchi commerciali a tante piccole cantine e per questo ha più richieste che posti disponibili, ma <<anche quest’anno 80 cantine sono rimaste fuori>> ha detto l’Assessore Marco Remaschi promettendo un allargamento per l’edizione futura.
Per noi dell’Orcia PrimAnteprima è stata un successo: un grande interesse dei giornalisti che hanno passato ore intere ad assaggiare le 30 etichette presenti concludendo con un giudizio decisamente positivo. Non c’è dubbio, il nuovo attrae. E anche i dati sui navigatori internet mostrano interesse verso l’Orcia con un brillantissimo 82% nel sentiment e un + 241% come tasso di crescita fra il 2017 e il 2018. La cosa più spettacolare sono i contenuti digitali che sono il 2% del totale come il grande Chianti Classico. Crescono anche gli articoli nei canali tradizionali e, quasi all’improvviso, arrivano due giornalisti esteri in visita: la giapponese Mayumi Nakagawara e lo statunitense Michael Apstein.

Kalaf-pralina-con-Brunello

Calaf e il Brunello diventa cioccolatino d’autore

Calaf, il principe della Turandot di Puccini, da il suo nome alle praline di cioccolato fondente contenenti gocce di grandi vini come in nostro Brunello

 

Calaf-e-Brunello-DonatellaCinelliClombini

Calaf-e-Brunello-DonatellaCinelliClombini

Calaf è una serie di 9 praline di cioccolato fondente con gocce di Brunello, Amarone, Fiano di Avellino, Passerina del Frusinate, Malvasia, Passito di Pantelleria, Primitivo e Taurasi. Ovviamente il Brunello è quello di Donatella Cinelli Colombini.

Calaf dalla Turandot al cioccolato

Ogni bon bon è confezionato come un gioiello in scatoline e scrigni singoli oppure cofanetti contenenti la serie intera di 9-18 cioccolatini. All’esterno ci sono disegni primo Novecento di chiara ispirazione esotica che richiamano il protagonista della Turandot. Calaf, è infatti il principe cinese che riesce a trasformare in una donna innamorata, la bellissima ma sanguinaria principessa Turandot. L’antica novella diventata celebre grazie alla musica di Giacomo Puccini non fu mai completata per la morte del compositore. Per questo, nella sua prima esecuzione (1926) al teatro Alla Scala, il Maestro Toscanini interruppe la rappresentazione dove il compositore l’aveva lasciata morendo rifiutandosi, anche in seguito, di eseguirla nella forma completata da Franco Alfano.

Calaf: le praline dei grandi vini e dell’amore

Kalaf-pralina-con-Brunello

Kalaf-pralina-con-Brunello

Calaf è quindi l’eroe dell’amore, colui che mette in gioco la sua vita per avere la donna del suo cuore. Ed è a questo personaggio romantico che Nadia Pagliuca, campana di origine e toscana di adozione, si è ispirata per creare una linea di cioccolato esclusiva e di altissimo livello. Aprire i suoi cofanetti è un’esperienza aromatica prima ancora che gustativa perché il profumo delle praline è inebriante. Ogni confezione può essere personalizzata e diventare un regalo senza eguali.
Calaf è il secondo progetto di Nadia in Toscana. Nel 2012 ha aperto “La Confetteria Firenze” con il sostegno di una famosissima azienda di confetti di Sulmona. All’interno di questa attività nacque il primo bon bon confettato al Chianti che è divenuto l’immancabile ospite dei matrimoni in Toscana. Il nuovo progetto Calaf coinvolge Nadia Pagliuca insieme a un gruppo di familiari e amici con i quali è stata studiata e sperimentata la linea di praline che mescolano cioccolato e grandi vini.

Italian-wine-Podcast

Podcast lo storytelling on line

Podcast video e documenti sonori trasmessi on line sono una nuova opportunità per raccontarsi e incrementare il turismo del vino

Italian-wine-Podcast

Italian-wine-Podcast

Di Donatella Cinelli Colombini

Podcast, lo storytelling  streaming legato al vino arriva in Italia con Monty Wallin e apre nuovi orizzonti alla comunicazione e dell’enoturismo.
Durante Wine2wine 2018 a Verona “Italian Wine Podcast”, “Vinepair” e “The Uk wine show” hanno presentato testimonianze sonore o video legate al vino e diffusi in streaming. Un modo di raccontare accessibile nei costi e diffuso con le stesse tecnologie che permettono di ascoltare la musica sullo smartphone o in altro dispositivo. Ovviamente quello che conta sono i contenuti, il target di riferimento e la lingua utilizzata.

ITALIAN WINE PODCAST

WineSpectator-video-contest-The-soul-of-Barolo

WineSpectator-video-contest-The-soul-of-Barolo

Finora i podcast sono stati usati per generare traffico nei siti. Non vivono quasi mai di vita propria ma piuttosto per arricchire i contenuti e per creare un rapporto più diretto fra il produttore e i suoi wine lovers. Per le cantine il podcast, ha spiegato Monty Waldin, autore di Italian Wine Podcast a WineMeridian <<non può essere l’unico mezzo, ma deve essere inserito in un corretto marketing mix. Oltre ad avere qualcosa di interessante da dire, ci vogliono le persone giuste, altrimenti si rischia di risultare davvero noiosi. Sarebbe bello poter ascoltare qualcuno che, in modo accattivante, racconta della cantina, delle vigne, delle scelte che vengono fatte riguardo ai vini (per esempio perchè si utilizza un tipo di tappo o bottiglia oppure come è andata la vendemmia…), degli eventi a cui si parteciperà, di aggiornamenti sulla presenza nei mercati. Non c’è alcun limite>>.
Monty Waldin ha spiegato che la maggior parte degli utenti ascoltano i suoi
podcast nel viaggio casa-lavoro. Le preferite sono le storie delle piccole cantine familiari e la maggior parte degli ascoltatori sono americani: New York, Los Angeles e San Francisco.

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Weekend dedicati al benessere e ai grandi vini in Toscana

Nella fattoria del Colle, nella Toscana nobile e antica, weekend dedicati al Brunello e ai grandi vini rossi, oppure al benessere di-vino e ai peccati di gola

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weekend-con-grandi-vini-e-benessere-fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Weekend great wines e Wellness weekend. Questo è il nome di due proposte che arrivano dalla Toscana famosa per i grandi vini rossi, i panorami, le tradizioni conservate con amore.

WEEKEND GRANDI VINI

Tre giorni, due notti, due visite in cantina e una in vigna, 3 assaggi guidati con Brunello, Chianti Classico, Chianti e Vino Nobile, due cene degustazione, una master class e per scoprire il sangiovese e le maggiori DOCG della Toscana
Pernottamento in camera doppia con bagno e prima colazione

WEEKEND WELLNESS DI-VINO

weekend-con-grandi-vini-e-benessere-fattoria-del-Colle

weekend-con-grandi-vini-e-benessere-fattoria-del-Colle

Weekend di due notti, percorso benessere con trattamenti bionaturali, visita della villa cinquecentesca e della cantina, piccola lezione di cucina, due cene degustazione con abbinamenti.
Pernottamento in camera doppia con bagno e prima colazione

Per leggere il programma dettagliato e prenotare clicca qui.
Due proposte che fanno vivere dei fine settimana intensi per rigenerarsi e emozionarsi scoprendo i segreti dei grandi vini rossi e della meravigliosa campagna toscana. Un’esperienza da condividere con nuovi amici che hanno le stesse passioni e la stessa voglia di emozionarsi con sapori e tradizioni senza tempo, farsi coccolare e concedersi qualche strappo alla dieta.
Abiti casual e soprattutto scarpe da campagna. Qualche cosa di più elegante ma comodo per la sera. Non dimenticare il costume da bagno e la macchina fotografica.

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Meglio il vino della finanza perchè rende di più

Le grandi bottiglie rendono più dei patrimoni azionari sia nel breve che nel lungo periodo. Per questo i caveau blindati si stanno riempiendo di vino

Grandi-vini-italiani-Ornellaia-Sassicaia-Solaia

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Di Donatella Cinelli Colombini

Gianni Agnelli, grande industriale ma anche uomo che sapeva vivere alla grande diceva <<preferisco investire in vino che in azioni quotate in borsa:il vino se proprio andasse male l’investimento me lo posso bere, con le azioni non ci posso fare niente!>> Una frase diventata celebre che ha anche anticipato i tempi perché le bottiglie sono diventare davvero meglio dei titoli azionari come ha dimostrato Liv-ex il portale dei collezionisti di vini di lusso.

LIV-EX CONFRONTO FRA RENDIMENTO DEL VINO E DELLA BORSA

 

Château Latour

Meglio-il-vino-della-finanza-Château Latour

Va detto che Liv-Ex si occupa delle blue chip del vino cioè delle bottiglie con valore più alto e più stabile. C’è un indice, il Liv-ex 50 che riguarda solo i First Growths cioè Château Latour, Château Lafite Rothschild, Château Margaux, Château Haut-Brion e Château Mouton. Il numero delle referenze si allarga nel Liv-ex Fine Wine 100 ed è ancora più ampio nel Liv-ex 1000 che prende in esame anche il prezzo di moltissimi vini italiani: Sassicaia, Solaia, Tignanello, Ornellaia, Masseto, Guado al Tasso, Gaja, Tua Rita, Giacomo Conterno.
Proprio quest’ultimo ha fatto segnare un incremento di valore medio del 10% nel solo 2018. Ancora meglio le bottiglie borgognone con un’autentica impennata di valori che sfiora il 35% in un anno. Gli investitori di borsa, che hanno visto i loro patrimoni in perdita, si pentiranno di non aver scommesso sulle bottiglie pregiate.
Anche gli incrementi di valore nel lungo termine sono estremamente vantaggiosi. Negli ultimi 15 anni il prezzo delle bottiglie, esaminate da LIV-ex, è cresciuto di oltre il 200% mentre gli indici sull’aumento dei valori di borsa erano, nella migliore delle ipotesi del 140%( Standard & Poor’s 500) mentre, nello stesso periodo Ftse 100, relativo alle società più capitalizzate al London Stock Exchange, cresceva del 59,2%.

Borgogna-il-vino-del-futuro-sarà-diverso

Il vino del futuro per me e per Ferraro

Come saranno i vini del futuro? Per me le parole chiave sono cannabis, stranezza e Cina. Luciano Ferraro invece dice: clima e rispetto ambientale

Donatella-Cinelli-Colombini-vino-del-futuro

Donatella-Cinelli-Colombini-vino-del-futuro

Di Donatella Cinelli Colombini,

Ho preso spunto da un articolo di Luciano Ferraro che, come sempre, anticipa e commenta le tendenze con spirito da pioniere, per una personale riflessione su cosa berranno i consumatori cioè il vino del futuro.
Prima delle opinioni di Luciano Ferraro vi propongo le mie tre: cannabis, noia e Cina.

IL VINO DEL FUTURO SECONDO DONATELLA: CANNABIS, STRANEZZA E CINA

La marijuana sta entrando a passi veloci nel mondo del vino e l’investimento di 4 miliardi del maggiore gruppo enologico mondiale – Costellation – nel colosso canadese Canopy Growth. Rob Sands è un chiaro segnale, al pari del calo di consumi di vino in USA. Chi beve per sballarsi usa più volentieri la marijuana che viene aggiunta a cibi e bevande con scopo “ricreativo” e in modo del tutto legale in tantissimi Paesi.
Altra tendenza è il “famolo strano” cioè la corsa alla stravaganza al solo scopo di offrire ai consumatori qualcosa di diverso. La stessa tendenza è presente nella pittura, nella moda, nel design… Una deriva barocca che nell’esagerare trova lo stimolo e, spesso, la chiave del successo.

Borgogna-il-vino-del-futuro-sarà-diverso

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LA CINA E IL VINO

Terzo elemento di grande cambiamento, nel mercato mondiale del vino, è la Cina che adesso produce oltre 12 milioni di ettolitri di vino l’anno e vuole che il suo stile – derivante dai terroir locali, dai vitigni e dagli ibridi cinesi – sia più apprezzato per cui ha dichiarato di voler introdurre il suo sistema di rating.

Si tratta di una decisione della China Alcoholic Drinks Association (CADA) cioè di un organo governativo sul consumo in risposta ai giudizi negativi delle giurie internazionali dei concorsi e dei grandi giornali rispetto alle produzioni tipicamente cinesi. La Cina è ormai il 5° mercato mondiale, con prospettive di ulteriore crescita nel breve termine.
L’introduzione di un parametro di giudizio influente, che penalizza il vino di importazione e premia quello locale, potrebbe essere un problema per le nostre bottiglie e anzi diffondere uno stile nuovo a livello mondiale, un “famolo strano all’asiatica” come è avvenuto nella moda che ha adottato i pantaloni larghi e corti, i disegni a tinte pastello e altri elementi di gusto esotico.

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