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Guida alla riscoperta dei sapori perduti 

Antonella Lomonaco e il suo viaggio alla scoperta delle tradizioni culinarie del territorio senese fra storia, ricordi, persone, luoghi e ricette

 

Antonella Lomonaco - Mutatis Mutandis

Antonella Lomonaco – Mutatis Mutandis

di Donatella Cinelli Colombini

Antonella Lomonaco, calabrese d’origine e senese di adozione, ha vissuto una vita professionale in banca fra Titoli di Stato e Fondi d’Investimento, ed ora, nella sua seconda giovinezza, dipinge e scrive. Il suo migliore contributo è “Mutatis Mutandis” (Ibiskos Ulivieri pp.192 €18,65) un libro di ricordi, ricette, notizie e aneddoti che ci fa scoprire una donna di straordinaria ricchezza interiore e attraverso di lei ci fa riscoprire la terra senese e la storia dei sapori. Il suo è un approccio curioso,  a tratti colto e talvolta emozionale, ma sempre stimolante perché come sempre, un punto di vista interdisciplinare è di stimolo a capire il mondo che ci circonda.

 

ANTONELLA LOMONACO CI FA RISCOPRIRE LA CAMPAGNA SENESE

Leggendo questo libro mettiamo a fuoco concetti che non sempre avevamo chiari: <<Il Medioevo rappresenta una grande rivoluzione nel campo dell’alimentazione … dalla tradizione greco-romana basata sulla moderazione, si è passati all’abbondanza soprattutto di carni selvatiche ma anche di maiale>>, un passaggio ampiamente documentato dalle fonti storiche ed ecco che mentre il romano Catone elogiava legumi, cipolle e cavoli, il biografo di Carlo Magno Eginardo, racconta come il sovrano mangiasse quotidianamente cacciagione nonostante la gotta e il parere contrario dei medici.

 

Antonella Lomonaco - Mutatis Mutandis

Antonella Lomonaco – Mutatis Mutandis

CIBI MEDIOEVALI E SAPORI VENUTI DALL’AMERICA

L’affresco della campagna senese segue la Francigena, i cibi consumati dai pellegrini (morsellum e paniccia, macco e le frittate) e le contaminazioni culturali arrivate dal nord Europa.
Poi incontriamo il “treccone” che percorreva le campagne comprando polli e piccioni o scambiandoli con gomitoli di filo e panno per vestiti. Un viaggio nel tempo e nella storia della cucina che incrocia Cristoforo Colombo e il diario di bordo delle tre caravelle che portarono in Europa i semi di pomodoro pur ritenendo la pianta velenosa, il tacchino, le patate, le arachidi, l’ananas, il mais …. E il cioccolato per scoprire infine che l’università di Harvard ha dimostrato come mangiare cioccolato fondente 3 volte al mese abbatte il rischio di morte 36%.

 

I 6 modi più strani per aprire una bottiglia di vino

Hai comprato una buona bottiglia di vino ma non hai il cavatappi? Ecco 6 sistemi più o meno fantasiosi per stapparla con scarpe, cacciaviti o coltelli

 

Rosso di Montalcino Donatella Cinelli Colombini: aprire la bottiglia con una scarpa

Rosso di Montalcino Donatella Cinelli Colombini: aprire la bottiglia con una scarpa

di Donatella Cinelli Colombini

Le bottiglie di vino sono fra i pochi contenitori alimentari che hanno bisogno di un attrezzo esterno per essere aperti. In molte case solo una persona sa usare il cavatappi e spesso i giovani preferiscono bottiglie chiuse con lo screwcup proprio perché sono più facili da aprire. Molto spesso c’è un solo cavatappi disponibile e quando si rompe può essere difficile togliere il sughero.
Per questo sono stati inventati dei sistemi alternativi, in certi casi sono davvero fantasiosi, che qui vi propongo da un elenco di Thedrinksbusiness che io ho modificato anche per impedire gli infortuni domestici.

 

1) SABRAGE

Il sabrage nasce quasi come una cerimonia augurale o di festeggiamento degli Ussari di Napoleone e prevede di aprire la bottiglia con un colpo secco inferto con la sciabola al collo, dove il vetro ha una specie di bordo. Le spade moderne da sabrage sono generalmente corte, senza filo e senza punta in modo da non ferire gli sciabolatori maldestri. In realtà qualunque bottiglia di vino, e non solo lo Champagne, può essere aperta con lo sabrage. Anche la sciabola può essere sostituita da un coltello molto grosso. La cosa importante è la sicurezza nel dare il colpo perché le probabilità di farsi male sono alte.

set per champagne con sciabola per sabrage

Set per champagne con sciabola per sabrage

 

2) APRIRE IL VINO USANDO CACCIAVITE E TENAGLIE

Infilare una lunga vite nel sughero con un cacciavite e poi estrarla insieme al tappo con un paio di tenaglie.

 

3) APRIRE IL VINO CON LA SCARPA

Togliere la capsula, prendere una scarpa in cuoio, con il tacco bello duro, infilare la bottiglia nella scarpa in modo che il fondo di vetro prenda il posto del tallone e battere la bottiglia sul muro tenendola ben ferma dentro la scarpa. Tre colpi e voilà! Il tappo fuoriesce di un centimetro e mezzo per cui è facile tirarlo fuori con le dita.

 

3 Brunello di annate 5 stelle per feste e collezioni

Uno scrigno con tre bottiglie di Brunello delle migliori annate da collezione 1997, 2007 e 2012 insieme ai calici Riedel più adatti per gustarle

 

Offerta Brunello di Montalcino di annate 5 stelle: 1997, 2007, 2012 insieme a 6 calici Riedel

Offerta Brunello di Montalcino di annate 5 stelle: 1997, 2007, 2012 insieme a 6 calici Riedel

Tre annate TOP, quasi leggendarie, per chi ama il Brunello e vuole avere delle bottiglie per occasioni speciali:

1997: come molte grandi annate iniziò male con una gelata primaverile che ridusse il numero e la dimensione dei grappoli;

2007: anno senza inverno e con estate fresca che ha prodotto un Brunello profondo e adatto al lungo invecchiamento;

2012: un’annata calda con un settembre perfetto per la maturazione dell’uva.

 

Vini celebrati dalla critica internazionale e capaci di sorprendere e regalare emozioni. Vi arriveranno a casa in una cassetta in legno adatta per essere conservata in cantina e 6 bicchieri Riedel Performance per gustarle in modo perfetto.

 

OFFERTA PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

Cassa in legno da 3 bottiglie contenente:

Brunello di Montalcino DOCG 1997,  Brunello di Montalcino DOCG 2007 e Brunello di Montalcino DOCG 2012 + 6 calici di cristallo Riedel Performance

PREZZO SPECIALE PER I SOCI: 339 Euro (anziché 399 Euro) offerta valida fino al 2 aprile 2021

Offerta Brunello di Montalcino annate 5 stelle: 1997, 2007, 2012 e calici Riedel

Offerta Brunello di Montalcino annate 5 stelle: 1997, 2007, 2012 e calici Riedel

Per chi vuole raddoppiare l’acquisto il prezzo è ancora più conveniente 660 Euro

Il prezzo comprende la spedizione a casa in Italia e uno sconto di 15€ per la spedizione all’estero.

 

OFFERTA PER TUTTI GLI ALTRI WINE LOVERS

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Brunello di Montalcino DOCG 1997, Brunello di Montalcino DOCG 2007 e Brunello di Montalcino DOCG 2012 + 6 calici di cristallo Riedel Performance

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Il prezzo comprende la spedizione a casa in Italia e uno sconto di 15€ per la spedizione all’estero.

 

Vuoi entrare nel Club di Donatella?

Scrivi a vino@cinellicolombini.it per accedere all’area riservata!

 

Essere membri del club dà diritto a ricevere offerte speciali come vini in anteprima o vecchie annate con prezzi vantaggiosi e un’accoglienza speciale nelle cantine del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle, nei negozi ToscanaLovers di Siena, Bagno Vignoni e Cortona, nei ristoranti e nell’agriturismo di Donatella Cinelli Colombini.

 

IL COVID CREA OPPORTUNITA’ A NUOVE WINE DESTINATION 7

Il turismo è come lo sport con nuovi vincitori ogni anno, inoltre il lockdown ha cambiato le regole del gioco, per questo ci saranno nuove TOP destination

 

Covid e lockdown: cambiano le wine destination

Covid e lockdown: cambiano le wine destination

di Donatella Cinelli Colombini

Fin qui abbiamo parlato di come riconquistare o ottenere il successo enoturistico, sapendo bene quanto sia dura la sfida, in un momento difficile come quello della pandemia e di quanto il lockdown abbia cambiato i comportamenti di uomini e donne di tutto il mondo. Se infatti in condizioni normali ogni offerta turistica doveva competere ogni anno come gli atleti nelle gare internazionali e i vincitori dell’edizione precedente potevano ritrovarsi esclusi dal podio, adesso il covid ha cambiato le regole del gioco e chi era molto forte può scoprirsi meno competitivo mentre, all’opposto, ci saranno emergenti con il profilo corrispondente alle richieste dei nuovi viaggiatori.
Ad ogni modo bisognerà essere pronti a cogliere le occasioni e poi porsi seriamente il problema di mantenere il successo più a lungo possibile.
Sembra facile! Invece è più difficile rimanere sul gradino più alto del podio che arrivarci.

 

MANTENERE IL SUCCESSO ENOTURISTICO SIGNIFICA ACCETTARE DEI LIMITI

San Gimignano e vigne di vernaccia: covid e lockdown cambiano il potenziale attrattivo delle wine destination

San Gimignano e vigne di vernaccia: covid e lockdown cambiano il potenziale attrattivo delle wine destination

Questo perché la destinazione turistica ha un ciclo di vita come qualunque altro prodotto, anzi, l’attitudine infedele del viaggiatore lo fa innamorare di luoghi sempre nuovi aumentando il rischio abbandono.
Ogni meta ha una fase di conquista, quando è intatta e cerca di attrarre visitatori. Poi la popolazione residente comincia a sentire fastidio per i forestieri che prendono troppi spazi. C’è poi una sorta di metamorfosi per cui il luogo diventa “turistico” con i negozi di souvenir che sostituiscono quelli di vicinato ed a quel punto decade verso il mordi e fuggi, cioè il turismo di massa.
Il ciclo di vita delle destinazioni ha velocità molto diverse: può durare pochi anni, mentre talvolta è lentissimo, dando addirittura l’impressione di non avvenire. In realtà persino le super star del turismo, come Venezia sono afflitte dall’overtourism, cioè dal fenomeno “grandi numeri – piccola spesa” che mercifica e corrode la bellezza dei luoghi. Tuttavia, mentre l’unicità e l’immenso patrimonio culturale di Venezia le da una garanzia per il futuro, lo stesso non avviene per le wine destination. Sono troppe nel mondo e nessuna ha il Canal Grande e Piazza San Marco.

 

Il Drago e le 8 Colombe IGT Supertuscan 2018

Una vendemmia piccola di quantità e grande di qualità, il 2018 ci regala Il Drago e le 8 Colombe – Supertuscan in “stile Novecento” di grande ricchezza aromatica

 

Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018 - Donatella Cinelli Colombini

Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018 – Donatella Cinelli Colombini

Nelle vigne, il 2018, è iniziato mostrando gli effetti della gelata primaverile dell’anno prima: i grappoli erano pochi e piccoli, fino dall’inizio. Un elemento che sembrava negativo ed invece ha consentito all’uva di superare felicemente un maggio piovosissimo e un’estate che alternava caldo a grosse perturbazioni. Un clima che ricorda quelli del Novecento, con più nuvole che sole. Il clima estivo di settembre è stato decisivo per la qualità dell’uva: il calibro degli acini si è ridotto e la maturazione è avvenuta gradualmente, in modo contemporaneo nelle bucce e nella polpa dell’uva – maturità tecnologica e polifenolica.

Le temperature nel periodo pre-vendemmiale hanno dato al Drago e le 8 Colombe 2018 la sua caratteristica distintiva: i profumi fini, complessi e profondi.
Infine, un piccolo ma significativo particolare, contro tutte le previsioni metereologiche, la pioggia è arrivata il giorno dopo la fine della vendemmia. Un particolare non piccolo, perché, interpretando la vendemmia in “stile Novecento” le uve migliori, come quelle per il Drago e le 8 Colombe, sono state colte per ultime. Un colpo di fortuna che bevendo il Drago e le 8 Colombe è chiaramente percepibile.

 

IL NOME DEL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Il Drago e le 8 Colombe nasce nelle prime cantine italiane con un organico interamente femminile: sono donne la consulente Valerie Lavigne, le enologhe Barbara Sabrina, Giada e le cantiniere, le addette all’accoglienza turistica e al commerciale. Sono le 8 colombe citate nel nome insieme al Drago, l’unico uomo presente: Carlo Gardini, il marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini che è il promotore di piccole selezioni di straordinari vini dolci.

Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018 - Donatella Cinelli Colombini

Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018 – Donatella Cinelli Colombini

Il Drago e le 8 Colombe nasce per celebrare anche gli uomini del vino.

 

IL DRAGO E LE 8 COLOMBE 2018

Si tratta di un Supertuscan, un “vino d’autore” IGT Toscano, in cui i vitigni sono usati seguendo la creatività e non la tradizione. Nel Drago e le 8 Colombe vengono usati tre diverse uve: Sangiovese, vitigno principe della Toscana, che conferisce al vino l’eleganza, il Merlot (20%) che aggiunge piacevolezza e il Sagrantino (20%) che accresce la struttura. Tutte le uve sono coltivate, vinificate, maturate in botte, imbottigliate e affinate in fattoria.

 

BENVENUTO BRUNELLO OFF 2021

Benvenuto Brunello OFF con i meravigliosi 2015 e 2016 in assaggi, la consacrazione delle 5 stelle all’ultima vendemmia e la Fenice di Federica Pellegrini

 

Vendemmia 2020 - mattonella di Federica Pellegrini

Vendemmia 2020 – mattonella di Federica Pellegrini

di Donatella Cinelli Colombini

Benvenuto Brunello 2021 in versione covid- con pochi ospiti frazionati nei weekend di marzo, tamponi, mascherine, pranzi al sacco e tante altre regole anticontagio. Per fortuna i Brunello 2016 e la Riserva 2015 sono talmente buoni da rallegrare gli animi ed alleviare il peso incombente del covid.

 

LA FENICE DI FEDERICA PELLEGRINI  PER LA VENDEMMIA 2020

Su tutto vola la leggiadra Fenice, il leggendario uccello di fuoco che rinasce dalle sue ceneri ed esprime la speranza di una ripartenza folgorante dopo il disastro covid. Un simbolo augurale che la nuotatrice olimpionica Federica Pellegrini si fece tatuare sul collo in un momento critico della sua vita e che l’ha aiutata a ritornare al successo. E’ la stessa Fenice che Federica ha disegnato nella formella dedicata alla vendemmia 5 stelle del 2020.

Brunello di Montalcino OFF 2021

Brunello di Montalcino OFF 2021

Nell’intervista che Luciano Ferraro del Corriere della Sera le ha fatto online, la bella e bravissima nuotatrice veneta, ha raccontato del padre barman nei più bei locali di Venezia, che l’ha portata a Montalcino da bambina e le ha insegnato ad amare il vino.

Poi la mattonella con la Fenice disegnata da Federica è stata apposta dal Sindaco Silvio Franceschelli e dal Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci, nel muro esterno del Palazzo Pubblico di Montalcino dove, dal 1992, le formelle mostrano la valutazione di ogni vendemmia. Una sorta di calendario perenne del Brunello.

 

BENVENUO BRUNELLO OFF 2021 E I PREMI LECCIO D’ORO

Sono le 5 stelle della vendemmia 2020 e i giudizi stellari sui vini Brunello appena entrati in commercio, le parti più belle dell’evento che si è svolto a Montalcino nei weekend di marzo. Durante il primo, riservato a 40 giornalisti e nel secondo per i blogger, i produttori sono stati esclusi e gli assaggi sono stati gestiti da una squadra di sommelier AIS rigorosamente mascherati.

I vitigni resuscitati sono di moda

Vitigni quasi estinti che diventano trendy in un momento in cui i wine lovers cercano diversità, autenticità e la capacità di raccontare lunghe storie

 

Vicki Denig su WineSearcher ci aiuta a scoprire la moda dei vini boutique: esclusivi, antichi, diversi e pieni di un fascino antico. <<Bere varietà resuscitate è come assaporare l’antichità con un tocco moderno. Se la storia si ripete davvero, in questo caso ne siamo ancora più grati e assetati.>>

 

Vitigni resuscitati - Succés Winery - vitigno Trepat

Vitigni resuscitati – Succés Winery – vitigno Trepat

VITIGNI RESUSCITATI IN ITALIA ERBAMAT E FOGLIA TONDA

Qualche anno fa chi andava al wine bar si sentiva offrire Cab, Merlot, Sauvignon …. Oggi invece i vini di tendenza sono quelli monovarietali di uve antiche e poco conosciute, anzi in certi casi quasi resuscitate dall’estinzione. Come l’Erbamat, antico vitigno lombardo che solo pochi anni fa non era neanche consentito nell’uvaggio della Franciacorta, ed ora entra per il 10% fra i vitigni ammessi.  E’ più tardivo dello Chardonnay e del Pinot, caratteristica che prima del global warming poteva essere negativa e invece ora è un vantaggio perché la sua elevata carica acida è di aiuto alla freschezza delle bollicine bresciane.

Ferghettina, Franciacorta: riscoperta del vitigno Erbamat

Ferghettina, Franciacorta: riscoperta del vitigno Erbamat

Ecco che la riscoperta di antichi vitigni, caduti nell’oblio, riserva sorprese davvero entusiasmanti per gli enologi. Infatti spesso queste uve e questi vitigni sono stati abbandonati, un secolo fa, perché erano poco produttivi o difficili da portare a maturazione con il clima più freddo e piovoso di allora. Oggi invece offrono opportunità nuove, oltre la loro stessa diversità, qualità questa molto richiesta dai wine lovers stufi di vini troppo uguali e prevedibili. E’ infatti la suggestione di qualcosa di antico, vero e raro la prima spinta alla riscoperta.
E’ stata decisamente la prima motivazione per me con il vitigno Foglia Tonda in Toscana, terra di origine di questo “figlio del Sangiovese” caduto in disuso da oltre un secolo, e utilizzato per il Cenerentola DOC Orcia. Dopo un inizio difficile adesso il foglia Tonda in uvaggio con il Sangiovese sta salendo le classifiche internazionali.

 

VITIGNI RESUSCITATI IN USA: VALDIGUIE’, DELAWARE E CATAWBA

Storia simile per Marc Gagnon, enologo presso Gagnon-Kennedy Vineyards, (ex Screaming Eagle) con il vitigno Valdiguié, clone del “Napa Gamay”, coltivato dai fondatori della viticultura californiana. La versione moderna del Valdiguié è vinificata con la macerazione carbonica e imbottigliata con una leggera effervescenza. Per il momento si tratta di poche bottiglie che richiedono una spiegazione specifica per essere capite e vendute …. Un problema che tutti i vitigni autoctoni rari si trovano davanti quando entrano nel mercato.

TURISMO DEL VINO E AMBIENTALISMO 6

Essere bio-Biodinamico, fare scelte etiche, offrire ai visitatori colonnine di ricarica per auto elettriche, accrescono l’attrattiva delle cantine turistiche

 

Fattoria del Colle - chef Antonio nell'orto 2020

Fattoria del Colle – chef Antonio nell’orto 2020

di Donatella Cinelli Colombini

La sensibilità ambientale cresce ovunque come generica aspirazione a un mondo pulito e come consapevolezza di quanto ognuno, con i suoi comportamenti e le sue scelte alimentari, può contribuire a determinare il futuro del pianeta. Questo si traduce nella maggiore richiesta dei prodotti e dei servizi che derivano dalla stessa etica.
Si tratta di atteggiamenti sempre più diffusi fra i wine lovers che talvolta conducono a posizioni integraliste di aperta contestazione verso i vignaioli che praticano viticultura convenzionale. A seguito di questo sentiment, è cresciuto l’interesse per i vini “senza mani” dove l’intervento dell’uomo è ridotto al minimo in vigna e soprattutto in cantina, l’apprezzamento per i vitigni in estinzione oppure per le pratiche enologiche antichissime o per altre scelte produttive che spesso estremizzano la diversità.

 

QUANTO CONTA ESSERE BIO-BIODINAMICI-ETICI NEL TURISMO DEL VINO

Sperare che l’ambientalismo non avrà pesanti effetti sulle prospettive di vendita del vino e di visita dei luoghi del vino è pura illusione. Già adesso essere BIO o Biodinamici, fare scelte etiche nei confronti dei lavoratori, delle comunità locali e persino dei visitatori, offre dei vantaggi competitivi, quando si è capaci di comunicarlo efficacemente.

Turismo del vino e ambientalismo, animali - Fattoria del Colle, ingresso di cantina con cuccia dei gatti

Turismo del vino e ambientalismo, animali – Fattoria del Colle, ingresso di cantina con cuccia dei gatti

L’azienda che mostra di sentire la responsabilità sociale verso chi è svantaggiato con azioni di charity, volontariato, attenzione ai disabili, i contributi formativi dedicati ai bambini -come l’orto didattico- è molto più apprezzata di un tempo.
Ma nell’epoca della comunicazione fare non basta, è necessario far sapere. Come la moglie di Cesare che <<non solo deve essere onesta ma anche apparire onesta>>, allo stesso modo, per accrescere il proprio appeal turistico, le scelte ambientali e etiche devono essere percepite dai consumatori e visitatori attraverso il sito, i canali social, la comunicazione, i cartelli all’interno dell’azienda, le spiegazioni durante le visite enoturistiche … collegandosi a comportamenti coerenti con gli stessi messaggi. Essi sono tanto più visibili e percepiti quanto maggiormente coinvolgono i visitatori. Fanno parte di questa logica le colonnine per la ricarica delle auto elettriche, oppure l’orto con essenze autoctone che vengono fatte assaggiare come esperienze didattiche affinchè i visitatori diventino strumenti della loro sopravvivenza. Sul lato opposto usare piatti o bicchieri di plastica monouso in un’azienda biologica appare una scelta incoerente che getta un’ombra di dubbio su tutto il resto. L’attenzione maggiore dei visitatori va all’uso corretto dell’acqua e dell’energia ad esempio utilizzando lampadine a basso consumo o meccanismi che spengono gli impianti quando nessuno li adopera, gli alimenti a km 0 e di stagione, il riuso degli scarti e il riciclaggio, così come l’assenza di emissioni.

 

I TURISTI DEL VINO NON SONO PIU’ GLI STESSI 5

Nelle cantine arrivano più donne e meno wine lovers. I visitatori cercano interesse e svago a contatto con la natura

 

I turisti del vino non sono più gli stessi

I turisti del vino non sono più gli stessi

di Donatella Cinelli Colombini

Il covid ha accelerato il cambiamento di profilo degli enoturisti che bussano alle porte delle cantine. Eravamo abituati ad una prevalenza maschile e invece le aziende Spagnole e poi quelle californiane hanno registrato più donne che uomini. Un cambiamento che trova un’espressione simbolica nei due film icona dell’enoturismo: Sideways (2004) dove Miles e Jack fanno un avventuroso viaggio di addio al celibato nelle cantine della contea di Santa Barbara, Wine Country (2019) con sei amiche che vanno a festeggiare un cinquantesimo compleanno nelle cantine di Napa.

 

LE DONNE STANNO DIVENTANDO LA MAGGIORANZA DEGLI ENOTURISTI

Il cambio di genere fra i visitatori delle cantine richiede qualche piccola attenzione nella wine hospitality. Roberta Garibaldi, nel suo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, evidenzia come i maschi sono attratti dall’accoppiata vino-sport, mentre le donne hanno bisogno di un tocco più culturale. Ecco che probabilmente l’Eroica, corsa in bicicletta nei distretti vitati della Toscana, attirerà “male wine lovers” e invece l’opera lirica all’Arena di Verona sarà molto gradita dalle “female wine lovers” che vanno nelle cantine di Amarone.

 

I turisti del vino non sono più gli stessi

I turisti del vino non sono più gli stessi

CRESCONO I TURISTI DEL VINO PER CASO E DIMINUISCONO I WINE LOVERS

Il genere del turisti non è l’unica novità nel profilo dei visitatori delle cantine, un’indagine condotta da Winetourism.com su 80 cantine (38% italiane) di 34 Paesi nell’autunno 2020 ha evidenziato come il 57% dei nuovi enoturisti siano poco esperti di vino e desiderosi di intrattenimento, mentre solo il 15% abbia una reale passione per il nettare di Bacco. Tuttavia, nelle aziende dove è più alta la quota dei veri wine lover, i fatturati derivanti dalla vendita di bottiglie e degustazioni, ovviamente, sono più alti. E’ inoltre stata registrata una quota significativa, del 28% di visitatori in cui entrambe queste motivazioni di viaggio sono presenti.

 

AUMENTA LA RICHIESTA DI ESPERIENZE E CALANO LE VENDITE DI BOTTIGLIE

I cambiamenti nel profilo, e quindi nei bisogni dei turisti del vino, comportano adeguamenti nell’offerta e nella comunicazione dell’offerta. Infatti, attualmente l’income maggiore dell’enoturismo è costituito dalla vendita diretta (55,7%), mentre le animazioni sono il 36,7% del business enoturistico, ma è facile prevedere una futura diminuzione della prima e un aumento della seconda.

 

Sanchimento IGT Toscana bianco 2020

L’IGT Toscana Bianco Sanchimento è un piccolo capolavoro di creatività e naturalezza. Un Supertuscan bianco esclusivo, innovativo, BIO e leggermente orange

 

Sanchimento IGT Toscana 2020 - supertuscan della Fattoria del Colle

Sanchimento IGT Toscana 2020 – supertuscan della Fattoria del Colle

Sanchimento è ottenuto dalle prime uve raccolte da “vendemmiatori mascherati” cioè con indosso la mascherina anti covid.
Tutti ricorderemo la raccolta 2020 alla Fattoria del Colle, per il disagio di rispettare le regole sanitarie nonostante il caldo, la fatica e il fastidio di respirare male. Ma nessuno si è contagiato, ma speriamo sia la sola vendemmia covid.

 

SANCHIMENTO UN SUPERTUSCAN BIO

Raccolta manuale dell’uva e raffreddamento dei grappoli di Traminer in un vecchissimo camion frigo IVECO. E’ un pezzo di antiquariato ma rimane in funzione proprio per la vendemmia.
Dopo una prima sperimentazione nel 2019, la cantiniera Barbara Magnani con le sue enologhe Junior Sabrina e Giada si sono lanciate in un’alchimia fra vinificazione tradizionale e orange wine.

Sanchimento IGT Toscana 2020 - Supertuscan - Fattoria del Colle

Sanchimento IGT Toscana 2020 – Supertuscan – Fattoria del Colle

Una parte dell’uva è stata infatti fermentata con le bucce e con lieviti autoctoni. Il blend con il Sanchimento vinificato tradizionalmente è avvenuto prima dell’imbottigliamento. Il risultato è un vino di grande carattere e finezza, meno aromatico ma più complesso al naso rispetto a quelli a cui eravamo abituati. Più agile, ampio e strutturato in bocca. Un vino non banale che mostra il coraggio di sperimentare e interpretando i caratteri naturali dell’uva Traminer coltivata in Toscana.

Il piccolo vigneto Sanchimento fu piantato nel 1989 da Fausto Cinelli, padre di Donatella Cinelli Colombini, intorno alla cappella di San Clemente della Fattoria del Colle. Chimento è infatti il nome che veniva usato al posto di Clemente nella lingua poi divenuta vernacolo senese.
IGT Toscana Sanchimento 2020 è dunque un Supertuscan BIO prodotto in una piccolissima serie di 2000 bottiglie. Un vino esclusivo per i wine lover che visiteranno o soggiorneranno alla Fattoria del Colle nel 2021.

 

Tendenze alimentari 2021

Salute, etica e ambientalismo nel piatto. Lotta agli sprechi. Ritorno alla tradizione ma anche Kombuca, ramen e miso. Più pasti a casa e caffè più buoni

 

di Donatella Cinelli Colombini

Cibi salutari a km 0 - tendenze alimentari 2021

Cibi salutari a km 0 – tendenze alimentari 2021

TENDENZE ALIMENTARI 2021: SALUTE

Cibi salutari quindi senza chimica, cibi che rispettano l’ambiente quindi freschi e a km 0, ma anche cibi ecocompatibili nei loro processi produttivi e non come la carne di bue che richiede un’enorme quantità d’acqua.
Cibi salutari per chi li mangia, quindi verdure e frutta ma anche super food o alimenti addizionati con vitamine, sali e integratori vari. Molto apprezzati legumi, funghi e mango che vanno a formare anche nuovi preparati dal gusto gradevole e persino snack o jerky vegetali.

 

CUCINA DOMESTICA

In tavola torna la tradizione ma con un pizzico di fantasia. Il pasto a casa sarà ancora più diffuso con il perdurare dello smart working, la migliore offerta di delivery e anche una più affinata capacità ai fornelli acquisita nel 2020. Cibi fermentati come crauti e il kefir ricchi di microrganismi benefici.

 

OLIO SEMPRE PIU’ VARIO

L’olio extravergine sempre più di moda e sempre più diversificato nella ricerca di varietà, provenienze e lavorazioni nuove e non solo di oliva.

 

TENDENZE ALIMENTARI 2021: KOMBUCA

Bevanda dolce ottenuta dalla fermentazione del tè e proposta in diverse varianti.

 

RAMEN E MISO: DIVENTA DI MODA LA CUCINA ASIATICA POPOLARE

Tendenze alimentari 2021: Ramen

Tendenze alimentari 2021: Ramen

Il Ramen è un piatto cinese divenuto poi molto popolare in Giappone. E’ costituito da spaghettini di frumento serviti in un brodo ristretto di carne e o pesce e aggiunto di maiale, alghe, kamaboko, (fiocchi di tonnetto striato), niboshi (sardine giovani essiccate negi) e a volte mais. E’ delizioso e purtroppo è più facile trovarlo in ristoranti popolari che in quelli più lussuosi.
Il miso è una salsa di origine giapponese, ottenuta dalla soia gialla a cui spesso vengono aggiunti cereali come orzo (Mugi Miso) o riso (Kome Miso), segale, grano saraceno o miglio. Ha un gusto molto salato e viene usata come condimento o come zuppa.

 

I vini australiani più cari e reputati

Penfolds e Henschke Hill sono i più famosi ma non i soli vini australiani di alta qualità e di alto prezzo. L’enologia australiana non è solo Yellow Tail

 

Vini australiani più cari: Seppeltsfield Para Vintage Tawny Port

Vini australiani più cari: Seppeltsfield Para Vintage Tawny Port

Di Donatella Cinelli Colombini

Yellow Tail, con il suo enorme successo è diventato il simbolo di un’enologia australiana indirizzata su vini ben fatti, piacioni e a basso costo. Un’immagine che banalizza una realtà produttiva molto più articolata e piena di eccellenze: dagli sparkling della Tasmania, al Riesling, fino a grandi rosé e Pinot Noir.

 

VINI AUSTRALIANI FRA JELLOW TAIL E GRANGE

I vini australiani premium sono l’argomento di due articoli di James Lawrence e di Natalie Sellers su Wine Searcher che ci aiutano a scoprire le eccellenze enologiche dell’isola dei canguri. L’ente governativo “Wine Australia” ha lavorato bene per ampliare i mercati ottenendo grosse crescite in Asia e soprattutto un bel successo in Cina. Nel gigante asiatico, le etichette australiane hanno beneficiato della nuova tassa di importazione sui vini USA e sono riuscite a introdurre numerose bottiglie di alto prezzo.
Contemporaneamente, nell’importantissimo mercato statunitense, lo Shyrah sta vivendo un momento molto favorevole e questo mette il turbo agli australiani che hanno proprio nello Shyrah la loro varietà regina.
Insomma l’immagine di vini australiani polposi, banali e allegri rimane anche perché è la parte più rilevante della loro produzione e del loro export, ma le vendite di bottiglie super premium della calda Barossa Valley e della fresca Eden Valley stanno sfornando autentici capolavori in bottiglia.

 

I 10 VINI AUSTRALIANI PIU’ CARI

Vini australiani più cari: Bass Phillip Reserve Pinot Noir

Vini australiani più cari: Bass Phillip Reserve Pinot Noir

Ecco la lista delle bottiglie più care d’Australia:

1. Seppeltsfield Para Vintage Tawny Port, Barossa Valley – si tratta di un vino fortificato. Il rating medio dei wine critics è di 95/100 ed il prezzo è molto elevato $ 5.660 per 750Cl.

2. Penfolds Bin 170 Kalimna Vineyard Shiraz, Barossa Valley – probabilmente il produttore di vino più famoso d’Australia. Cantina fondata nel 1844 e celebrata per i suoi Shiraz e Cabernet Sauvignon di fascia alta. Il Bin 170 ha un giudizio medio della critica di 94/100 e un prezzo di 1.356 $.

3. Bass Phillip Reserve Pinot Noir, Gippsland – fondata nel 1979. Dopo aver operato in modo biologico per molti anni, i vigneti di Gippsland sono biodinamici dal 2002. Ha una grande reputazione per i vini a lungo invecchiamento e punta sul Pinot Noir. Punteggio medio di 94/100 e prezzo di $ 675.

4. Torbreck The Laird, Barossa Valley – specializzato nell’utilizzo di vecchi vigneti nelle varietà Shiraz, Grenache e Mourvédre Punteggio medio di 93/100 e prezzo medio di $ 626.

DALL’IMMAGINE DIGITALE AL BUSINESS DELLA CANTINA 4

E’ importante essere visti ma anche apparire veri, simpatici, diversi perché i numeri delle visualizzazioni web si trasformino in fiducia, affezione e vendite

 

Dall'immagine digitale al business in cantina

Dall’immagine digitale al business in cantina

di Donatella Cinelli Colombini

L’argomento vino e digitale riguarda anche il modo con cui la cantina è percepita virtualmente e le interazioni con le nuove figure di influencer. Due argomenti con molti punti di contatto. Il sito non è più solo una vetrina dove i potenziali buyers trovano notizie sull’azienda e sui vini, anche se persino questo aspetto è più importante di prima visto che pochissimi importatori vengono in Italia. Ora il sito va considerato parte di una ragnatela di canali comunicativi con cui la cantina si racconta e dialoga con i suoi clienti, amici e followers. Un modo di rappresentarsi dinamico, tecnico e in continua evoluzione in cui è difficile trovare il giusto compromesso fra autenticità e illusione. Infatti offrire un’immagine di sé felice e dorata, suscita ammirazione e forse crea anche opportunità di business ma allontana dal vissuto vero, dalla natura e dai valori che sono invece i punti di forza su cui costruire il proprio futuro. Meglio quindi essere autoironici, emozionanti, colorati … ma non finti.
I numeri delle visualizzazioni giornaliere contano e farle aumentare comporta un grosso lavoro ma, insieme alla catalogazione e alla profilazione dei visitatori e dei clienti privati, è il solo modo per far funzionare l’e-commerce aziendale e le prenotazioni enoturistiche.

 

Fabrizio Nonis: Dall'immagine digitale al business in cantina

Fabrizio Nonis: Dall’immagine digitale al business in cantina

DAL DIGITALE ALLA VENDITA DI BOTTIGLIE E VISITE

Non fraintendiamo i numeri dell’e-commerce. Nel mondo, una bottiglia di vino ogni 10 è venduta online ed il lockdown ha accresciuto velocemente questo mercato, tuttavia il grosso del business passa dai “pure players” e non dalle cantine. In Italia l’80% dell’e-commerce enologico è in mano a Tannico, Vino.com, Callmewine, altri siti specializzati, supermercati e Amazon (dati Nomisma WineMonitor).
Il dialogo virtuale fra la cantina e la sua community dipende prevalentemente dall’attività di comunicazione social e dalla condivisione di immagini e contenuti, tuttavia beneficia di interazioni con il reale per cui vive anche fuori dal monitor. Una dimensione che viene sviluppata soprattutto attraverso l’invio periodico di newsletter o, più frequentemente, con un wine club. Questa proposta sta riscuotendo un crescente interesse: il 36% delle cantine intervistate da Nomisma Wine Monitor in occasione di Wine2Wine 2020, intende attivarlo nel futuro prossimo. Si tratta di un contenitore che ha uno spazio permanente ed un invio periodico di inviti ad eventi esclusivi. I membri del club ricevono proposte di shopping di bottiglie a prezzi o condizioni di favore oppure altre opportunità di esperienze, incontri riservati in cui, la cantina e la gente che ci lavora si materializzano e entrano in vera relazione con il cliente-amico.

 

INNOVAZIONE E DIGITALE NELLE CANTINE TURISTICHE 3

L’ accelerazione impressa dalla pandemia all’uso del digitale ha fatto scoprire al vino italiano quanto fosse pericolosamente indietro sui competitori esteri

 

Turismo del vino e digitale

Turismo del vino e digitale

di Donatella Cinelli Colombini

La pandemia ha enormemente aumentato l’uso del digitale e il vino italiano ha scoperto improvvisamente che l’arretramento rispetto alle cantine australiane, californiane e persino cinesi, nell’uso dei mezzi elettronici, era un enorme problema. Sarebbe servito avere una mailing list di clienti privati, un wine club già attivo, un sito con migliaia di accessi giornalieri in modo che l’e-commerce vendesse molte bottiglie …. Ma quante cantine li avevano? E come rimediare a queste carenze in un momento in cui il turismo, soprattutto estero, era in piena crisi?
Anche su questi argomenti i campanelli d’allarme suonavano da anni ma nessuno li ascoltava e solo le difficoltà commerciali causate dall’epidemia hanno aperto le orecchie dei produttori facendo fare investimenti sull’innovazione che, in un momento difficile, sono risultati anche più onerosi.

 

MAILING LIST DEI CLIENTI PRIVATI

Turismo del vino e digitale

Turismo del vino e digitale

Il caso più eclatante è la raccolta dei nomi dei visitatori con le schede di liberatoria per la privacy. Ricordo di averlo suggerito già nel mio primo manuale sul turismo del vino, nel lontano 2003, ma recentemente ho ascoltato un divertente webinar di WineMeridian, in cui la mancanza della mailing list dei clienti privati diventava fonte di dileggio data la generalità del problema <<non ce l’ha nessuno>> ho sentito dire a Lavinia Furlani. Eppure era evidente a tutti che l’enoturista soddisfatto fosse un cliente molto fidelizzabile e fosse molto meno costoso trasformarlo in un acquirente fedele piuttosto che cercarne uno nuovo. Così come era sotto gli occhi di tutti l’esempio delle altissime percentuali di vendita diretta delle cantine californiane dove i visitatori-compratori vengono censiti e profilati per proporre loro le nuove annate del vino e gli appuntamenti esclusivi. Database costruiti negli anni, che consentono ai produttori a stelle e strisce di vendere direttamente gran parte della produzione.
Esempi da imitare che, tuttavia solo ora vengono imitati.
La tecnologia viene ora percepita come uno strumento indispensabile per il turismo e il business del vino: indicizzarsi, georeferenziarsi, dialogare con il clienti, diversificare la propria immagine sono diventati dei must per tutte le cantine italiane.

 

Massimo Garavaglia e il Ministero del turismo da costruire

Quella di Massimo Garavaglia somiglia alla “Mission Impossible” del celebre film. Il turismo al collasso e il suo Ministero con pochissimi uomini e mezzi

di Donatella Cinelli Colombini

Massimo Garavaglia

Come sappiamo il Ministero del Turismo fu soppresso a seguito di un referendum nel 1993. E’ rimasto un dipartimento quasi sempre associato al Ministero dei Beni Culturali salvo il breve periodo in cui avvenne un trasferimento all’Agricoltura piuttosto burrascoso con molti dipendenti che non accettavano di cambiare ministero e altri episodi che ridussero la già modesta attività degli uffici. Da quasi trent’anni le risorse e le competenze sul turismo sono state assunte dalle regioni. Un frazionamento che ha indebolito il brand Italy sui mercati mondiali ed ha aumentato i costi.

UN MINISTERO TUTTO DA COSTRUIRE

Quindi Garavaglia avrà a disposizione alcuni uffici con poco personale, all’interno del MIBAC guidato da Dario Franceschini.
C’è da sperare che almeno qualche funzionario molto forte in marketing turistico ci sia perché il neo Ministro non ha competenze in materia e farà fatica a entrare in una materia complessa e in continua evoluzione.

Massimo Garavaglia Ministro del Turismo

Per avere un’idea delle dimensioni enormi di questo comparto, il business turistico mondiale era, nel 2019, 1300miliardi mentre quello del vino 200. Il turismo è un settore con players enormi e muove investimenti giganteschi.

Per rendersi conto della situazione in cui opera il Ministro Garavaglia basta aprire i siti nazionali del turismo Italia.it e Visititaly.eu ….. ma poi non mettetevi a piangere.

CHI E’ MASSIMO GARAVAGLIA

il nuovo Ministro del Turismo  Massimo Garavaglia ha 53 anni e due lauree, una in Economia e Commercio all’Università Bocconi e l’altra in Scienze Politiche alla Statale di Milano. E’ stato sindaco di Marcallo con Casone, deputato e poi senatore, il più giovane della storia della Repubblica Italiana. Nel 2013, per un breve periodo, è stato Assessore regionale al Bilancio della Regione Lombardia. E’ stato Viceministro dell’Economia nel governo Conte.

Da questo curriculum si deduce una buona competenza economica ma, purtroppo, nessuna esperienza sul turismo. Un problema vista la struttura del suo Ministero e la dimensione dei problemi che dovrà fronteggiare.
Infatti il turismo è il settore più colpito dalla pandemia. In Italia, prima del covid, arrivavano 64,5 milioni di turisti esteri all’anno che si sono dimezzati nel 2020 con un azzeramento dei viaggiatori statunitensi, canadesi, brasiliani, giapponesi, cinesi cioè dei segmenti più ricchi.

NEL RECOVERY PLAN MANCANO LE RISORSE PER IL TURISMO

Massimo Garavaglia

Il compito del Ministro Garavaglia è riattivare questi flussi ma c’è un ulteriore problema: nel “Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” meglio conosciuto come “Ricovery plan” non c’è neanche un riferimento a mare, montagna, termale, enogastronomia … niente solo una frase che cita le strutture ricettive. Nella sezione dedicata a “Turismo e cultura 4.0” che consta di 7 pagine, si parla di musei, chiese, industria del cinema e centri storici anche nelle zone rurali.

Quindi il Ministero del turismo ha davanti un problema enorme ma è quasi senza portafoglio. Mi chiedo come farà visto che nel 2018 Expedia Group e Booking Holding hanno investito complessivamente 10,6 miliardi di dollari in campagne online e sono pronti a mettere in campo cifre simili appena il grande business ripartirà.

                                                                       

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