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Addio a Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni

Due capitani coraggiosi che da giovani hanno lasciato Lucca per diventare leader in Canada e negli Stati Uniti Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni

Pier-Luigi-Tolaini

Pier-Luigi-Tolaini

Di Donatella Cinelli Colombini

Un addio pieno di gratitudine per questi due uomini che hanno dato lustro all’Italia nel mondo. Due personaggi molto diversi accomunati dalla zona di origine – Lucca – e dalla morte: il 19 aprile per Pier Luigi Tolaini e il 20 aprile per Siro Maccioni.

PER LUIGI TOLAINI

Ho conosciuto Tolaini attraverso la figlia Lia Tolaini Banville. Ero intimorita da quest’uomo partito dalla Garfagnana con il solo biglietto di andata verso l’America e capace di costruire da niente, a Winnipeg in Canada una delle maggiori impresedi trasporti  e logistica del Nord America,  la TransX. Era pragmatico, con una mente veloce e un’estrema

Siro-Maccioni-con-gli-chef-de-Le-Cirque

Siro-Maccioni-con-gli-chef-de-Le-Cirque

determinazione nel fare. Quando ho dovuto discutere con lui, pur sapendo di essere nel giusto, non sono riuscita a tenergli testa, perché aveva una personalità fortissima. Ho visto lo stesso tratto in tutti i grandi imprenditori che ho incontrato. Hanno quasi un’energia che cattura gli altri.

I LUCCHESI NEL MONDO

I lucchesi hanno una caratteristica diversa dagli altri toscani che fanno fatica a lasciare la loro terra di origine. L’avevano capito i Medici che mandavano i lucchesi nelle sedi estere della loro banca: ricordate il Ritratto dei coniugi Arnolfini (Jan van Eyck 1434)? Per capire la forza dei lucchesi nel mondo bisogna andare alla processione del Volto Santo il 13 settembre quando la città è interamente illuminata a candele e dietro al Crocifisso sfilano tutte le parrocchie e i comuni del lucchese e poi i lucchesi nel mondo con i labari dove si legge Sidney, Toronto, San Paolo ….
Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni erano fra questi lucchesi di cui la Toscana e l’Italia andava fiera.

Prigioniere in casa nella campagna toscana

Il covid nel Senese ha colpito meno che nelle altre provincie e soprattutto sembra fermarsi prima. Racconti collettivi e personali di Alice e Alessia

 

di Donatella Cinelli Colombini

Alice Grassi turismo Toscana Fattoria del Colle

Alice Grassi turismo Toscana Fattoria del Colle

La provincia di Siena sembra essere riuscita a contenere l’epidemia meglio di tutte le altre zone d’Italia. Nonostante un forte afflusso di lombardi nelle loro seconde case, una gara di ballo a Chiusi e la squadra di calcio della Pianese a Piancastagnaio che hanno diffuso il covid in interi comuni, nella Toscana del Sud i numeri delle persone positive sono rimasti bassi, così come quelli dei ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. Colpisce soprattutto il numero ridotto dei nuovi positivi dall’inizio di aprile, nonostante vengano fatti tamponi in modo sempre più esteso.

 

LA REGIONE TOSCANA DISTRIBUISCE LE MASCHERINE E OBBLIGA A INDOSSARLE

La Regione Toscana ha mandato a tutti i cittadini due mascherine (in scatole di cartone bianco e blu con scritte in cinese) ed ha proibito di uscire di casa senza protezione sul volto. Firenze è stata colpita dall’epidemia in modo consistente, ma la provincia di Siena forse uscirà dal contagio fra le prime in Italia.

Alessia Bianchi turismo Toscana Fattoria del Colle

Alessia Bianchi turismo Toscana Fattoria del Colle

Per la verità la sensazione di pericolo manca anche grazie alla piccola dimensione dei paesi e all’ampiezza degli spazi verdi nella campagna primaverile. C’è poi la fiducia in un sistema sanitario e sociale (istituzioni + volontariato) che ha dimostrato di funzionare e di presidiare il territorio. Bravi, davvero bravi: Regione, sindaci, personale sanitario, volontari della Racchetta, Misericordie e Pubblica Assistenza.

 

IL COLLASSO DEL TURISMO CAUSATO DAL COVID

Accanto a questo quadro positivo c’è la preoccupazione per il turismo che sta letteralmente andando a picco. Nessuno può prevedere se e quando i visitatori torneranno. La Toscana riceve soprattutto turisti esteri, con una grossissima quota di statunitensi. Il turismo italiano proviene in larga misura dalla Lombardia. Due zone di origine che destano grossa preoccupazione anche in chi deve accogliere i clienti. E’ altrettanto evidente che la sola clientela locale non basta per riaprire strutture ricettive e ristoranti.
Per il momento, la cosa più pesante è la reclusione in casa con solo qualche ora al giorno di lavoro a distanza. Ecco le testimonianze di due delle persone che accolgono i turisti nelle cantine e nell’agriturismo della Fattoria del Colle: Alice e Alessia.

 

Senza il covid sarebbe stato il week-end di Vinitaly

Come sarebbero questi giorni se non ci fosse stato il covid. Tutto il mondo del vino a Verona con la prospettiva di un grande Vinitaly con tanti affari

 

Vinitaly -Donatella Cinelli Colombini con Sabrina Debora e Violante

Vinitaly -Donatella Cinelli Colombini con Sabrina Debora e Violante

di Donatella Cinelli Colombini

Immaginiamo cosa avremmo fatto oggi se l’epidemia covid non ci fosse stata. Stasera sarei andata nel carcere di Volterra per la Cena Galeotta organizzata da Leonardo Romanelli, iniziativa molto meritevole a sostegno dei detenuti intenzionati a crearsi un futuro come cuochi o camerieri.

 

VINITALY IL GRANDE EVENTO DEL VINO ITALIANO

Domani sarei andata a Verona con la prospettiva di partecipare alla grandiosa cena di benvenuto organizzata da Veronafiere. Si tratta di un evento spettacolare che, in certi anni ha trasformato l’Arena in uno scenario da fiaba e ultimamente si svolge negli ex magazzini del ghiaccio in uno stile industrial chic con spettacoli di ballerini acrobati, luci e menù realizzato da chef stellati. Due anni fa ho avuto in dono un elmetto da cantiere con la scritta Vinitaly che indosso con fierezza ogni volta che scendo nella mia nuova cantina in costruzione.
Durante Vinitaly io e mio marito Carlo abitiamo in un appartamento a 100 metri dalla fiera. E’ una mansarda deliziosa, confortevole e superaccessoriata perché il proprietario è un elettrotecnico.

 

Donatella Cinelli Colombini e Marzia Morganti con elmetti Vinitaly

Donatella Cinelli Colombini e Marzia Morganti con elmetti Vinitaly

VINITALY 2020 UN RIMPIANTO E UNA PROMESSA PER IL 2021

L’edizione 2020 <<sarebbe stato un Vinitaly meraviglioso>> mi ha detto il brand manager Gianni Bruno con una voce emozionata. E possiamo crederci, aveva predisposto ogni cosa nei minimi dettagli, con tutto lo spazio espositivo prenotato. Che peccato!
Fra le novità c’era un’area per gli emergenti top selezionati da Ian D’Agata. Cantine piccole e giovani ma capaci di esprimere vini di livello altissimo con qualcosa di nuovo. Sarebbe stata una proposta rivoluzionaria e capace di mostrare Vinitaly in versione talent scout.

 

DONNE DEL VINO A VINITALY

A noi Donne del Vino era stata assegnata una delle degustazioni principali, quella dei vini in anfora. Era pronta, l’avevamo preparata meticolosamente, con Ian D’Agata, cercando 12 cantine in grado di rappresentare 12 vitigni diversi e 8 regioni. Avrebbe offerto una panoramica senza precedenti dei vini italiani in anfora in cui buyer e stampa avrebbero confrontato vini in cui sono riproposte esperienze storiche, con altri che nascono da soluzioni, a volte inedite, che riguardano vitigni, processi produttivi, materiali diversi.

Coronavirus e turismo in Toscana

Le 6 persone che accolgono i visitatori al Casato Prime Donne di Montalcino e alla Fattoria del Colle in Toscana ci mandano foto e raccolti di prigionia covid

Di Donatella Cinelli Colombini

Antonella Marconi Montalcino Casato Prime Donne

Antonella Marconi Montalcino Casato Prime Donne

Due post in cui le persone che accolgono i turisti nelle cantine e nell’agriturismo di Donatella Cinelli Colombini nel cuore più intatto e affascinante della Toscana, ci raccontano come stanno trascorrendo la reclusione in casa. Antonella, Silvia, Carolina e Sara da Montalcino, Trequanda, Sinalunga e Rapolano ci scrivono qui di seguito

ANTONELLA MARCONI E IL TURISMO DEL VINO AL CASATO PRIME DONNE DI MONTALCINO

La prima a parlare è Antonella. Italo inglese vive a Montalcino ed ha due figli di cui il più grande è un ottimo arciere e compete spesso nei tornei fra i quartieri di Montalcino: la sagra del tordo e l’apertura delle cacce.
La sua foto la ritrae davanti alla sua casa, direttamente di fronte alla Fortezza di Montalcino <<la cosa più difficile per me>> spiega raccontando il look down << è stata il susseguirsi di nuove regole e decreti. Sono una persona pragmatica e questi cambiamenti giornalieri mi hanno provata emotivamente. Dopo l’isolamento vorrei solo tornare in cantina al Casato Prime Donne e fare i wine-tour. Il contatto con la gente, a chi come me lavora con il pubblico, è mancato veramente tanto. Durante l’isolamento vengono anche a mancare le coccole normali con i nostri cari; il bacio della buona notte con il proprio figlio è meglio evitarlo. A casa mia abbiamo creato un rito, da fare in contemporanea, che sostituisce l’effusione>>

SILVIA ARGILLI ARTE E INCOMING TURISTICO

Silvia Argilli Toscana Turismo Fattoria del Colle

Silvia Argilli Toscana Turismo Fattoria del Colle

Ecco Silvia, l’artista del gruppo. Dipinge e disegna con grande maestria. Lei ha la famiglia ad Arezzo ed è sola in un appartamento di Trequanda, il comune in cui si trova la Fattoria del Colle. La cosa che le è mancata di più << è essere lontana e non poter abbracciare familiari ed amici>> il suo desiderio più grande è <<assaporare la libertà che prima davo per scontata>> ma nonostante tutto ha <<scoperto che festeggiare il mio e gli altri compleanni da lontano non è così male. Il problema è che la torta poi me la mangio tutta io!!>>

Preparando la ripartenza dopo il coronavirus

Semplicità, sobrietà, autenticità e socialità: ecco le parole chiave del dopo coronavirus secondo Vincenzo Russo. Perché questa epidemia ci cambierà per sempre

 

 I consumi dopo il coronavirus

Donatella Cinelli Colombini con Vincenzo Russo – I consumi dopo il coronavirus

di Donatella Cinelli Colombini

Sicuramente avremo le tasche più vuote ma forse riscopriremo i valori importanti, gli affetti veri e le cose che desideriamo sinceramente. Quasi come dopo una guerra, quando i superstiti si scoprono diversi, ma anche più forti e più solidali. Ovviamente questo presuppone una ripartenza, perché <<se dovesse continuare questa emergenza sarebbe la recessione economica più grave della storia dell’umanità>> dice Russo, quindi dobbiamo mettercela tutta e scommettere sul futuro.

 

VINCENZO RUSSO E LE PAROLE CHIAVE PER LA RIPARTENZA

Cronache di Gusto ci porta l’opinione di Vincenzo Russo, professore alla IULM di Milano e principale esperto italiano di neuromarketing.
Russo parte dall’analisi di Giampaolo Fabris all’indomani della crisi economica del 2008 (“La società post-crescita. Consumi e Stili di vita” 2010) quando il boom del consumismo, con la ricerca degli abiti griffati, del lusso, dell’effimero e dell’eccesso, che aveva caratterizzato la fine del Novecento, perse la sua attrattività.
Uno choc simile a quello del coronavirus che, secondo Vincenzo Russo, cambierà i comportamenti dei consumatori <<andranno a cercare la semplicità, la sobrietà e l’autenticità. Penso ai prodotti biologici, naturali, fatti in casa, fatti bene, del territorio, insomma tutte cose che garantiscono autenticità del territorio e che saranno di grandissimo interesse>>.

 

Acciughe sotto pesto come le faceva Nunziatina

Un antico piatto povero delle campagne toscane diventa un antipasto moderno di straordinario se le acciughe sotto pesto sono fatte a regola d’arte

Acciughe sotto pesto

Acciughe sotto pesto merenda di Montalcino

di Donatella Cinelli Colombini

Annunziata Ferretti detta Nunziatina è stata una presenza importante nella mia infanzia e nelle mie merende di Montalcino. Le sue acciughe sotto pesto erano leggendarie.
Le sceglieva una per una, con la tipica cura di chi è abituato a una vita difficile. Le dissalava nell’acqua e aceto e poi le diliscava. Nel suo battuto c’era tanto prezzemolo e poco aglio ma tutto veniva dall’orto, il prezzemolo era freschissimo così come le reste d’aglio appese sotto una parata di lamiera, avevano spicchi più piccoli di quelli attuali e un odore diverso.

pesto per le acciughe

acciugne sotto pesto: il pesto

PREPARAZIONE DELLE ACCIUGHE SOTTO PESTO

Nunziatina tritava aglio e prezzemolo con la mezzaluna rimandando al centro il pesto con le dita storte dall’ artrite e poi prendeva una coppetta di maiolica bianca con una striscia gialla sul bordo superiore e vi metteva uno strato di acciughe, un cucchiaio di pesto e li copriva con l’olio extravergine, uno strato di acciughe, un cucchiaio di pesto e l’olio …. Così fino a riempire la coppetta.

I gattopardi del vino

Gattopardi: cambiare per rimanere gli stessi. Questa è la domanda che si pongono tutti i produttori di vino del mondo di fronte al nuovo clima

 

Gattopardi del vino: cambiare per rimanere gli stessi

Gattopardi del vino: cambiare per rimanere gli stessi- Gattopardo di Tommasi di Lampedusa

di Donatella Cinelli Colombini

E’ evidente che il clima ha prodotto dei grandi cambiamenti nei vigneti. In certe situazioni ha migliorato le performance dei terroir dando la possibilità di produrre vini di altissima qualità dove prima la vite non veniva neanche coltivata, basta pensare agli sparkling inglesi per capirlo.

 

I VANTAGGI E I PROBLEMI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Per i territori già noti, il cambiamento climatico pone interrogativi e novità. A Montalcino ha moltiplicato le buone e ottime vendemmie. Ha beneficiato le zone più fredde, come quella Nord Ovest del Casato Prime Donne, ma impone a tutti una seria riflessione soprattutto sul modo di piantare, coltivare e raccogliere le vigne.
E’ rischioso cambiare i metodi che hanno portato un vino al successo. Ma conservarli, in presenza di un cambiamento come l’innalzamento delle temperature, è ancora più rischioso e allora applichiamo la celebre frase del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa … «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi». … In altre parole perché tutto rimanga com’è bisogna adattarsi ai cambiamenti diventare gattopardi del vino e solo in questo modo verranno conservate le posizioni di privilegio che sono state raggiunte in anni e anni di lavoro e di successo.

Gattopardi del vino

Gattopardi del vino- nelle vigne cambiare per rimanere gli stessi

 

I GATTOPARDI DEL VINO: CAMBIARE PER RIMANERE GLI STESSI

C’è un elemento guida: l’ascolto e il rispetto della natura.
Qui non parlo dell’impianto dei vigneti (porta innesti e cloni, scelta dei suoli, preparazione del terreno per l’impianto ….) e nemmeno della coltivazione del terreno. Mi limito a una sola nota: serve più terreno per ogni vite. Continuare a piantare oltre 5.000 ceppi all’ettaro equivale a non capire che piove meno e in modo monsonico per cui le viti soffrono la sete più di prima.
Ecco la mia ricetta per la coltivazione delle viti di Sangiovese: trasformarsi da cacciatori di sole a protettori dal sole. In altre parole bisogna imparare a usare le foglie in modo completamente diverso.

Ansonica storia di una contraffazione

Attilio Scienza racconta del vino greco di Chio contraffatto in Toscana 2.500 anni fa e ora riprodotto tenendo l’uva Ansonica in mare e il vino in anfora

Antonio Arrighi Attilio Scienza Ansolia

Antonio Arrighi Attilio Scienza Ansonica prodotta come il vino di chio 2500 anni fa

Di Donatella Cinelli Colombini

La storia è bellissima ed è un autentico giallo, io ho avuto la fortuna di ascoltarla da un affabulatore scienziato senza eguali, il Professor Attilio Scienza. Tutto inizia circa nel VII secolo avanti Cristo nell’isola greca di Chio dove producevano un vino destinato all’esportazione in anfora. A quell’epoca tutto il vino da spedire era dolce alcolico ma quello di Chio riuscì a sbaragliare la concorrenza con un sistema di produzione segretissimo e capace di salvaguardare gli aromi ma soprattutto con la prima vera azione di marketing della storia.
Prima di mettere ad appassire i grappoli la popolazione di Chio li immergeva nel mare dentro delle ceste. Questo procedimento privava la superficie dell’uva della pruina consentendo un successivo più veloce appassimento. Il vino alla fine risultava più aromatico e questo era molto apprezzato nei banchetti più ricchi. Plinio racconta che Cesare offrì vino di Chio nel banchetto che celebrava il suo terzo consolato.

VINO DI CHIO PRIMO ESEMPIO DI MARKETING NELLA STORIA DEL VINO: LE ANFORE DI PRASSITELE

appassimento ansonica

Azienda Arrighi appassimento ansonica

Ma il colpo di genio è l’azione di marketing escogitata dai greci. I produttori di Chio chiedono al più grande artista vivente, l’ateniese Prassitele (prima metà del IV secolo a C. ), di disegnare le anfore per il loro vino. Inventano anche un logo, una piccola sfinge stampigliata nelle anfore e simile a quella delle loro monete. Prassitele è conosciutissimo, anche i romani copiano le sue statue, è insomma una star fra chi ha soldi e potere. Mettere un vino in un’anfora disegnata da lui è un segno di distinzione e di importanza. Un vero colpo di genio anche perché la forma del contenitore è diversa e facilmente distinguibile per il collo corto e la forma angolata.
Ovviamente i produttori di Chio sbaragliano la concorrenza. La rotta principale di esportazione via mare va verso Marsiglia e poi risale l’Europa via terra e via fiumi. Gli archeologi hanno ricostruito le rotte commerciali del vino di Chio trovando un numero di anfore enorme e nettamente sproporzionato rispetto alla capacità produttiva della piccola e poco fertile isola greca. Per questo hanno cominciato a pensare che ci fossero in giro dei falsari, cioè del vino di Chio contraffatto. Venivano rinvenute anfore di colore più rossastro di quelle originali e analizzando l’argilla l’ipotesi della truffa veniva confermata. Le vere anfore di Chio hanno un impasto ricco di cadmio mentre le false no.
Comincia da qui la ricerca dei falsari.

Perché compare una casa in Italia?

Cosa spinge i milionari esteri a comprare casa in Italia? Fa status? I valori immobiliari cresceranno? E’ bellissimo con panorami, storia e stile di vita?

 

Comprare casa in Italia

Comprare casa in Italia le indicazioni di Knight Frank

di Donatella Cinelli Colombini

 

Sono tanti i motivi per compare una villa in Italia dice il rapporto 2019 di Knight Frank curato da Mediobanca.

 

QUALI SONO LE NUOVE TENDENZE  DI CHI COMPRA UNA CASA IN ITALIA

 

La prima è quella di preferire la città alla campagna come mostra il crescente interesse per Lucca, Firenze, Venezia …

Comprare casa in Italia Villa Poggio Torselli

Comprare casa in Italia Villa Poggio Torselli

La città offre il vantaggio della prossimità ai marchi conosciuti, la maggior facilità della ristrutturazione e persino … cosa non irrilevante, la maggiore vita sociale con persone anglofone.

 

AVERE UNA CASA DI LUSSO E IL COMFORT DELL’HOTEL 5 STELLE

Mark Harvey propone anche un’altra interpretazione: il rapporto con gli hotels di lusso per la ristrutturazione e la gestione della casa <<The service and maintenance provided by leading hospitality brands underpins the value, appeal and convenience of city living>>. Una formula nuova che evidentemente piace molto e trova un esempio in Palazzo Portinari-Salviati nel pieno centro storico di Firenze dove ci sono monolocali da 650mila Euro e attici da 8 milioni con vista sulla cupola di Brunelleschi.
Beatrice Portinari era la donna amata da Dante spiega Bill Thomson, Chairman della rete italiana di Knight Frank, per sottolineare che l’acquirente di questi alloggi gestiti da un albergo 5 stelle, avrà il piacere di trovare una casa in perfetto ordine ma anche l’orgoglio di vivere nella storia più nobile e colta. Esclusività portata al massimo livello insieme a servizi da grande albergo come una portineria, la palestra e ovviamente il ristorante.

 

BAGNO VIGNONI E LE ACQUE SALUTARI DELLA VALDORCIA

Bagno Vignoni e il fosso bianco due luoghi unici, antichi e di grande fascino con acque salutari della Valdorcia in Toscana. Wellness, storia e non solo

 

Di  Donatella Cinelli Colombini

Bagno Vignoni

Bagno Vignoni Valdorcia Toscana

BAGNO VIGNONI UN TUFFO NEI LUSSI MEDIOEVALI

Bagno Vignoni (35 km dalla Fattoria del Colle) è un luogo unico: il solo centro termale medioevale ancora intatto. Al centro delle piccole case in pietra c’è la vasca dove si bagnarono Santa Caterina e Lorenzo il Magnifico, e dove fu ambientato il film “Nostalghia” di Andrei Tarkovsky.

 

COSA FARE, COSA MANGIARE E COSA COMPRARE

COSA FARE: Oltre al giro della vasca è possibile incamminarsi sulla Via Francigena per raggiungere Vignoni Alto, uno dei posti più panoramici e suggestivi della Valdorcia.
Bagno nella piscina calda esterna dell’Hotel Posta Marcucci oppure nelle vasche naturali lungo il torrente Orcia.
Gli alberghi hanno centri benessere per rigenerare il corpo e lo spirito.

Bagno Vignoni boutique dell'artigianato toscano

Toscana Lovers Bagno Vignoni boutique dell’artigianato toscano

COSA MANGIARE: il piatto tipico della zona sono le Chiocciole al sugo. Molto tradizionali di tutta la Valdorcia sono lo zafferano, l’aglione (aglio “a prova di bacio” perché senza aglina) e i pinci, spaghettoni freschi fatti a mano.
COSA COMPRARE: oltre al cacio pecorino fresco e secco, c’è il vino DOC di questo territorio che si chiama Orcia. Il negozio Toscana Lovers, situato intorno alla vasca, vende ceramiche, tessuti a telaio, coltelli …. di artigianato toscano di eccellenza. Hortus mirabilis, ancora intorno alla vasca, un’erboristeria con elisir, tisane, oli essenziali … di produzione propria.

RICETTA DI PASQUA DI MONTALCINO

Zuppa pasqualina di Montalcino: piatto unico che riassume la storia antica della terra del Brunello con le ricche fattorie e la semplicità delle zuppe contadine

zuppa pasqualina

zuppa di Pasqua

Di Donatella Cinelli Colombini

Nella tradizione il pranzo di Pasqua di Montalcino comprendeva il brodo di cappone con i tagliolini in osservanza delll’ antico detto “la minestra dei contadini scarpe unte e tagliulini”.
Tuttavia nell’Ottocento, quando l’attività di produzione di cuoio pregiato andò in crisi e il taglio dei boschi prese importanza, i boscaioli maremmani portarono sulle colline di Montalcino delle ricette più povere da cui forse deriva la zuppa di pane che descrivo di seguito.
Simile è la presenza dell’uovo fra gli ingredienti mentre l’insieme è decisamente più ricco della minestra di pane boscaiola e collegabile alle dispense delle antiche fattorie. Ancora oggi la zuppa di Pasqua, a base di spinaci, è il piatto forte del pranzo della festa che mia madre Francesca fa preparare quale rito augurale per la famiglia. Come potete ben immaginare è un piatto unico perché riunisce brodo, verdure e carne.

INGREDIENTI DELLA ZUPPA  DI PASQUA DI MONTALCINO

Per 4/5 persone
Mezza gallina, una costola di sedano, un ciuffo di prezzemolo, una carota rossa, un quarto di coscio di agnello, 300 g. spinaci freschi, un fegatino di pollo, uova immature che si trovano all’interno delle galline oppure rossi d’uovo, pane toscano, 50 g. di parmigiano reggiano, sale

Brunello 2015 la parola di Monica Larner

I commenti e i giudizi di Monica Larner per Robert Parker Wine Advocate premiano i due Brunello 2015 di Donatella Cinelli Colombini con 94 e 95 centesimi

 

Brunello 2015

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini 94 e 95/100 da Robert Parker

94 centesimi per il Brunello e 95 per la selezione “Prime Donne” due splendidi giudizi e soprattutto due commenti che fotografano in modo perfetto i vini di Donatella Cinelli Colombini e le sue scelte stilistiche.
Monica Larner è super assaggiatrice dei vini italiani per Robert Parker – Wine Advocate, la pubblicazione enologica che, dal 1978, recensisce e giudica oltre 12.000 vini all’anno, valutando la migliore produzione mondiale e orientando i buyer più importanti. Dal 2013 Monica Larner è l’Italian reviewer e nel tempo si è distinta per una straordinaria capacità di talent scout individuando nuove tendenze e denominazioni emergenti. Le sue doti giornalistiche emergono negli articoli dove racconta eventi e personaggi con lucidità e profondità dando sempre un tocco personale.

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini 95/100 da Robert Parker Wine Advocate

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini 95/100 da Robert Parker Wine Advocate

WINE ADVOCATE  – ROBERT PARKER

Wine Advocate-Robert Parker, recentemente acquisita dal gruppo Michelin della celebre guida rossa dei ristoranti, è l’unica pubblicazione di critica enologica che non accetta pubblicità. Scelte etiche rigorose che sono condivise da tutti i collaboratori e che Monica Larner ha esteso ad altri ambiti come nel 2013 quando rifiutò di assaggiare i vini di un produttore che aveva scritto offese razziste contro una donna di colore.
Le parole di Monica Larner sui Brunelli 2015 di Donatella Cinelli Colombini sono un esempio di intelligenza giornalistica e grande capacità di assaggio.

 

Chianti Superiore e Rosato IGT 2018 BIOLOGICO a casa tua

3 bottiglie di Chianti Superiore DOCG e 3 di Rosato IGT Toscana entrambi 2018 ed entrambi BIO direttamente a casa a un piccolo prezzo per brindisi speciali

 

Continuiamo a bere insieme grandi vini. Per gli aperitivi on line con gli amici oppure per valorizzare il tempo passato in cucina, trasformando il pranzo in un momento speciale, quasi da ristorante stellato!

Chianti Superiore DOCG 2018 Fattoria del Colle Toscana Donatella Cinelli Colombini

Chianti Superiore DOCG 2018 Fattoria del Colle Toscana Donatella Cinelli Colombini

In pochi giorni il corriere ti porterà 6 bottiglie molto speciali, al portone di casa vostra.
Ti proponiamo due vini in “edizione limitata”, poche bottiglie di vini “di fattoria”, quelli che in USA chiamano family wine. Due vini speciali: il Chianti Superiore 2018 DOCG è in anteprima, lo assaggerai prima di tutti. E’ un vino BIO come il Rosato IGT Toscana che è la tipologia di tendenza. Un vino da bere fresco con salumi e formaggi dando un tocco speciale al tuo aperitivo oppure al tuo brunch.

 

OFFERTA

3 BOTTIGLIE DA 0,75 Cl di Chianti Superiore DOCG 2018 – 3 BOTTIGLIE DA 0,75 Cl di IGT Toscana Rosa di Tetto 2018
Il prezzo speciale a voi riservato fino al 9 aprile è di
39,50€ per i membri del club
44,90 € per chi non fa parte del club
La spedizione in Italia avrà un costo di 16,00 €
Si accettano pagamenti tramite bonifico bancario o Carta di Credito Visa o Mastercard

 

Igt Toscana rosato 2018 Rosa di Tetto Fattoria del Colle

Igt Toscana rosato 2018 Rosa di Tetto Fattoria del Colle

PER PRENOTARE IL VINO MANDARE UN’EMAIL A

vino@cinellicolombini.it
Questa offerta si concluderà il 9 aprile 2020

 

FATTORIA DEL COLLE DOVE NASCONO QUESTI VINI

La Fattoria del Colle fu fondata nel 1592 dagli antenati di Donatella Cinelli Colombini. La fattoria ha una storia di oltre 400 anni nelle vigne e nel vino. Al centro c’è un piccolo borgo con villa, cappella, cantina e case di contadini oggi trasformate in agriturismo con ristorante. Intorno il panorama è bellissimo (sembra un dipinto medioevale) e ci sono i parchi con 3 piscine.
Si trova nel Sud della Toscana, a 404 metri sul mare, in un territorio vocato alla produzione di vini rossi che confina con quelli del Chianti Classico, Brunello e Vino Nobile. Il terreno è di età neo quaternaria con sabbie marine e argille. I 17 ettari di vigneto sono coltivati in modo biologico e quasi interamente a mano, anche la vendemmia è manuale.

 

IGT il vino democratico della Toscana

I Supertuscan cioè gli IGT di Toscana sono soprattutto rossi (75%) e volano nei mercati esteri (+127% dal 2007). L’enoturismo è il primo segmento di crescita futura

IGT Toscana presentazione Anteprime di Toscana 2020

IGT Toscana presentazione Anteprime di Toscana 2020

Di Donatella Cinelli Colombini

<<Vino democratico>> lo ha definito Lamberto Frescobaldi durante la conferenza stampa di presentazione dell’IGT Toscana il primo giorno delle Anteprime a Firenze. Un “democratico” che ha due riferimenti: il prezzo che va da pochi Euro a multipli di mille con le espressioni più prestigiose tipo Sassicaia e Tignanello. Poi c’è l’aspetto più anarchico per cui non ci sono le maglie strette dei disciplinari e ogni enologo o produttore ha la libertà di seguire la vocazionalità dei terreni <<sull’argilla blu non possiamo piantare Sangiovese ma possiamo produrre del meraviglioso Merlot>> ha detto il Marchese Frescobaldi facendo esplicito riferimento al suo meraviglioso Masseto.

IGT TOSCANA ROSSO, DESTINATO ALL’ESTERO,  PERCEPITO COME MOLTO BUONO

I dati sull’IGT Toscana arrivano da Wine Monitor di Nomisma e sono preceduti dai commenti del presidente del Consorzio  IGT Cesare Cecchi << volumi e business superiore a quanto ci

IGT e vino Toscano incrementi export dal 2007 al 2027

IGT e vino Toscano incrementi export dal 2007 al 2027

aspettassimo e oltre i seicentomila Euro>>.
La Toscana è una regione di vini rossi (87% del totale) la quarta in Italia per volume totale e la prima nel rapporto fra rossi e altre topologie. La strategia che negli anni ha puntato sulle caratteristiche dei terreni e sull’alta qualità ha ottenuto il riconoscimento dei wine lovers. Infatti il consumatore italiano ritiene che Toscana (19%) Piemonte (15%) e Puglia (8%) siano le regioni dove il vino rosso è più buono.
La Toscana (16%) è la terza regione per valore del vino esportato superata da Veneto (36%) e Piemonte (17%). Negli ultimi 10 anni ha fatto un enorme passo avanti nei marcanti oltre confine crescendo del 76% (978 milioni di Euro). Va notato che nello stesso periodo i vini non DOP hanno avuto un incremento ancora maggiore segnando un +127% dal 2007 e toccando i 436 milioni di Euro.
L’IGT Toscana è dunque rosso per il 74% e destinato al 69% ai mercati stranieri. La torta con le destinazioni delle bottiglie vede al primo posto gli USA (30%) seguiti da Germania (21%) Europa (11%) e Canada (11%). A conferma di questo dato posso dire che il mio IGT – Super tuscan Il Drago e le 8 colombe va all’estero per oltre la metà e in azienda è bevuto e consumato soprattutto da wine lovers stranieri

                                                                       

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