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Sara Gama - Premio Casato Prime Donne - Prima Donna 2018

Casato Prime Donne a Sara Gama, Bonsignore, Conforti e Gabbrielli

Sara Gama capitana della nazionale di calcio femminile, i giornalisti Gioacchino Bonsignore, Cristina Conforti e Andrea Gabbrielli vincono il Casato Prime Donne 

Sara Gama - Premio Casato Prime Donne - Prima Donna 2018

Sara Gama – Premio Casato Prime Donne – Prima Donna 2018

Nomi rappresentativi del nuovo universo femminile e del giornalismo più qualificato saranno premiati a Montalcino il 16 settembre nel teatro degli Astrusi dove verrà presentato anche il libro sulle 20 edizioni del Premio Casato Prime Donne dal 1999 al 2018. L’opera è arricchita da contributi su donne e economia, società, agricoltura, gastronomia, cinema, giornalismo televisivo, Brunello e Montalcino scritti dalla giuria del Premio Casato Prime Donne composta da Donatella Cinelli Colombini-Presidente, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione oltre che dalla fondatrice del premio Francesca Colombini Cinelli, dal Sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli e dal Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni.

La “Prima donna” 2018 è Sara Gama capitana della nazionale di calcio femminile

Brunello-Prime-Donne

Brunello-Prime-Donne

che andrà ai mondiali del prossimo anno. Classe 1989, laureata in lingue, Sara è figlia di mamma triestina e padre congolese. Nel 2018, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, è stata inserita da Mattel, unica italiana, tra le 17 personalità femminili internazionali <<che hanno saputo diventare fonte di ispirazione per le generazioni di ragazze del futuro>> per lo stesso motivo esiste una bambola Barbie a sua immagine.
Scegliendo Sara Gama la giuria del Premio Casato Prime Donne ha fatto nuovamente una scelta anticipatoria e coraggiosa che mette in evidenza il contributo di valori messo in campo dalle donne <<Sara rappresenta la risposta femminile ai cori xenofobi degli stadi di calcio maschile e agli episodi di violenza e razzismo che hanno avuto per oggetto atleti italiani di colore>> ha detto Donatella Cinelli Colombini.

Violante-e-Enrico-in-moto

Compleanno siciliano per Violante

Viaggio in moto Fattoria del Colle – casa di Gozo-Malta per Violante e Enrico. Compleanno siciliano per Violante che ha scelto un posto molto romantico: Taormina

Violante-e-Enrico-in-moto

Violante-e-Enrico-in-moto

Di Donatella Cinelli Colombini

Violante ha deciso di vivere un’autentica avventura quest’anno: viaggio in moto dalla Toscana a Malta e ritorno. All’andata i nostri due eroi hanno accorciato il tragitto con un traghetto che li ha portati da Civitavecchia a Palermo ma per tornare in Toscana faranno tutto il tragitto in moto salvo i due tratti in nave da Malta a Pozzallo e sullo stretto di Messina. Per fortuna le previsioni del tempo sono favorevoli ma il viaggio è comunque lunghissimo sul sedile della Ducati. A Gozo sono stati raggiunti da Elena Fucci e suo marito Andrea e tutti insieme hanno inaugurato la nuova terrazza sul tetto mangiando aragoste. Violante era contrarissima alla costruzione della terrazza ed è stato un vero sollievo sapere che le piaceva anche

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se ancora l’arredamento e soprattutto la scala di accesso sono provvisori. Stacanoviste come sempre Violante e Elena hanno condotto una degustazione dal comune importatore Abraham Said nel suo bellissimo “Vini e Capricci” .
Dopo Gozo Violante e Enrico visiteranno la parte meridionale della Sicilia per festeggiare il compleanno a Taormina godendo il romanticissimo balcone sulla costa che affascina tutti da oltre duemila anni.
Sapere Violante così avventurosa e piena di amici apre il cuore. Da piccolina era paurosa, pigrissima e piuttosto solitaria. Al parco giochi picchiava gli altri bambini e per farle cambiare atteggiamento chiesi aiuto a due mie amiche maestre che l’accolsero due giorni all’asilo l’anno prima di iniziare a frequentarlo.

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10 packaging del vino rivoluzionari

E’ possibile lanciare messaggi e valori attraverso il packaging del vino? Si e i 10 esempi rivoluzionari scelti da The Drinks Business lo dimostrano

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Il packaging del vino è fra i più vecchi e scomodi: la bottiglia di vetro è pesante, difficile da aprire e da immagazzinare, protegge poco il liquido che contiene dalla luce e dagli sbalzi termici …. Questo perché il vino è una dei prodotti più tradizionalisti che esistano: piace il rito del cavatappi e addirittura il rumore del turacciolo che esce si associa all’idea di qualità. La cassetta di legno inchiodata è la più prestigiosa anche se decisamente meno pratica da aprire.
Nel vino “l’immaginario supera il reale” come diceva Fabio Taiti, cioè la percezione della qualità dipende più da valori simbolici (prezzo, posizionamento commerciale, luogo di origine, prestigio …) che dal liquido vino vero e proprio. Per questo risulta più difficile

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che per altri prodotti evolvere il packaging in base alle novità della tecnologia oppure alla moda o alla praticità d’uso. Vi immaginate un Romanée Conti con il tappo a vite oppure con un’etichetta meno brutta? No, niente deve cambiare in questa icona di qualità, tradizione, prestigio e esclusività.
Tuttavia esiste una spinta opposta: il bisogno di distinguersi. Ogni cantina cerca di farsi notare e di avere elementi distintivi che la facciano uscire dalle centinaia di migliaia di referenze che affollano il mercato. Ed ecco che alcuni produttori chiamano architetti famosi per costruire cantine sbalorditive, altri organizzano feste faraoniche, c’è chi sponsorizza eventi pieni di celebrità e chi trasforma le bottiglie in opere d’arte.

Investimenti cinesi nelle vigne con luci e ombre

L’attivismo degli investimenti cinesi riguarda anche i vigneti e soprattutto quelle francesi ma c’è anche chi compra gli Château di Bordeaux con denaro sporco

Investimenti-cinesi-a-Bordeaux

Investimenti-cinesi-a-Bordeaux

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La corsa all’acquisto di vigneti e cantine sembra inarrestabile. E’ questo infatti il bene rifugio che ha moltiplicato maggiormente il suo valore dall’inizio del millennio e che promette di crescere ancora la sua quotazione. Fondi d’investimento, industriali, banchieri, attori … tutti a caccia di griffe enologiche. I più attesi sono statunitensi ma la compagine degli acquirenti è multietnica e crea una certa preoccupazione anche ai governi.

investimenti-cinesi-chateau-renon

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Infatti la frenetica compravendita ha luci e ombre. Da noi le problematiche riguardano il riciclaggio del denaro sporco di mafia, camorra e co. Un problema maggiormente presente al Sud d’Italia ma non certo circoscritto a quest’area.
In Francia invece il denaro sporco è arrivato nei vigneti dall’Asia e in quantità ingente. All’inizio del 2015 i giornali transalpini avevano annotato, con una certa preoccupazione il superamento della soglia psicologica dei 100 Château acquistati da gruppi asiatici nella zona del Bordeaux.

Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

Vini vulcanici una moda in consolidamento. Il marchio italiano

Cavalcare il successo dei vini vulcanici? Si, ed ecco il marchio: Vulcanic Wines che riunisce già 19 territori come Soave, Etna, Vulture, Pantelleria, Orvieto

Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

Vini-vulcanici-Etna-Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc Cenerentola, Fattoria del Colle

L’Italia punta a un marchio nazionale per i vini vulcanici e intende cavalcare questa tendenza che cresce in tutto il mondo.
Il paladino dei vini vulcanici è il Master Sommelier canadese John Szabo autore del libro << Volcanic Wines: Salt, Grit and Power >> uscito nel 2016 e organizzatore della prima convention mondiale dei produttori vulcanici avvenuta a New York nel marzo 2018. Sono queste le due pietre miliari di una moda che si riassume in una parola magica e decisamente misteriosa

Elena Fucci Titolo Aglianico del Vulture

Vini vulcanici- Elena Fucci Titolo Aglianico del Vulture

mineralità”. La storia millenaria dei territori vulcanici del vino affascina i consumatori più evoluti, attrae investimenti e incuriosisce i critics. E’ la nuova frontiera da esplorare alla cui suggestione nessun wine lovers riesce a sottrarsi.
Ci sono distretti enologici su suoli vulcanici in tutto il mondo. I più noti sono << Napa Valley (California), Casablanca Valley (Cile), Santorini (Grecia), Kaiserstuhl (Germania), Rias Baixas e Canarie (Spagna), Isole Azzorre e Madeira (Portogallo), Alture del Golan (Siria e Israele), Yarra Valley (Australia)>> come li ha elencati Gianluca Atzeni del Settimanale Trebicchieri.

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Viaggi esperienza: cucina toscana al TOP

Trip-Advisor premia con il primo posto nel Travel Choice Award 2018 tipologia “Viaggi esperienze” il corso di cucina in un casolare toscano

Viaggi esperienze-scuola-di-cucina-toscana-vincitore-2018-Traveller-Choice-Award

Viaggi esperienze-scuola-di-cucina-toscana-vincitore-2018-Traveller-Choice-Award

Di Donatella Cinelli Colombini

TripAdvisor è il portale più grande e influente del settore viaggi: 630 milioni di recensioni, 7,5 milioni di proposte fra pernottamenti, ristorazione, voli aerei … il collegamento con altri 200 portali turistici per offrire le prenotazioni più convenienti. Ha alle spalle una comunità di 455 milioni di viaggiatori.
Quindi ricevere il Traveller Choice Award di Trip Advisor è il massimo. Per il turismo equivale quasi a un Oscar. I premi in palio sono 8: hotel, ristoranti, destinazioni, musei, destinazioni emergenti, luoghi d’interesse, spiagge,

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attrazioni, compagnie aeree, case per vacanze e esperienze.
Per l’Italia il bottino è davvero magro, pochissimi nomi nazionali fra i primi dieci di ogni categoria. Fra gli alberghi l’hotel Belvedere di Riccione è al 6° posto, Roma è terza fra le destinazioni e la Basilica di San Pietro è 4° fra le attrazioni ma nella stessa categoria c’è anche l’8° posto del Duomo di Milano. Fra le case vacanze Villa La Ruga di Agrigento conquista un bellissimo terzo posto. Per il resto niente.

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Calici di Stelle 2018 a Castiglione d’Orcia

Ieri cena degustazione al ristorante Il Rientro, stasera festa grande con musica, gastronomia, acrobati e grandi vini Orcia nel cuore di Castiglion d’Orcia

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Calici-di-stelle-2018-a-Castiglione-d’Orcia

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Vi aspettiamo per una serata magica in un luogo che sembra uscito da un dipinto medioevale. Castiglion d’Orcia con i suoi due castelli, le stradine che si inerpicano fra le case in pietra è una delle piccole città d’arte più belle e intatte della Toscana. Il 10 agosto, per Calici di Stelle, fa festa al vino Orcia Doc animando il centro storico con degustazioni, musica, piatti della tradizione valdorciani, spettacoli di acrobazia aerea, musiche popolari interpretate anche in chiave moderna.

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Al-Rientro-Castiglione-d’Orcia-Calici-di-stelle-2018

Il 10 agosto è la notte delle stelle cadenti e dei desideri che nelle città, nei paesi delle zone di produzione enologica come in moltissime cantine, diventa la notte delle feste e dei brindisi all’aperto. L’evento Calici di Stelle è una mia creatura, l’ho ideato nel lontano 1997 e poi è stato portato al successo dall’Associazione Nazionale Città del Vino e dal Movimento del Turismo del Vino.
A Castiglion d’Orcia ha avuto un’anteprima ieri con il concerto della Leggera electric folk band e le cene con i produttori. La Leggera è una formazione musicale unica nel suo genere in Toscana, che unisce la potenza del rock alla poesia del canto popolare e soprattutto i canti dei minatori amiatini. Per me la serata è stata gustosissima: ho partecipato alla cena del ristorante “Al rientro” che ha servito uno stracotto intenso e morbidissimo, con la Doc Orcia Cenerentola. Il risultato era degno del Principe azzurro.

Compreresti Champagne dal distributore automatico?

Meglio delle merendine! Nel distributore automatico di Selfridge’s a Oxford Street di Londra c’è il Moët & Chandon

Moet Chandon-ne-distributore-automatico

Moet Chandon-ne-distributore-automatico

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Moët & Chandon, non è solo uno Champagne molto conosciuto ma anche un simbolo di successo. Siamo abituati a vederlo ai Golden Globe Awards di Hollywood mentre le star del cinema festeggiano i vincitori. Pensate che in quell’occasione vengono usate 1,500 Mini Moët, 125 casse di Moët & Chandon Grand Vintage 2004 e Moët Rosé Impérial magnum e 500 cocktails a base dell’iconico Moët Impérial. Praticamente un fiume di Champagne grande come il red carpet dove sfilano le celebrities.
Per questo trovare il Moët & Chandon in un distributore automatico tipo merendine fa sgranare gli occhi. C’è da chiedersi: è la caduta di un mito oppure è la ricerca di nuovi fan?
In realtà la proposta di Champagne nel distributore automatico è partita, quasi come un gioco lussuoso, dal celebre grande magazzino londinese Selfridge’s di Oxford

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Street in occasione del Natale 2013.
La cosa curiosa è che questo è stato solo l’inizio di una nuova tendenza nei distributori automatici: invece di offrire merendine, caramelle o bibite molto comuni con un piccolo sopraprezzo per compensare la praticità dell’acquisto, hanno cominciato a proporre cose espresso o costose. In altre parole si sono proposti come autentica alternativa al bar o al negozio cercando di rispondere alle esigenze di una clientela sempre più frenetica o meno disposta a usare il tempo libero per o shopping.

Guido-Amedeo-Ghiara-Summer-in-Thuscany-alla-Fattoria-del-Colle

Guido Amedeo Ghiara e il suo racconto alla Fattoria del Colle

Senese, classe 1991, Guido Amedeo Ghiara, pubblica racconti sulla Toscana che assomigliano a un diario ottocentesco. Questo è sulla Fattoria del Colle

Guido-Amedeo-Ghiara-Summer-in-Thuscany-alla-Fattoria-del-Colle

Guido-Amedeo-Ghiara-Summer-in-Thuscany-alla-Fattoria-del-Colle

Di Guido Amedeo Ghiara

I colori della Toscana, a Summer in Tuscany 
“Trequanda, fattoria del Colle Cinelli Colombini “

Il giorno successivo zio Brando decise di prendere con se Astrid ed andare alla Spa di Donatella Cinelli Colombini a Trequanda, nella Fattoria del Colle, dove era possibile fare massaggi all‘olio d oliva e il bagno nel il vino. Si sarebbero presi il week end libero, nipote e zio. Dopo tutto un pò di relax ci voleva. Il  grande amore di Brando sarebbe arrivato nel giro di poche settimane, la vita avrebbe potuto cambiare in un istante oppure rimanere tutto com’era, ma la vita è così. Certe cose le scopriamo solo vivendo e bisogna rischiare per ottenere ciò che vogliamo.

Fattoria-del-Colle-area-relax

Fattoria-del-Colle-area-relax

A zio Brando frullavano mille pensieri per la testa ma ora era il momento di rilassarsi e lasciarsi coccolare da un massaggio all’ olio extravergine di oliva sorseggiando un bicchiere di vino rosso “Cenerentola“ della cantina del posto, ed era anche di un’ottima annata.
Zio Brando ad un certo punto ruppe il silenzio rilassato in cui erano sprofondati e chiese: “Astrid a quale scuola vorresti iscriverti se rimanessi qui? “

Astrid rispose “Credo il liceo artistico… vorrei finire gli studi lì “.

Lo zio commentò  “Parla con tua mamma e tuo babbo, ci vuole un pò per l’ iscrizione … comunque ricordati che se loro non si dovessero trasferire qui vivere tranquillamente alla villa con me e nonna Angela, tanto come hai visto, lo spazio c’è .. e poi mi piace questo fatto che ci supportiamo psicologicamente a vicenda“.

Volpe nel pollaio

Meglio un calice unico oppure tanti bicchieri diversi?

La richiesta di un calice unico viene da ristoranti, enoteche e semplici wine lovers ma ora è la MW Jancis Robinson a schierarsi per il calice unico

Calice-unico-!Collection-Jancis Robinson

Calice-unico-!Collection-Jancis Robinson

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Un calice solo per tutti i vini. Non è un’idea nuova anzi; nel 2012 partecipai alla presentazione di Chateau Baccarat creato dalla più celebre cristalleria del mondo con 250 anni di storia di cristalli molati. Un bicchiere rivoluzionario con un lungo stello a sorreggere una coppa con base quasi piana che si allarga molto per poi salire dritta verso una bocca molto stretta in modo da concentrare gli odori come in un imbuto aromatico. Lo scorso anno ho sentito il progetto di un calice altrettanto rivoluzionario a Portopiccolo durante in meeting nazionale delle Donne del Vino; è

Calice-unico-!Collection-Jancis Robinson

Calice-unico-!Collection-Jancis Robinson

stato creato da Luca Bini per Italesse in 3 anni di prove. Un calice molto femminile e molto versatile, ma soprattutto capace di esaltare qualunque vino anche se nasce per le bollicine.
C’è dunque una diffusa controtendenza rispetto alla consueta proposta commerciale che ha riempito i nostri armadi di calici per bollicine, rossi giovani, rossi invecchiati, vini da meditazione … Hanno lavorato ai nuovi bicchieri “millevini” grandi assaggiatori e designer di grande livello. Non si tratta dunque di scelte di basso profilo e lo dimostra il prezzo esorbitante degli Chateau Baccarat.

Stefano Castriota

I vini cattivi fanno guadagnare più dei buoni

Stefano Castriota su Wine Economics: nel vino non c’è una relazione fra qualità o reputazione e profitti bensì fra dimensione produttiva e profitti

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Stefano Castriota

Stefano Castriota -indagine sui vini cattivi che fanno guadagnare

Stefano Castriota, in un saggio pubblicato nel numero 227 di “Wine Economics” periodico dell’associazione statunitense degli economisti del vino, spiega perché i vini che fanno guadagnare non sono quelli di eccellenza. Lo studioso dell’Università di Bolzano ha indagato sulla redditività delle aziende del vino scoprendo che, a ben vedere, chi guadagna di più sono gli imbottigliatori per i quali l’eccellenza qualitativa è meno importante. Il nocciolo del problema è negli enormi investimenti richiesti dall’acquisto di vigneti, cantine, attrezzature enologiche, creazione del brand e della rete commerciale … spesso questa grande quantità di denaro produce un innalzamento qualitativo del vino ma manda in

Indagine sui vini cattivi che fanno guadagnare più dei buoni

Indagine sui vini cattivi che fanno guadagnare più dei buoni

rosso i bilanci. Viceversa i commercianti comprano vini mediocri, li imbottigliano con la loro etichetta e concentrano gli investimenti per venderli. Il capitale investito è minimo e quindi anche se la marginalità sui vini venduti è piccola alla fine, questo tipo di impresa, guadagna.
Va infatti considerato che la produzione di vini di alta qualità è molto costosa e, anche se il prezzo del vino è alto, non sempre basta a pagare i costi di una struttura produttiva onerosissima.
Il problema che si è posto Stefano Castriota è sapere se il controllo dell’intera catena produttiva e l’eccellenza qualitativa che ne deriva sono remunerative. Alla fine la risposta è no.

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 Relax e benessere in fattoria per le coppie

In estate alla Fattoria del Colle relax e benessere per le coppie: brindisi nella Jacuzzi, massaggi rigeneranti, bagni di coppia nel vino e tanto romanticismo

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benessere in fattoria-brindisi-nella-jacuzzi-alla-Fattoria-del-Colle

E’ pensata per le coppie la proposta relax e benessere della Fattoria del Colle. Nella zona più nascosta e panoramica – affacciata sulle Crete senesi e la Valdorcia – ci sono due vasche Jacuzzi, una interna molto grande con cromoterapia e getti variabili, una esterna più piccola e adatta alle serate di coppia.
Inizia qui la proposta relax e benessere in fattoria. Dal tramonto sorseggiando un calice di spumante brut metodo classico cullati dall’acqua tiepida. Un modo romantico e rigenerante per completare la giornata passata a prendere il sole oppure a esplorare le città d’arte nei dintorni: Pienza, Montepulciano, San Quirico e Bagno Vignoni, Cortona, Montalcino, Siena …. Entro un raggio di 40 km la fattoria del Colle ha un numero di luoghi capolavoro impressionante.

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Benessere in fattoria- cena a lume di candela con amici alla -Fattoria-del-Colle-Toscana

Per le serate d’estate, il ristorante dell’agriturismo propone cene a lume di candela nella veranda oppure nella terrazza illuminata come per una festa contadina. Piatti della tradizione toscana e piatti creativi ispiranti alla tradizione, come i pinci col sugo di nana e i ravioli ripieni di peposo (ricetta rinascimentale delle fornaci di terracotta), le carni nobili della tradizione senese come i salumi di maiale cinta senese e la bistecca o la tagliata di bue chianino (celebrato anche dagli antichi romani) insieme ai vini della proprietaria  Donatella Cinelli Colombini che hanno ottenuto punteggi altissimi dai più importanti critics del mondo Brunello Prime Donne, Cenerentola Doc Orcia, IGT super tuscan Il Drago e le 8 colombe …. Per non parlare delle grandi riserve di Brunello adatte per rilassarsi sotto le stelle con un tagliere di pecorini stravecchi fatti a mano da un’agricoltura rispettosa della natura.

Luci per la cene d’estate alla Fattoria del Colle

Notti d’estete in campagna, le luci, le lucciole, le cene all’aperto e la nuova illuminazione della terrazza del ristorante della Fattoria del Colle

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Luci-per-le-cene-d’estate-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Per gli stranieri è un must: in Italia bisogna portare vestiti leggeri, infradito e cenare sotto le stelle. Dai miliardari ai turisti fai da te, tutti hanno lo stesso sogno romantico. Ovviamente le esigenze sono diverse: dall’esclusività degli eventi costosissimi dove scenografi e chef stellati creano esperienze uniche e privatissime ….. Alle situazioni glamour dove le luci e la musica danno l’atmosfera giusta per personaggi noti e meno noti ma tutti molto desiderosi di farsi vedere e fotografare possibilmente da qualche settimanale

Luci-per-le-cene-d'estate-Fattoria-del-Colle-prima-della-cena

Luci-per-le-cene-d’estate-Fattoria-del-Colle-prima-della-cena

gossipparo. Avanti fino alle location più alla portata di un pubblico vasto: il baglio siciliano, la masseria pugliese, il borgo medioevale toscano … per non parlare delle classiche terrazze sul mare e i tavoli nelle piazze dei centri storici con vista sui monumenti d’arte.
La cena all’aperto fa parte del viaggio in Italia come il Colosseo o la pizza verace. Sta a noi trasformarle  in un momento magico e le luci giocano un ruolo importante
FATTORIA DEL COLLE BY NIGHT
Noi alla Fattoria del Colle abbiamo cercato di mettere un tocco di originalità alla notte e di offrire situazioni davvero speciali per le cene all’aperto.

dolci e vini dolci l'opinione di Lanlard nella foto

Vini dolci e dessert? Favorevoli e contrari

Io e Eric Lanlard siamo proponiamo l’abbinamento di dessert con vini secchi e con discreta acidità. Ma tutti invece servono vini dolci con il dolce

dolci e vini dolci l'opinione di Lanlard nella foto

dolci e vini dolci l’opinione di Eric Lanlard nella foto

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, ristorante,  Fattoria del Colle

Rifiutare uno Chateau d’Yquem è sempre difficile, specialmente quando sei invitata a cena da James Suckling ma a me i vini dolci disgustano e quindi li rifiuto anche a rischio di apparire scortese. Per fortuna sono in buona compagnia, Eric Lanlard volto noto ai telespettatori britannici che amano i programmi di cucina ha incontrato i giornalisti nel suo Cake Boy a Sud di Londra raccontando che spesso, quando è invitato a cena gli offrono Chateau d’Yquem con il dolce ma <<and it’s just not for me>> non fa per lui. Preferisce il foie gras o un’altro gusto in contrapposizione con la dolcezza del vino.

dolci-e-vini-dolci-Cavallucci_VinSanto_Fattoria_delColle

dolci-e-vini-dolci-Cavallucci_VinSanto_Fattoria_del-Colle

Io sorrido <<finalmente qualcuno che la pensa come me>> mi dico <<ma come si fa ad apprezzare la melassa che viene fuori sommando dolce con dolce?>>. Lanlard conclude l’intervista a The Drinks Business con una frase da incorniciare <<At home we would drink Champagne throughout the meal, and especially with dessert>> invece di bere bollicine con gli aperitivi, come fanno tanti, lui serve lo Champagne con tutto il pasto e specialmente con il dessert. Abch’io!
Eppure se leggete i manuali dei Sommelier trovate sempre la raccomandazione di abbinare i dessert con Vin santo, Zibibbo, Marsala, Recioto o Barolo chinato, passito …. Nessuno mette in dubbio questo criterio di scelta e anzi viene fortemente criticata l’abitudine a servire spumanti secchi con il dolce.

Il turismo enogastronomico sorpassa l’arte

Nel 2017 il turismo enogastronomico in Italia raddoppia il business e segna 12 miliardi di Euro e 110 milioni di presenze. Ministro Centinaio vai avanti

turismo enogastronomico

turismo enogastronomico- Montalcino-Casanova-di-Neri

Di Donatella Cinelli Colombini

Il 57% dei turisti stranieri ha scelto di venire in Italia nel 2017 mosso dal desiderio di scoprire e gustare i sapori autentici del nostro Paese ma anche vedere i luoghi di produzione.
Dei numeri da capogiro per un segmento che, fino a pochi anni fa, veniva guardato dall’alto in basso dai direttori dei musei e gli organizzatori delle mostre. Invece è arrivato il sorpasso e la prosaica accoppiata cibo-vino ha superato la cultura e i monumenti come calamita turistica specialmente per i visitatori più danarosi.
Al Castello di Grinzane Cavour il primo Food & Wine Tourism Forum ha fatto il punto sulla capacità di attrazione di tutto quello che è buono e tipico: cucina, salumi formaggi … e naturalmente vini. Il risultato è il sorpasso: i piaceri della gola battono quelli della cultura. L’enogastronomia da sola muove 1 turista su 4 cioè il 22,3% degli italiani e il 29,9% degli stranieri.

Turismo-enogastronomico-Sasicaia-Mester-class

Turismo-enogastronomico-Sasicaia-Mester-class

Rispetto al 2010 è un salto in avanti enorme. In solo sette anni il giro d’affari enoturistico è passato da 2,5 miliardi di Euro a 12. Da 18 milioni di presenze (cioè di pernottamenti) siamo arrivati, nel 2017, a 110 milioni. Anche l’incidenza sulla spesa totale dei turisti è cambiata: era il 7,6% ed è arrivata al 15,1% dei consumi e dello shopping.
A questo punto i prodotti agricoli trasformati come vini, conserve, insaccati, formaggi …prodotti da forno e piatti di cucina tipica non potranno più essere tenuti nel sottoscala dell’offerta turistica .

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