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DAZI USA A QUALI VINI FAREBBERO PIU’ MALE

Quanto e su quali vini italiani i dazi Usa ci avrebbero potuto fare più danno? In termini percentuali sui bianchi ma il termini assoluti sui rossi DOP toscani 

Di Donatella Cinelli Colombini

dazi USA sul vino italiano

Washington Casa Bianca la minaccia dei dazi USA sul vino italiano

Sono i grandi rossi toscani Brunello, Bolgheri e Chianti Classico quelli che sarebbero usciti con le ossa rotte se Trump avesse deciso di mettere i dazi alle importazioni. Per fortuna, la mattina del 15 febbraio le cantine italiane si sono svegliate con la buona notizia: per ora niente dazi.

DAZI USA SUL VINO DA DOVE NASCONO

Un’analisi fatta dal Corriere Vinicolo disegna la geografia di quello che potrebbe essere il  disastro se i dazi, come previsto dal carosello creato da Trump, arrivassero veramente fra sei mesi.

Dopo ottobre 2019, cioè dopo l’applicazione dei dazi, i vini francesi hanno perso il 36% del loro business verso gli USA benché Champagne e grandi rossi fossero esenti dalla tassa. Un contraccolpo così enorme negli acquisti che forse l’introito dell’erario statunitense è stato persino negativo rispetto al passato. Apparentemente il vero effetto dei dazi non è stato il recupero del denaro versato al Consorzio Airbus, che secondo Trump ha messo in ginocchio Boeing (come se i 737 Boeing non fossero precipitati), ma quello di terrorizzare i governi europei e creare un autentico caos nel sistema distributivo statunitense composto da importatori, distributori e dettaglianti.

Dazi Usa e vino

Dazi USA sul vino EU e consumi nel gigante americano

COSA SUCCEDEREBBE NELLE CANTINE ITALIANE CON L’ARRIVO DEI DAZI USA

Ma vediamo cosa succederebbe in Italia se le tasse di importazione USA, fra sei mesi, arrivassero anche sulle nostre bottiglie. Gli Stati Uniti assorbono il 26% del valore dell’export del vino italiano.
Secondo il Corriere Vinicolo i vini con la maggior quota di esportazione in USA sono Marsala (60%), Bianchi DOP del Friuli Venezia Giulia (50%), Frizzanti IGT (42%) rossi toscani DOP (39%).
Seguono i vini bianchi fermi e effervescenti sia Dop che varietali e poi i rossi piemontesi DOP con il 30% del volume d’affari.

Montisi il magico borgo di Montalcino

Montisi, un borgo medioevale dove ci sono clavicembali da concerto, musica lirica, bollicine di tutto il mondo, volo in pallone, la Doc Orcia e tanta magia

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Di Donatella Cinelli Colombini

A due km dalla Fattoria del Colle c’è il cartello che segnala l’ingresso nel territorio di Montalcino. Io mi sento a casa, anche se originariamente il mio comune non era così grande perché si è allargato con una fusione solo nel 2016. Sta di fatto che a Montisi (6 km dalla Fattoria) adesso dicono <<qui a Montalcino>> e io li ascolto estasiata.
Montisi è forse il più intatto insediamento medioevale di tutta la Toscana. Un piccolo gioiellino costruito sui resti del castello Cacciaconti con stradine che salgono avvolgendosi una dentro l’altra fra case in pietra impeccabilmente restaurate. E’ talmente grazioso che sembra finto e invece … la Pieve della Santissima Annunziata (XIII secolo) con una bellissima pala di Neroccio di Bartolomeo (1496), la Chiesa di Santa Flora e Lucilla, l’Oratorio di Sant’Antonio Abate con il piccolo museo che testimonia come, la povera gente di Montisi poteva sopravvivere aiutandosi vicendevolmente. In questi luoghi ho un ricordo personale bellissimo.

MONTISI UN RICORDO PERSONALE CON ASSOLUZIONE

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Avevo poco più di vent’anni e studiavo oreficerie medioevali senesi. Come in ognuna delle cose che faccio, anche in quel caso mi ero buttata nell’avventura con tutta me stessa trascinando mio marito, allora fidanzato Carlo Gardini, in un interminabile pellegrinaggio fra musei e chiese per censire calici, reliquiari, navicelle … A Montisi c’era una croce processionale e io andati a esaminarla e a fotografarla. Vedendo la pazienza con cui Carlo mi aiutava il parroco gli disse <<sei stato a Roma per l’Anno Santo? Hai preso l’indulgenza plenaria?>> Carlo non se lo aspettava e rimase spiazzato <<no>> rispose con un filo di voce <<non importa>> disse il parroco <<inginocchiati perché l’assoluzione te la do io, si vede che sei un bravo ragazzo>> e lo benedisse. A me niente, evidentemente aveva capito che era il tenerone fra noi.

MONTISI CLAVICEMBALI DA CONCERTO E MUSICA LIRICA

Montisi è così, sembra un paesino qualsiasi è invece è pieno di magia. Qui ha sede la Piccola Accademia di Montisi fondata nel 2013 da Bruce Kennedy creatore di clavicembali da concerto di fama internazionale e detentore della maggior collezione mondiale di questi strumenti del XVI-XVIII secolo. E’ proprio la possibilità di suonare questi clavicembali che attrae musicisti da tutto il mondo alle Master Class che si tengono in agosto. Ancora nel settore musicale il festival “Solo Belcanto” che fa capo a Silvia Mannucci Benincasa discendente della famiglia di Santa Caterina, che alla fine di agosto organizza corsi e concerti di musica lirica di qualità

Angelo Gaja: no all’ assistenzialismo si alla ricerca

Il grande Angelo Gaja ci fa riflettere sui finanziamenti UE del vino dicendo una grande verità: il denaro pubblico va speso nell’interesse di tutti

angelo-gaja-vino-finanziamenti-e-ricerca-scientifica

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ANGELO GAJA FINANZIARE LA RICERCA

La Comunità Europea sostiene l’agricoltura con lauta elargizione di denaro pubblico. Ne gode anche il settore vinicolo italiano. Del vino si celebrano i successi per la propensione all’export, la funzione di traino dell’agroalimentare e l’immagine di prestigio che dona al nostro Paese. Oltre un centinaio di milioni di euro all’anno di contributi provenienti dalla Comunità Europea vengono destinati ad azioni di promozione del vino italiano sui mercati extra-europei. E’ stato possibile beneficiarne per 12 anni. E’ certo che, almeno agli inizi, il contributo pubblico sia servito per spronare le cantine che seppero beneficiarne ad avviare sui mercati esteri azioni di marketing più coraggiose. Attualmente ne beneficiano cantine che hanno nel frattempo acquisito consapevolezza di quanto sia indispensabile operare sui mercati esteri per realizzare obiettivi di crescita e mettere in sicurezza i fatturati aziendali. La larga maggioranza delle cantine beneficiarie avrebbero possibilità ormai di attingere a mezzi propri, rinunciando almeno in parte al sostegno pubblico. Si tratta allora di vedere come potrebbe essere investita parte del finanziamento pubblico, distraendola dalla ripetitiva azione di stimolo all’export a beneficio di tutti gli operatori del settore vinicolo. Proporrei di destinarla alla ricerca.
Giusto per fare un esempio, orientandola alla produzione di:
– Portainnesti e varietà capaci di fronteggiare gli stress climatici

Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja

Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja

– Varietà atte a produrre vini DOP ed IGP che possano essere coltivate con zero-bassissimo impiego di fitofarmaci
– Sistemi di lotta biologica (attraverso l’impiego di parassitanti dei patogeni)
– Metodi di contrasto all’eccessivo accumulo di zucchero nell’uva
– Individuazione di lieviti dal minore potere alcoligeno
– Metodi “puliti” di contrasto dei batteri inquinanti che possono alterare la qualità organolettica del
vino
– eccetera
In presenza delle problematiche causate dal cambiamento climatico la ricerca scientifica costituisce la risorsa alla quale attingere per ottenere soluzioni di contrasto praticabili e compatibili. La ricerca deve essere sostenuta, non va temuta. I risultati che sarà in grado di fornire dovranno essere disponibili per tutti, alle stesse condizioni. Ai produttori, che non intenderanno attingervi, resteranno maggiori possibilità di differenziazione dei propri vini.
Angelo Gaja
Gennaio 2020

Orcia, una giovane DOC reinventa il marketing del vino

Orcia la DOC più bella del mondo e la Regione Toscana rinnovano il concetto di sviluppo territoriale alleando cantine, enoteche e ristoranti della stessa area

Cinelli Colombini con Marco Remaschi

Anteprime dei vini di Toscana Donatella Cinelli Colombini con Marco Remaschi

L’Orcia è una delle più giovani denominazioni toscane del vino, prodotta in una sessantina di cantine piccole e piccolissime, salvaguardando il carattere agricolo del proprio territorio. Nel corso delle Anteprime di Toscana, a Firenze, l’Assessore Marco Remaschi ha tenuto a battesimo il progetto PIF di marketing del vino che trasforma i turisti in consumatori. Circa 20 cantinette climatizzate e espositori che propongono l’assaggio del vino come parte importante dell’esperienza di viaggio.
L’Orcia produce ancora pochissime bottiglie ma ha un mercato di esportazione praticamente “sotto casa” perché l’area di produzione, in gran parte iscritta al patrimonio dell’umanità Unesco, è considerata un autentico gioiello paesaggistico e riceve ogni anno circa un milione di presenze turistiche e quasi altrettanti escursionisti. Un pubblico prevalentemente estero e particolarmente interessato all’enogastronomia che è il primo mercato della DOC Orcia.

PROGETTO DI MARKETING TERRITORIALE NEL PIF DELL’ORCIA

cantinetta-Orcia-azione-di-marketing-territoriale

cantinetta-Orcia-azione-di-marketing-territoriale

<<La proposta è semplice ma rivoluzionaria, un’alleanza territoriale per creare sviluppo trasformando il vino in una “cartolina liquida” capace di arricchire l’esperienza di viaggio dei visitatori e potenziare il mercato “locale di esportazione” della DOC>> è il programma dichiarato della presidente del Consorzio Donatella Cinelli Colombini.
<<Il progetto PIF prevede, oltre al cofinanziamento delle strutture produttive un’azione collettiva di marketing del valore di circa 90.00€ che costituisce una novità e un deciso passo avanti nella logica dello sviluppo territoriale perché consolida il mercato di una piccola denominazione con qualità dei vini in velocissima crescita>> ha spiegato Marco Remaschi.

PASQUA ALLA FATTORIA DEL COLLE IN TOSCANA

Dalla sacralità delle abbazie ai peccati di gola, mentre intorno, la campagna più bella del mondo rinasce con la primavera e la Pasqua diventa più bella

Pasqua alla Fattoria del Colle-pranzi con vista

Pasqua alla Fattoria del Colle-pranzi con vista

La Fattoria del Colle (clicca per il programma dettagliato e per prenotare) è un luogo straordinario: quasi un piccolo borgo costruito alla fine del Cinquecento con villa aristocratica, cappella, parchi e case di antichi contadini ora trasformate in alloggi turistici, ristorante e centro benessere. Per Pasqua offre ai visitatori la possibilità di vivere un’esperienza autentica della Toscana antica con pranzi a base di antiche ricette come i corolli e la schiacciata oppure  l’acqua cotta pasqualina …. visite guidate nelle cantine del Brunello e della Doc Orcia – Chianti Superiore, piccole lezioni di cucina e degustazioni di vino itineranti o verticali per scoprire la magica longevità dei vini di Montalcino.

NEI DINTORNI DELLA FATTORIA DEL COLLE ABBAZIE E CITTA’ D’ARTE

Pasqua alla fattoria del Colle

Pasqua alla fattoria del Colle benessere naturale e vinoterapia

Intorno la fattoria è circondata da un paesaggio rimasto miracolosamente intatto per secoli. Poco distante ci sono città d’arte e grandi abbazie: a 12 km l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, a 35 km quella di Sant’Antimo a Montalcino e a poco più di un’ora di strada l’Abbazia di san Francesco ad Assisi. Nel raggio di 40 Km ci sono Cortona, Montepulciano, Pienza, San Quirico-Bagno Vignoni, Montalcino, Buonconvento e Lucignano.
Un territorio incantato pieno di percorsi di trekking per rigenerare il corpo e la mente usando la “terapia del paesaggio” per ritrovare armonia con se stessi e la natura. Percorsi che permetteranno di far correre in assoluta libertà gli amici a “quattro zampe”.

I terreni del Sangiovese: Chianti Classico e Montalcino

La natura del suolo imprime uno specifico carattere sensoriale al vino,  per cui capire i terreni è determinate per capire il vitigno più variabile: il Sangiovese

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di Donatella Cinelli Colombini

E’ ben noto che il Sangiovese ha il maggior numero di cloni (108) e la maggiore variabilità. E’ insomma un vitigno “mutante” che si esprime al meglio in due zone: il Chianti Classico e Montalcino.

I SUOLI DEL SANGIOVESE NEL CHIANTI CLASSICO E A MONTALCINO

Capire i suoli di queste due aree serve per individuare le specificità dei vini nelle loro versioni più eccezionali. Ci facciamo condurre dal Professor Edoardo Costantini e dalle sue lezioni alla Scuola di alta formazione “Sanguis Jovis” della Fondazione Banfi pubblicate nel Quaderno “Il Sangiovese del futuro” (2019).

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COS’E’ IL SUOLO

Va premesso e ben sottolineato, il concetto generale di suolo: esso è la parte superficiale della crosta terrestre, quella che varia a seconda del clima e dell’intervento dell’uomo. I suoli italiani rappresentano il 51% della variabilità geologica mondiale. Nel nostro paese c’è dunque un’enorme concentrazione di epoche: da quella più antica (Gallura) a quelle secondaria, terziaria e quaternaria.

L’EFFETTO DEL SUOLO SUL VITIGNO E SUL VINO

L’effetto del terreno sul vino è maggiore nelle annate calde e asciutte quando i caratteri distintivi del terroir sono più evidenti.
La vite, come qualunque pianta, reagisce in base alla quantità d’aria, d’acqua del suolo su cui è piantata. A seconda della profondità a cui le radici riescono a scendere e a trovare questi elementi per tutto il ciclo vegetativo annuale. Ecco che i migliori vini si ottengono su suoli profondi ma poco fertili.

Il vino italiano visto dal Wine Spectator

Durante Wine2Wine 2019 il senior editor di Wine Spectator Bruce Sanderson ha degustato con i giovani e ha mostrato come i suoi lettori, percepiscono i nostri vini 

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Di Donatella Cinelli Colombini

La degustazione con 9 esponenti delle nuove generazioni del vino italiano – fra loro mia figlia Violante Gardini, Bernardino Sani e Dominga Cotarella- è avvenuto nell’area più multietnica e social di Veronafiere, il regno di Stevie Kim e di VinitalyInternational, un ambiente che ispira alla creatività con soffitti dipinti, interior design di tendenza … ma i giovani erano invece molto “nel ruolo” con poca leggerezza e molta determinazione.  Davanti a loro Bruce Sanderson uno dei guru più ascoltati del vino a livello mondiale, assaggia la Borgogna, il Piemonte e la Toscana per Wine Spectator e, secondo me assaggia il meglio!

WINE2WINE A VERONA PER SCOPRIRE COME VEDONO IL VINO ITALIANO I LETTORI DEL  WINE SPECTATOR

E’ a Verona, in occasione di Wine2wine il workshop sul wine business più importante in Italia e per presentare Opera Wine la degustazione che ogni anno precede Vinitaly.
Un’occasione ghiotta per  rivelare gli esiti del sondaggio di Wine Spectator sui suoi lettori. Ecco qui le chicche migliori invitandovi a leggere il resto sul WineNews di Alessandro Regoli.

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Il  sondaggio fra i lettori di Wine Spectator, ci rivela le opinioni di un target di wine lovers qualificato e, presumibilmente danaroso. Il Brunello è il vino più amato da chi ha superato i 50 anni (48%) mentre Barolo è il prediletto dagli appassionati sotto i 30 anni (24%).

L’ITALIA VINCE SULLA FRANCIA  PER LA DIVERSITA’ E IL BUON RAPPORTO QUALITA’ PREZZO

Fra le regioni enoiche del vecchio mondo, sorprendentemente l’Italia batte la Francia nelle scelte dei lettori, una vittoria schiacciante di 59% contro 26%. Si tratta di un dato molto significativo perché i lettori del Wine Spectator non sono la media degli americani, sono gli opinion maker e soprattutto il segmento di popolazione che influenza il consumo dei premium e luxury wines.
La varietà/diversità (74%) e il rapporto qualità prezzo (67%) sono le armi vincenti delle bottiglie del nostro Paese.

Chiusi e gli etruschi prendono sapore

A 40 km dalla Fattoria del Colle Chiusi ci accoglie con la città sotterranea, i resti etruschi e persino i sapori etruschi come il brustico. Il turismo è scoperta

Chiusi-donatella-cinelli-colombini-fra-le-urne-etrusche

Chiusi-donatella-cinelli-colombini-fra-le-urne-etrusche

Di Donatella Cinelli Colombini

Io mi sento etrusca, sono cresciuta in Toscana da antenati toscani e soprattutto ho una parte dei tratti somatici tipici degli etruschi, come gli occhi a mandorla, i capelli neri e dritti, la pelle molto chiara. Tratti asiatici che forse dipendono dalla provenienza di questo popolo di cui, tuttavia, non sappiamo niente.

BRUSTICO IL PESCE DI LAGO COTTO AL MODO ETRUSCO

Sta di fatto che in Toscana, culla della civiltà etrusca, siamo fieri dei nostri predecessori e a Chiusi è possibile conoscerli. Dista 40 km dalla Fattoria del Colle e offre la possibilità di assaggiare i sapori etruschi: il “brustico” pesce di lago fresco cotto sulle canne fino a carbonizzare la pelle e poi servito con olio extravergine e limone, offre un esempio fedele dei sapori gustati dagli Etruschi. Lische a parte è delizioso e costituisce un’esperienza unica.

CHIUSI SOTTERRANEA E IL LABIRINTO DI PORSENNA

Ma non fermiamoci ai peccati di gola. Gli Etruschi vanno conosciuti nel profond

brustico-cottura-del-pesce-ristorante-pesce-d'oro-a-chiusi

brustico-cottura-del-pesce-ristorante-pesce-d’oro-a-chiusi

o e quando dico profondo intendo sotto terra. Anche se le opere d’arte e le testimonianze archeologiche più importanti sono conservate nel Museo Nazionale, fra i maggiori del mondo, da cui partono anche le visite alle tombe (le più suggestive sono la tomba della Pellegrina, scoperta nel 1928 e la tomba della Scimmia, scoperta nel 1846) l’esperienza più emozionante è nel Labirinto sotterraneo del Museo Civico che contiene l’unica esposizione in Italia interamente dedicata all’epigrafia funeraria etrusca. Il Labirinto di Re Porsenna, è un percorso di cunicoli lungo circa 180m che costituiva il complesso sistema idraulico etrusco sotto la città. L’itinerario termina con la visita al famoso “laghetto” sotterraneo, dove sembra che il tempo si sia fermato.

CATTEDRALE DI SAN SECONDIANO UNA DELLE CHIESE PIU’ ANTICHE DELLA TOSCANA

Vale la pena entrare nella Cattedrale di San Secondiano costruita nel VI secolo. E’ una delle chiese più antiche della Toscana costruita dai bizantini durante la guerra contro i Visigoti nel VI secolo utilizzando resti romani come le colonne della navata centrale. Ha la forma delle basiliche paleocristiane e custodisce il corpo di Santa Mustiola, martire e patrona di Chiusi. Accanto alla chiesa, troviamo il Museo della Cattedrale che conserva una splendida collezioni di Codici Miniati Benedettini, provenienti dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore con immagini di Francesco di Giorgio Martini, Sano di Pietro, Liberale da Verona ….

Il nuovo chef della Fattoria del Colle è un Sommelier

Si chiama Alessandro Sironi ha un’esperienza trentennale in cucina ma anche un diploma di Sommelier AIS e uno di assaggiatore di birra

Alessandro Sironi

Alessandro Sironi Chef ristorante Fattoria del Colle Toscana

48 anni milanese, Alessandro Sironi, è il nuovo chef del ristorante della Fattoria del Colle nelle colline a sud del Chianti che si affacciano su Montalcino e la Valdorcia. Un territorio antico dove la gastronomia va pensata in abbinamento con il vino. Per questo Donatella Cinelli Colombini ha accolto con entusiasmo lo chef sommelier Alessandro Sironi nel ristorante della sua fattoria e ha iniziato subito a trasmettergli l’essenza della civiltà culinaria senese.

ALESSANDRO SIRONI CHEF SOMMELIER DELLA  FATTORIA DEL COLLE

Alessandro Sironi, ha fatto la sua formazione in cucina dopo aver abbandonato il Liceo scientifico prima della maturità. Nel suo curriculum un periodo di quattro anni a La Bettolina a Gaggiano Milanese dove è cresciuto professionalmente fino ad arrivare al ruolo di chef. Segue un periodo ancora più lungo, come sous chef, nello stellato Michelin Marino alla Scala.
E’ in questo periodo che diventa Sommelier AIS e degustatore di birra. Le esperienze successive nella ristorazione lo vedono nella funzione di gestore oppure di executive chef in ristoranti anche molto grandi come il Quanta Sport Village di Milano.

Alessandro Sironi chef sommelier

Alessandro Sironi chef della Fattoria del Colle in Toscana

LA CULTURA GASTRONOMICA SENESE E LE RADICI LOMBARDE

Alessandro Sironi arriva in Toscana, per amore, per creare la sua famiglia. Lavora prima a Castiglion del Lago e poi a Cortona in un ristorante tutto suo.
La sua cucina si basa sul rispetto delle materie prime, scelte con cura e valorizzate da cotture sapienti. Adora i grani antichi con cui realizza focacce e pane che richiamano i sapori delle nonne, paste fresche e specialmente paste ripiene che sono il suo cavallo di battaglia. Ha un’attenzione quasi maniacale ai tempi di cottura perché <<sono i dettagli a fare la differenza>> e esaltano i sapori. Della gastronomia toscana ammira la tradizione, le carni nobili e le spezie come lo zafferano tanto caro anche alla sua cultura d’origine. Il primo piatto che ha creato è una pasta di rape rosse condita con broccoletti. Una ricetta che va ad aggiungersi alle pappardelle con sugo di cinghiale e panforte, i ravioli ripieni di peposo e la mantovana antica e moderna …. Che sono i fiori all’occhiello della Fattoria del Colle.

Violante a New York fra turismo e Sangiovese seminar

Violante di nuovo in USA, questa volta con il fidanzato Enrico fa una fotogallery divertente a New York e guida con Francesco Rosi un  Sangiovese seminar con assaggio

Oculus Calatrava

New York Oculus Calatrava con Violante Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Viaggiare per lavoro con mia figlia Violante è una cosa massacrante. E’ piccola ma ha una resistenza alla fatica impressionante, per cui riesce a prendere un aereo dietro l’altro dormendo poche ore e facendo cene, degustazioni, incontri per moltissimi giorni sembrando sempre fresca e entusiasta. Anzi sceglie sempre alberghi con la palestra per fare anche dello sport.

I VIAGGI DI VIOLANTE CINELLI COLOMBINI JR.

Ovviamente vede solo aeroporti, ristoranti e enoteche delle città dove si ferma. Solo il fine settimana, quando gli agenti dell’importatore e i distributori non lavorano, ha il tempo per fare shopping e guardarsi

Sangiovese Seminar New York

Sangiovese Seminar da Banville Wine Merchants

un po intorno ma anche città dove è stata decine di volte, come New York, per lei sono ancora, in gran parte da scoprire. Ecco che questo febbraio, eccezionalmente, ha deciso di unire l’utile al dilettevole chiedendo al suo fidanzato Enrico di raggiungerla nella grande mela. Finalmente un po’ di turismo! Ed ecco che viene fuori un reportage divertentissimo dove Violante diventa parte del paesaggio. A Wall Street davanti al palazzo del New York Stock Exchange c’è una bambina di bronzo e una gemella a noi molto familiare, così come l’Oculus di Calatrava al World Trade Center ha un’ala in più che si armonizza con le linee curve dell’architetto spagnolo. E ora guardate la farfalla dedicata ai trans da Rubem Robierb, vedrete che il corpo della farfalla è Violante.

SANGIOVESE SEMINAR DALL’IMPORTATORE BANVILLE WINE MERCHANTS

Ovviamente c’è il lavoro. L’appuntamento clou del primo viaggio in USA del 2020 è il Sangiovese Seminar tenuto dall’enologo della cantina Tolaini nel Chianti Classico Francesco Rosi e Violante presso il nostro importatore Banville wine Merchants 

San Valentino, tagliolini da innamorati per la cena

Lo chef Alessandro Sironi della Fattoria del Colle nella campagna Toscana più bella, vi presenta la ricetta di pasta per la cena del 14 febbraio San Valentino

Tagliolini degli innamorati Fattoria del Colle

San Valentino Fattoria del Colle Tagliolini di rape rosse con agnello e broccoli

Sarà la cena più romantica dell’anno, con candelieri d’argento e grandi vini nella veranda della Fattoria del Colle.
Per questo appuntamento speciale lo chef Alessandro Sironi, ha preparato un menù che gioca con alimenti leggendariamente conosciuti per le loro virtù afrodisiache come il panforte panpepato, le uova di quaglia, il tartufo, il cioccolato … rinnovando piatti legati alla tradizione. Una cena di cinque portate raffinata, leggera ma piena di sapori con quattro grandi vini in abbinamento.

SAN VALENTINO ALLA FATTORIA DEL COLLE PER INNAMORATI APPASSIONATI DI VINO E PROFUMI DA SEDUZIONE

Per chi rimarrà a dormire negli appartamenti e nelle camere del borgo cinquecentesco della

Tagliolini di San Valentino della Fattoria del Colle

Tagliolini di San Valentino della Fattoria del Colle

Fattoria del Colle ci sarà la possibilità di fare l’ultimo brindisi con Spumante Brut, da soli in camera.
La domenica piccola lezione – esperienza sui profumi da seduzione con Gloria Del Dottore
Programma per il week end degli innamorati con degustazioni visita e trattamenti naturali nella zona benessere della Fattoria del Colle, nel sito dove ci sono anche prezzi e modalità di prenotazione (clicca qui)

Ed ecco un’anteprima della cena: la ricetta dei Tagliolini di rape rosse, con agnello, broccoli e pomodori secchi Un piatto che richiama la cultura romanesca in chiave moderna e fantasiosa.

RICETTA DI SAN VALENTINO : TAGLIOLINI DA INNAMORATI CON RAPE ROSSE

INGREDIENTI

Per la pasta:
300 g di farina, 2 uova, 1 rapa rossa piccola

Per il Ragù:
400 g polpa dell’agnello, 100 g broccoli già sbollentati, 30 g pomodori confit (o secchi),1 spicchio di aglio, 1 bicchiere di vino bianco, sale e pepe

Maturazione del vino in botte, lo “stile italiano”

Con l’innalzamento delle temperature e le conseguenze in vigna e in cantina diventa urgente ripensare alle botti e allo “stile italiano” nella maturazione

barriques-Antinori-cantina-del-Chianti-Classico

barriques-Antinori-cantina-del-Chianti-Classico

di Donatella Cinelli Colombini

Da un’esagerazione a un’altra: dopo gli anni dei vini con troppo legno siamo passati alla moda del “no oak”. Per capire quale sia la via giusta l’Unione Italiana Vini attraverso il Corriere Vinicolo ha organizzato un’indagine e poi un convegno durante la fiera Simei di Milano.

GUSTO DI LEGNO MOLTI DICONO DI ODIARLO MA IN REALTA’ NON E’ VERO

Gli esiti sono stati intriganti, stimolanti e persino un po’ imbarazzanti. Infatti c’è una contraddizione di fondo: il consumatore dice di apprezzare un tipo di vino ma poi ne compra un altro. Crede di preferire i vini secchi ma poi è più contento di mettere nel bicchiere quelli con residuo zuccherino. Afferma di odiare le barriques e il vino “parkerizzato” ma poi sceglie quello con impronta di quercia a cui è abituato.
Contraddizione che, dalla mia esperienza, riguarda anche molti assaggiatori formati nell’epoca dei vini stile fine Novecento.

botti-contucci Montepulciano

botti-contucci Montepulciano

Non si tratta di un problema da poco soprattutto per vini con lunga maturazione in botte come il Brunello.

VITIGNO – FRUTTO E ORIGINE I DUE MACRO TRENDS  ATTUALI

Partiamo dall’indagine condotta dal Master of Wine Justin Knock con interviste a enologi, produttori e distributori di tutto il mondo. Sono stati individuati due macro trends: la varietà dell’uva e l’origine geografica. Il legno è chiamato a supportare uno o entrambi questi elementi. Per i grandi vini è finita l’epoca della potenza rimpiazzata dalla ricerca di finezza e purezza. Le classiche regioni francesi continuano a usare le barriques come facevano prima di Robert Parker mentre il resto del mondo, dove i piccoli fusti si sono diffusi proprio con lo “stile Parker”, sta avvenendo il ritorno alle botti grandi.

Piccolissima selezione di straordinario Vin Santo

Piccola selezione di 350 piccole bottiglie di Vin Santo del Chianti 2007 prodotto  dalla Fattoria del Colle  con cura artigianale 

Vin Santo Selezione 2007 DOC Chianti

Vin Santo Selezione 2007

Gioielli da veri appassionati che, con l’annata precedente, hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali come i 95/100 da parte di Robert Parker/ Wine Advocate.
Il Vin Santo DOC Chianti è il risultato più prestigioso e riuscito del progetto sui vini da dessert voluto dal marito di Donatella Cinelli Colombini, Carlo Gardini. Donatella non beve vini dolci e aveva fortemente ridimensionato la loro produzione alla Fattoria del Colle benché questa azienda, situata nel sud del Chianti, avesse una tradizione centenaria di Vin Santo. Carlo è invece un appassionato di bianchi amabili ed ha dedicato tempo ed energie a creare delle piccole selezioni di signature wine curate artigianalmente nei minimi dettagli. Ne fanno parte il passito, il Vin Santo e il prestigioso Vin Santo selezione di cui stiamo parlando.

DOVE NASCE IL VIN SANTO DELLA FATTORIA DEL COLLE

Vin-Santo-Chianti-DOC-2007-Panforte-Fattoria-del-Colle

Vin-Santo-Chianti-DOC-2007-Panforte-Fattoria-del-Colle

Chi visita la Fattoria del Colle può entrare nella vinsantaia salendo nel sottotetto. Qui il vino rimane per oltre dieci anni nei caratelli (piccole botti da 50 a 200 litri) mentre il caldo estivo e il freddo invernale attuano la maturazione così come vuole la tradizione toscana.
Alla fine il Vin Santo che esce dai caratelli è pochissimo, molto meno dei 35% previsto dal disciplinare del Chianti. Per questo le bottiglie di questa selezione sono così piccole e poche. Qualcosa di esclusivo e raffinato da donare solo a chi sa apprezzarlo.

LE SPECIFICITA’ DEL VIN SANTO DEL CHIANTI DELLA FATTORIA DEL COLLE

TIPOLOGIA: bianco amabile
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle.
CLASSIFICAZIONE: DOC
UVAGGIO: uve bianche autorizzate in Toscana
VINIFICAZIONE E MATURAZIONE: Le uve sono state raccolte a mano all’inizio della vendemmia scegliendo i grappoli uno per uno e deponendoli in cassettine traforate. L’appassimento è avvenuto naturalmente al sole. A dicembre i grappoli sono stati diraspati e vinificati. Il liquido è stato poi chiuso ermeticamente nei caratelli (da 50 ai 200 litri) dove è rimasto dieci anni.
GRADO ALCOLICO: 16 %vol.
QUANTITA’ PRODOTTA: 350 bottiglie ogni anno

Chianti in polvere e Chianti al mirtillo

In 6 mesi i cacciatori di truffe ingaggiati dal consorzio Chianti hanno scovato 6000 casi di kit contenenti preparati chimici per fare il vino in casa

Chianti-Superiore-Fattoria-del-Colle-Violante-Gardini

Chianti-Superiore-Fattoria-del-Colle-Violante-Gardini

di Donatella Cinelli Colombini

10.700 minacce al brand Chianti individuate nei primi sei mesi del 2019 dai cacciatori di truffe Griffeshield, azienda specializzata in nuove tecnologie. Il Presidente del Consorzio Chianti Giovanni Busi precisa che nella stragrande maggioranza si tratta di violazioni del brand della denominazione ma anche di vendita di vini Chianti contraffatti e di etichette Chianti contraffatte.

CHIANTI: LE DIMENSIONI DELLE FRODI

La frode principale è rappresentata dai così detti wine kit cioè dalle confezioni contenenti preparati chimici per fare il vino in casa. Purtroppo il vino “fai da te” riscuote un notevole successo grazie alla fantasia dei truffatori che propongono anche il Chianti al mirtillo. Infatti sono state individuate e rimosse circa 6.000 proposte di questo tipo. Altri 3.000 illeciti riguardano casi di Chianti falso spacciato per vero e 2.000 etichette contraffatte.

Il fiasco e la commercializzazione del vino Chianti

LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI VINI CONTRAFFATTI AVVIENE ON LINE

La commercializzazione di queste porcherie avviene on line attraverso siti come Italian Chianti Style oppure Original Chianti e Vintners Reserve Chianti o ancora World Vineyard Italian Chianti seguiti dai principali canali di e-commerce E-bay e Amazon.
In uno scenario commerciale simile alla giungla con bestie feroci e minacce ovunque. Per questo il Consorzio Chianti ha deciso di continuare il monitoraggio e nel terzo trimestre 2019 Griffeshield ha individuato altre 4.852 nuove violazioni. E’ evidente che i truffatori si spostano appena vengono scovati diventando minacce quasi inafferrabili. Tuttavia nei due anni di attività dei cacciatori di truffe Griffeshield, è stato registrato un calo delle minacce a conferma che la crescita dei controlli ha dissuaso una parte dei taroccatori.

                                                                       

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