NOTIZIE ED EVENTI

Blog

Corrado Barberis

Grazie Professor Barberis e addio

Corrado Barberis, padre della sociologia rurale, ci ha lasciati. Uomo di enorme cultura ha dato dignità e voce ai contadini e ai loro prodotti 

Corrado Barberis

Corrado Barberis

Devo molto al Professor Corrado Barberis, non solo perché ha riscoperto le tipicità locali, la loro storia e la loro ragion d’essere.

I miei ricordi personali di Corrado Barberis

Corrado Barberis ha creduto in me quando ero solo una neo laureata in storia dell’arte che si avventurava nel mondo agricolo con tanta passione e poca competenza. Nel 1990 mi chiamò a collaborare all’”Atlante dei prodotti tipici – i formaggi” per scrivere la scheda del pecorino delle Crete Senesi. Quando lesse il mio pezzo mi disse sorridendo << ora capisco perché fare l’agricoltore non le basta >> e lo piazzò quasi all’inizio del volume. Parlava con un accento emiliano spiccato e una leggera lisca che curiosamente rendeva più persuasiva la sua voce. Mi sostenne in imprese davvero visionari e come quella di usare la degustazione organolettica per comparare e far competere i formaggi così come già avveniva per il vino. Qualcosa che appariva rivoluzionario trent’anni fa e servì anche a Carlin Petrini che stava trasformando Arcigola in Slow Food.

aspettando-Vinitaly-2019

Aspettando Vinitaly 2019

Qualche anticipazione e qualche curiosità sul programma di Vinitaly 2019 a cui partecipo in veste di produttrice, wine blogger e presidente delle Donne del vino

aspettando-Vinitaly-2019

aspettando-Vinitaly-2019

Di Donatella Cinelli Colombini

Il mio Vinitaly comincia la sera della vigilia con lo show dinner dedicato a Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte. Un omaggio ai valori dell’innovazione, tecnologia e la cultura che hanno fatto grande Vinitaly e l’Italia nel mondo. Primo incontro con gli amici di Veronafiere: il presidente Maurizio Danese, il DG Giovanni Mantovani, il genio tranquillo che dirige Vinitaly Gianni Bruno, la vulcanica Stevie Kim …. Una grande squadra che passa da un successo all’altro.

VINITALY 2019 LO STAND DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI E’ AL PADIGLIONE 6 D4

Lo stand aziendale, troppo piccolo per le nostre attuali necessità, è nel padiglione 6 (D4) fra il Friuli Venezia Giulia e l’Alto Adige. Una posizione anomala ma che non è mai cambiata nei 20 anni di storia dell’azienda mentre la fiera cresceva e si modificava. Importatori e clienti sanno che siamo li e questo ci impone di tenere una posizione che indubbiamente sembra stravagante.
Per noi si prospetta un Vinitaly all’insegna della continuità: esportiamo in 39 Paesi, siamo contenti dei nostri buyer e i nostri vini piacciono. Tuttavia ogni Vinitaly promette nuove opportunità e per noi arriveranno fino dal primo giorno quando mi aspettano la foto celebrativa della Guida di Repubblica DIWINE storie di donne e di terre da amare insieme al curatore Giuseppe Cerasa e nel pomeriggio due degustazioni importanti anche se molto diverse.

aspettando-Vinitaly-2019

aspettando-Vinitaly-2019

DEGUSTAZIONI STRAORDINARIE GUIDATE DA ATTILIO SCIENZA E IAN D’AGATA

La prima è sui “Figli del Sangiovese” fra i quali il Professor Attilio Scienza, più celebrato dovente di viticultura in Italia, ha messo il Foglia Tonda e per questo farà assaggiare Cenerentola, Doc Orcia 2016 a base di Sangiovese e Foglia Tonda.
La seconda (ore 15 sala Tulipano) è proposta dalle Donne del Vino e guidata da Ian D’Agata Senior Editor Vinous, autore di “Native Wine Grapes of Italy” unico libro scritto da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year.

Si tratta di una degustazione rivoluzionaria e capace di mostrare lo straordinario contributo di valori, creatività e talento apportato dalla nuova generazione dell’enologia italiana. Vini di professioniste sotto i 40 anni di età, nati in zone molto diverse d’Italia, mostrano le scelte coraggiose di giovani donne che, con la loro vicenda personale e le loro scelte enologiche, stanno puntando veramente in alto. Alcuni di questi vini hanno già raggiunto il successo, altri stanno creando delle autentiche tendenze e in certi casi sono delle sorprendenti rivelazioni.

Benvenuto-Brunello-2019-indagine-Nomisma-sui-prezzi-dei-vini-rossi-francesi-e-italiani

Chi sono i Brunello Lovers?

Perché i vini francesi hanno prezzi più alti e un maggiore prestigio rispetto ai nostri? Quanto è grande la forbice? Chi sono i Brunello lovers in Italia e in USA?

Benvenuto-Brunello-2019-indagine-Nomisma-sui-prezzi-dei-vini-rossi-francesi-e-italiani

Benvenuto-Brunello-2019-indagine-Nomisma-sui-prezzi-dei-vini-rossi-francesi-e-italiani

Di Donatella Cinelli Colombini

Durante Benvenuto Brunello, il giornalista Luciano Ferraro ha presentato un’indagine di Nomisma-WineMonitor su prezzi, mercati e sentiment rispetto ai vini francesi e a quelli italiani usando come metro di paragone le bottiglie di vino rosso. Capire i motivi del divario è difficile perché la forbice fra i prezzi è grande e sembra addirittura allargarsi benché nei giudizi della stampa specializzata e i maggiori wine critics avvenga il contrario.

PREZZI DEI VINI ROSSI IN ITALIA E IN FRANCIA

Come ho detto l’indagine di Nomisma-WineMonitor si concentra sui vini rossi imbottigliati, quelli per i quali la Toscana è famosa nel mondo. Partiamo da un dato a tutti noto: a livello nazionale il 40% del nostro export, pari a 2,5 miliardi di Euro, riguarda le bottiglie rosse e di questa quota oltre la metà è costituita da vini DOP. Il problema è che la loro galoppata verso il successo rallenta sempre di più.
Negli ultimi 5 anni la crescita dell’export italiano di vini rossi in bottiglia è cresciuto in valore del 7% mentre quello degli omologhi francesi faceva un balzo del 56%. In Cina loro esportano per 686 milioni di Euro e noi per 61. Se poi aggiungiamo Hong Kong viene da piangere: loro 371 milioni noi 16.

Benvenuto-Brunello-2019-indagine-Nomisma-sui-Brunello-lovers

Benvenuto-Brunello-2019-indagine-Nomisma-sui-Brunello-lovers

Guardando i prezzi medi all’export dei vini rossi imbottigliati la situazione è meno drammatica: Francia 6,09 € al litro Italia 4,64€. Ma è sulle punte che la forbice si allarga: Borgogna 25,54€ Bordeaux 12,05€ Toscana 6,89€. Se la cava meglio il Piemonte con un prezzo medio per litro di 9,12€.
Questa situazione poco allegra per i rossi toscani è ben evidente anche guardando alle esportazioni dove dal 2015 al 2017 il business è sceso da 552 milioni di Euro a 427. Anche Veneto e Piemonte hanno avuto una battuta d’arresto ma mentre loro volano con le bollicine di Prosecco e delle Langhe noi toscani non siamo altrettanto forti sugli spumanti per cui abbiamo avuto un contraccolpo maggiore nel comparto enologico. Tra i mercati principali solo Stati Uniti e Svizzera hanno segnato una consistente crescita di importazione di rossi toscani in bottiglia. Fortunatamente la Svizzera compra le bottiglie italiane più care rispetto a ogni altro mercato e infatti ha un prezzo medio di importazione di 12€ a litro che è bassissimo rispetto a quanto paga i Bordeaux (29,49€) e soprattutto i Borgogna (54,5€) ma è comunque molto superiore al Regno Unito dove le nostre bottiglie rosse arrivano a 4,5€.

TNCoopers- cane-anti-puzza-di-tappo

Cani contro la puzza di tappo

L’idea è semplice ma funziona: se i cani trovano tartufi e droga, allora possono individuare anche il sughero contaminato da TCA -e i cileni li addestrano-

TNCoopers- cane-anti-puzza-di-tappo

TNCoopers- cane-anti-puzza-di-tappo

Di Donatella Cinelli Colombini

La cooperativa cilena TN Coopeer della città di Chilen a Curacaví ha addestrato cinque cuccioli – Ambrosia, Odysé, Moro, Mamba e Zamba – per trovare TCA, TBA e altri composti che inquinano il sughero e se presenti nei tappi, danno al vino un orrendo sentore di segatura. Si tratta di molecole che in realtà non hanno odore, ma viceversa inibiscono l’olfatto cioè bloccano le parti del sistema nervoso che  consentono di percepire le sensazioni piacevoli. Di fatto rendono imbevibile il vino delle bottiglie tappate con un sughero contaminato.

CAUSE E RIMEDI CONTRO LA PUZZA DI TAPPO

In tempi recenti sono stati fatti enormi investimenti per sconfiggere il terribile “odore di

Cane-addestrato-dalla-polizia

Cane-addestrato-dalla-polizia

tappo”. L’origine del problema pare sia l’erbicida (Glifosato) usato nel terreno in prossimità delle querce da sughero da cui sono estratte le cortecce che servono per produrre i tappi. Per questo le fabbriche che lavorano il sughero destinano la parte inferiore delle plance per scopi diversi dai tappi da vino. Aziende come Amonim hanno un naso elettronico  NDtech®, costituito da un gascromatografo che analizza velocissimamente i tappi senza rallentare il processo produttivo.  Purtroppo il prezzo dei tappi certificati è altissimo e può essere sostenuto solo nei vini molto cari.

Un investimento di 10 milioni di Euro da parte di Amorim e dall’altro lato i cinque cuccioli cileni.

La notizia diffusa da Wine Spectator e poi da The Drinks Business ha fatto il giro del mondo creando un grande entusiasmo, infatti offre una soluzione a buon mercato in grado abbattere il costo dei tappi sicuramente senza difetti.

Wine-Experience-degustazione-New-York

I millennials rivoluzionano le degustazioni di vino

Napa è il passato, l’Oregon il futuro. La degustazione sacrale in cornici dorate è finita, oggi piacciono le esperienze divertenti, informali e formative

Wine-Experience-degustazione-New-York

Wine-Experience-degustazione-New-York

di Donatella Cinelli Colombini

Ricordate le Mercedes nere con autista che portavano i clienti vip nelle cantine per assaggiare in anteprima e in situazioni esclusive e scintillanti? Dalla California arriva la notizia <<it’s over!>> è un mondo finito. <<The typical wine tasting has changed as our relationship to wine has changed>> la tipica degustazione è cambiata così come la nostra relazione con il vino, ha detto a Kathleen Willcox di  Wine Searcher l’esperto di tendenze vinicole Daniel Levine. Le degustazioni tradizionali sono troppo ovvie. Il vino è infatti una delle prime cose di cui gli americani sono diventati intenditori ma non è più l’unica, ora sono assaggiatori di caffè, cioccolato, birra artigianale ….

Oregon nuova star dell’enoturismo

Napa-Valley-Opus-One-ViolanteGardini

Napa-Valley-Opus-One-ViolanteGardini

La zona del nuovo turismo del vino è l’Oregon: stile più informale e rilassato, incontro con i produttori, ambienti autentici del lavoro agricolo …. Insieme ci sono location più sofisticate ma sempre uno stile più orientato a offrire ai turisti esperienze vere, divertenti e formative. La parola chiave sembra essere “interattività” perché i wine lovers millennials chiedono seminari in cui imparare spensieratamente così come esperienze partecipate tipo la lezione di yoga nella vigna seguita da un buon calice. Ma tutto arriva in internet un minuto dopo.

Flussi e business del turismo del vino

Numeri da capogiro: fino a 800 persone in un solo giorno e dai 250.000 ai 300.000 turisti del vino all’anno nelle cantine più organizzate.
Anche le regioni vinicole meno reputate stanno salendo sul treno dell’enoturismo esperienziale. In Pennsylvania, le visite in cantina sono aumentate del 34% negli ultimi anni grazie a una varietà di proposte che vanno dalla “degustazione con delitto” alle torte al cioccolato e naturalmente allo yoga. Alla fine mentre il business enoturistico calava a Napa, l’Oregon nell’arco di tre anni, lo raddoppiava portandolo a 787 milioni di Dollari (studio condotto dalla Oregon Wine Board). E’ anche vero che il cambio del gusto dei consumatori verso vini meno alcolici e più fruttati ha favorito i Pinot Noir dell’Oregon rispetto ai poderosi rossi californiani, i cui produttori, tuttavia, non si danno per vinti.

2016 Il drago e le 8 colombe Super Tuscan

2016: ancora un vendemmia a 5 stelle e finalmente una vendemmia perfetta per i vini a lungo invecchiamento.  Il Drago e le 8 colombe, un Vino d’autore per grandi wine lovers

Nel 2016 il ciclo vegetativo delle viti fu lunghissimo: le viti germogliarono 15 giorni prima del solito ma la vendemmia avvenne a ottobre, nel calendario tradizionale. Questo perchè la maturazione dell’uva fu graduale e lenta: una cosa rara nell’epoca del cambiamento climatico, che ha entusiasmato noi produttori. Infatti la maturazione della buccia dell’uva (polifenolica) e quella della polpa (tecnologica) andarono di pari passo e questa circostanza produce sempre vini di grandissima eleganza.

IL NOME IL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Questo vino nasce per celebrare l’unico uomo delle mie cantine , ovvero mio  marito Carlo Gardini. Le cantine sono le prime in Italia con un organico interamente femminile. Ma Carlo è comunque presente con i suoi consigli e la sua passione per i grandi vini che, qualche volta, sono completamente diversi da quelli amati da me.

STORIA DEL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Il Drago e le 8 colombe” si chiamava in origine “Il Drago e le 7 colombe” ed è stato ribattezzato in occasione dell’arrivo dell’enologa consulente donna Valerie Lavigne. In quell’occasione fu cambiato anche l’uvaggio che oggi è composto da 60% Sangiovese, 20% Merlot e 20% Sagrantino. Tre vitigni che apportano cose diverse al vino: il Sangiovese conferisce eleganza, il Merlot piacevolezza e il Sagrantino accresce la struttura. Tutte le uve sono coltivate in fattoria, con sistema biologico, e vengono raccolte, vinificate e maturate in botte separatamente per essere assemblate prima dell’imbottigliamento.
Si tratta di una piccola produzione, di 8000-16.000 bottiglie all’anno di “vino d’autore”. Una tipologia che viene spesso chiamata Super tuscan perchè pur non appartenendo a nessuna denominazione punta all’alta qualità, anche se in modo più libero rispetto alle regole imposte dai disciplinari DOC. Per questo ho voluto inserire  nell’uvaggio del Drago e le 8 colombe il Sagrantino, tipico dell’Umbria, i cui confini amministrativi distano solo una decina di chilometri dai vigneti della Fattoria del Colle.

TIZIANA-FRESCOBALDI

Tiziana Frescobaldi, Livia Iaccarino, Pina Amarelli

Tre donne straordinarie: Tiziana Frescobaldi e l’intreccio fra cultura e vino. Livia Iaccarino e Pina Amarelli esempi per le nuove generazioni

Di Donatella Cinelli Colombini

TIZIANA-FRESCOBALDI

TIZIANA-FRESCOBALDI

Ecco come le donne rivoluzionano il mondo e non solo il mondo enogastronomico. I due momenti della vita professionale di Tiziana Frescobaldi, Livia Adario Iaccarino e Pina Mengano Amarelli ci mostrano come sia possibile cambiare l’approccio verso la società e persino la civiltà del nostro tempo unendo vino-cibo e cultura.

Vendemmia d’Artista Ornellaia 2016

Tiziana Frescobaldi, Donna del Vino, giornalista e animatrice culturale è, dal 1998, la responsabile dell’immagine e della comunicazione del Gruppo Frescobaldi della sua famiglia. In questo ruolo è stata protagonista a Milano, nel febbraio scorso, della presentazione della Vendemmia d’Artista. Lo splendido vino di Ornellaia 2016 è diventato un capolavoro d’arte per opera dell’artista americana Shirin Neshat. Si tratta di una cuvée di Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot, espressione fedele del terroir unico, da sempre in armonia con la natura, della tenuta Frescobaldi a Bolgheri.

VENDEMMIA-D'ARTISTA-FRESCOBALDI

VENDEMMIA-D’ARTISTA-FRESCOBALDI

111 bottiglie di grande formato e un’etichetta speciale che, in un unico esemplare, sarà presente in ogni cassa da 6 bottiglie, da 750ml, di Ornellaia.
Un connubio di cultura contemporanea e vino che viene usato per charity e va a finanziare il programma Mind’s Eye del Museo Guggenheim. <<La missione fondante del Guggenheim è stata quella di raccogliere ed esibire arte che non fosse semplicemente moderno, non solo nuovo, ma rivoluzionario>> ha spiegato Richard Armstrong, Direttore della Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation. E in effetti l’opera di Shirin Neshat, creata appositamente per Ornellaia 2016 esprime dinamicità in forma rivoluzionaria, con il suo linguaggio visivo destabilizzante e poetico.

Ricerca -delle-cantine-con-telefonino

Enoturismo quanto vale il percorso di arrivo in cantina 2

Geolocalizzazione, GPS, lunghi sterrati, curve a gomito …. L’accessibilità virtuale e reale è una delle chiavi del successo turistico delle cantine

Ricerca -delle-cantine-con-telefonino

Ricerca -delle-cantine-con-telefonino

Di Donatella Cinelli Colombini

NAVIGATORI E TELEFONINI LA MAPPA VIRTUALE

Il problema è aggravato dal segnale sincopato che arriva ai telefonini e ai navigatori a causa delle asperità del terreno vitato e della scarsità di ripetitori. Poi ci sono i nomi delle cantine. Quanti sanno che Biondi Santi si chiama in realtà Fattoria del Greppo oppure che Sassicaia va cercata sotto Tenuta san Guido? Tante cantine, e fra esse metto anche le mie, hanno nomi difficili da trovare <<come si chiama? Casato Prime Donne, Donatella Cinelli Colombini, Cinellicolombini?>> si chiede il turista. A questa circostanza sfavorevole si aggiunge la scarsa propensione di molte aziende enologiche a georeferenziarsi in Google e nei principali portali di navigazione stradale. Va anche detto che gran parte delle aziende dislocate in campagna non sono su una strada con un nome, ma sono toponimi cioè località geografiche.
Alla fine le cantine situate lontano dalle strade principali possono considerarsi delle “desaparecidos” del vino.

Ricerca -delle-cantine-con-navigatore-dell'auto

Ricerca -delle-cantine-con-navigatore-dell’auto

LA VISIBILITA’ E L’INTERCETTAZIONE DEI TURISTI SENZA META

Invece essere visibili agli occhi dei visitatori è importantissimo, perché la stragrande maggioranza di coloro che arrivano nelle zone del vino prenota un solo appuntamento prima di partire, mentre cerca gli altri luoghi da visitare arrivando in zona.
Intercettare questa clientela è determinante per il successo turistico e a questo scopo sono importantissimi cartelli e frecce stradali, così come la visibilità in portali come Tripadvisor, Google…. Investire su questi strumenti di comunicazione può essere determinante per accrescere il business enoturistico. Infatti l’accessibilità virtuale conta quanto e forse più dell’accessibilità reale, perché è capace di condizionare le scelte del turista ancora prima del viaggio. Per lo stesso motivo è importantissima la voce “dove siamo” del sito, con l’indicazione delle coordinate GPS, la descrizione del percorso e l’indicazione dei mezzi di trasporto pubblici.

cartelli stradali- percorso di arrivo in cantina

Enoturismo quanto vale il percorso di arrivo in cantina 1

Cantine senza simbolo stradale e con poche frecce agli incroci: il codice della strada trasforma le aziende del vino in “desaparecido” rendendole invisibili

cartelli stradali- percorso di arrivo in cantina

cartelli stradali- percorso di arrivo in cantina

Di Donatella Cinelli Colombini

Il primo problema è il codice della strada che è pensato sul modello urbano e non si adatta alla campagna dove gli incroci non indicano i nomi delle strade secondarie che mancano persino nelle mappe. Una criticità che ostacola l’arrivo in cantina ai turisti ma anche ai corrieri e persino alle ambulanze creando situazioni di disagio e pericolo.

MANCA IL SIMBOLO CANTINA TURISTICA NEL CODICE DELLA STRADA

A questa situazione si aggiungono altre due circostanze sfavorevoli: la mancanza di un simbolo

segnali delle cantine

percorso: segnali delle cantine

“cantina” nel codice della strada e la scarsa copertura della rete telefonica che fa perdere il segnale ai GPS-navigatori. Il codice della strada è internazionale e i simboli, con pochissimi cambiamenti, sono uguali in tutto il mondo. La richiesta di una grafica capace di indirizzare verso le cantine turistiche dura da almeno trent’anni ed è stata inizialmente ostacolata dalle normative contro il tabagismo e l’alcolismo in vigore in molti Paesi. In base ad esse è proibita la rappresentazione di bicchieri o bottiglie ma è permesso mostrare botti, viti, grappoli e simili. Quindi l’introduzione, nel codice della strada, di una grafica simile a quella dei segnali di “Cantine aperte” potrebbe essere fattibile. Del resto fra i simboli ammessi ci sono campo di golf, albero monumentale, cascata … quindi le oltre 20.000 cantine italiane aperte al pubblico hanno tutto il diritto di pretendere una grafica dedicata a loro.
Per la verità le scritte sono catturate meglio dei simboli dall’occhio di chi viaggia in auto e mette a fuoco il cartello solo per pochi secondi. Il simbolo è più difficile da acquisire ma non ha bisogno di traduzioni per cui, alla fine, è meglio della scritta “cantina, winery, keller”.

sommelier Giappone pin veri e falsi

I falsi Sommelier del Giappone

I falsi Sommelier giapponesi sono un centinaio e si fregiano di spilli contraffatti con il grappolo e le scritte JSA Wine Adviser senza aver superato gli esami

sommelier Giappone pin veri e falsi

sommelier Giappone pin veri e falsi

Di Donatella Cinelli Colombini

In Asia il successo è misurato anche dal numero dei falsi. Le più celebri cantine francesi mettono 3-4 sistemi anticontraffazione su ogni bottiglia. Tutti pensavamo che il problema fosse soprattutto in Cina, ma ora scopriamo che anche il Giappone, Paese dove la correttezza è un must e tutto sembra perfettamente rispettabile … ha invece dei falsi Sommelier.

JAPAN SOMMELIER ASSOCIATION E 100 FALSI SOMMELIER

Pare siano almeno un centinaio e sono stati scoperti quando la Japan Sommelier Association ha visto un’asta on line di pin con il suo distintivo. In questa occasione sono stati venduti 38 spilli falsi per un valore di 11.800

Vero-sommelier-giapponese-La Barrique di Tokyo di Shin Sakata con Donatella CinelliColombini e Carlo Gardini

Vero-sommelier-giapponese-La Barrique di Tokyo di Shin Sakata con Donatella CinelliColombini e Carlo Gardini

Dollari. Il prezzo di circa 270 € ciascuno non è certo quello giusto per uno spillino decorativo in metallo argentato. Così come il numero degli spilli è troppo alto per un commercio fra collezionisti. Per questo l’associazione dei sommelier ha subito pensato ad una truffa e si è precipitata ad avvertire i ristoratori di diffidare dei sommelier sconosciuti con lo spillo.
Il sospetto è che le spille false siano almeno un centinaio. Quelle vere vengono consegnate agli esperti di vino dopo almeno 3 anni di lavoro nel settore e dopo aver superato esami scritti e prove di degustazione. <<Non possono essere venduti né dati in prestito>> ha spiegato Tasaki Shinya, presidente dell’associazione e primo giapponese insignito del titolo di miglior sommelier del mondo nel 1995. Attualmente i sommelier nipponici sono circa 30.000, di cui 13.000 donne.

Donne-e-agricoltura-una rivoluzione-in-atto-Casato Prime Donne

Donne, cambiano l’Italia e l’agricoltura

Le donne mettono il turbo nell’agricoltura, le imprese dirette da loro, possiedono il 21% della superficie coltivata ma producono il 28% del Pil agricolo nazionale

Donne-e-agricoltura-una rivoluzione-in-atto-Casato Prime Donne

Donne-e-agricoltura-una rivoluzione-in-atto-Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Censis ha pubblicato il 7 febbraio 2019 uno studio intitolato “Affiancamento e crescita” sulle trasformazioni della società negli ultimi 15 anni individuando i 3 drive principali: genere, cittadinanza e tecnologia.

TRASFORMAZIONE SOCIALE: DONNE, STRANIERI, TECNOLOGIA

Per capire il fenomeno bisogna riprendere Roberto Calasso e il suo “Il Cacciatore Celeste” che spiega come tutta la storia umana, fino da quando i nostri progenitori si trasformarono da preda degli animali carnivori in cacciatori, è sempre avvenuta con lo stesso processo: il gruppo sociale affianca quello al potere lo imita e lo sostituisce portando con sé il ricordo della sua condizione originaria e quindi grandi cambiamenti. Per quanto riguarda le donne, la ricerca 2019 ha usato come indicatori le posizioni di

Donne-e-agricoltura-una rivoluzione-in-atto-Donatella-Cinelli-Colombini-e-Violante

Donne-e-agricoltura-una rivoluzione-in-atto-Donatella-Cinelli-Colombini-e-Violante

vertice suddividendole tra professioniste, dirigenti nel comparto pubblico e imprenditrici o socie d’azienda nel comparto privato.

DONNE  MANAGER IN AGRICOLTURA: + 2,3%

Fra il 2003 e il 2017, le donne in posizione dirigente nel settore agricolo sono cresciute del 2,3%, portando con loro poco sapere accumulato, una capacità di adattamento e un pensiero differente medio ma un alto apporto specifico.
Quest’ultimo elemento è stato vincente e si è manifestato in tre settori, dove le donne hanno aumentato significativamente la loro quota, vale a dire le imprese agricole, le imprese dei servizi alla persona e le imprese di istruzione dove evidentemente ha pagato uno stile diverso di lavoro e la ricerca di obiettivi differenti.
Dando uno sguardo generale all’intera ricerca CENSIS vediamo che il numero delle donne professioniste è aumentata del 10,8%, l’incremento maggiore si è avuto in campo giuridico, tra gli avvocati la percentuale di donne è cresciuta del 17,3% e del 15,4% tra i magistrati, ma anche tra gli architetti, più 12,5 % è tra i medici più 12% . Consistente è stato anche l’avvicendamento nelle cariche dirigenziali del settore pubblico. Diversa la crescita femminile nelle imprese private, dove la crisi ha influito negativamente nel processo di femminilizzazione: nel caso delle socie d’azienda e imprenditrici, l’incremento della quota è stato solo dell’ 1%; numeri un po’ sopra la media si registrano solo nelle imprese agricole + 2,3%.

La prima impressione dei turisti in cantina 2

Le infrastrutture esterne della cantina turistica sono importantissime: parcheggi, zone attrezzate per sostare all’aperto e cartellonistica interna

Grandi-cantine-siciliane-Cusumano

Grandi-cantine-siciliane-Cusumano

Di Donatella Cinelli Colombini

Istruzioni pratiche per come realizzare le infrastrutture esterne più necessarie ai turisti in cantina

PARCHEGGI

Le cantine turistiche hanno bisogno di parcheggi di dimensioni sufficienti alla loro massima capacità ricettiva. Parcheggi abbastanza vicini al punto vendita ma da non risultare dissuasivi allo shopping. Bisogna sempre ricordare che le bottiglie di vino sono molto pesanti, e avvicinare le auto al punto vendita è indispensabile per garantire le vendite. Questo vale anche per i bus da 12 metri che devono sostare e girare agevolmente così come i camper che sempre più spesso chiedono di passare la notte in prossimità delle cantine. Una sosta quest’ultima, che in molte regioni rientra fra le attività dell’agricampeggio per il quale servono specifiche autorizzazioni. La novità sono le colonnine di erogazione di energia per auto elettriche, elemento che, se

esterno delle cantine turistiche

esterno-delle-cantine-turistiche- Cantine Ceretto

presente, evidenzia una particolare attenzione della cantina verso l’ambiente. Le colonnine sono pubblicizzate on line per cui costituiscono un motivo di maggiore visibilità e persino un attrattore rispetto a quel segmento di clientela giovane, ricco e etico che, per primo ha scelto le auto elettriche.

ZONE ATTREZZATE ALL’APERTO PER PASTI E PANORAMI

Creare degli spazi illuminati e attrezzati con sedie e tavoli  all’esterno delle cantine è molto gradito da parte dei turisti del vino, specialmente da quelli provenienti da Paesi freddi, dove consumare pasti all’aperto è difficile soprattutto di notte.

Luciano zazzeri - La Pineta bibbona LI - 8 marzo 2012 - cena Donne del vino

Ciao Luciano

Luciano Zazzeri si è tolto la vita, ieri sera, sparandosi con un fucile da caccia nel garage della casa dei genitori. Lascia tanto rimpianto e tanta gratitudine

Luciano zazzeri - La Pineta bibbona LI - 8 marzo 2012 - cena Donne del vino

Luciano zazzeri – La Pineta bibbona LI – 8 marzo 2012 – cena Donne del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Amatissimo dagli appassionati della cucina di pesce e tormentatissimo dalle pratiche amministrative per il suo ristorante “La Pineta” di Bibbona a pochi metri dal mare.
Persona gentile, affettuosa, di talento stellare sapeva interpretare i piatti di pesce trasformandoli in delle esperienze gustative ineguagliabili. Aveva trasformato una baracca di legno sulla spiaggia in un tempio della cucina a cui si recavano artisti del calibro di Mick Jagger o politici come Beppe Grillo. Dai VIP fino ai normalissimi golosi lui trattava tutti con gentilezza facendo sentire ognuno a suo agio. Per questo il Financial Times, nel 2013,  lo aveva messo fra i 10 ristoranti, del mondo,  da non perdere.

La prima impressione dei turisti in cantina 1

Perché l’esterno della cantina è importante per ottenere successo turistico? E’ il primo contatto visivo con la cantina e la prima impressione non si scorda mai

Eventi in cantina - Arcobaleno estate, Doc Orcia punto panoramico

prima-impressione-Doc Orcia punto panoramico

di Donotella Cinelli Colombini

Chi di voi non cura il proprio aspetto prima di incontrare per la prima volta una persona importante? Questo perché tutti cerchiamo di dare una prima impressione positiva e possibilmente di mostrarci subito come siamo o persino meglio di come siamo. Ma allora perché gli ingressi delle cantine turistiche italiane sono spesso trascurati?

LA PRIMA IMPRESSIONE DELLA CANTINA E’ L’ESTERNO

Franciacorta, cantina Fratelli Berlucchi

Franciacorta, cantina Fratelli Berlucchi

Nella stragrande maggioranza quelli che sono sempre vissuti in campagna, persino le famiglie di antica e grande nobiltà, vivono l’ambiente agricolo in modo rilassato, lasciando alla natura molta autonomia d’azione e senza curarsi troppo dei muri a secco che crollano, i prati seccati dal sole o i cespugli cresciuti a dismisura. Io faccio mea culpa e mi metto in questa categoria.
Opposto comportamento di chi viene dalla città e ha comprato l’azienda agricola per farci una villa con cantina oppure per avere una cantina con villa. Spesso la loro prima azione è recintare, poi la creazione di prati all’inglese perfettamente rasati e verdi anche in piena estate, infine vengono piantate essenze non autoctone ma molto colorate … L’effetto è poco tipico ma decisamente attraente, e spesso i visitatori lo giudicano più positivamente rispetto allo stile “nature” dei marchesi di campagna o dei contadini DOC.
C’è tuttavia una via di mezzo che mi sembra la scelta giusta, perchè <<non avrai una seconda occasione di fare una prima buona impressione>> diceva Oscar Wilde: la stessa cosa che oggi dicono gli esperti di comunicazione. Infatti la “prima impressione” tende a radicarsi nella mente come un giudizio definitivo -positivo o negativo- rispetto al quale il nostro turista cercherà inconsciamente delle conferme. Giocarsi bene i primi 20 secondi di contatto visivo significa dunque creare aspettative positive rispetto alla successiva esperienza enoturistica. Non tenerne conto è decisamente controproducente.

                                               

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per capire quali cookie ed in che modo vengono utilizzati, consulta la nostra pagina della Privacy. Accetta i cookie cliccando sul pulsante 'Accetta'. In qualsiasi momento dalla pagina relativa potrai rivedere e cambiare il tuo consenso. MAGGIORI INFORMAZIONI

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi