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RIFIUTI RADIOATTIVI IN VALDORCIA PROPRIO NO

Sbalordisce e indigna la proposta di creare un deposito di rifiuti radioattivi in Valdorcia dove c’è il paesaggio agricolo più preservato e bello del mondo

 

Deposito di Rifiuti radioattivi in Valdorcia

Deposito di Rifiuti radioattivi in Valdorcia

Di Donatella Cinelli Colombini

Quasi uno schiaffo ai sacrifici di cittadini, istituzioni, imprese … per mantenere integro e valorizzare questo gioiello di armonia dove la storia, la natura e il lavoro dell’uomo riescono a conciliarsi da secoli. Nel 2004 il conferimento del riconoscimento di patrimonio dell’Umanità Unesco faceva leva proprio sull’integrità di un contesto rurale e storico unico e di enorme pregio.
Sono poco distanti, dalla località scelta per depositare i rifiuti radioattivi, alcuni dei luoghi icona della compagna toscana, così come i luoghi dove sono stati girati i film “Il paziente inglese” e “Il gladiatore” incantando il mondo intero per un paesaggio di assoluta integrità, che sembra sospeso nel tempo. Infatti nel 2018 la campagna introno a Trequanda ha ricevuto dal Ministero delle Politiche Agricole MIPAAF il riconoscimento di “Paesaggio rurale storico della Toscana”.

 

UN SITO FRA PIENZA E TREQUANDA SCELTO COME DEPOSITO DI RIFIUTI RADIOATTIVI

Deposito rifiuti radioattivi in Toscana: Campagna sotto Castelmuzio

Deposito rifiuti radioattivi in Toscana: Campagna sotto Castelmuzio

Dopo un periodo di abbandono, questa zona aveva saputo trasformare la propria bellezza in sviluppo turistico. Un percorso arrestato dal covid, che tuttavia ha ottime probabilità di ripartenza. Anche le produzioni agroalimentari di eccellenza si stavano affermando sempre di più.
Per questo sbalordisce che le colline fra Pienza e Trequanda siano state scelte come uno dei 67 siti favorevoli, in tutta Italia, per la creazione del deposito di scorie radioattive. Anzi siano considerate dal Ministero come una delle 23 aree più adatte a questa destinazione.

 

I 4 PARAMETRI PER LA SCELTA DEL DEPOSITO DI SCORIE RADIOATTIVE

I parametri di scelta usati da Sogin (soggetto responsabile della localizzazione, realizzazione e dell’esercizio del Deposito Nazionale destinato allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi) sono 4: trasporti terrestri, insediamenti antropici, valenze agrarie, valenze naturali. Le colline fra Pienza e Trequanda sono considerate favorevoli sul primo di tali  fattori  mentre sono “meno favorevoli” sugli altri 3 parametri. Ma anche sui collegamenti ci sarebbero da fare delle riflessioni, infatti se il nodo stradale è considerato vicino quello ferroviario, è costituito dalla linea a un binario da Siena a Grosseto che viene usato quasi solo dal Treno Natura, cioè da un servizio per turisti. C’è da chiedersi se il piano di Sogin preveda anche di trasportare materiale radioattivo su una linea ottocentesca che non ha più neanche le sbarre dei passaggi a livello agli attraversamenti stradali.

 

Antipasto toscano: insalata di soppressata

Insalata con un mix di soppressata, arance e finocchio con olio extravergine e pepe nero. Sapore, dolcezza e piccante per un’insalata invernale squisita

 

Insalata di sopressata: ingredienti

Insalata di sopressata: ingredienti

di Donatella Cinelli Colombini
Piatto povero che è diventato ricco ed ha acquistato dignità con l’arrivo delle nuove tendenze salutistiche e attente allo spreco, della cucina del nuovo millennio. In effetti la soppressata è il salume più povero, ricavato cuocendo gli scarti del maiale come le teste, le cotenne o la coda, insieme alle spezie e alle scorze di agrumi.
Di per sé, non è un alimento dietetico, anzi è molto grasso, ma diventa adatto ad un pasto salutare aggiungendo arance, finocchi e olio extravergine.
Il risultato è un antipasto gustosissimo e tipicamente invernale. La soppressata infatti viene prodotta solo nei mesi freddi e non ha una lunga capacità di conservazione.

 

INGREDIENTI DELL’INSALATA DI SOPPRESSATA

per 4 persone. Facilissimo, 15 minuti per prepararla

200 g di soppressata, 2/3 arance, 3 finocchi, qualche grano di melograno, olio extravergine di oliva, sale, pepe nero.

 

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2015

2015 vendemmia cinque stelle caratterizzata da profumi ricchi e in bocca tannini setosi, grande armonia gustativa e straordinaria finezza. Un grande Brunello

 

Brunello Riserva 2015 Donatella Cinelli Colombini

Brunello Riserva 2015 Donatella Cinelli Colombini

E’ difficile spiegare la fortuna di Montalcino nel 2015, un anno che verrà ricordato, da tutte le zone intorno, per gli eccessi del clima particolarmente capriccioso. A Buonconvento il 24 agosto il fiumicello Arbia inondò l’intero paese, a Torrita grandine grande come arance sfondò i tetti. Nel territorio del Brunello nessun problema, come se Sangiovese si fosse trasformato in San Giovese a proteggere i vigneti.

 

VIGNETO ‘IMPECCABLE’  PER IL BRUNELLO RISERVA 2015

Infatti, poco prima della vendemmia, quando la consulente dell’azienda Valerie Lavigne venne a predisporre la raccolta dell’uva portando con lei il Preside dell’Università di Bordeaux ed enologo di fama mondiale Denis Dubourdieu, egli descrisse i vigneti del Casato Prime Donne con una sola parola <<impeccable>> cioè perfetti.

2015 Sangiovese per il Brunello

2015 Sangiovese per il Brunello

L’annata, la 2015, è stata caratterizzata da un andamento a singhiozzo. Dopo il germoglio il ciclo vegetativo delle viti è stato più veloce del solito per poi bloccarsi con il luglio più caldo degli ultimi 200 anni. Sia ad agosto che a settembre gli sbalzi termici causati dai temporali e dalle notti decisamente fresche favorirono un’ottima sintesi dei profumi nell’uva creando la nota caratterizzante di questa annata di Brunello.

 

CASATO PRIME DONNE A MONTALCINO

Il Casato Prime Donne, dove sono i vigneti usati per produrre questo vino, si trova nella zona Nord del Brunello, quella che ha maggiormente beneficiato dei cambiamenti climatici. Terreni freddi e clima fresco consentono una maturazione dell’uva perfetta: molto graduale e lenta. Prima della vendemmia i vigneti vengono divisi in piccole parcelle in base alla degustazione dell’uva. La zona con maggior potenziale qualitativo viene destinarla alla produzione del Brunello Riserva. La raccolta è manuale e i grappoli vengono scelti uno per uno. I vigneti sono coltivati in modo biologico e certificati dal 2018.

 

Come evitare le macchie di vino sulla tovaglia

5 buoni consigli per evitare le gocce di vino sulla tovaglia. Dalla rotazione dei sommelier, al drop stop fino all’anello salvagoccia. La soluzione c’è

 

Macchie di vino sulla tovaglia

Macchie di vino sulla tovaglia

di Donatella Cinelli Colombini

Le macchie di vino sulla tovaglia sono il motivo per cui quasi nessuno compra più tovaglie di lino ricamato e tutti puntano a tessuti da lavare in lavatrice ad alte temperature. Certi rossi, infatti, si appiccicano alla trama così profondamente da lasciare aloni e ci vogliono sbiancanti ed impegno per mandarli via con i lavaggi a mano.
Ma, per chi ama la tavola elegante, un’alternativa c’è, quella di non macchiare. A loro propongo 5 consigli “salvamacchia” tratti da Wineshop, a cui aggiungo esperienze personali. Chi, come me, produce Brunello di Montalcino è costretto a trovare una soluzione che concili le belle tovaglie e le macchie di vino rosso.

 

5 SISTEMI PER SALVARE LA TOVAGLIA DALLE MACCHIE DI VINO

Come evitare macchie di vino sulla tovaglia

1) Rotazione professionale tipo Sommelier. Dopo aver versato il vino, con gesto deciso, bisogna ruotare la bottiglia in senso antiorario, sollevandola verticalmente. La tecnica richiede esercizio e non sempre riesce, specialmente quando il braccio è stanco per cui, quasi tutti, tengono un tovagliolo nell’altra mano.
2) Tovagliolo da appoggiare sotto il collo della bottiglia mentre si versa il vino. Il tovagliolo serve anche per asciugare le bottiglie estratte dalla glacette.

BUON ANNO 2021

Salutiamo un 2020 difficilissimo e brindiamo, con il nuovo Brunello, al 2021 che arriva, augurando pace e bene a tutti per un futuro splendente

 

matrimonio di Violante ed Enrico - più bel ricordo 2020

matrimonio di Violante ed Enrico – più bel ricordo 2020

Di Donatella Cinelli Colombini

Ci vuole un brindisi porta fortuna e non c’è di meglio del Brunello 2016 Prime Donne. Come ben sanno tutti i wine lovers il Brunello diventa legalmente Brunello solo allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo dell’anno. Questa volta la nuova annata è stata preceduta da squilli di tromba e i grandi critici internazionali gli hanno dato punteggi stratosferici ancora prima che uscisse nel marcato. Quindi, oltre al carattere di vino portafortuna, che tutto il Brunello possiede, questa volta siamo davanti a un Brunello fortunello capace di scacciare l’ombra malefica del covid e farci sperare in un nuovo anno gravido di speranze.
Brindo dunque con Brunello Prime Donne 2016 augurando a tutti salute e felicità nel nuovo anno.

 

FINISCE IL 2020 ANNO DEL COVID

Finisce il 2020 ed è un momento di consuntivi: salvo mio fratello che tuttavia era asintomatico, nessuno di noi si è ammalato di covid19 in famiglia e in azienda.

2020 nuovo staff delle cantine di Donatella Cinelli Colombini con 3 enologhe: Giada,Barbara e Sabrina

2020 nuovo staff delle cantine di Donatella Cinelli Colombini con 3 enologhe: Giada,Barbara e Sabrina

La provincia di Siena è stata complessivamente fra le meno toccate dall’epidemia ma per proteggerci abbiamo fatto davvero tanto; mascherine, sanificanti, pistole per disinfezione secca, apparecchi a ozono … ambienti per la quarantena dei cuscini dei letti …. schermi di plexiglass, turni negli uffici …. Abbiamo persino cacciato una turista sospetta….
Il lavoro è andato avanti come sempre nelle vigne dove la vendemmia è stata scarsa di quantità e abbondante di qualità. Ci aspettiamo 5 stelle. La raccolta delle olive, invece, è stata abbondante in quantità e qualità mentre i tartufi bianchi erano pochissimi.

 

CONSUNTIVI 2020 BENE IL VINO MALE IL TURISMO

Il business del vino è andato bene grazie ai mercati esteri che hanno comprato e ricomprato un eccellente Brunello 2015. E’ stato lui il nostro campione che ha sconfitto il covid. Le vendite del vino in Italia e la vendita diretta delle cantina sono molto calate ma, grazie alle minori spese (niente Prowein e Vinitaly, nessun viaggio all’estero, sospensione del Premio Casato Prime Donne …) il bilancio economico dell’azienda agricola è positivo.
Meno allegra la situazione dell’agriturismo e del ristorante della Fattoria del Colle che hanno lavorato solo da metà luglio a metà ottobre perdendo tutti i matrimoni stranieri e il 70% del fatturato normale. Ancora più disastroso il bilancio dei 3 negozi ToscanaLovers con quello di Cortona quasi azzerato e gli altri due ridotti all’osso per cui i ricavi 2020 saranno un quinto di quelli normali.

Cantine a fumetti

10 racconti a fumetti di 10 cantine toscane mostrano lo storytelling in versione giocosa. Il cartoon sul vino Cenerentola si intitola “Dopo mezzanotte”

 

CANTINE A FUMETTI DALLA SCUOLA INTERNAZIONALE DI COMICS

Cantine a fumetti – la storia di Cenerentola tra fiaba e vino

L’opuscolo si intitola “Cantine a fumetti” ed è curato dalla Scuola Internazionale di Comics. Si tratta dell’ultimo progetto di Violante Cinelli Colombini come Presidente del Movimento del Turismo del Vino della Toscana, carica che ha lasciato un anno fa quando è stata eletta a guidare AGIVI, Associazione Nazionale dei Giovani Produttori di Vino.
La copertina del libretto è di Frank Espinosa, il fumettista cubano che è stato Art Director della Warner Bros ed ha creato “Baby Loonie Tunes” e raffigura la vendemmia in una situazione fantasy dominata da azzurri e rosa.

 

CANTINE A FUMETTI CON LA STORIA DI CENERENTOLA FRA FIABA E VINO

La storia del vino Cenerentola è intitolata “Dopo mezzanotte”, ha la sceneggiatura di Giovanni Chiarini e i disegni di Angelica Regni. Il racconto è ambientato alla Fattoria del Colle, dove le tre sorelle fanno assaggiare il loro vino al principe che deve scegliere quello da servire sulla tavola del Re.

Cantine a fumetti – la storia del vino DOC Orcia Cenerentola

Cenerentola, in grande ritardo, insegue il principe nella vigna mentre suona la mezzanotte, inciampa e rompe la bottiglia ma l’intervento delle fatine le consente comunque di offrirgli un calice. Ovviamente c’è un lieto fine, il principe sceglie il vino di Cenerentola per il Re e anche per il suo matrimonio lasciando immaginare un colpo di fulmine per la giovane produttrice.
L’opuscolo in soli 1.000 esemplari è stato diviso fra le 10 cantine partecipanti al progetto. Violante e Donatella Cinelli Colombini lo hanno destinato agli amici più cari come segno di allegria e speranza in un Natale 2020 rattristato dal covid.

 

Brunello 2016 e Brunello Riserva 2015 a casa vostra

Proposta imperdibile per avere a casa tua, fra i primissimi, il Brunello 2016 e il Brunello Riserva 2015 e iniziare il nuovo anno da wine lovers  

 

Offerta anteprima Brunello 2016 e Brunello Riserva 2015

Offerta anteprima Brunello 2016 e Brunello Riserva 2015

Oltre a ricevere il vino a casa, potrai degustare i due Brunello on line con Donatella Cinelli Colombini. La data verrà comunicata non appena il vino sarà arrivato.  Sarà un appuntamento molto esclusivo nel week-end.

Come sapete il Brunello diventa legalmente Brunello e può essere bevuto solo dopo la mezzanotte del suo quinto capodanno.  Dunque, quelli che vi proponiamo non sono ancora Brunello e Brunello Riserva, lo diventeranno il I° gennaio 2021 e voi sarete fra i primi ad assaggiarli e farli gustare ai vostri amici. Li faremo arrivare a casa tua con la pompetta che salva il vino avanzato fino al giorno dopo.

Il Brunello porta fortuna e ti farà iniziare il 2021 da vero Wine lovers!

Buon anno nuovo !!!!!

Ovviamente alcuni importanti wine critics hanno assaggiato i vini nei mesi scorsi ed hanno dato rating eccellenti.

 

BRUNELLO DI MONTALCINO 2016 RATINGS

Robert Parker/Wine Advocate                   95

Vinous Antonio Galloni                                93

James Suckling                                            94

 

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2015 RATINGS

Robert Parker/Wine Advocate                  94

Vinous Antonio Galloni                              94

James Suckling                                        93

 

OFFERTA PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

Donatella Cinelli Colombini aspetta i Brunello lovers per degustare insieme

Donatella Cinelli Colombini aspetta i Brunello lovers per degustare insieme

3 bottiglie di Brunello di Montalcino 2016 e 3 bottiglie di Brunello Riserva 2015 + una pompetta che estrae l’aria

Prezzo di 329 Euro (invece di 367 Euro) fino al 5 gennaio 2021

Per chi vuole raddoppiare l’acquisto con 2 cartoni con 6 bottiglie di Brunello 2016 e 6 bottiglie di Brunello riserva 2015

Prezzo di 618 Euro (invece di 724 Euro) fino al 5 gennaio 2021

SPEDIZIONE A CASA GRATIS IN ITALIA E SCONTATA di 20,00 Euro ALL’ESTERO

 

OFFERTA PER I NON SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

3 bottiglie di Brunello di Montalcino 2016 e 3 bottiglie di Brunello Riserva 2015 + una pompetta che estrae l’aria

Prezzo di 341 Euro (invece di 367 Euro) fino al 5 gennaio 2021

Per chi vuole raddoppiare l’acquisto con 2 cartoni con 6 bottiglie di Brunello 2016 e 6 bottiglie di Brunello riserva 2015

Prezzo di 646 Euro (invece di 724 Euro) fino al 5 gennaio 2021

SPEDIZIONE A CASA GRATIS IN ITALIA E SCONTATA di 20,00 Euro ALL’ESTERO

 

Il costo della spedizione all’estero varia a seconda del Paese e verrà quantificata all’accettazione dell’ordine. Abbiamo delle condizioni molto vantaggiose per le spedizioni negli Stati Uniti, Canada, Giappone, Singapore, Hong Kong e Australia.

 

I grandi wine critics premiano il Brunello 2016

Monica Larner di Robert Parker – Wine Advocate, James Suckling e Eric Guido di Vinous – Antonio Galloni innamorati del grandissimo Brunello 2016

 

I grandi wine critics premiano il Brunello

I grandi wine critics premiano il Brunello

di Donatella Cinelli Colombini

Comincio con i punteggi stellari dei miei Brunello 2016 e la Riserva 2015

Robert Parker/Wine Advocate
Brunello 2016: 95
Brunello Prime Donne 2016: 96
Brunello Riserva 2015: 94

Vinous Antonio Galloni
Brunello 2016: 93
Brunello Prime Donne 2016: 95
Brunello Riserva 2015: 94

James Suckling
Brunello 2016: 94
Brunello Prime Donne 2016: 96
Brunello Riserva 2015: 93

 

Buon Natale Happy Xmas

<<And so this is Christmas>> e così questo è il Natale covid. John Lennon ha scritto Happy Xmas cinquanta anni fa (1971) augurando a tutti di cambiare e scegliere l’amore, il rispetto del prossimo e la pace come vero spirito del Natale

 

Buon Natale - Cinelli Colombini family nel Presepio della Fattoria del Colle

Buon Natale – Cinelli Colombini family nel Presepio della Fattoria del Colle

Un augurio a credenti e non credenti.

Un augurio adatto al Natale covid del 2020 che anch’io voglio mandarvi.

 

AND SO THIS IS CHRISTMAS , IL NATALE COVID 2020

<<And so this is Christmas>>… E’ Natale anche se non sembra, anche se dentro di noi c’è più paura che speranza, anche se il ricordo delle persone care che ci hanno lasciato stringe il nostro cuore. Anche se siamo stanchi e sconcertati dopo un anno tremendo.

Ma proprio il Natale mette dentro di noi nuove energie per affrontare i mesi futuri per non arrenderci e creare prospettive per le nostre famiglie, le nostre comunità e, se ci riusciamo, per il nostro Paese e  il mondo intero.

 

Irrigazione dei vigneti: produrre di più o meglio?

Pro e contro l’irrigazione dei vigneti: meglio evitare lo stress idrico dando acqua oppure far scendere in profondità le radici accettando il clima?

Irrigazione-nei-vigneti

Irrigazione-nei-vigneti

Di Donatella Cinelli Colombini

C’è una radicata convinzione che i vitigni diano il meglio di sé in condizioni estreme. Fin ora questo concetto era interpretato soprattutto con l’altitudine e lo spostamento a Nord. Come dire <<il Merlot di Petrus è un capolavoro quello californiano è banale>> oppure <<lo Champagne è a rischio con il cambiamento climatico il futuro è sui banchi gessosi dell’Inghilterra>>. Quante volte abbiamo sentito questi discorsi!
Ma a forse oggi dobbiamo guardare la questione anche da una diversa angolazione: basta cercare climi più freschi ove le maturazioni tecnologica e polifenolica procedano lentamente di pari passo, oppure il problema è anche lo stress idrico?

Irrigazione-nei-vigneti

Irrigazione-nei-vigneti

IRRIGAZIONE: VANTAGGI QUANTITATIVI SICURI VANTAGGI QUALITATIVI DUBBI

Le precipitazioni troppo violente e concentrate nello stesso periodo danno abbastanza acqua al terreno delle vigne? Lo stress idrico fa male alle viti? Ma quanto fa male? Risolverlo con l’irrigazione è utile o dannoso? E soprattutto l’irrigazione estiva, quella chiamata “di soccorso” crea un vantaggio quantitativo o un problema qualitativo?
Un articolo di Margaret Rand su WineSearcher, che vi invito a leggere, ci aiuta a riflettere. Ovviamente non stiamo parlando dei vigneti industriali che producono vino commodity quello a basso prezzo per il consumo quotidiano. <<Continua a esserci un mercato per questo, così come esiste un mercato per i polli allevati in batteria>>, ma discutere dell’irrigazione come elemento che modifica il terroir ha un senso per i vini complessi, eleganti, di grande pregio. Riguarda essenzialmente la modificazione del loro profilo indotta da intervento artificiale sul clima.
<<Jean-Luc Colombo, di Cornas nel Rodano, afferma che l’irrigazione conferisce al Syrah sapori fruttati e di marmellata, mentre il Syrah non irrigato ha aromi di fiori di campo e viola>> da questa affermazione parte l’analisi di Margaret Rand.

I pregiudizi sul vino

Molti produttori si chiedono perché, anche innalzando molto la qualità del loro vino, spesso non vengono premiati dai critici.  I perchè dei pregiudizi sul vino e i consigli 

 

Pregiudizi sul vino e degustazioni bendate

Pregiudizi sul vino e degustazioni bendate

Di Donatella Cinelli Colombini

A volte i produttori che non vedono riconosciuti i loro sforzi pensano le cose peggiori.
Specialmente quando hanno vinto premi, oppure hanno ottimi rating da parte di importanti esperti stranieri … La prima reazione del wine maker è pensare ad un giudizio poco obbiettivo e persino distorto <<tanto premiano sempre i soliti>>.
Le circostanze più frequenti in cui si verifica questo problema sono due: l’anonimato e il pregiudizio sul vino.

 

OGNUNO TROVA NEL BICCHIERE QUELLO CHE SI ASPETTA DI TROVARCI IN BASE AL PREGIUDIZIO

Pregiudizi e preconcetti sul vino - origini e rimedi

Pregiudizi e preconcetti sul vino – origini e rimedi

In entrambi i casi, il problema è l’aspettativa, in altre parole il pregiudizio. Quando il vino appartiene ad una denominazione o ad una zona senza reputazione, l’esperto non si aspetta una grande qualità.
Così come il vino che nei primi assaggi ha deluso o si è caratterizzato con troppa acidità o troppo legno.
I nostro produttore frustrato pensa <<ma come mai non si accorge che il vino è cambiato e soprattutto della sua ottima qualità?>>
Quello che avviene non dipende né dalla correttezza e neanche dalla competenza dell’assaggiatore. Lui è in buona fede.
E’ la parte più istintiva del suo cervello che fa resistenza a cambiare idea.

 

IL NEUROMARKETING E L’INFLUENZA DEI PREGIUDIZI E DELLA VISTA SUL GUSTO

Vincenzo Russo nelle sue lezioni di neuromarketing ci insegna che la percezione del gusto è fortemente influenzata dalle aspettative e dagli altri sensi, soprattutto dalla vista che è il senso dominante ed impegna la metà delle cellule del cervello.
In altre parole quello che l’assaggiatore sa di un vino e le sue precedenti esperienze sono in grado di agire sul Sistema Limbico (emozioni) e sulla Corteccia Prefrontale (piacere) del suo cervello condizionando il gusto. Alla fine sentirà nel bicchiere quello che si aspetta ci sia.
Si, ma c’è anche altro. Il BIAS cognitivo.

 

Tordi finti, ricetta di Montalcino

Deliziosi involtini dal sapore così intenso da sembrare tordi in salmì, cacciagione molto apprezzata a Montalcino, con la cottura in tegame

 

Tordi finti e Brunello di Montalcino

Tordi finti e Brunello di Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino è un territorio di grandi boschi dove, tanti anni fa, la caccia, era il modo per procurarsi la carne e sopravvivere all’inverno.

Una delle prede più ambite dai cacciatori erano i tordi ed a loro è dedicata la festa dell’ultimo week end di ottobre “Sagra del tordo” in cui i 4 quartieri Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio, sfilano in costume medioevale per le vie del centro storico, per poi sfidarsi in un torneo di tiro con l’arco.
I tordi sono uccelli migratori che scendono dal Nord Europa, specialmente in gruppo, per svernare nelle zone calde. Gli stormi arrivano in autunno e il loro arrosto allo spiedo oppure la preparazione in salmì sono particolarmente adatti ad accompagnare grandi Brunello.
Ma non tutti amano la cacciagione così come molti gourmand sono contrari alla caccia. Per loro esiste un’alternativa al tordo in salmì, una ricetta inventata dalle massaie di Montalcino per portare in tavola qualcosa di straordinariamente saporito e capace di esaltare il grande Brunello.

 

Brunello di Montalcino 2016 del Casato Prime Donne

2016 Brunello maratoneta. Nato da un ciclo vegetativo lunghissimo delle viti, ha profumi inebrianti e profondi, in bocca è potente e setoso. Adatto al lungo invecchiamento

 

Montalcino - Casato Prime Donne - Brunello 2016

Montalcino – Casato Prime Donne – Brunello 2016

Annata 5 stelle. Come la gravidanza degli esseri umani anche il percorso che porta l’uva al giorno della vendemmia dura un tempo preciso che varia solo a causa del clima, ma generalmente è composto da 3 fasi di due mesi ciascuna per un totale di 180 giorni.
Nel 2016 il germoglio delle viti avvenne 15 giorni prima del normale e questo doveva anticipare di 15 giorni anche la raccolta dell’uva. Invece i cicli biologici hanno rallentato e la vendemmia è avvenuta nei giorni consueti.
La maturazione è stata perfetta, quella che ogni produttore di vino sogna. Giornate assolate, notti fredde, un solo temporale il 18 settembre. Grappoli piccoli con acini di calibro piccolo e una evoluzione parallela della buccia e della polpa che ha portato al giorno della vendemmia con perfetta maturazione tecnica e polifenolica.

 

BRUNELLO 2016 E DONATELLA RITORNA ALLE ORIGINI

Per Donatella Cinelli Colombini e la cantina del Casato Prime Donne, il 2016 segna il ritorno alla tradizione con la vinificazione del Brunello in tini di cemento attrezzati con follatori per sommergere il cappello costituito dalle bocce dell’uva. Ovviamente si tratta di tini francesi di nuova concezione così come il follatore è meccanico e non manuale, ma il sistema è lo stesso di cinquecento anni fa. Anche il lievito, che ha dato vita alla fermentazione, è autenticamente di Montalcino ed è stato selezionato proprio al Casato Prime Donne con una sperimentazione durata sette anni.
Il ritorno alla tradizione antica ha coinciso con un metodo di raccolta dell’uva basato sulla separazione dei grappoli in base alla maturazione. Essi vengono scelti uno per uno, a mano, nella vigna come facevano gli antichi contadini. Un sistema che rallenta i tempi di vendemmia ma permette la vinificazione di uva con gli stessi caratteri e successivamente la maturazione nelle botti o nei tonneau di rovere più adatti a ogni futuro Brunello. Un lavoro “tailor made” da artigiani d’arte che alla fine crea dei capolavori in bottiglia.

 

La questione di genere e il vino

Gli stereotipi di genere femminile – maschile, nella descrizione del vino vanno definitivamente mandati in pensione perché sono offensivi 

 

di Donatella Cinelli Colombini

Stereotipi di genere nel vino - Donatella Cinelli Colombini staff femminile del vino

Stereotipi di genere nel vino – Donatella Cinelli Colombini staff femminile del vino

Vicki Denig ci regala un’autentica perla intitolata <<Time to Kill Gender Stereotypes in Wine>> e pubblicata su Wine Searcher. Il punto di partenza sono gli stereotipi di genere nella descrizione dei vini: quelli “femminili” morbidi, eleganti e delicati, quelli “maschili” potenti, muscolosi e robusti. Un modo di esprimersi vecchiotto ma che secondo Vicki Denig è ancora diffuso <<nel Vecchio Mondo, in particolare in Francia>>.

 

GLI STEREOTIPI DI GENERE NELLA DESCRIZIONE DEL VINO

La maggior parte degli esperti interpellati da Vicki ammette di aver usato termini come femminile/maschile nel descrivere i vini, ma di averlo abbandonato trovandolo lontano dal sentimento attuale per cui suona quasi offensivo. Tuttavia c’è chi continua <<lo odio, ma lo uso>> dice Jeff Harding, direttore beverage al Waverly Inn di New York.

Stereotipi di genere nel vino - Donatella Cinelli Colombini staff femminile del vino

Stereotipi di genere nel vino – Donatella Cinelli Colombini staff femminile del vino

Molti considerano l’uso di stereotipi di genere una scorciatoia <<che tutti capiscono>>.
Sarà anche vero ma, come sottolinea Richard Betts <<chiamare un vino maschile o femminile significa sottoscrivere una vecchia idea del mondo (e per giunta binaria) che non prevede la vasta gamma di diversità della nostra meravigliosa umanità>>. In altre parole da per scontato che i gay non esistano.

 

MARKETING DEL VINO SEMPRE PIU’ ROSA

Ma la questione di genere, riguardo al vino, può essere guardata anche da altri punti di vista, come giustamente fa notare Civiltà del Bere. E’ sotto gli occhi di tutti come il marketing delle bevande alcoliche, vino compreso, guardi alle consumatrici donne con maggior interesse e scelga packaging, messaggi, colori … proprio per attrarre la loro attenzione. Il potere socioeconomico delle donne cresce e con questo anche il valore delle bottiglie che comprano.

 

Emanuele Trono l’enoblogger da amare

Simpatico, intelligente e smart è fra gli wine instagramer più forti del mondo, si chiama Emanuele Trono alias Enoblogger, seguitelo

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Emanuele-Trono-Enoblogger

di Donatella Cinelli Colombini

Alcune delle classifiche lo mettono fra i più influenti comunicatori digitali  del vino del mondo, Feedspost addirittura al 4° posto e questo anche se c’è chi ha più followers di lui.

Ma Emanuele ha qualcosa di speciale.
28 anni piemontese si è laureato in Business and Management all’Università di Torino e ha poi fatto il Master di Scienze Gastronomiche a Pollenzo. Da 4 anni si occupa di comunicazione social del vino. La sua azienda si chiama Enodigital <<la prima agenzia di social media marketing per il mondo del vino con la quale seguiamo le cantine nel loro percorso di digitalizzazione>> in altre parole propone alle cantine campagne di comunicazione e attività di e-commerce, organizza eventi on line capaci di intercettare soprattutto i giovani wine lover. L’altra parte della sua professione <<è quella di influencer dove con il profilo enoblogger riesco a dare molta visibilità alle aziende del settore vinicolo e a parlare con una grande quantità di pubblico>>.

EMANUELE TRONO  ENOBLOGGER PER PASSIONE

Emanuele-Trono-Enoblogger

Emanuele-Trono-Enoblogger

E’ un buon amico di mia figlia Violante con cui ha collaborato per il Movimento Turismo del Vino e con AGIVI. Io l’ho incontrato diverse volte e devo dire che è smart nella vita come nel mondo virtuale.
Emanuele ha vissuto dal di dentro la digitalizzazione a marce forzate del settore vino durante il covid. Una corsa per essere on line che <<per certi versi è stata un bene,>> ha detto a Identità golose <<tuttavia l’improvvisazione supportata da una comunicazione raffazzonata e poco credibile ha generato molta confusione nel settore>>. Ed ecco che la professionalità della sua agenzia Enodigital ha aiutato molte cantine nell’incamminarsi sulla strada giusta.
Ma cosa rende la comunicazione web di Emanuele Trono così diversa dalle altre?

                                                                       

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