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Donne Vino prime a superare il gender gap nel credito

Un’indagine dell’Università di Siena sulle Donne del Vino e presentata durante Wine&Siena dimostra che, in situazioni economiche favorevoli la differenza di genere scompare

Wine & Siena Donne del Vino

Wine & Siena Convegno Donne vino e credito con Università di Siena e Donne del Vino

Vedere la luce alla fine del tunnel non è una cosa da poco. Significa che è possibile uscire dal buio dei problemi e arrivare a una situazione più favorevole. La piccola luce individuata dal Professor Lorenzo Zanni e dal suo staff dell’Università di Siena sul problema “Donne e Credito” storico handicap delle imprese al femminile, recentemente ribadito da due studi sulla filiera agroalimentare e l’artigianato, mostra invece le prime avvisaglie di un cambiamento di rotta. L’indagine si è svolta nel 2019 ed ha riguardato 167 rispondenti fra le 890 Donne del Vino. L’associazione presieduta da Donatella Cinelli Colombini << comprende produttrici di vino e in misura minore di titolari di ristoranti, enoteche oppure professioniste attive come sommelier, giornaliste e esperte presenti in tutte le regioni italiane>>.  E’ stata presentata il 31 gennaio nel corso di Wine&Siena -kermesse di eccellenze enologiche organizzata da Hunter Helmuth Köcher “cacciatore di vini” del Merano WineFestival e da Confcommercio Siena, nella Rocca Salimbeni sede storica del Monte dei Paschi di Siena.

LE DONNE DEL VINO SOTTO LA LENTE DELL’UNIVERSITA’ DI SIENA

Wine&Siena

Wine&Siena-degustazione-in ambienti-storici-e-monumentali

Fra le Donne del Vino che hanno risposto <<l’esser donna NON sembra aver influenzato negativamente l’accesso al credito…. ma questa percezione può riflettere la composizione del campione delle intervistate (livello di istruzione elevato, donne mature e con un’esperienza decennale nell’azienda, spesso proprietarie della stessa, con una tradizione familiare alle spalle, coinvolte in un’associazione di donne imprenditrici)>> ha detto il Professor Lorenzo Zanni che insieme a Elena Casprini e Tommaso Pucci  ha effettuato lo studio.

IL MOMENTO FAVOREVOLE DELL’AGRICOLTURA E DEL VINO AIUTA LE MANAGER GREEN

Un risultato favorevole che scaturisce anche dall’andamento  anticiclico dell’agricoltura rispetto alle difficoltà dell’economia italiana, sottolinea la Presidente delle Donne del vino Donatella Cinelli Colombini mettendo in evidenza come <<le cantine italiane, negli ultimi 5 anni, abbiano accresciuto fatturati e margini (+3,9% e + 5,8%), hanno esportato di più e hanno visto salire il valore delle vigne dell’1,2% ogni anno, un dato quest’ultimo che nelle zone più vocate è schizzato alle stelle>>. Uno scenario che le banche leggono molto favorevolmente a cui si aggiungono le ottime performance delle manager femminili green <<le donne dirigono imprese che coprono il 21% della superficie agricola coltivabile SAU ma producono il 28% del Pil agricolo italiano>> ha ricordato la produttrice siciliana Lilly Fazio.

Vino in passerella e il vino sposa la moda

L’enogastronomia ha sostituito l’abbigliamento come strumento per esprimere sé stessi e la propria idea del mondo. Ma la moda contrattacca cercando alleanze

Violante cappelli New Orleans

Vino-moda-nuovo-mood

DI Donatella Cinelli Colombini

La strana coppia moda-vino emerge da uno studio condotto su 1.600 articoli on line riguardanti moda, vino e design. Il merito di aver individuato il nuovo mood è di Maxfone, una società nata nel 1010 e operante nel settore IoT cioè Internet of Things. Da un paio d’anni è membro del Big Data Value Association, si tratta quindi di un super analista di ciò che avviene nel mondo virtuale anche grazie alla collaborazione con la Texas State University.

MAXFONE UNA GIOVANE SOCIETA’ CHE STUDIA LA COMUNICAZIONE ON LINE E CI MOSTRA LA RELAZIONE FRA MODA E VINO

Ebbene, 1050 fonti diverse hanno pubblicato contenuti su vino e moda. La parola “design” è quella più associata al vino, praticamente è rintracciabile nel 60% di questi articoli.
L’analisi di Maxfone (settembre 2018- febbraio 2019) cerca di misurare la portata, in Italia, di un trend che è sotto gli occhi di tutti e che in gran parte deriva dalla maggior presenza femminile

Moda e Vino Violante Gardini Cinellicolombini

Moda e Vino Violante Gardini Cinellicolombini

in ambito enologico, con la crescente attenzione all’estetica che si è portata dietro. Il sistema utilizzato è stato quello di cercare la parola vino associata a keywords come design (60%), fashion (41%), moda (19%) e packaging.

VINO FA RIMA CON MODA, FASHION, MODA

I mesi di picco per i contenuti che associano vino e moda sono stati febbraio e poi ottobre in concomitanza con eventi importanti come Milano Wine Week. <<Acquisendo questo lato di fashion e di design, il vino diventa un oggetto di acquisto per piacere a sé stessi, ma anche per comunicare con gli altri.
Le etichette ora non accostano un vino solo ad un buon cibo, ma anche ad un dress-code4: la scelta del giusto orologio, della borsa o dell’abito griffato che riprende al meglio le qualità che quel vino esprime …. Manifestazioni del calibro di Pitti Uomo, mostrano lo stesso trend>> commentano gli analisti di Maxfone.

Vin Santo del Chianti 2008 dalla Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini vi presenta  il suo Vin Santo 2008 maturato nei caratelli per undici anni  Una  piccolissima selezione di pochissime bottiglie per gli amanti dei vini dolci

Il Vin Santo fa parte della storia della Toscana. Anticamente tutte le famiglie nobili avevano i caratelli (piccole botti) in cui maturava il  Vin Santo nel sottotetto delle loro ville.Nei banchetti importanti veniva servito il Vin Santo.
Non sappiamo quando nacque la produzione di questo vino dolce biondo e raffinato, sicuramente esisteva già a Siena nel Trecento. Ma fu proprio durante un banchetto che il Vin Santo smise di chiamarsi “vino pretto” cioè puro e prese il nome attuale. Secondo la leggenda, avvenne nel 1439 dorante il Concilio di Firenze. A quell’incontro prese parte il Cardinale greco Giovanni Bessarione che assaggiandolo esclamò << Questo è il vino di Xantos!>> in riferimento all’isola in cui si producevano vini dolci all’epoca particolarmente apprezzati. Da allora vino xantos divenuto poi Vin Santo è rimasto a indicare il prelibato nettare toscano.
Anche la Fattoria del Colle, ha la sua vinsantaia nel sottotetto della villa cinquecentesca. Traversando la bottaia e salendo una scala è possibile arrivare nel sottotetto dove d’inverno è molto freddo e d’estate è molto caldo. Qui ci sono le botticelle in cui il liquido biondo, spremuto dall’uva appassita, rimane a maturare per oltre dieci anni.
Lo scorso anno il Vin Santo del Chianti della Fattoria del Colle ha ottenuto 93 centesimi da parte di Robert Parker/Wine Advocate. Un successo che, speriamo, si ripeterà anche in futuro.
Raccomandiamo di non  zuppare  i biscotti nel Vin Santo. E’ una pratica popolare molto diffusa in Toscana ma assolutamente dannosa perché altera il profumo e il gusto del vino.

DESCRIZIONE DEL VIN SANTO  DEL CHIANTI DOC  DELLA FATTORIA DEL COLLE

 

TIPOLOGIA: bianco amabile
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle.

CLASSIFICAZIONE: DOC Chianti
UVAGGIO: uve bianche autorizzate in toscana
VINIFICAZIONE E MATURAZIONE: Le uve vengono raccolte a settembre e messe ad appassire in cassette esposte al sole. A gennaio sono vinificate e chiuse nei caratelli dove rimangono 12 anni esposti a forti escursioni termiche in estate e inverno. Le botticelle sono di legni e dimensioni diverse dai 50 ai 200 litri.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

COLORE: giallo ambrato intenso.
AROMA: molto intenso, complesso con un chiaro richiamo al miele.
GUSTO: pieno, armonico, molto intenso e persistente.

Musica e vino:  come i suoni fanno vendere di più

Fra i sensi quello più forte è la vista ma anche l’udito ha un’influenza decisiva sull’assaggio e persino sull’acquisto del vino con l’ “effetto Lafite”

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Musica e vino-come-i-suoni-condizionano-l’acquisto

Di Donatella Cinelli Colombini

Una musica raffinata spinge a comprare vini cari, una musica rilassante diminuisce la frustrazione di chi fa la fila davanti alla cassa, una musica molto nota distrae dall’acquisto, quella ritmata e veloce accelera i movimenti dei consumatori fra gli scaffali e fa calare le vendite. Ecco, in grande sintesi, come i suoni possono cambiare l’atteggiamento dei wine lovers dentro un’enoteca o nel punto vendita della cantina.
Ecco perché diffondere i suoni di un’opera lirica aiuta una cantina italiana a vendere di più e vini più cari.

IL NEUROMARKETING DI VINCENZO RUSSO E L’USO DELLA MUSICA PER VENDERE IL VINO

E’ il Professor Vincenzo Russo, maggior esperto italiano di neuromarketing, a insegnarci, attraverso Trebicchieri – settimanale economico del Gambero Rosso, come i suoni influenzano l’acquisto del vino.
Va premesso che l’udito ha una “funzione adattativa” perché è strettamente connesso con tre parti del cervello: il Sistema Limbico in cui risiedono le emozioni, la Corteccia prefrontale che ci fa sentire la piacevolezza e la Corteccia Motoria che, come dice il nome, comanda i movimenti. I primi due sono i veri e propri centri del piacere di ogni persona, infatti sono le parti del nostro cervello che reagiscono “euforicamente” quando mangiamo del cibo che ci piace, facciamo sesso oppure usiamo delle droghe.

L’UDITO E LA SENSAZIONE DI PIACERE

Mario Brunello concerto nella cantina Bellavista

Mario Brunello concerto nella cantina Bellavista

La funzione adattativa della musica funziona anche sulla percezione del tempo, per esempio fa sembrare più breve l’attesa ai consumatori che fanno la fila.
La musica influisce i comportamenti d’acquisto sia in senso negativo che positivo: se è molto famosa, ad esempio può attrarre l’attenzione dei consumatori al punto da distrarli dall’acquisto. Avete presente quando sentiamo una canzone che abbiamo ballato molte volte e ci viene voglia di accompagnare il ritmo con il corpo mentre la bocca comincia a cantare? La nostra testa si riempie di ricordi e si allontana dalla scelta delle bottiglie.

MEGLIO LA MUSICA CLASSICA DEL POP PER VENDERE VINO

La musica che invece spinge i consumatori verso le bottiglie più care non è pop e nemmeno rock, bensì raffinata e importante come un brano di Mozart o Chopin. Proprio per la funzione adattativa collegata all’udito, la musica classica spinge inconsapevolmente il consumatore assumere attitudini da upper class e quindi a fare acquisti di profilo molto alto. Gli esperti lo chiamano “effetto Lafite” con riferimento al noto Chateau bordolese.

DRY JANUARY? MEGLIO DI NO

L’astinenza dall’alcol meglio dell’educazione al bere moderato? Gli inglesi dicono di si con il dry January e forse anche i francesi. In Italia proprio no

abuso-alcol

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Di Donatella Cinelli Colombini

Bisogna premettere che in Italia il problema dell’abuso da alcolici è molto inferiore rispetto agli altri Paesi consumatori. Se infatti in Russia, Ucraina, Polonia, Ungheria, Serbia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bielorussia, Lituania e Portogallo la media di alcol ingerito in un anno è di 12,5 litri a persona. In Italia è fra i 5 e i 7 litri come il Giappone, l’Islanda o la Cina. Infatti  nella classifica dei Paesi Ocse sull’abuso d’alcol al primo posto ci sono gli USA e all’ultimo l’Italia.
Infatti  il vino è solo il 12% rispetto al totale delle bevande alcoliche consumate da circa 2,3 miliardi persone nel mondo. Agli alcolici vanno aggiunti gli stupefacenti che spesso sono utilizzati in modo combinato, specialmente dai giovani, per accelerare l’effetto euforizzante.

IL CONTRASTO ALL’ABUSO D’ALCOL E L’EDUCAZIONE AL CONSUMO MODERATO DI VINO

Il contrasto all’abuso attraverso le azioni di educazione al consumo moderato sono state il perno della politica dei Paesi storicamente produttori come Italia, Francia e Spagna. Si tratta delle nazioni dove il consumo medio pro capite è calato maggiormente negli ultimi 50 anni. In Italia è ora di  35 litri all’anno e sembra essersi stabilizzato dopo un autentico crollo quando i consumatori saltuari hanno sostituito quelli abituali.

consumatori-itaiani-eventi-e-visite-dei-territori-del-vino

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WINE IN MODERATION -L’ART DE VIVRE

Forti delle notizie sugli effetti salutari del consumo moderato di vino i governi hanno lavorato per convincere la popolazione adulta a “bere poco ma bene” puntando sugli aspetti culturali del nettare di bacco, il suo ruolo di complemento della buona tavola e di uno stile di vita sano e socializzato. Infatti le campagne di comunicazione esplicitavano il progetto fino nel titolo “wine in modartion – Art de vivre
Evidentemente tuttavia, nei Paesi come la Gran Bretagna, dove il vino gioca un ruolo molto minoritario nei consumi e soprattutto negli abusi di alcol, la tattica del bere responsabile non funziona. Per questo, dal 2013 esiste una campagna che propone il gennaio di astinenza dagli alcolici dopo gli eccessi del Natale e Capodanno. Si tratta del “Dry January” lanciato dall’associazione “Alcohol change Uk” e sostenuto dall’Università del Sussex che ha evidenziato gli effetti benefici di un mese di astinenza sulla salute umana.

DRY JANUARY? BETTER NOT

Is abstinence from alcohol better than education for moderate drinking? The British say yes to dry January and perhaps even the French. In Italy not

By Donatella Cinelli Colombini

It must be said that in Italy the problem of alcohol abuse is much lower than in other consumer countries. If in fact in Russia, Ukraine, Poland, Hungary, Serbia, Romania, Czech Republic, Slovakia, Belarus, Lithuania and Portugal the average alcohol ingested in a year is 12.5 liters per person. In Italy it is between 5 and 7 liters as Japan, Iceland or China. In fact, in the ranking of the OECD countries on alcohol abuse in the first place are the USA and Italy is the last.
In fact, wine is only 12% of the total alcoholic beverages consumed by about 2.3 billion people in the world. To alcohol should be added drugs which are often used in a combined way, especially by young people, to accelerate the euphoric effect.

Il futuro del vino di lusso è femmina

Orientate ai vini biologici, sostenibili ed equi ma convenienti hanno un potenziale di spesa che aumenta, anche nel vino, con il loro reddito e ruolo sociale

Millennials USA

8-milioni-di-consumatrici- USA-comprano-vini-premium

Di Donatella Cinelli Colombini

Wine intelligence, la mega agenzia di analisi sul mercato del vino, con base a Londra, ha evidenziato come le donne siano in crescita fra i consumatori anche nel segmento dei vini premium cioè sopra i 15€ a bottiglia.

GLI UOMINI CONSUMANO IL 64% DEI VINI PREMIUM IN USA

Per trasformare questa tendenza in business bisogna che produttori e rivenditori ci credano e coltivino il segmento rosa con lo stesso impegno dedicato al mercato cinese e ai giovani perché le opportunità di crescita sono simili.
In Usa, Canada, Regno Unito, Giappone, Cina e Australia le donne comprano bottiglie meno care degli uomini. Solo il 35% spende più di 20 Dollari mentre per i maschi questa quota sale fino alla metà di chi consuma abitualmente vino.
Il report “US Premium Wine Drinkers 2019”, ci dice che 64% dei vini sopra i 15$ a bottiglia sono acquistati dal sesso forte. Su 22 milioni di consumatori USA di premium wines solo 8 sono donne.
Le donne hanno redditi più bassi come ben evidenziato dal gender gap, ma anche meno fiducia nelle proprie scelte per cui sono caute, anche nella spesa.

giovani e vino in USA

il-64%-dei-vini-premium-USA-sono-acquistai-dagli-uomini

C’è poi la componente dell’abitudine per cui sommelier e maitre consegnano ai clienti maschi la lista dei vini al ristorante.

COME INCENTIVARE IL CONSUMO FEMMINILE DI VINI PREMIUM

Il consiglio di Wine Intelligence è di investire tempo e risorse per creare vini e comunicazione adatti alle donne. Una strategia che potrebbe portare a un incremento dei consumi partendo da azioni come la creazione di carte dei vini destinate alle wine lovers donne e alle loro esigenze. Le donne fanno attenzione alla linea nella scelta del cibo e quindi del vino. Amano sperimentare e sono consumatrici infedeli … tenerne conto potrebbe essere un primo passo.

BARBARA TAMBURINI ENOLOGA DELL’ANNO BIBENDA

L’Enologo dell’anno 2020 – Oscar del vino dalla Federazione Italiana Sommelier – Bibenda di Franco Ricci è un’enologa. La toscana Barbara Tamburini

Di Donatella Cinelli Colombini

Laureata in Viticoltura ed Enologia all’Università di Pisa nel 2002, Barbara Tamburini ha in tasca anche il Diploma Universitario in Tecnologie Alimentari con Orientamento in Viticoltura.

CHI E’ BARBARA TAMBURINI

Allieva e poi collaboratrice di Vittorio Fiore, enologo di fama internazionale e di lunga esperienza, Barbara firma i vini di 15 importanti cantine in Toscana, Umbria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia. La sua grande competenza tecnica e l’attenzione ai dettagli le permette di far emergere gli elementi di riconoscibilità del vitigno, del terroir e dell’azienda in ogni realtà produttiva puntando sempre all’eccellenza qualitativa.

30.000$ per aver macchiato una borsa col vino rosso

Cosa succede se il vino rosso si schizza su una borsa di Hermès rosa? Chiesti 30.000$ di risarcimento al ristorante per aver scelto camerieri negligenti

Borsa Hermes molto costosa

Borsa Hermes molto costosa

Di Donatella Cinelli Colombini 

Il fatto è avvenuto nel settembre 2018nel ristorante dell’Alpine Country Club di Demarest ed ora è arrivato davanti alla corte superiore del New Jersey con la richiesta di risarcimento di 30.000$. Questa la cronistoria: la signora Maryana Beyder era a cena con suo marito quando un “cameriere negligente” ha sporcato di vino rosso la borsa di Hermès di colore rosa pallido che le era stata regalata per il suo trentesimo compleanno.

MACCHIE DI VINO SU UNA BORSETTA  DA 30.000$

La borsa non è più in produzione ma pare fosse molto costosa e per questo la donna chiese subito al Country Club un risarcimento consistente. Quando i gestori si rifiutarono di pagarlo lei si rivolse alla magistratura dicendo che avevano il dovere <<di fornire camerieri qualificati e competenti per le proprie attività e per la sicurezza dei suoi clienti>>. In questo senso era il Country Club a dover pagare il risarcimento e non il cameriere che, forse non avrebbe avuto i 30.000$ richiesti. L’importo è talmente enorme che persino il

nuova borsa rosa di Hermès quanto costa macchiarla di vino

nuova borsa rosa di Hermès quanto costa macchiarla di vino

portale britannico The Drink business ha riportato la notizia come esempio di cosa succede a un ristorante se incappa in una cliente decisa a ottenere un bel gruzzolo.

ALPINE COUNTRY CLUB CON CLIENTI  RICCHI E PREPOTENTI

Si tratta di un episodio davvero insolito perché la proprietaria della borsetta rosa ha dichiarato che il cameriere ha versato il vino un po’ ovunque e persino addosso al marito senza riuscire a fermare lo spruzzo rosso. Mi sono detta <<ma che razza di personale hanno all’Alpine Country Club>> e questo mi ha spinto a qualche approfondimento con esiti ancora più sorprendenti.

Brunello Prime Donne: storia di una sfida

Donatella Cinelli Colombini aveva appena iniziato a progettare l’azienda che porta il suo nome quando si accorse che manager e consumatori donne non contavano niente

Brunello-Prime-Donne-2015-storia-di-una-sfida

Brunello-Prime-Donne-2015-storia-di-una-sfida

Il Brunello di Montalcino Prime Donne è di stile molto tradizionale, prodotto in una piccola selezione esclusiva.

Deve la sua eccezionalità alle uve di Sangiovese da cui nasce. La piccola dimensione dei grappoli e degli acini gli permettono di unire alla longevità, una straordinaria eleganza e una sorprendente piacevolezza. La solida struttura acida e tannica è infatti appena percepibile grazie a una perfetta armonia.

STORIA DI UNA SFIDA: IL BRUNELLO PRIME DONNE

Il Brunello selezione Prime Donne fu prodotto per la prima volta con l’annata 1993.
Donatella Cinelli Colombini aveva appena iniziato a progettare l’azienda che porta il suo nome e che si caratterizza per le due cantine – il Casato Prime Donne a

Brunello-Prime-Donne-2013-storia-di-una-sfida

Brunello-Prime-Donne-2013-storia-di-una-sfida

Montalcino e la Fattoria del Colle a Trequanda – con un organico interamente femminile. L’attenzione al ruolo femminile nel vino portò Donatella a osservare che i wine critics e i curatori delle guide italiane dei vini erano, nel 1998, tutti uomini. Decise quindi di riaffermare l’importanza del gusto delle donne nella scelta del vino creando il primo Brunello selezionato da un pannel femminile e internazionale. Il primo gruppo era composto da 4 assaggiatrici la Master of Wine inglese Maureen Ashley, l’enotecaria tedesca Astrid Schwarz, una delle migliori sommelier italiane Daniela Scrobogna e la Pr italo americana Marina Thompson. Nel corso degli anni, il gruppo si è modificato fino a diventare quello attuale composto da due Master of Wine, l’inglese Rosemary George e la svedese Madeleine Stenwreth, oltre che da Astrid Schwarz e Daniela Scrobogna.
Le assaggiatrici degustano i vini delle diverse vigne in modo bendato e poi decidono la tipologia delle botti da usare, la durata della maturazione e il blend fra le diverse tipologie.
All’inizio il Brunello Prime Donne costituiva una sfida coraggiosa, un vino rosso premium tradizionalmente pensato per consumatori maschi che si inchina al gusto delle donne. Nel corso degli anni il suo successo di pubblico e di critica è andato di pari passo all’affermazione del genere femminile come acquirente di vini rossi di alta gamma. Oggi il Brunello Prime Donne è esportato in 30 Paesi del mondo ed è un simbolo di coraggio, valori etici e sfida ai luoghi comuni.

Il Cabernet è il più coltivato ma non il più amato

Il Cabernet è il vitigno più coltivato al mondo ma è anche il più amato? Una ricerca su Wine Searcher dimostra che i vini di uvaggio bordolese sono i preferiti

Di Donatella Cinelli Colombini

 

I big data sul vino, l’analisi informatica su uno dei più sconfinati portali esistenti al mondo, quello di Wine Searcher permette di capire quale vitigno piace davvero ai wine lover.

Female wine consumer

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IL CABERNET E’ L’UVA PIU’ COLTIVATA MA L’UVAGGIO BORDOLESE E’ IL PIU’ AMATO

Un esercizio che Don Kavanagh si è divertito a fare con la sua tipica ironia partendo da una domanda << il Cabernet è l’uva più coltivata al mondo, ma è la preferita?>> piace più il vitigno singolo o il blend tipo uvaggio bordolese?
Alla fine la vittoria dell’uvaggio bordolese è schiacciante ma con molti distinguo Paese per Paese.

In USA piace soprattutto il Cabernet (14%) ma l’uvaggio bordolese è secondo nell’interesse dei consumatori con solo mezzo punto percentuale di distacco. In Gran Bretagna invece vince nettamente l’uvaggio bordolese seguito da Pinot Noir, Chardonnay, Champagne e Valle del Rodano con il Cabernet solo settimo.
Anche in Cina è il blend bordolese a vincere e il Cabernet occupa il quarto posto preceduto da Pinot Noir e Chardonnay. Persino in Francia l’interesse degli appassionati è attratto dal blend con il Merlot piuttosto che dal Cabernet in purezza che risulta al 13° posto preceduto da Pinot, Merlot e il blend rossi del Rodano.

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WineSearcher-analisi-sulla-preferenza-dei-consumatori

In Italia sono i vini a base di Nebbiolo e poi di Sangiovese quelli che attraggono maggiormente le ricerche degli appassionati seguiti da Pinot Noir, uvaggio bordolese e Champagne.
In Germania l’interesse si concentra sulla miscela di Bordeaux, Pinot Noir, Chardonnay e Nebbiolo.
Gli appassionati australiani cercano soprattutto Shiraz, Pinot Noir, uvaggio bordolese e Cabernet

LE UVE PIU’ COLTIVATE AL MONDO: CABERNET IN TESTA

I dati sul vigneto mondiale e le uve che vi sono maggiormente coltivate arrivano dall’Università di Adelaide e sono del 2010. Fra i 1271 vitigni censiti i più diffusi sono Cabernet Sauvignon e il Merlot, seguiti dall’Airen, dal Tempranillo e dallo Chardonnay. Venti anni prima lo stesso ateneo aveva individuato una top 5 molto diversa: Airen, Garnacha tinta, Rkatsiteli, Sultaniye, Trebbiano.

Cosa fa cambiare il mondo del vino

Clima, più valore e meno volume, brexit, la Cina, l’Est Europa e la piccola Asia. Ma guardiamo nelle liste dei vini britanniche per scoprire le nuove tendenze

Londra Donatella e Violante da Harrods

Brexit- Londra Donatella e Violante da Harrods

Di Donatella Cinelli Colombini

Il colosso delle indagini di marketing Wine Intelligence, ottimamente commentato dall’italiana WineMeridian, fa il punto sui 5 elementi che stanno modificando il settore del vino. Io ho aggiunto qualche commento.

CAMBIAMENTO DEL CLIMA

I vigneti vanno a Nord e vanno in montagna. Tutto diventa eccessivo: caldo, tifoni, incendi, inondazioni …. Ma nonostante questo il numero delle buone vendemmie e la qualità dei vini cresce costantemente anche nelle zone storiche.

CALANO I VOLUMI CRESCONO I VALORI

Napoletani in Cina Donguangg Masterclass di Donatella Cinelli Colombini

Nuove tendenze del vino Cina Donguangg Masterclass di Donatella Cinelli Colombini

I consumatori abituali sono sempre meno mentre aumentano quelli che gustano il vino solo in occasioni sociali, ma le loro scelte si concentrano su bottiglie più care. Maggiore attenzione alla salute, maggiore varietà di etichette e territori “da scoprire”, maggiore disponibilità di piccoli formati … Un ruolo importante hanno i competitori del vino come le bevande a base di cannabis e le birre artigianali.

BREXIT

I problemi sembrano scongiurati, almeno per il momento. Tutti speriamo in una maggiore consapevolezza dei vantaggi della collaborazione europea.
Altra “turbativa politica” sono i dazi USA.

CINA

Per la prima volta dal 2014 i volumi di vino importato sono calati nel 2018. Il segno positivo risiede nel contemporaneo aumento dei valori. I consumatori cinesi stanno iniziando a riconoscere la qualità del vino e rifiutare quelli low cost.

ASIA, NUOVA ZELANDA E CILE PER LE FUTURE DONNE DEL VINO

Come si diventa una Donna del Vino del futuro? Il progetto  Future offre opportunità formative alle giovani da parte delle senior  wine lady in tutto il mondo

Furure-il-progetto-formativo-delle-donne-del-vino-diventa-internazionale

Furure-il-progetto-formativo-delle-donne-del-vino-diventa-internazionale

Qualche esempio: stage in vendemmia in una cantina neozelandese o cilena, tutoring di un anno per imparare a vendere il vino italiano in Asia.  Dalle Donne del Vino italiano arrivano proposte meno sensazionali ma altrettanto efficaci: dal corso sul turismo del vino, full immersion all’esperienza in un’agenzia di PR.

FUTURE UN PROGETTO DELLE DONNE DEL VINO PER LE GIOVANI

Lanciato al Vinitaly 2019,  Future offre opportunità formative proposte dalle aziende delle Donne del Vino italiane alle under 30 che vogliono lavorare nel mondo del vino. Si sviluppa come un archivio telematico sul sito www.ledonnedelvino.com con proposte in cantine, enoteche, ristoranti, agenzie giornalistiche, di Pr e studi di consulenza enologica, tutte attività guidate da associate. Quest’anno verrà arricchito con le offerte delle Donne del Vino estere incontrate durante il primo meeting mondiale che si è tenuto in novembre al Simei 2019, coordinato da Tiziana Mori, con l’obiettivo di creare un virtuoso network internazionale di scambi e confronto di esperienze.

FUTURE: ERIKA RIBALDI INSEGNA A VENDERE IL VINO IN ASIA

Vinitaly intervista RAI2 Donne del Vino

Vinitaly intervista RAI2 Donne del Vino

La prima proposta è già online e arriva da una massima esperta di marketing e mercati orientali, Erika Ribaldi: offre un anno di tutoring a tre giovani donne che vogliano imparare il commercio del vino in Asia.
«Dopo 20 anni di esperienza diretta nel settore commerciale estero di cui 14 in Asia – dice Erika Ribaldi – desidero condividere il mio percorso con altre colleghe che iniziano il loro, accompagnandole e facilitandole in una parte del mondo che potrebbe apparire più problematica e lontana. L’Asia, come tutti gli altri continenti è caratterizzate da sfumature che possono rappresentare rischi, ma anche vantaggi, se saputi apprezzare. Il rapporto personale ha un’importanza rilevante e va saputo valorizzare. Il mio intento è quello di aprire una conversazione con 3 giovani colleghe, che possano saper integrare l’aspetto umano, con quello professionale».
Il programma di tutoring è gratuito e si svolgerà nell’arco di un anno.

FUTURE: STAGE IN VENDEMMIA IN CILE E NUOVA ZELANDA

Intanto, altre offerte si concretizzeranno durante il 2020 in aziende della Nuova Zelanda e del Cile che offriranno periodi di stage all’interno di cantine vinicole gestite da donne.
«L’idea di Future, lanciata da Alessandra Boscaini, delegata del Veneto – ricorda Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale – è di riunire in un solo database le attività esistenti in modo che servano da stimolo per le Donne del Vino, convincendole a dare un contributo alla crescita professionale delle nuove generazioni. Oltre alle offerte estere, sono già online numerose opportunità formative: lezioni, stage, corsi, visite didattiche, borse di studio distribuite in ogni parte d’Italia».

                                                                       

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