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Jancis Robinson

Dalla Russia con amore

Degustazioni, incontri ma anche pranzi stellati, balletti e monumenti d’arte in un viaggio di lavoro in Russia che somigliava più ad una bella vacanza

Russia-Bolshoj-balletto-Onegin

Russia-Bolshoj-balletto-Onegin

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino,Casato Prime Donne

Se vuoi capire cos’è l’ospitalità vai in Russia, ti coccoleranno al punto di metterti in imbarazzo e farti venire l’ansia per come ricambiare. Forse qualcuno di voi sa che io adoro il balletto classico. Lo guardo on line la sera prima di chiudere il PC come premio per la giornata di lavoro. Ingenuamente ho detto di questa mia passione agli importatori russi LudingWines quando sono venuti a Vinitaly. Ecco che nel programma del viaggio di lavoro a Mosca compariva una misteriosa indicazione <<Ore 19 Cultural program, dress code formal>>. Io pensavo si trattasse di un incontro di lavoro, invece mi hanno accompagnano al Bolshoj dove andava in scena Onegin con il

Russia-San-Pietroburgo-Lago-dei-cigni-teatro-Mikhailovsky

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bellissimo astro nascente del balletto russo Denis Rodkin. Che emozione, non ero mai stata al Bolshoj e mi sono commossa. Ma non è finita. Appena scesa dal treno che mi ha portato a San Pietroburgo, mi hanno consegnato una busta con dentro i biglietti per il Lago dei cigni al Teatro

Mikhailovsky con la strepitosa Polina Semionova. Come dire il top del top. Se penso che questo è un viaggio di lavoro mi vergogno un po’. Troppo bello! Persino mio marito Carlo, che non ama il balletto, è rimasto folgorato.
Mosca e San Pietroburgo sono due città splendide in un momento sfolgorante. Sono stata in Russia la prima volta intorno al 1970 quando ero giovanissima, poi sono tornata due volte negli ultimi vent’anni e ho visto questo Paese letteralmente fiorire.

Jancis Robinson

E se i produttori diventassero più importanti dei vini?

Questa è l’evoluzione prospettata da Jancis Robinson: vino sempre più interattivo e esperienziale, i produttori protagonisti e in contatto con i consumatori

Jancis Robinson

Jancis Robinson

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Brunello

Jancis Robinson la Master of Wine più nota e più ascoltata ci dona un’autentica perla sulla rapida evoluzione del rapporto fra i consumatori e il vino. Come sempre visionaria e anticipatoria la super wine expert britannica individua delle tendenze prima di tutti gli altri con due premesse: il vino è ancora prevalentemente consumato da chi ha più di 50 anni e questo viene spesso dimenticato dagli addetti al marketing che si affannano sulle generazioni di nativi digitali. Altro punto di partenza sono i rapporti fra le imprese e i consumatori. Nell’industria manifatturiera o meccanica gli uffici “assistenza clienti” quelli che un tempo erano gli “uffici reclami” sono diventati il più importante anello di congiunzione con la clientela e vengono considerati di importanza strategica per fidelizzare alla marca e rendere più soddisfacente il consumo o l’utilizzo della merce venduta.
Nel vino avviene la stessa evoluzione anche se più sotto traccia ed è proprio la

Jancis Robinson MW

Jancis Robinson MW

Robinson a metterla in luce. Sullo sfondo di questa analisi c’è anche il ruolo dei wine critics. La loro influenza sugli over 50 è ancora forte ma devono imparare a dialogarci di più affrontando anche l’annoso problema dell’autenticità e della trasparenza dei giudizi.
Non sappiamo se i consumatori sono <<more empowered or just most self expressive>> più potenti o più auto assertivi ma certamente stiamo andando verso un ”economia dell’esperienza” in cui i consumatori vogliono visitare il luogo in cui nasce la loro bottiglia preferita e pagano per interagire con il brand o ancora meglio con il produttore.

vespa sull'uva

La botola di Gozo … l’avventura continua

Voi pensavate che dopo 10 mesi la costruzione della terrazza sul tetto della casa di Gozo-Malta fosse conclusa? Invece no! Ma ci sono progressi

Gozo-settembre-2018-gruppo-folkloristico-di-Qala

Gozo-settembre-2018-gruppo-folkloristico-di-Qala

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

La celebre botola della scala che sale alla terrazza della nostra casa di Gozo (per la verità è di mio marito Carlo) ha finalmente una chiusura. E’ una lastra metallica, provvisoria ma almeno si apre e si chiude con il motore. Piove ancora in casa ma molto meno di prima. In compenso abbiamo scoperto che il WiFi non passa da un piano all’altro e che il cavetto per la connessione internet è troppo corto per lavorare sul tavolo di quello che sarebbe dovuto diventare il mio studio al primo piano. Ci sono poi tante piccole

Donatella-Vincenzo-Rosalba-Santoro-col-Vescovo-di-Gozo-Mario-Grech

Donatella-Vincenzo-Rosalba-Santoro-col-Vescovo-di-Gozo-Mario-Grech

sorprese poco piacevoli che nella nostra ingenuità non avevamo messo in conto. Se piove forte la terrazza e la cucina – tinello che vi abbiamo costruito sono inaccessibili. Aprendo la celebre botola allaghiamo la casa e la nuova bellissima scala con scalini di vetro diventa uno scivolo dove rompersi l’osso del collo. Meglio tenere la macchina per il caffè e qualche scorta di cibo nella cucina vecchia a piano terra che è meno panoramica ma sempre accessibile.
Nella terrazza il panorama è di una bellezza straordinaria ma non c’è la TV e mangiare in quel luogo da sogno significa perdere tutti i TG rimanendo tagliati fuori dalle vicende italiane. Tutto rimediabile:  radio, scorte in cucina …

Cristina Cippitelli sarà la nostra prima Master Sommelier

Cristina Cippitelli: l’amore per la terra viene dai nonni di Gaeta ma ha imparato a assaggiare a Boston e Toronto e ora ha la scholarship dei Master Sommelier

Cristina-Cippitelli-sarà-il-primo-Master-Sommelir-italiano

Cristina-Cippitelli-sarà-il-primo-Master-Sommelir-italiano

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

E non mi riferisco al titolo Alma-AIS istituito che qualche anno ha causato reazioni indignate internazionali bensì alla Court of Master Sommeliers un sodalizio nato nel 1969 che comprende 240 membri da USA, Canada, UK, Nuova Zelanda, Germania, Olanda e Francia. Sono il top della sommelerie: assaggiatori, giornalisti, opinion maker, wine educator … insomma sono professionisti competenti, di grande talento che hanno un’influenza enorme sul mercato.
Il loro presidente è il mitico Gerard Basset che è anche Master of Wine. Ma i Master Sommelier sono ormai i rivali, per prestigio e influenza, dei potentissimi MW, anzi, per certi versi, sono persino più forti.
Non ci sono membri italiani fra i Master of Wine e fra i Master Sommelier. Segno di un

Cristina-Cippitelli-e-Donatella-Cinelli-Colombini

Cristina-Cippitelli-e-Donatella-Cinelli-Colombini

provincialismo che viene fuori anche nelle competizioni internazionali: quando ci sono italiani sul podio lavorano all’estero come Paolo Basso. Anche quella che potrebbe diventare la prima Master Sommelier italiana sta in Canada. Si chiama Cristina Cippitelli, è venuta a trovarmi alla Fattoria del Colle da Toronto dove lavora all’Air Canada Center mentre studia per il diploma Wset e per l’Advanced Certificate dei Master Sommelier.
E’ una bella persona ed ha una bella storia che vi racconto.

Montalcino-CasatoPrimeDonne-Il distretto-del-Brunello-prossimo-futuro

I distretti agroalimentari volano: insieme si vince!

Il successo dei distretti agroalimentari e su tutti quelli del Prosecco e delle Langhe. Un monito a fare squadra e a mettere in rete imprese e filiere

Montalcino-CasatoPrimeDonne-Il distretto-del-Brunello-prossimo-futuro

Montalcino-CasatoPrimeDonne-Il distretto-del-Brunello-prossimo-futuro

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne
Perché i distretti sviluppano economia e qualità della vita mentre gli altri territori no? L’ex ministro Calenda la chiama economia 4.0 ma la parola magica è “organizzazione” cioè usare la tecnologia e l’innovazione all’interno di una regia condivisa.
I tedeschi ci riescono e noi no. Siamo italiani! Ognuno vuol pensare con la sua testa e decidere in base ai tempi, le scelte che gli sembrano giuste. C’è chi apprezza questo sistema considerandolo più libero e democratico ma il risultato è il disastro economico perché le imprese vanno fuori mercato.
C’è chi invece fa squadra e ottiene risultati strabilianti, sono i distretti agroalimentari.

Langhe-Barolo

Distretto-agroalimentare-Langhe-Barolo

I distretti Langhe-Roero-Monferrato, quello del Prosecco, delle Mozzarelle di bufala e della frutta del Trentino volano e sono un monito per tutti.
Nel Rapporto di Intesa San Paolo che esamina il periodo 2008-2016 la differenza balza agli occhi: crescita del fatturato agro alimentare dei distretti 25,7% crescita delle aree non distrettuali 17%.
Tutti i parametri sono nettamente più performanti nelle aree collegate da un network di territorio: produttività del lavoro e EBITDA.

Marilisa Allegrini presenta il suo Amarone ai Gourmet di Siena

Abbona e Allegrini finalisti del WS Video Contest

Due dei sei video finalisti al concorso del Wine Spectator sono italiani: Abbona – Marchesi di Barolo e Allegrini e sono decisamente i più belli

Marilisa Allegrini presenta il suo Amarone ai Gourmet di Siena

Marilisa Allegrini presenta il suo Amarone ai Gourmet di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Bisogna votarli entro domenica 16 settembre, mi raccomando non perdete tempo aprite il Wine Spectator Video Contest per vederli e votarli. Gli altri quattro video sono molto, ma molto più brutti, mentre quello delle mie amiche e Donne del Vino Marilisa Allegrini, Anna e Valentina Abbona –Marchesi di Barolo, sono avvincenti, trasmettono passione e bellezza.
Vincono a mani basse se li confrontate con l’enologo californiano che parla senza sorridere neanche una volta, oppure l’appassionato che sogna Bordeaux e finisce in un

Anna-Abbona-Marchesi di Barolo- Donatella-Cinelli-Colombini

Anna-Abbona-Marchesi di Barolo- Donatella-Cinelli-Colombini

costume a forma di grappolo d’uva, per non parlare del video che sembra uno spot pubblicitario basato sugli effetti sensoriali e infine quello troppo amatoriale di una coppia di wine lovers.
Invece i due video delle cantine italiane sono proprio belli. Gli Abbona ci portano a Barolo nel loro castello. La voce narrante è quella di Valentina che in un inglese perfetto ci presenta il padre Ernesto mentre apre una vecchia bottiglia del 1958. Il vino gli piace al punto da correre dalla moglie per farglielo assaggiare. Insieme decidono di chiamare i figli improvvisando una pranzetto nella terrazza affacciata sui paesi e i vigneti del Barolo.

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Una Donna del Vino al concorso di Miss Italia

Nell’80° concorso di Miss Italia c’è anche una concorrente Donna del Vino è la produttrice di Aglianico Mariapina Fontana di 26 anni: bella brava e simpatica

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Per la prima volta la finale del concorso avverrà a Milano (le selezioni di Jesolo hanno riguardato 250 ragazze) e sarà trasmesso da La7 con la serata conclusiva lunedì 17 settembre. Pe la prima volta una concorrente è una Donna del Vino, Mariapina Fontana
Quest’anno il concorso che incorona la donna più bella d’Italia ha puntato su personaggi che uniscono all’avvenenza anche l’intelligenza e il coraggio di affrontare le difficoltà: una delle finaliste, Chara Boldi ha perso un piede a dodici anni per un

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

incidente col motorino e cammina con una protesi. E’ una giovane donna che non si è arresa e ora va in canoa, fa nuoto subacqueo, balla in discoteca e vive gli affetti come una ragazza normale.
Altro esempio, citato dalle riviste a testimonianza dell’evoluzione del concorso di Miss Italia, è la Donna del Vino Mariapina Fontana. Come dire “la bellezza non basta”. E infatti la produttrice di Aglianico Mariapina Fontana non è solo bella ma anche brava, anzi molto brava. Mariapina e suo fratello Antonio sono la quinta generazione della famiglia Fontana e stanno portando a grandi traguardi la tenuta di Pietrelcina (Benevento), terra natale di Padre Pio. Producono in modo biologico l’Asprinio d’Aversa a spalliera e ad alberata, con viti sorrette da pioppi fino a 11 metri e fermentazione in anfore di terracotta, il Sannio aglianico, il Falerno del Massico e il Falerno del Massico Primitivo. 25.000 bottiglie tutte con grandissima personalità distintiva.

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Previsioni aspettando la vendemmia con tanta paura

Nelle vigne l’uva è sana e sta maturando ma il clima preoccupa con i suoi eccessi sempre più esagerati. Aspettando la vendemmia con amuleti e macumba

Vendemmia-e-svinatura-CasatoPrimeDonne

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Di Donatella Cinelli Colombini

Più che previsioni per la vendemmia ci vogliono gli scongiuri quest’anno. Dopo un’estate 2017 dove l’Italia era più calda dell’Iraq è arrivato un 2018 che inizialmente ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo reidratando il terreno e le falde acquifere e poi ci ha spaventato con grandinate, inondazioni e altri disastri di dimensioni impressionanti. Un’annata pazzesca!
Abbiamo una bella uva nei vigneti speriamo di portarla intatta fino in cantina.
Cominciamo dall’inizio. In primavera abbiamo visto che, nei vigneti del Brunello e soprattutto della Doc Orcia, nella Toscana profonda, l’uva 2018 era poca a causa della gelata primaverile e della siccità dello scorso anno. Avere pochi grappoli di piccole dimensioni sembrava una disgrazia ed invece si è rivelata una fortuna.

Vendemmia-2012-Montalcino-Casato-Prime-Donne

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Il maggio scorso è stato talmente piovoso da rendere impossibile il transito dei trattori nelle vigne per fare i trattamenti. Noi facciamo la coltivazione biologica e quindi avremmo bisogno di curare le piante assiduamente. Invece la pioggia unita a temperature piuttosto alte hanno diffuso la peronospora anche sui grappoli e siamo riusciti a fermarla solo facendo seccare gli acini colpiti. La dimensione delle zocche d’uva si è ancora ridotta, ma, a conti fatti, anche questo si è rivelato un vantaggio.
Infatti l’estate 2018 ha alternato giorni assolati e notti fredde, piogge e cielo coperto con giornate calde. Questo ha fatto aumentare la dimensione di grappoli e acini. Si sono mantenuti sani solo perché erano piccoli.

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Compleanno di Donatella e regali

Non amo i regali ma alcuni mi fanno un immenso piacere e altri mi lasciano indifferente. Ecco quali sono i doni che mi fanno battere il cuore per il mio compleanno

Compleanno-di-Donatella-occhiali-ULTRAlimited-con-il-suo-nome

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Di Donatella Cinelli Colombini

Adoro le piccole cose esclusive, diverse da tutte le altre, fatte apposta per me. Non è snobismo quanto piuttosto il mio istinto bastian contrario. Non riesco a stare nel coro a fare quello che fano tutti.
Di recente la famiglia Tyszkiewicz che in passato ha abitato a Trequanda e poi è tornata in Polonia dove si occupa di occhiali ULTRA Limited, mi ha regalato una montatura con il mio nome inciso sulle assicelle. Sono bellissimi e faranno morire di invidia tutti, non vedo l’ora di farci mettere le lenti da vista.
Mi piacciono anche le cose vecchie oppure fatte personalmente dalle persone che mi fanno il regalo. Come i cuscini e presine da cucina di Gioia Milani, amica chiantigiana

Compleanno-di-Donatella

Compleanno-di-Donatella

che prima di Natale passa le notti a preparare i regali. Mio marito dice che si brucia le dita ma per me le presine di Gioia sono sacre e non vanno sostituite.
Un altro piccolo segreto: adoro le confetture fatte a mano senza aggiunta di zucchero, quelle dove la frutta è ancora quasi intera come le arance amare oppure i frutti di bosco. Quasi sempre io devo rinunciare al dessert perché contengono qualcosa che mi fa male: farina, latte, cioccolata, lievito … quando non resisto alla tentazione di qualcosa di dolce prendo una tazzina da caffè e letteralmente la riempio di confettura. Di recente Gianni Bruno, brand manager Vinitaly, mi ha regalato un barattolo di fiori di sambuco fatto sull’altipiano di Asiago. E’ una delizia.

Sara Gama - Premio Casato Prime Donne - Prima Donna 2018

Casato Prime Donne a Sara Gama, Bonsignore, Conforti e Gabbrielli

Sara Gama capitana della nazionale di calcio femminile, i giornalisti Gioacchino Bonsignore, Cristina Conforti e Andrea Gabbrielli vincono il Casato Prime Donne 

Sara Gama - Premio Casato Prime Donne - Prima Donna 2018

Sara Gama – Premio Casato Prime Donne – Prima Donna 2018

Nomi rappresentativi del nuovo universo femminile e del giornalismo più qualificato saranno premiati a Montalcino il 16 settembre nel teatro degli Astrusi dove verrà presentato anche il libro sulle 20 edizioni del Premio Casato Prime Donne dal 1999 al 2018. L’opera è arricchita da contributi su donne e economia, società, agricoltura, gastronomia, cinema, giornalismo televisivo, Brunello e Montalcino scritti dalla giuria del Premio Casato Prime Donne composta da Donatella Cinelli Colombini-Presidente, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione oltre che dalla fondatrice del premio Francesca Colombini Cinelli, dal Sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli e dal Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni.

La “Prima donna” 2018 è Sara Gama capitana della nazionale di calcio femminile

Brunello-Prime-Donne

Brunello-Prime-Donne

che andrà ai mondiali del prossimo anno. Classe 1989, laureata in lingue, Sara è figlia di mamma triestina e padre congolese. Nel 2018, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, è stata inserita da Mattel, unica italiana, tra le 17 personalità femminili internazionali <<che hanno saputo diventare fonte di ispirazione per le generazioni di ragazze del futuro>> per lo stesso motivo esiste una bambola Barbie a sua immagine.
Scegliendo Sara Gama la giuria del Premio Casato Prime Donne ha fatto nuovamente una scelta anticipatoria e coraggiosa che mette in evidenza il contributo di valori messo in campo dalle donne <<Sara rappresenta la risposta femminile ai cori xenofobi degli stadi di calcio maschile e agli episodi di violenza e razzismo che hanno avuto per oggetto atleti italiani di colore>> ha detto Donatella Cinelli Colombini.

Violante-e-Enrico-in-moto

Compleanno siciliano per Violante

Viaggio in moto Fattoria del Colle – casa di Gozo-Malta per Violante e Enrico. Compleanno siciliano per Violante che ha scelto un posto molto romantico: Taormina

Violante-e-Enrico-in-moto

Violante-e-Enrico-in-moto

Di Donatella Cinelli Colombini

Violante ha deciso di vivere un’autentica avventura quest’anno: viaggio in moto dalla Toscana a Malta e ritorno. All’andata i nostri due eroi hanno accorciato il tragitto con un traghetto che li ha portati da Civitavecchia a Palermo ma per tornare in Toscana faranno tutto il tragitto in moto salvo i due tratti in nave da Malta a Pozzallo e sullo stretto di Messina. Per fortuna le previsioni del tempo sono favorevoli ma il viaggio è comunque lunghissimo sul sedile della Ducati. A Gozo sono stati raggiunti da Elena Fucci e suo marito Andrea e tutti insieme hanno inaugurato la nuova terrazza sul tetto mangiando aragoste. Violante era contrarissima alla costruzione della terrazza ed è stato un vero sollievo sapere che le piaceva anche

Gozo-colaziGozo-colazione-con-fichi-d'india

Gozo-colazione-con-fichi-d’india-per-Violante

se ancora l’arredamento e soprattutto la scala di accesso sono provvisori. Stacanoviste come sempre Violante e Elena hanno condotto una degustazione dal comune importatore Abraham Said nel suo bellissimo “Vini e Capricci” .
Dopo Gozo Violante e Enrico visiteranno la parte meridionale della Sicilia per festeggiare il compleanno a Taormina godendo il romanticissimo balcone sulla costa che affascina tutti da oltre duemila anni.
Sapere Violante così avventurosa e piena di amici apre il cuore. Da piccolina era paurosa, pigrissima e piuttosto solitaria. Al parco giochi picchiava gli altri bambini e per farle cambiare atteggiamento chiesi aiuto a due mie amiche maestre che l’accolsero due giorni all’asilo l’anno prima di iniziare a frequentarlo.

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10 packaging del vino rivoluzionari

E’ possibile lanciare messaggi e valori attraverso il packaging del vino? Si e i 10 esempi rivoluzionari scelti da The Drinks Business lo dimostrano

Omdesign 2106- packaging del vino-scatola vaso per querce

Omdesign 2106- packaging del vino-scatola vaso per querce

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Il packaging del vino è fra i più vecchi e scomodi: la bottiglia di vetro è pesante, difficile da aprire e da immagazzinare, protegge poco il liquido che contiene dalla luce e dagli sbalzi termici …. Questo perché il vino è una dei prodotti più tradizionalisti che esistano: piace il rito del cavatappi e addirittura il rumore del turacciolo che esce si associa all’idea di qualità. La cassetta di legno inchiodata è la più prestigiosa anche se decisamente meno pratica da aprire.
Nel vino “l’immaginario supera il reale” come diceva Fabio Taiti, cioè la percezione della qualità dipende più da valori simbolici (prezzo, posizionamento commerciale, luogo di origine, prestigio …) che dal liquido vino vero e proprio. Per questo risulta più difficile

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che per altri prodotti evolvere il packaging in base alle novità della tecnologia oppure alla moda o alla praticità d’uso. Vi immaginate un Romanée Conti con il tappo a vite oppure con un’etichetta meno brutta? No, niente deve cambiare in questa icona di qualità, tradizione, prestigio e esclusività.
Tuttavia esiste una spinta opposta: il bisogno di distinguersi. Ogni cantina cerca di farsi notare e di avere elementi distintivi che la facciano uscire dalle centinaia di migliaia di referenze che affollano il mercato. Ed ecco che alcuni produttori chiamano architetti famosi per costruire cantine sbalorditive, altri organizzano feste faraoniche, c’è chi sponsorizza eventi pieni di celebrità e chi trasforma le bottiglie in opere d’arte.

Investimenti cinesi nelle vigne con luci e ombre

L’attivismo degli investimenti cinesi riguarda anche i vigneti e soprattutto quelle francesi ma c’è anche chi compra gli Château di Bordeaux con denaro sporco

Investimenti-cinesi-a-Bordeaux

Investimenti-cinesi-a-Bordeaux

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La corsa all’acquisto di vigneti e cantine sembra inarrestabile. E’ questo infatti il bene rifugio che ha moltiplicato maggiormente il suo valore dall’inizio del millennio e che promette di crescere ancora la sua quotazione. Fondi d’investimento, industriali, banchieri, attori … tutti a caccia di griffe enologiche. I più attesi sono statunitensi ma la compagine degli acquirenti è multietnica e crea una certa preoccupazione anche ai governi.

investimenti-cinesi-chateau-renon

investimenti-cinesi-chateau-renon

Infatti la frenetica compravendita ha luci e ombre. Da noi le problematiche riguardano il riciclaggio del denaro sporco di mafia, camorra e co. Un problema maggiormente presente al Sud d’Italia ma non certo circoscritto a quest’area.
In Francia invece il denaro sporco è arrivato nei vigneti dall’Asia e in quantità ingente. All’inizio del 2015 i giornali transalpini avevano annotato, con una certa preoccupazione il superamento della soglia psicologica dei 100 Château acquistati da gruppi asiatici nella zona del Bordeaux.

Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

Vini vulcanici una moda in consolidamento. Il marchio italiano

Cavalcare il successo dei vini vulcanici? Si, ed ecco il marchio: Vulcanic Wines che riunisce già 19 territori come Soave, Etna, Vulture, Pantelleria, Orvieto

Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

Vini-vulcanici-Etna-Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc Cenerentola, Fattoria del Colle

L’Italia punta a un marchio nazionale per i vini vulcanici e intende cavalcare questa tendenza che cresce in tutto il mondo.
Il paladino dei vini vulcanici è il Master Sommelier canadese John Szabo autore del libro << Volcanic Wines: Salt, Grit and Power >> uscito nel 2016 e organizzatore della prima convention mondiale dei produttori vulcanici avvenuta a New York nel marzo 2018. Sono queste le due pietre miliari di una moda che si riassume in una parola magica e decisamente misteriosa

Elena Fucci Titolo Aglianico del Vulture

Vini vulcanici- Elena Fucci Titolo Aglianico del Vulture

mineralità”. La storia millenaria dei territori vulcanici del vino affascina i consumatori più evoluti, attrae investimenti e incuriosisce i critics. E’ la nuova frontiera da esplorare alla cui suggestione nessun wine lovers riesce a sottrarsi.
Ci sono distretti enologici su suoli vulcanici in tutto il mondo. I più noti sono << Napa Valley (California), Casablanca Valley (Cile), Santorini (Grecia), Kaiserstuhl (Germania), Rias Baixas e Canarie (Spagna), Isole Azzorre e Madeira (Portogallo), Alture del Golan (Siria e Israele), Yarra Valley (Australia)>> come li ha elencati Gianluca Atzeni del Settimanale Trebicchieri.

Viaggi esperienze-scuola-di-cucina-toscana-vincitore-2018-Traveller-Choice-Award

Viaggi esperienza: cucina toscana al TOP

Trip-Advisor premia con il primo posto nel Travel Choice Award 2018 tipologia “Viaggi esperienze” il corso di cucina in un casolare toscano

Viaggi esperienze-scuola-di-cucina-toscana-vincitore-2018-Traveller-Choice-Award

Viaggi esperienze-scuola-di-cucina-toscana-vincitore-2018-Traveller-Choice-Award

Di Donatella Cinelli Colombini

TripAdvisor è il portale più grande e influente del settore viaggi: 630 milioni di recensioni, 7,5 milioni di proposte fra pernottamenti, ristorazione, voli aerei … il collegamento con altri 200 portali turistici per offrire le prenotazioni più convenienti. Ha alle spalle una comunità di 455 milioni di viaggiatori.
Quindi ricevere il Traveller Choice Award di Trip Advisor è il massimo. Per il turismo equivale quasi a un Oscar. I premi in palio sono 8: hotel, ristoranti, destinazioni, musei, destinazioni emergenti, luoghi d’interesse, spiagge,

Traveller-Choice-Award-2018.cooking-Class-in-Toscana

Traveller-Choice-Award-2018.cooking-Class-in-Toscana

attrazioni, compagnie aeree, case per vacanze e esperienze.
Per l’Italia il bottino è davvero magro, pochissimi nomi nazionali fra i primi dieci di ogni categoria. Fra gli alberghi l’hotel Belvedere di Riccione è al 6° posto, Roma è terza fra le destinazioni e la Basilica di San Pietro è 4° fra le attrazioni ma nella stessa categoria c’è anche l’8° posto del Duomo di Milano. Fra le case vacanze Villa La Ruga di Agrigento conquista un bellissimo terzo posto. Per il resto niente.

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