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Dress code dell’accoglienza turistica

Niente scolli, tacchi a spillo e profumi ma uno stile smart che “sa di campagna” oppure di vecchia campagna: ecco il dress code dell’enoturismo

dress-code-dell'enoturistmo-Trekking nei vigneti - Fattoria del Colle

dress-code-dell’enoturistmo-Trekking nei vigneti – Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2005 partecipai a una missione OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) in Cina e visitammo la Zhangyu , la più antica  fra le grandi imprese enologiche del gigante asiatico. Stava realizzando il suo secondo Chateau vicino a Pechino, con l’obiettivo di sviluppare l’enoturismo. Io ero nella delegazione proprio in veste di esperta di turismo del vino. Durante la degustazione mi accorsi che le persone addette a servire il vino vestivano un tailleur blu come gli impiegati degli alberghi. Questo le rendeva meno credibili nel ruolo di testimonial del vino. Dunque consigliai di far indossare loro dei grembiuli rossi da cantina che, nella mia visita successiva, erano diventati una specie di uniforme del personale di accoglienza.

Zhangyu-Cina

Zhangyu-Cina

APPARIRE CREDIBILI NEL PROPRIO RUOLO

Questo esempio vuole evidenziare l’importanza di apparire nel proprio ruolo. In altre parole l’abito non fa il monaco, ma lo fa apparire come un monaco per cui gli addetti all’enoturismo devono sembrare, al primo colpo d’occhio, dei credibili portavoce della realtà enologica in cui lavorano.

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Pasqua in Toscana per scoprire i grandi vini

Con la famiglia, in coppia, con gli amici a quattro zampe …. vacanze di Pasqua in fattoria per scoprire i grandi vini toscani e la sacralità della loro terra

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Quasi un week end avventura, con la sacralità dei conventi e qualche peccato di gola a tavola e in cantina, soprattutto la scoperta di Brunello, Chianti e Orcia attraverso visite degustazioni e esperienze uniche.

La Fattoria del Colle è un piccolissimo borgo immerso in una campagna rimasta intatta per secoli: oliveti, vigneti, dolci colline della Val d’Orcia e delle Crete senesi piene di città d’arte. Nella Fattoria le camere e gli appartamenti sono arredati da mobili di piccolo antiquariato, ci sono due ristoranti, quattro percorsi di trekking, tre parchi, la scuola di cucina e ovviamente le cantine.

PASQUA PER WINE LOVER E AMANTI DELLA CAMPAGNA

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Il programma di Pasqua contiene un’autentica master class sui grandi vini toscani, divertente e piena di sorprese che appassionerà persino gli astemi e trasformerà i wine lovers in veri cultori del vitigno Sangiovese. Poi visite nelle cantine del Brunello e dell’Orcia, piccola lezione di cucina, visita delle sale storiche della villa cinquecentesca e dell’orto storico, tre cene a tema, una master class sui grandi vini toscani e una degustazione verticale di Brunello ….

Per chi ha voglia di rilassarsi nel calore salutare dell’acqua e del vino ci sono la jacuzzi per i brindisi davanti al panorama, la vasca per la vinoterapia di coppia e poi le terapie naturali per rigenerare il corpo e la mente nella deliziosa ed esclusiva zona benessere della Fattoria del Colle.

Formazione degli addetti all’accoglienza in cantina

L’inverno è il momento per formare gli addetti all’accoglienza enoturistica in modo che conoscano la cantina, i vini e molto ancora

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Di Donatella Cinelli Colombini

La formazione richiede almeno quattro mesi e va fatta da dicembre a aprile quando, solitamente, i turisti del vino non arrivano. In questo periodo è attivo il back office turistico cioè quello che risponde alle richieste di visita, gestisce la comunicazione internet, produce il materiale informativo, partecipa alle fiere, crea le proposte turistiche e le manda alla stampa e alle agenzie.
Il neo assunto impara le cose più semplici di queste attività ma soprattutto conosce l’azienda di cui sarà portavoce nei confronti dei turisti e impara a gestire individuali e gruppi enoturistici.

COSA INSEGNARE AGLI ADDETTI ALL’ACCOGLIENZA ENOTURISTICA

• Le caratteristiche dell’azienda e dei vini

formazione-formazione-degustazione-in-cantina

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• Le denominazioni principali del territorio
• La visita guidata
• La degustazione guidata
• La vendita del vino
• Le pratiche amministrative

CONOSCERE CANTINA, VINI E TERRITORIO

Per il new entry è utile leggere tutta la documentazione aziendale, anche quella pubblicata nel sito e le schede di tutti i vini. Visitare vigneti e cantina insieme a agronomi e cantinieri. Procurarsi le informazioni principali sulle denominazioni a cui questi appartengono e studiarle. Leggere i depliant turistici sulla zona e visitare i principali monumenti. Seguire visite e degustazioni guidate fatte da persone più esperte.

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Selezione degli addetti all’accoglienza in cantina

Selezione, competenze e formazione degli addetti all’accoglienza in cantina. Mancano i corsi e quindi le aziende fanno da sole, puntando sull’inglese

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Di Donatella Cinelli Colombini

In Italia ci sono oltre 20.000 cantine aperte al pubblico e tutte hanno bisogno di addetti all’accoglienza, ma non esistono corsi che li formano: attualmente le aziende fanno tutto da sole con costi non indifferenti.
Questi appunti servono ai giovani che vogliono lavorare nell’accoglienza turistica in cantina, per i titolari o i manager che li selezionano ma soprattutto per chi decide i corsi di laurea, gli FTS o i master affinchè crei percorsi formativi adeguati.

LE COMPETENZE DEGLI ADDETTI ALL’ACCOGLIENZA IN CANTINA:

• Inglese: molto fluente sia scritto che parlato

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Addetti-all’accoglienza-in-cantina-selezione

• Vino: le nozioni base della degustazione organolettica e dei processi produttivi, le denominazioni principali della regione in cui ha sede la cantina
• Turismo: dati generali sul territorio e capacità di relazione
• Nozioni base di carattere amministrativo (bolle, fatture, prima nota)

TEST DI INGLESE

Nei colloqui di assunzione la prima cosa da accertare è la padronanza dell’inglese. Il test on line è indispensabile così come una conversazione sul vino che parte da un articolo di una rivista specializzata. La domanda << What would you suggest to a visitor who is asking for some attractions around the winery ?>> potrebbe essere un bel banco di prova.

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Brunello e Orcia alle Anteprime di Toscana 2019

Alex Zanardi, eroe moderno dello sport e testimonial del Brunello. Una percentuale del  44% di donne fra i consumatori di Brunello. Orcia Doc e foglia tonda sono il nuovo che interessa.

Alex-Zanardi-Barbara-Latini-Donatella-CinelliColombini-Benvenuto-Brunello-2019

Alex-Zanardi-Barbara-Latini-Donatella-CinelliColombini-Benvenuto-Brunello-2019

Di Donatella Cinelli Colombini

La cosa più bella è stato il messaggio che Alex Zanardi ha scritto sul bordo di una delle 4 stelle assegnate all’annata 2018. Stelle che, sono certa, si riveleranno troppo poche per una vendemmia che ha sfidato le previsioni metereologiche avverse e ha premiato i più coraggiosi vignaioli di Montalcino con un vino sorprendente. Una vendemmia che tuttavia corrisponde alla frase di Zanardi: <<Forse il segreto della vita è tutto qui: ancor più che di risultati occorre riempirla di grandi tentativi per fare le cose che amiamo al meglio delle nostre capacità>>. Ecco il segreto del Brunello: il coraggio di chi accetta le sfide.

DOC ORCIA +241% SENTIMENT ON LINE

Un coraggio che adesso sta premiando anche la DOC Orcia. Per la giovane rampantissima denominazione Orcia la manifestazione 2019 è iniziata a Firenze nella Fortezza da Basso, dove la Regione Toscana organizza PrimAnteprima, riservata alle piccole DOC. In concomitanza si stava svolgendo Buy Wine, un borsino con buyer provenienti da 44 Paesi esteri in cui si incrociano

Anteprime-di-Toscana-i-Consorzi-Doc-Orcia-Donatella-CinelliColombini

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domanda e offerta con 6-8 incontri prefissati. Negli anni Buy Wine ha dato sbocchi commerciali a tante piccole cantine e per questo ha più richieste che posti disponibili, ma <<anche quest’anno 80 cantine sono rimaste fuori>> ha detto l’Assessore Marco Remaschi promettendo un allargamento per l’edizione futura.
Per noi dell’Orcia PrimAnteprima è stata un successo: un grande interesse dei giornalisti che hanno passato ore intere ad assaggiare le 30 etichette presenti concludendo con un giudizio decisamente positivo. Non c’è dubbio, il nuovo attrae. E anche i dati sui navigatori internet mostrano interesse verso l’Orcia con un brillantissimo 82% nel sentiment e un + 241% come tasso di crescita fra il 2017 e il 2018. La cosa più spettacolare sono i contenuti digitali che sono il 2% del totale come il grande Chianti Classico. Crescono anche gli articoli nei canali tradizionali e, quasi all’improvviso, arrivano due giornalisti esteri in visita: la giapponese Mayumi Nakagawara e lo statunitense Michael Apstein.

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Calaf e il Brunello diventa cioccolatino d’autore

Calaf, il principe della Turandot di Puccini, da il suo nome alle praline di cioccolato fondente contenenti gocce di grandi vini come in nostro Brunello

 

Calaf-e-Brunello-DonatellaCinelliClombini

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Calaf è una serie di 9 praline di cioccolato fondente con gocce di Brunello, Amarone, Fiano di Avellino, Passerina del Frusinate, Malvasia, Passito di Pantelleria, Primitivo e Taurasi. Ovviamente il Brunello è quello di Donatella Cinelli Colombini.

Calaf dalla Turandot al cioccolato

Ogni bon bon è confezionato come un gioiello in scatoline e scrigni singoli oppure cofanetti contenenti la serie intera di 9-18 cioccolatini. All’esterno ci sono disegni primo Novecento di chiara ispirazione esotica che richiamano il protagonista della Turandot. Calaf, è infatti il principe cinese che riesce a trasformare in una donna innamorata, la bellissima ma sanguinaria principessa Turandot. L’antica novella diventata celebre grazie alla musica di Giacomo Puccini non fu mai completata per la morte del compositore. Per questo, nella sua prima esecuzione (1926) al teatro Alla Scala, il Maestro Toscanini interruppe la rappresentazione dove il compositore l’aveva lasciata morendo rifiutandosi, anche in seguito, di eseguirla nella forma completata da Franco Alfano.

Calaf: le praline dei grandi vini e dell’amore

Kalaf-pralina-con-Brunello

Kalaf-pralina-con-Brunello

Calaf è quindi l’eroe dell’amore, colui che mette in gioco la sua vita per avere la donna del suo cuore. Ed è a questo personaggio romantico che Nadia Pagliuca, campana di origine e toscana di adozione, si è ispirata per creare una linea di cioccolato esclusiva e di altissimo livello. Aprire i suoi cofanetti è un’esperienza aromatica prima ancora che gustativa perché il profumo delle praline è inebriante. Ogni confezione può essere personalizzata e diventare un regalo senza eguali.
Calaf è il secondo progetto di Nadia in Toscana. Nel 2012 ha aperto “La Confetteria Firenze” con il sostegno di una famosissima azienda di confetti di Sulmona. All’interno di questa attività nacque il primo bon bon confettato al Chianti che è divenuto l’immancabile ospite dei matrimoni in Toscana. Il nuovo progetto Calaf coinvolge Nadia Pagliuca insieme a un gruppo di familiari e amici con i quali è stata studiata e sperimentata la linea di praline che mescolano cioccolato e grandi vini.

Italian-wine-Podcast

Podcast lo storytelling on line

Podcast video e documenti sonori trasmessi on line sono una nuova opportunità per raccontarsi e incrementare il turismo del vino

Italian-wine-Podcast

Italian-wine-Podcast

Di Donatella Cinelli Colombini

Podcast, lo storytelling  streaming legato al vino arriva in Italia con Monty Wallin e apre nuovi orizzonti alla comunicazione e dell’enoturismo.
Durante Wine2wine 2018 a Verona “Italian Wine Podcast”, “Vinepair” e “The Uk wine show” hanno presentato testimonianze sonore o video legate al vino e diffusi in streaming. Un modo di raccontare accessibile nei costi e diffuso con le stesse tecnologie che permettono di ascoltare la musica sullo smartphone o in altro dispositivo. Ovviamente quello che conta sono i contenuti, il target di riferimento e la lingua utilizzata.

ITALIAN WINE PODCAST

WineSpectator-video-contest-The-soul-of-Barolo

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Finora i podcast sono stati usati per generare traffico nei siti. Non vivono quasi mai di vita propria ma piuttosto per arricchire i contenuti e per creare un rapporto più diretto fra il produttore e i suoi wine lovers. Per le cantine il podcast, ha spiegato Monty Waldin, autore di Italian Wine Podcast a WineMeridian <<non può essere l’unico mezzo, ma deve essere inserito in un corretto marketing mix. Oltre ad avere qualcosa di interessante da dire, ci vogliono le persone giuste, altrimenti si rischia di risultare davvero noiosi. Sarebbe bello poter ascoltare qualcuno che, in modo accattivante, racconta della cantina, delle vigne, delle scelte che vengono fatte riguardo ai vini (per esempio perchè si utilizza un tipo di tappo o bottiglia oppure come è andata la vendemmia…), degli eventi a cui si parteciperà, di aggiornamenti sulla presenza nei mercati. Non c’è alcun limite>>.
Monty Waldin ha spiegato che la maggior parte degli utenti ascoltano i suoi
podcast nel viaggio casa-lavoro. Le preferite sono le storie delle piccole cantine familiari e la maggior parte degli ascoltatori sono americani: New York, Los Angeles e San Francisco.

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Weekend dedicati al benessere e ai grandi vini in Toscana

Nella fattoria del Colle, nella Toscana nobile e antica, weekend dedicati al Brunello e ai grandi vini rossi, oppure al benessere di-vino e ai peccati di gola

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Di Donatella Cinelli Colombini

Weekend great wines e Wellness weekend. Questo è il nome di due proposte che arrivano dalla Toscana famosa per i grandi vini rossi, i panorami, le tradizioni conservate con amore.

WEEKEND GRANDI VINI

Tre giorni, due notti, due visite in cantina e una in vigna, 3 assaggi guidati con Brunello, Chianti Classico, Chianti e Vino Nobile, due cene degustazione, una master class e per scoprire il sangiovese e le maggiori DOCG della Toscana
Pernottamento in camera doppia con bagno e prima colazione

WEEKEND WELLNESS DI-VINO

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Weekend di due notti, percorso benessere con trattamenti bionaturali, visita della villa cinquecentesca e della cantina, piccola lezione di cucina, due cene degustazione con abbinamenti.
Pernottamento in camera doppia con bagno e prima colazione

Per leggere il programma dettagliato e prenotare clicca qui.
Due proposte che fanno vivere dei fine settimana intensi per rigenerarsi e emozionarsi scoprendo i segreti dei grandi vini rossi e della meravigliosa campagna toscana. Un’esperienza da condividere con nuovi amici che hanno le stesse passioni e la stessa voglia di emozionarsi con sapori e tradizioni senza tempo, farsi coccolare e concedersi qualche strappo alla dieta.
Abiti casual e soprattutto scarpe da campagna. Qualche cosa di più elegante ma comodo per la sera. Non dimenticare il costume da bagno e la macchina fotografica.

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Meglio il vino della finanza perchè rende di più

Le grandi bottiglie rendono più dei patrimoni azionari sia nel breve che nel lungo periodo. Per questo i caveau blindati si stanno riempiendo di vino

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Di Donatella Cinelli Colombini

Gianni Agnelli, grande industriale ma anche uomo che sapeva vivere alla grande diceva <<preferisco investire in vino che in azioni quotate in borsa:il vino se proprio andasse male l’investimento me lo posso bere, con le azioni non ci posso fare niente!>> Una frase diventata celebre che ha anche anticipato i tempi perché le bottiglie sono diventare davvero meglio dei titoli azionari come ha dimostrato Liv-ex il portale dei collezionisti di vini di lusso.

LIV-EX CONFRONTO FRA RENDIMENTO DEL VINO E DELLA BORSA

 

Château Latour

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Va detto che Liv-Ex si occupa delle blue chip del vino cioè delle bottiglie con valore più alto e più stabile. C’è un indice, il Liv-ex 50 che riguarda solo i First Growths cioè Château Latour, Château Lafite Rothschild, Château Margaux, Château Haut-Brion e Château Mouton. Il numero delle referenze si allarga nel Liv-ex Fine Wine 100 ed è ancora più ampio nel Liv-ex 1000 che prende in esame anche il prezzo di moltissimi vini italiani: Sassicaia, Solaia, Tignanello, Ornellaia, Masseto, Guado al Tasso, Gaja, Tua Rita, Giacomo Conterno.
Proprio quest’ultimo ha fatto segnare un incremento di valore medio del 10% nel solo 2018. Ancora meglio le bottiglie borgognone con un’autentica impennata di valori che sfiora il 35% in un anno. Gli investitori di borsa, che hanno visto i loro patrimoni in perdita, si pentiranno di non aver scommesso sulle bottiglie pregiate.
Anche gli incrementi di valore nel lungo termine sono estremamente vantaggiosi. Negli ultimi 15 anni il prezzo delle bottiglie, esaminate da LIV-ex, è cresciuto di oltre il 200% mentre gli indici sull’aumento dei valori di borsa erano, nella migliore delle ipotesi del 140%( Standard & Poor’s 500) mentre, nello stesso periodo Ftse 100, relativo alle società più capitalizzate al London Stock Exchange, cresceva del 59,2%.

Borgogna-il-vino-del-futuro-sarà-diverso

Il vino del futuro per me e per Ferraro

Come saranno i vini del futuro? Per me le parole chiave sono cannabis, stranezza e Cina. Luciano Ferraro invece dice: clima e rispetto ambientale

Donatella-Cinelli-Colombini-vino-del-futuro

Donatella-Cinelli-Colombini-vino-del-futuro

Di Donatella Cinelli Colombini,

Ho preso spunto da un articolo di Luciano Ferraro che, come sempre, anticipa e commenta le tendenze con spirito da pioniere, per una personale riflessione su cosa berranno i consumatori cioè il vino del futuro.
Prima delle opinioni di Luciano Ferraro vi propongo le mie tre: cannabis, noia e Cina.

IL VINO DEL FUTURO SECONDO DONATELLA: CANNABIS, STRANEZZA E CINA

La marijuana sta entrando a passi veloci nel mondo del vino e l’investimento di 4 miliardi del maggiore gruppo enologico mondiale – Costellation – nel colosso canadese Canopy Growth. Rob Sands è un chiaro segnale, al pari del calo di consumi di vino in USA. Chi beve per sballarsi usa più volentieri la marijuana che viene aggiunta a cibi e bevande con scopo “ricreativo” e in modo del tutto legale in tantissimi Paesi.
Altra tendenza è il “famolo strano” cioè la corsa alla stravaganza al solo scopo di offrire ai consumatori qualcosa di diverso. La stessa tendenza è presente nella pittura, nella moda, nel design… Una deriva barocca che nell’esagerare trova lo stimolo e, spesso, la chiave del successo.

Borgogna-il-vino-del-futuro-sarà-diverso

Borgogna-il-vino-del-futuro-sarà-diverso

LA CINA E IL VINO

Terzo elemento di grande cambiamento, nel mercato mondiale del vino, è la Cina che adesso produce oltre 12 milioni di ettolitri di vino l’anno e vuole che il suo stile – derivante dai terroir locali, dai vitigni e dagli ibridi cinesi – sia più apprezzato per cui ha dichiarato di voler introdurre il suo sistema di rating.

Si tratta di una decisione della China Alcoholic Drinks Association (CADA) cioè di un organo governativo sul consumo in risposta ai giudizi negativi delle giurie internazionali dei concorsi e dei grandi giornali rispetto alle produzioni tipicamente cinesi. La Cina è ormai il 5° mercato mondiale, con prospettive di ulteriore crescita nel breve termine.
L’introduzione di un parametro di giudizio influente, che penalizza il vino di importazione e premia quello locale, potrebbe essere un problema per le nostre bottiglie e anzi diffondere uno stile nuovo a livello mondiale, un “famolo strano all’asiatica” come è avvenuto nella moda che ha adottato i pantaloni larghi e corti, i disegni a tinte pastello e altri elementi di gusto esotico.

I giovani tornano ad amare l’agricoltura

Al nono posto fra i mestieri amati dai giovani fra i 17 e i 30 anni c’è il vignaiolo con il 17% delle preferenze. Coltivare la terra diventa di moda

Giovani in agricoltura Fattoria del Colle

Giovani in agricoltura Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, fattoria del Colle, Toscana

Nella classifica stilata da Klaus Davi ci sono tre professioni di tipo creativo (stilista 41%, designer di occhiali 36% e di interni 27%) e tre lavori artigianali: sarto, orafo e calzolaio oltre al project manager. Scelte molto diverse dal posto fisso impiegatizio a cui aspiravano la maggioranza dei giovani italiani fino a vent’anni fa, scelte che appaiono collegate alla convinzione del primato del Made in Italy, in termini qualitativi, e alla possibilità che esso generi stabilità di lavoro e guadagno.
Riflessione giusta ma che forse sottostima la difficoltà di lavori creativi o artigianali che richiedono anni di preparazione oltre che doti artistiche innate non proprio diffusissime.

giovani in agricoltura Fattoria del Colle Toscana

giovani in agricoltura Fattoria del Colle Toscana

Il confronto fra l’entusiasmo dei giovani e i dati diffusi da CNA e Confartigianato sulle piccole imprese in grandissima difficoltà balza agli occhi e evidenzia la distanza che separa la realtà dai sogni delle nuove generazioni. Ma è forse l’ esigenza di lavori con orari più flessibili, maggiore possibilità di esprimere la propria personalità e in rapporto con la natura, è più diffusa di quanto ci si aspettasse.
All’inizio di settembre, alla Fiera del Levante, la Coldiretti ha sottolineato alcuni dati <<fra i 30mila giovani sotto  i 40 anni che nel 2016-17 hanno presentato in Italia domanda per l’insediamento in agricoltura dei Piani di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea, ben il 61% è concentrato nel Meridione e nelle Isole>>; questo significa che 18mila giovani del Sud vedono nelle campagne un’opportunità di lavoro e realizzazione personale.

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Previsioni 2019 per il vino: un anno pieno di incognite

2019 previsioni per il vino poche certezze: i macro trends e-commerce, il salutismo e le bevande senza alcool, il cannabis e il rosè, stop al Prosecco

di Donatella Cinelli Colombini

tendenze-2019-del-vino-italiano

tendenze-2019-del-vino-italiano

EXPORT LE TENDENZE DEI MERCATI DEL VINO

C’è chi parla di una crescita dell’export in Cina (IWSR prevede un +8%) ma io dubito di una simile profezia. L’economia del gigante asiatico e specialmente il settore dell’auto, hanno risentito del rallentamento dell’economia causato dai dazi imposti da Donald Trump. Come mi hanno detto i miei importatori, gli uomini d’affari cinesi hanno investimenti molto diversificati per cui la crisi commerciale con gli USA ha toccato un po’ tutti e quando si ha un’impresa in profondo rosso è difficile investire in feste banchetti e omaggi persino se le altre, del proprio impero, vanno a gonfie vele.
Le previsioni sono più rosee riguardo il Giappone. La fine dei dazi del 15% sui vini europei esportati nel Paese del Sol levante, dovrebbe creare nuove opportunità per le cantine italiane.
<<Ora nella Tokyo metropolitana i locali che propongono cucina italiana sono più di 5.000, in larga maggioranza con

Giappone-tendenze-2019-del-vino-italiano

Giappone-tendenze-2019-del-vino-italiano

cuochi di origine giapponese che vantano un percorso in Italia a praticare la nostra cucina>> scriveva Angelo Gaja nel 2016 testimoniando la presenza di una rete di locali che possono portare in tavola le nostre bottiglie in modo privilegiato.
Oltre alle guerre commerciali di Trump l’altra grande incognita è la Brexit. Infatti se i vini europei verranno tassati entrando nel Regno Unito è possibile che soffriranno anche le bottiglie di Sauvignon della Nuova Zelanda, gli Shiraz australiani, il Pinotage del Sud Africa che entravano in Europa attraverso un complicato accordo con i Paesi del Commonwealth. Va ricordato che il mercato UK per i vini italiani è il terzo in volume e in valore (secondo i dati dell’Ice, nei primi 9 mesi del 2018 sono arrivati nelle cantine italiane ben 438 milioni di Sterline)

LA GEOGRAFIA DEL VINO ITALIANO DI TENDENZA

Specificamente nel vino italiano i nuovi trend riguardano il Sud, soprattutto i vini siciliani e più specificamente l’Etna, così come altre zone vulcaniche tipo il Vulture. Sfavilla Bolgheri sempre più presente nelle casseforti dei collezionisti come testimonia Liv-Ex e il primo posto del Sassicaia nella classifica TOP 100 di Wine Spectator.

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Storytelling e turismo del vino 2

Lo storytelling principale e quelli secondari, per raccontare la cantina ai turisti: come sceglierli e come raccontarli. Perché le informazioni devono essere poche

Storytelling-e-neuromarketing-Vincenzo-Russo-DonatellaCinelliColombini

Storytelling-e-neuromarketing-Vincenzo-Russo-DonatellaCinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini

POCHE INFORMAZIONI SONO MEGLIO DI TROPPE

Ovviamente lo storytelling chiede di trasformare ogni informazione in un esempio concreto o un aneddoto esemplificativo. Ecco che per spiegare le scelte enologiche è meglio raccontare qualcosa di concreto come l’assaggio dell’uva che serve a decidere il calendario della vendemmia. Sicuramente è meno tecnico rispetto alla curva di maturazione polifenolica ma rende meglio l’idea. La narrazione delle camminate mattutine nelle vigne mettendo in bocca tre acini per volta per valutare polpa, buccia e vinaccioli coinvolgerà i turisti. Probabilmente proveranno a farlo anche loro. Si tratta

storytelling-e-turismo-del-vino

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infatti di un racconto molto colorito. Per fare l’analisi sensoriale dei vinaccioli bisogna schiacciarli con i denti e poi sputarli (letteralmente sputarseli) in mano per vedere il loro colore. Alla fine della camminata nelle vigne, chi è fortunato, e non è stato punto dagli insetti attirati dalla dolcezza dell’uva, ha poi il problema del mal di pancia. Far ridere i visitatori con un pizzico di autoironia è molto meglio che mostrarsi supponenti.

Violante Gardini at the head of Movimento Turismo del Vino - Toscana

Come raccontare cantine e vini ai turisti: storytelling

Raccontare e raccontarsi invece di dare informazioni tecniche del processo produttivo è vincente con i turisti del vino e anche in video

Violante Gardini at the head of Movimento Turismo del Vino - Toscana

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Di Donatella Cinelli Colombini

CHI SA FARE LO STORYTELLING

Tutti possono diventare ottimi addetti all’accoglienza turistica in cantina basta prendere sul serio questa attività e prepararla con cura prima che arrivino i turisti esattamente come un avvocato studia l’arringa prima del processo e l’attore prova la sua parte prima di salire sul palcoscenico.

Evidentemente c’è chi ha una predisposizione naturale ma tutti possono riuscirci. Il problema è che spesso sono proprio quelli con meno comunicativa che, per evitare lo stress, si buttano allo sbaraglio improvvisando all’ultimo momento. I risultati sono spesso disastrosi perché lo sforzo è tutto concentrato nel trovare argomenti e manca la dovuta attenzione al rapporto con i turisti. Aspetto quest’ultimo, che è invece fondamentale che quindi dovrebbe essere al centro dei

Movimento del Turismo del vino Toscana

Storytelling-Cantine aperte-Movimento del Turismo del vino Toscana

pensieri mentre le parole escono quasi da sole grazie al training fatto prima.

Quindi preparare le cose da dire è fondamentale anche perché i messaggi devono avere una diretta corrispondenza nei contenuti espressi da depliant, sito, blog, comunicati stampa e ogni altra forma di messaggio espresso dalla cantina. Con la sola ma grande differenza che il racconto ai turisti deve essere, nella stragrande maggioranza dei casi, anche divertente perché è rivolto a persone in vacanza.

Secondo Vincenzo Russo, esperto di neuromarketing della IULM di Milano lo storytelling è più congeniale alla mentalità femminile. Uomini e donne addetti alle vendite del vino e ell’incoming enoturistico hanno strategie diverse «lui procede per obiettivi, lei creando relazioni» e usando il racconto per spiegare come e perché nascono le sue bottiglie.  Secondo Russo le donne «hanno uno stile emotivo e coinvolgente nella comunicazione e sono orientate alla condivisione di esperienze. Gli uomini considerano la comunicazione come terreno di confronto e di prova su cui misurarsi ». Ecco che la mente femminile, più multitasking e capace di coinvolgere, si rivela particolarmente adatta nel creare engagement con clienti e visitatori.

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Doppio premio GoWine per Donatella

Premio GoWine alle cantine di Donatella Cinelli Colombini e premio speciale “enocultura” a lei per l’ideazione della giornata Cantine aperte

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GoWine-presentazione-guida-Cantine-d’Italia

<<Fa sempre piacere ricevere un premio ma quando ne arrivano addirittura due è un trionfo>> commenta Donatella Cinelli Colombini che, dalla Cina, ha seguito la premiazione GoWine a Milano e la presentazione della guida Cantine d’Italia 2019. Un repertorio di 700 aziende enologiche selezionate fra quelle che “valgono il viaggio”. Fra di esse 230 – come il Casato Prime Donne di Montalcino e Fattoria del Colle di Trequanda – sono state premiate con “Impronte d’eccellenza” perché meglio delle altre raccontano i territori del vino.

Premio GoWine a Donatella Cinelli Colombini

La premiazione si è svolta a Milano e si è conclusa con la degustazione dei vini segnalati nella guida. Per condurre l’evento si sono alternati Gioacchino Bonsignore del Tg5 Gusto, Anna Schneider ricercatrice presso il Cnr di Grugliasco e Antonio Paolini del Gambero Rosso. I due giornalisti sono amici della Cinelli Colombini e, soprattutto il secondo, frequentatore da lunga data delle sue cantine. Questo ha dato un carattere particolare alla premiazione e soprattutto

Trekking nei vigneti Fattoria del Colle

Trekking nei vigneti Fattoria del Colle

all’assegnazione del premio speciale “Enocultura” con una motivazione particolarmente significativa << alla straordinaria figura di Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione Nazionale Donne del Vino e a cui è legato un grandissimo evento come Cantine Aperte. Il Premio va alla originalità di questa iniziativa culturale ed a una cantina da sempre vocata all’accoglienza>>.

Guida GoWine alle Cantine d’Italia

La guida GoWine alle “Cantine d’Italia” ha selezionato 700 wine destination d’eccellenza ma anche 4.200 vini e 1.600 luoghi dove mangiare e dormire. Massimo Corrado, presidente di Go Wine, ha spiegato la filosofia generale del volume che privilegia le cantine capaci di promuovere il proprio territorio mentre promuovono se stesse. La guida infatti vuole rivolgersi anche a chi non è un “super appassionato”, ma sente il fascino della cultura del vino e vuole immergersi in essa magari dormendo fra le vigne, oppure mangiando i piatti tipici dei distretti enologici e anche partecipando agli eventi che vi si svolgono.

                                               

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