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Chi guadagna col cibo?

I 5,1€ di guadagno che scaturiscono da ogni 100€ di consumi alimentari vanno soprattutto a poche potentissime multinazionali del cibo. Agli agricoltori 0,90€

I vini di Donatella Cinelli Colombini coi biscotti salati dell'Amiata

guadagno-de-cibo- e-piccole imprese biscotti salati dell’Amiata con i Doc Orcia e Chianti

di Donatella Cinelli Colombini

La filiera agroalimentare italiana è il primo settore economico del nostro Paese. Cioè il frutto dei nostri campi e dei nostri allevamenti, che arriva sulla tavola dei consumatori, ha fatturato totale di 538 miliardi di Euro pari alla somma del PIL di Norvegia e Danimarca.

FILIERA AGROALIMENTARE PRIMO SETTORE ECONOMICO ITALIANO

Una cifra enorme ha spiegato The European House Ambrosetti presentando il rapporto <<La creazione di valore lungo la filiera agroalimentare estesa in Italia>> e un valore aggiunto enorme di 119,1 miliardi di Euro. 4,3 volte le filiere e l’indotto di automotive e arredo e 3,8 volte la filiera dell’abbigliamento ha commentato WineNews.
Nel wine and food lavorano 3,6 milioni di addetti in 2,1 milioni di imprese.

pasta with buffalo speck and grappa

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OGNI 100€ DI CONSUMI ALIMENTARI 17 VANO ALL’AGRICOLTURA CHE PRODUCE GLI ALIMENTI

Ma come si forma il prezzo di quello che arriva sulla nostra tavola? << Su 100 euro di consumi degli italiani il 32,8% remunera i fornitori di logistica, packaging e utenze, il 31,6% il personale, il 19,9% le casse dello Stato, l’8,3% i fornitori di macchinari e immobili, l’1,2% le banche, l’1,1% le importazioni nette e solo il 5,1% gli operatori della filiera agroalimentare estesa>> ha precisato Ambrosetti.
La cosa più interessante riguarda i guadagni, 100€ di consumi alimentari produce 5,1 Euro di utili che vanno per il 43,1% all’industria di trasformazione alimentare, il 19,6% va all’intermediazione (grossisti e intermediari in ambito di agricoltura, industria e commercio); il 17,7% all’agricoltura; l’11,8% alla distribuzione e il 7,8% alla ristorazione.

Barbara Sgarzi maestra di social media wine

Come si adoperano ed a cosa servono i canali social del vino. Barbara Sgarzi ci spiega, ad esempio perché il numero dei like vuol dire poco o niente

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di Donatella Cinelli Colombini

Per capire l’utilità del manuale Social media wine – Strategie, strumenti e best practice per comunicare il vino online (Apogeo pp 147, € 22,50), di Barbara Sgarzi trascrivo  alcuni esempi  che mi hanno particolarmente colpito al punto dal pensare di fare lo stesso al ristorante della Fattoria del Colle.

THIS IS NOT A SUSHIBAR UN ESEMPIO DI  SOCIAL MARKETING BEN RIUSCITO

Il ristorante This is Not Sushibar di Milano ha realizzato una particolare azione di social marketing con risultati spettacolari. La proposta era rivolta agli instagrammer e chiedeva  loro di postare un’immagine mettendo un tag al ristorate. Chi possedeva  fra 1.000 e 5.000 followers avrebbe ricevuto in cambio un piatto di sushi, due piatti per chi era seguito da 5 a 10.000 persone, quattro piatti per chi  aveva 50.000 seguaci e otto pietanze giapponesi da 50 a 100.000 mentre veniva offerta una cena gratis a chi  aveva un portafoglio di contatti superiore ai 100.000. Ebbene la proposta lanciata nell’ottobre 2018 su un solo ristorante ha portato, dopo un mese, ad un aumento del fatturato del 13,4% nell’intera catena con un ulteriore +7% a novembre. Il This is Not a Sushibar che aveva intrapreso l’iniziativa ha visto crescere lo scontrino medio da 36 a 41€.
Tutto questo coinvolgendo solo 133  influencer che con i loro post hanno raggiunto oltre sette milioni di potenziali clienti.

social-media-wine-barbara-sgarzi

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SOCIAL MEDIA WINE – UN MANUALE PER CHI AMA IL VINO E VUOLE IMPARARE A USARE LA RETE

Un altro esempio dell’utilità del manuale di Barbara Sgarzi riguarda il turismo del vino. L’indicazione è talmente ovvia che mi ha fatto sentire una scema. Infatti io sono un’esperta di turismo del vino ma non ci avevo pensato. Il titolo del paragrafo è “Visite in cantina: vogliamo tanti post? Facciamo facile”.
Spesso la cantina è sotto terra dove non c’è collegamento telefonico. Quindi i nostri clienti, anche se stanno facendo una degustazione straordinaria, che vorrebbero postare in diretta per fare morire d’invidia i loro amici, sono scollegati. Se noi produttori desideriamo essere visti e allargare la rete dei nostri wine lovers perché non mettiamo il Wi-Fi in cantina? Basta un cartello che indica la password per la connessione e magari anche l’hashtag ufficiale dell’azienda per trasformare i partecipanti  alla degustazione in moltiplicatori di contatti.

I vini più cari degli ultimi 20 anni

C’è una netta differenza fra il prezzo e le cantine di origine dei vini mediamente più cari degli ultimi 20 anni di quelli attualmente in vendita

Penfolds Block 42 Kalimna-vini-più-cari-del-mondo

Penfolds Block 42 Kalimna-vini-più-cari-del-mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Non mi riferisco alle bottiglie introvabili, in piccolissima serie, come i 250 esemplari di Liber Pater 2015 che saranno venduti al prezzo di 30.000 € l’uno. In questo caso si tratta di un vino praticamente introvabile che, secondo il suo produttore Loïc Pasquet verrà spedito a una lista di collezionisti che le hanno già prenotate.

I VINI PIU’ CARI NEL MERCATO NEGLI ULTIMI 20 ANNI

I vini ultra cari a cui mi riferisco sono comunque diffusi nelle migliori enoteche di tutto il mondo, come La Tâche di Romanée-Conti. Si tratta dunque di bottiglie destinate a un ristretto club di milionari e presenti solo in luoghi straordinariamente esclusivi ma non di vini introvabili.
La lista pubblicata da Wine Searcher e tratta dal suo mastodontico data base riguarda bottiglie da 750 ml presenti più volte, negli ultimi 20 anni, nella lista degli esemplari più cari.
I prezzi sono quelli medi in Dollari e non comprendono le tasse.

LISTA DEI VINI PIU’ CARI DEGLI ULTIMI 20 ANNI

Romanée Conti-vini-più-cari-del-mondo

Romanée Conti-vini-più-cari-del-mondo

Penfolds Block 42 Kalimna Cabernet Sauvignon Ampoule, Barossa Valley $152,430
Armand de Brignac Ace of Spades Midas Brut Champagne $39,582
HM Borges Panther Family Reserve Madeira $24,999
Sine Qua Non El Corazon Rose, California $12,768
Domaine de la Romanée-Conti Romanée-Conti Grand Cru, Côte de Nuits $12,152
Henri Jayer Richebourg Grand Cru, Cote de Nuits $11,845
Moet & Chandon Esprit du Siecle Brut Champagne $11,247
Domaine de la Romanée-Conti Les Gaudichots, Vosne-Romanée Premier Cru $10,346
Sine Qua Non The Bride, San Luis Obispo County $9282
Welsh Brothers Verdelho, Madeira $8855

San Valentino 14 febbraio un weekend per amare

Due notti, tre giorni dal 14 al 16 febbraio alla Fattoria del Colle nella campagna dei grandi vini rossi e dei profumi da seduzione

San Valentino- Fattoria-del-Colle-Sala-Liberty-del-ristorante

San Valentino- Fattoria-del-Colle-Sala-Liberty-del-ristorante

Inizia con la cena dedicata a Cenerentola Doc Orcia (denominazione che festeggia il suo compleanno proprio il 14 febbraio) con un menù sexy a base di uova di quaglia, panforte e altri cibi afrodisiaci. Il lume delle candele e l’atmosfera romantica aiuteranno ad entrare nello spirito di San Valentino. La serata prosegue nelle camere della Fattoria del Colle dove l’intimità dei mobili antichi si unisce allo spumante brut rosè per creare la giusta atmosfera. Per  il programma e i prezzi clicca qui

LA CAMERA DEL GRANDUCA E DELLA SUA AMANTE ALLA FATTORIA DEL COLLE

Per i più esigenti c’è la camera costruita per il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo e la sua amante Isabella alla fine del Settecento. Una camera con il soffitto dipinto e un letto con baldacchino.

PER SAN VALENTINO LE PROMESSE D’AMORE DAVANTI ALL’ALBERO D’ORO DI LUCIGNANO

benessere-naturale-Fattoria del Colle massaggio di coppia e vinoterapia

benessere-naturale-Fattoria del Colle massaggio di coppia e vinoterapia

Il sabato è dedicato alla promessa d’amore davanti all’albero d’oro di Lucignano. Un rito che continua da centinaia d’anni e unisce la religiosità al romanticismo. La Fattoria del Colle fornisce la mappa stradale (17 km) e la pergamena da recitare e firmare davanti al reliquiario più grande del mondo.

SAN VALENTINO CON DEGUSTAZIONE DI BRUNELLO

Per gli innamorati che amano i grandi vini, nel pomeriggio, ci sono la visita guidata alla Fattoria del Colle e alle cantine con la degustazione verticale di 4 annate di Brunello di Montalcino (2015, 2014, 2013, 2012 riserva) prodotte nella cantina Casato Prime Donne, della stessa proprietà. Una sommelier accompagnerà gli ospiti in un’esperienza unica rivelando i piaceri e le leggende di un vino da mito.

PREZZO  DEI VIGNETI ITALIANI

Crescono i prezzi e diminuiscono gli affitti dei vigneti. Le vigne delle denominazioni più prestigiose sono nel mirino di investitori e speculatori milionari

Vigneti Barolo

Prezzi-dei-vigneti-Barolo

di Donatella Cinelli Colombini

Cresce anche il prezzo del terreno “nudo” ma solo dello 0,2% anno. Il CREA Centro Politiche e Bioeconomia nota come siano soprattutto i terreni di Piemonte, Lombardia e Toscana che aumentano le quotazioni in modo significativo mentre in zone come Umbria Campania, Basilicata e soprattutto in Veneto (-1%) i prezzi hanno addirittura un segno negativo.
Altro discorso per i vigneti che invece continuano ad aumentare di valore. Si tratta infatti di uno dei pochi casi, nella disastrata economia italiana, in cui la domanda supera l’offerta. Un bellissimo articolo di Loredana Sottile pubblicato su Trebicchieri settimanale economico del gambero Rosso, fa il punto sulla questione.

Dopo anni di abbandono, di svilimento dei terreni agricoli, dal 2014 la tendenza si è rovesciata con aumenti dell’ordine del 3-4% all’anno. Aumenti che hanno portato le quotazioni molto al di sopra del reddito ottenibile dalla coltivazione delle stesse superfici.
Una sola frenata del mercato fondiario nel 2018 evidenziata dal calo del 5% delle erogazioni di mutui collegati all’acquisto.

Prezzi-vigneti-alle-stelle-in-Italia-e-in-Francia-Brunello Poggio Antico

Prezzi-vigneti-alle-stelle-Brunello

Va sottolineato tuttavia che investire nella terra, in un’epoca in cui i depositi bancari non danno alcun profitto e l’immobiliare ha quotazioni in calo, offre prospettive favorevoli, soprattutto a lungo termine. Infatti la superficie coltivabile non potrà aumentare e come tutte le cose limitate ma indispensabili, la terra difficilmente perderà valore.

PREZZO DEI VIGNETI

Le quotazioni dei vigneti più cari d’Italia
Barolo, bassa Langa di Alba CN                                                          da 200 a 1.500 milioni
Montalcino/ Brunello                                                                            da 250 a 700
Lago di Caldaro                                                                                       da 440 a 690
Bassa Val Venosta (Naturno BZ)                                                         da 440 a 690
Valle dell’Isarco Bressanone (Varna BZ)                                           da 440 a 690
Bolgheri                                                                                                     da 200 a 400
Valdobbiadene TV                                                                                  da 300 a 450
Asolo Pedemontana TV                                                                         da 250 a 360
A Nord di Trento                                                                                    da 200 a 340
Chambave AO                                                                                         da 100 a 150
Chianti Classico FI                                                                                 da 100 a 150

Ristoranti italiani ad alto gradimento on line

La soddisfazione dei clienti per i ristoranti italiani supera l’85%, piace soprattutto l’accoglienza e meno il prezzo. In testa Toscana, Umbria e Veneto

Ristoranti-Italiani

Ristoranti-Italiani

Di Donatella Cinelli Colombini

Il rapporto Travel Appeal analizza ogni anno le recensioni nei principali portali turistici on line che per metà riguardano i ristoranti. Nel periodo settembre 2018- agosto 2019 i giudizi dei clienti sono stati oltre venti milioni e costituiscono dunque un capione di valutazione amplissimo.

TRAVEL APPEAL E IL GIUDIZIO ON LINE SUI RISTORANTI ITALIANI

L’87,9% dei clienti dei ristoranti italiani ha dato un giudizio favorevole all’esperienza e soprattutto al modo con cui è stato accolto elemento che appare il più gradito con il 90% dei consensi. La cordialità dei rapporti con chi serve i pasti piace addirittura più del cibo che pure è apprezzato dall’86,7% dei commensali.
Quello che invece risulta indigesto è il prezzo, ben accetto solo al 61% dei clienti, mentre dei ristoranti italiani piace la posizione, l’estetica e la pulizia.
I giudizi degli stranieri sono solo il 18% del totale ma sono favorevoli. I più entusiasti, come era prevedibile, sono gli americani che esprimono l’89,6% degli apprezzamenti, seguono inglesi, tedeschi, spagnoli e francesi.
Le regioni con un “indice di gradimento” migliore sono Toscana (85%), seguita a ruota da Umbria e Veneto.

16 case offerte su Airbnb ogni 1000 abitate da italiani

La nuova ricettività turistica si concentra nel Sud della Toscana: a Montalcino una casa su 10 è affittabile su Airbnb e a Gaiole in Chianti 343 su mille

Airbnb-nuova-ricettività-turistica

Airbnb-nuova-ricettività-turistica

Di Donatella Cinelli Colombini

L’Italia è il secondo Paese europeo per numeri di posti letto turistici.
A livello mondiale è superata da Sati Uniti e Cina che, tuttavia, sono nazioni molto più popolose e estese della nostra. In Italia l’incidenza della “popolazione turistica” rispetto a quella residente evidenzia una dinamica a grosso rischio, soprattutto nei piccoli centri.

POSTI LETTO TURISTICI IN HOTEL E STRUTTURE EXTRALBERGHIERE

Nel nostro Paese ci sono 2.200.000 posti letto alberghieri e 2.700.000 extra alberghieri.

Airbnb

Airbnb

E’ questa seconda tipologia che ha spinto in avanti l’offerta facendola crescere addirittura più dei flussi turistici. Uno studio del Sole 24 Ore su numeri forniti da onData ha mostrato come in Italia ci siano 415.000 alloggi affittabili sul sito Airbnb, per un totale di 1,8 milioni di posti letto.

L’ENORME CRESCITA DEGLI AFFITTI AIRBNB

In pratica le città italiane si stanno trasformando in alberghi diffusi. Basta camminare per le vie di Firenze intorno al centro storico, nella tarda mattinata, per vedere un traffico di furgoncini o piccoli rishow che trasportano l’occorrente per la pulizia e il cambio biancheria degli alloggi. Gli addetti, spesso asiatici, posteggiano il loro mezzo sul marciapiede, salgono a riordinare la casa, escono e proseguono velocissimi fino all’indirizzo Airbnb successivo e via così fino al primo pomeriggio.

I migliori ristoranti italiani nel mondo

Vince Passerini a Parigi, secondo posto per Don Alfonso di Toronto e medaglia di bronzo per il locale di Tokyo di Heinz Beck

Migliori-ristoranti-italiani-nel-mondo-Giovanni-Passerinie

Migliori-ristoranti-italiani-nel-mondo-Giovanni-Passerini

Di Donatella Cinelli Colombini

La classifica 50 Top Italy con i migliori 50 ristoranti italiani del mondo è consultabile on line ed è il primo risultato del progetto LSDM (storico congresso di cucina d’autore che si svolge a Paestum) curato dai suoi ideatori, Barbara Guerra e Albert Sapere, insieme al giornalista Luciano Pignataro.

50 TOP ITALY MIGLIORI RISTORANTI ITALIANI NEL MONDO

I’ iniziativa accende i riflettori sull’alta cucina italiana che mette in evidenza la sua diffusione planetaria: infatti l’Europa primeggia

Migliori-ristoranti-italiani-nel-mondo-Don-Alfonso-Toronto

Migliori-ristoranti-italiani-nel-mondo-Don-Alfonso-Toronto

con 18 insegne, ma non domina la scena. Il Nord America ha 16 ristoranti nella classifica, (14 negli Stati Uniti e 2 in Canada) l’Asia 10, l’America latina 3 l’Australia 1, come 1 in Sud Africa e 1 negli Emirati Arabi.

NEW YORK: LA CITTA’ DOVE IL CIBO ITALIANO E’ PIU’ BUONO

La città alfiere del Made in Italy in cucina è New York con 7 ristoranti seguita da Parigi e Hong Kong con 4 e Ginevra con 3. Ecco che le grandi metropoli del mondo, con le loro enormi ricchezze e il loro stile di vita sofisticato, diventano il palcoscenico migliore per talenti come il romano Giovanni Passerini nel suo locale di Parigi, il campano Alfonso Iaccarino  a Toronto, oppure Mario Gamba (quarto fra i migliori ristoranti italiani del mondo) con il suo Acquarello di Monaco di Baviera oppure Umberto Bombana, arrivato quinto con 8 ½ Bombana di Hong Kong.

I 100 nomi più famosi del mondo del vino

Pochi italiani fra i 100 nomi più conosciuti del vino: Gaja, Masseto, Ornellaia, Sassicaia, Solaia, Tignanello e Zenato. A livello internazionale tutti i big

Social Vignerons

i 100 nomi del vino più famosi Social Vignerons

Di Donatella Cinelli Colombini

La lista completa è in Social Vigneron, uno dei blog più influenti e meglio fatti nel mondo con un esercito di followers: 397 mila su Twitter, 23 mila su Facebook, 46 mila su Instagram. Il suo autore Julien Miquel è un enologo, comunicatore, influencer veramente geniale. Nel 2015 il suo blog ha vinto il titolo di Wine blog award cioè di miglior wine blog del mondo.
Per questo vi consiglio di seguirlo per avere un punto di vista più internazionale ma anche per imparare.

I 100 NOMI DEL VINO PIU’ FAMOSI DEL MONDO

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Quello che troverete sotto è giusto un assaggio: vi lascio la curiosità di andare a leggere l’articolo di Social Vigneron.

NOMI PIU’ FAMOSI CON LA LETTERA A

Ace of Spades (Armand de Brignac by Cattier), Champagne, FranceAngélus (Château), Saint-Emilion Grand Cru, France
Astralis Shiraz (Clarendon Hills), McLaren Vale, Australia
Ausone (Château) Saint-Emilion Grand Cru, Bordeaux, France

Impressionante lo strapotere dei francesi.

I NOMI PIU’ FAMOSI CHE INIZIANO CON LA LETTERA B

Beaucastel (Château), Châteauneuf-du-Pape, France
Beaux Freres ‘The Beaux Freres Vineyard’ Pinot Noir, Ribbon Ridge Oregon, USA
Belle Epoque (Perrier-Jouet), Champagne, France
Beaulieu Vineyard BV Georges de Latour Private Reserve Cabernet Sauvignon, Napa Valley, USA
Billecart-Salmon, Champagne, France
Bin 707 Cabernet Sauvignon (Penfolds), South Australia

Brunello 2015 di Donatella Cinelli Colombini

Una grandissima annata di Brunello cinque stelle che ha iniziato ad essere celebrata ancora prima di entrare nel mercato e unisce potenza, eleganza e  longevità

Brunello di Montalcino 2015

Brunello di Montalcino 2015 casato Prime Donne

L’andamento climatico mostra le tipiche caratteristiche dei migliori millesimi del Brunello con inverno e primavera piovosi che hanno idratato il terreno, luglio caldissimo che ha bloccato un sviluppo vegetativo determinando un calibro ridotto degli acini, agosto con temporali alternati a giornate calde, settembre con fortissima escursione termica fra notte e giorno che ha favorito la sintesi dei profumi. Un copione che si ripete per tutte le grandi annate di Brunello e sembra dimostrare che il global warming è un’autentica fortuna per il vigneto di Montalcino perché moltiplica le annate cinque stelle e ne innalza il livello qualitativo fino a vertici mai raggiunti nel passato.

CLIMA DELL’ANNATA 2015

Il 2015 verrà ricordato per il suo clima capriccioso che nel Sud della Toscana, risparmiò Montalcino, ma fece enormi danni tutto intorno: a Torrita il 5 luglio, chicchi di grandine grossi come arance, distrussero tetti e auto, a Buonconvento la piena del fiume Arbia, il 24 agosto, portò l’acqua in musei, case, negozi e persino nel teatro, un vero disastro.

Brunello-Vendemmia 2015 Violante Gardini aspettando le 5 stelle

Brunello-Vendemmia 2015 Violante Gardini aspettando le 5 stelle

MONTALCINO E LA SUA OTTIMA VENDEMMIA 2015

Montalcino sembrava avere una protezione divina e l’uva arrivò alla vendemmia in condizioni perfette.
Infatti il 14 settembre quando arrivò la nostra consulente enologa Valerie Lavigne l’uva era quasi pronta per la raccolta e si presentava nel modo migliore. Valerie aveva con lei un ospite d’eccezione, il preside della facoltà di enologia di Bordeaux Denis Dubourdieu uno degli uomini più potenti e temuti di tutto il mondo del vino. Il Professor Dubourdieu ebbe solo una parola per descrivere i vigneti del Casato Prime Donne dopo averli ispezionati a piedi << impeccable>> cioè perfetti.

BRUNELLO 2015 CARATTERI

TIPOLOGIA:

rosso secco

ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

2019 il mio anno con molte vette e qualche abisso

2019 anno della miglior vendemmia del secolo. Anno del Foglia Tonda e della Doc Orcia Cenerentola, di troppi viaggi e troppi colloqui di assunzione

Donne-del-vino-Vinitaly-2019-con-Cristiana-Cirielli-Donatella-CinelliColombini-Carlos-Santos

Donne-del-vino-Vinitaly-2019-con-Cristiana-Cirielli-Donatella-CinelliColombini-Carlos-Santos

di Donatella Cinelli Colombini

Il 2019 era iniziato con molte incertezze per due motivi: il Brunello 2014 figlio di un’annata piovosa e fortemente attaccato dalla critica ancor prima di uscire dalle cantine. Un’annata turistica che si prospettava in salita per i pochi matrimoni in calendario e il cambiamento di chef al ristorante.

BRUNELLO 2014  VINO SPENSIERATO

Nella realtà il Brunello 2014 si è rivelato un “peso piuma” superstar, interpretando l’annata in modo “spensierato” come ha scritto Monica Larner, cioè offrendo piacere e una freschezza di frutto superiore alla media. Caratteri vicini al sentimento dei consumatori attuali con il risultato che le vendite in Italia sono aumentate mentre all’estero, dove il peso della stampa specializzata è più forte, c’è stato solo un leggero calo.
Il 2019 è stato l’anno dei vini della Fattoria del Colle: quattro sopra i 93/100 in Wine Advocate-Robert Parker e Wine Spectator: passito, Vin Santo, Cenerentola Doc Orcia e IGT Supertuscan Il Drago e le 8 colombe. Che spettacolo! E’ un sogno che si avvera!

IL VITIGNO FOGLIA TONDA DIVENTA  DI MODA

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

E l’altro sogno impossibile diventato realtà riguarda il Foglia tonda, vitigno toscano abbandonato da oltre un secolo e portato all’eccellenza qualitativa attraverso un lavoro ventennale, per essere usato nel vino Cenerentola. Ora è di gran moda anche grazie al primo meeting con la degustazione, dei vini a base di Foglia tonda, guidata da Gianni Fabrizio alla fattoria del Colle. Da concorrenti ad alleati ….. come sempre l’unione fa la forza!

SUPER VENDEMMIA 2019

L’annata 2019 ha mandato in cantina un’uva di qualità senza precedenti. La nostra consulente Valerie Lavigne ha detto <<Il est la première fois que je vois un raisin Sangiovese qui semble cabernet>> è la prima volta che vedo un Sangiovese che sembra Cabernet! Mosti e vini coloriti, ricchi, fini, eleganti … segnano un nuovo record qualitativo per il Brunello. Decisamente le 5 stelle non bastano più.

Gli influencer del vino da tenere d’occhio

Chi vuole creare il sui wine blog e chi vuole essere sempre informato sulle novità del mondo del vino: ecco i Top Wine Influencer

wine-influencer-Jancis_Robinson

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Di Donatella Cinelli Colombini

La lista arriva da Sommelier Choice Award e quindi esprime il punto di vista dei sommelier, cioè di un’utenza internet molto, molto esigente e di lingua inglese.  Io ho riassunto alcuni concetti ma vi invito a consultare l’articolo originario per avere tutte le informazioni.

Gli influencer hanno un’importanza crescente, creano tendenza, orientano le scelte dei consumatori, specialmente dei consumatori giovani. Il loro target è meno elitario di quello dei grandi guru, i super assaggiatori del Wine Spectator, Robert Parker e simili.

Julien Miquel

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Parlano un linguaggio più semplice e non strettamente legato alla qualità contenuta nelle bottiglie. Nel mondo dei wine critics, gli infuencer sono guardati con grande sospetto e a volte con esplicita condanna soprattutto perché i canali social non hanno gli stessi codici etici del giornalismo e infatti pullulano di fake news e “incompetenti virali”. Anche il grande Luciano Ferraro si è espresso con termini molto duri contro gli influencer durante il forum dei giovani del vino organizzato durante la Milano Wine Week 2019.  In realtà quasi in cima alla classifica doveva esserci anche il suo Divini blog che fa davvero tendenza.

I WINE INFLUENCER PIU’ FORTI DEL MONDO

Che piacciano o non piacciano, i wine influencer ci sono e la loro capacità di orientare il mercato è sempre più forte. Quindi è bene saper chi sono quelli più forti.

THE WINE WANKERS

Australiani di Sidney viaggiano in tutto il mondo per conoscere i territori del vino e per raccontarli. Il loro stile è molto discorsivo e spiritoso. Anche il nome dice molto infatti i “wine wankers” sono quelli che si danno arie e ostentano la propria competenza facendo sentire gli altri inferiori, tutto il contrario di Conrad e Drew, i proprietari del blog.

Perché il tappo di sughero fa vendere il vino in USA

Oltre la metà del vino venduto in USA è scelto velocemente, senza troppa competenza, nei negozi di alimentari e se ha il tappo in sughero viene preferito

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di Donatella Cinelli Colombini

Come sceglie il vino il consumatore USA? Nel mercato più grande del mondo il 70% degli acquisti di vino avviene senza l’aiuto di personale specializzato. Circa la metà del vino viene venduto nei negozi di alimentari. Questa percentuale salirebbe al 70% se non fosse che in una quindicina di Stati, la commercializzazione di alcolici è separata da quella del food. Per esempio nella città di New York il meraviglioso negozio Eataly ha dovuto realizzare un’area separata per vendere Barolo, Chianti e grappa.

USA LA MAGGIOR PARTE DEL VINO COMPRATO VELOCEMENTE INSIEME AL FOOD

In USA il vino in bottiglia rappresenta il 90% del totale mentre quello in lattina o in brik è una parte marginale.
La maggior parte dei clienti sceglie in modo veloce e senza grandi competenze. Per questo la decisione d’acquisto è orientata, in modo determinante, dalle caratteristiche visibili del vino come il prezzo oppure la chiusura.

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L’INFLUENZA DEL TAPPO IN SUGHERO SULLE VENDITE DEL VINO

Quest’ultima influenza le aspettative sulla qualità e il prezzo del vino e quindi ha un impatto importante sulla scelta della bottiglia da comprare specialmente quando il vino è di medio-basso livello.
Il tappo naturale si associa all’idea di un vino di qualità e quindi incentiva l’acquisto. La presenza del tappo in sughero invece del tappo sintetico oppure dello screw caps ha una diretta ricaduta anche sul prezzo. Infatti il consumatore è disposto a pagare l’8% in più le bottiglie chiuse con il sughero e questa percentuale sale quanto più scende la fascia di prezzo.

Tanti auguri di buon Natale

Natale festa dell’amore, festa dell’amore coraggioso e disinteressato, dell’amore che lega uomini e donne con lacci indistruttibili e dura in eterno…

Buon-Natale-dalla-Fattoria-del-Colle-e-dal-Casato-Prime-Donne

Buon-Natale-dalla-Fattoria-del-Colle-e-dal-Casato-Prime-Donne

In questo giorno straordinario vi arrivi un auguri sincero e pieno di affetto da tutti noi che lavoriamo al Casato Prime Donne di Montalcino e alla fattoria del Colle di Trequanda
L’augurio di costruire il nostro futuro insieme e con amore
Buon Natale
Donatella Cinelli Colombini

PENSIERO DI NATALE

Il frutto del silenzio è la preghiera
Il frutto della preghiera è la fede
Il frutto della fede è l’amore

                                                                       

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