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Costole con i rapi di Montalcino

Ricetta autunnale delle case contadine di Montalcino che anticamente, con i primi freddi, uccidevano il maiale grasso e gustavano il delizioso costoleccio

 

di Donatella Cinelli Colombini

Il costoleccio o rostinciana, insieme al fegato, erano le parti meno conservabili del maiale per questo venivano mangiate subito ed erano motivo di festa nelle povere case contadine dove la carne arrivava in tavola molto di rado.

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Il modo più succulento di gustare il costato di maiale è sulla griglia, con sale e pepe nero ma, per chi non dispone di un barbecue, la ricetta delle costole con i rapi, è un’ottima alternativa. Tutta la cucina montalcinese è molto saporita e adatta ai vini rossi di grande struttura che nascono dal super Sangiovese di questo territorio. In questo caso non consiglio di accompagnare il piatto con il Brunello perché è una pietanza molto semplice e casalinga ma propongo un bel Rosso di Montalcino. Notate che ho scritto rapi in vernacolo senese e non rape termine corretto italiano.

 

DALLA TOSCANA MIX DI VINI ED OLIO BIO

5 grandi vini e una bottiglia d’olio extravergine 2020 per una cena da 8 persone a base di piatti toscani e italiani oppure per qualche assaggio goloso

 

  • IGT Toscana bianco Sanchimento 2019 con pinzimonio verdure fresche da zuppare nell’olio con sale e pepe
  • Chianti Superiore DOCG 2018 con formaggio pecorino fresco oppure pizza
  • Rosso di Montalcino DOC 2018 con pasta al ragù toscano oppure prosciutto crudo
  • Brunello di Montalcino DOCG 2015 con carne arrosto, oppure brasato di bue, oppure peposo o altro spezzatino al vino rosso
  • Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2007 con pecorino o parmigiano molto stagionato.

 

Noterete la mancanza di un vino da dessert. Donatella detesta i vini dolci e preferisce finire la cena con un grande rosso da sorseggiare con calma conversando. Per questo ha messo nella spedizione un Brunello riserva importante per chiudere la serata in bellezza come farebbe lei con i suoi amici.

 

PREZZO SPECIALE PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

Offerta club 5 vini e un olio con abbinamenti

5 bottiglie di vino e 1 bottiglia d’olio extravergine al prezzo di 159,50 Euro (invece di 176,50 Euro)

Per chi desidera raddoppiare l’ordine di 10 bottiglie di vino e 2 bottiglie d’olio extravergine il Prezzo Speciale è di 295,00 Euro (invece di 343,00 Euro)

 

Matteo Montone un italiano diventa Master Sommelier

Matteo Montone Sommelier AIS trapiantato a Londra dal 2013, lo scorso anno a Seoul, ha vinto il titolo di World Best Young Sommelier e ora è diventato Master Sommelier

 

Matteo-Montone-diventa-Master-Sommelier

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di Donatella Cinelli Colombini

E’ nato a Milano e professionalmente si è formato in Italia diventando Sommelier, nel 2012 attraverso i corsi AIS, ma un anno dopo è partito per Londra e ora gareggia nei concorsi internazionali di sommelerie sotto la bandiera inglese. Una storia che assomiglia a quella di Paolo Basso. Anche Basso è italianissimo di nascita, ha vinto il titolo di Miglior Sommelier del Mondo ASI 2013 concorrendo per la Svizzera.

 

MATTEO MONTONE COME PAOLO BASSO I SOMMELIER ITALIANI CHE SBOCCIANO ALL’ESTERO

Matteo Montone è più giovane ma si avvia sulla stessa strada, infatti nel 2019 a Seoul in Corea, è diventato World Best Young Sommelier titolo mondiale fra i sommelier di nuova generazione che ha ottenuto battendo lo statunitense Jonathan Eichholz e l’australiano Andres Aragon.

Tasting-Master-Sommeliers

Tasting-Master-Sommeliers

 

COURT OF MASTER SOMMELIER 267 MEMBRI DI TUTTO IL MONDO E SOLO 2 ITALIANI

A questo riconoscimento, il 31 ottobre scorso, Matteo ha aggiunto quello di membro della Court of Master Sommeliers, superando tutti e tre gli esami al primo tentativo. Cosa, quest’ultima, quasi incredibile perché si tratta di selezioni durissime. I Master Sommeliers sono il più esclusivo, elitario e autorevole sodalizio di sommelier a livello internazionale. Nato nel 1969, organizza corsi in tutto il mondo, ma solo 267 professionisti sono riusciti a superare tutti gli esami finali. Recentemente il gruppo statunitense dei MS è stato scosso da uno scandalo per molestie sessuali ma nonostante le intemperanze a luci rosse, a cui verrà posto rimedio con decisione e in tempi stretti, l’associazione è forte e conosciuta come quella che riunisce il TOP dei sommelier mondiali.
Come sempre avviene, nei circuiti più esclusivi degli esperti di vino internazionali, i Master Sommeliers italiani sono pochissimi. Forse sono solo due, Matteo e Gino Nardella divenuto MS nel 1979 e anche lui residente in UK. C’è da chiedersi come mai i nostri migliori talenti rivelino le loro capacità solo quando vanno all’estero. Un’amara costatazione che ci porterebbe lontano.

Idee fuori dal coro sul vino virtuale

WINE2WINE 2020: vino locomotore dell’export agroalimentare e del turismo italiano con l’energia della sua autenticità ma distinguendo virtuale e reale

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Wine2wine-forum-del-wine-business-Donne-del-Vino-e-separazione-di-ruoli-fra.virtuale-e-reale

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Le Donne del Vino rappresentate da Donatella Cinelli Colombini, Touring Club con il presidente Franco Iseppi e Wine Meridian con le testimonianze di Fabio Piccoli e Lavinia Furlani, usano la principale tribuna del wine business italiano, Wine2wine in programma a Verona il 23-24, novembre, per contrastare la sovrapposizione fra reale e virtuale nel vino.

 

WINE2WINE 2020 LE DONNE DEL VINO CHIEDONO DI SEPARARE IL RUOLO DEL VIRTUALE E DEL REALE NEL VINO

Un messaggio forte, fuori dal coro e insieme la proposta di un’alternativa: la wine experience in versione en plein air, che usa il camper e il suo sbalorditivo successo 2020, come icona del crescente bisogno di esperienze turistiche partecipate e vere, fuori dai contesti fatti per i turisti, cioè dai non luoghi del vino.
Wine2wine è il maggiore forum dedicato al wine business, creato da Stevie Kim di VinitalyInternational a fianco di una mini fiera che ha in OperaWine, in collaborazione con Wine Spectator, la prima e più esclusiva passerella del vino italiano.
La scelta di Wine2wine, con la sua capacità di proporre in anticipo i nuovi trend del vino, evidenzia la portata della proposta delle Donne del Vino: rifiuto dei non luoghi del vino nella realtà come e soprattutto nel digitale e netta separazione dei ruoli fra reale e virtuale.

 

COME IL RUOLO DEL DIGITALE SI E’ ALLARGATO DURANTE L’EPIDEMIA COVID

La rivoluzione digitale accelerata dall’epidemia COVID ha risucchiato nel web l’esperienza del vino e dei luoghi del vino finendo per trasformare una soluzione in una minaccia. La copia del vero, soprattutto in versione digitale, appare infatti persino più attraente.

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Non va dimenticato che il vino e il turismo del vino italiani hanno invece il loro punto di forza proprio nell’autenticità del reale: la diversità dei vitigni e delle zone di produzione, l’emozione delle esperienze partecipate a contatto con vignaioli appassionati o con i sommelier che li raccontano, la storia e le tradizioni …..

 

Luce per gustare il vino: soffusa, naturale e calda

La luce forte e bianca stile sala operatoria innesca lo stress. Mentre quella naturale, calda e soffusa mette di buon umore e fa apprezzare di più il vino

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Luci-per-degustare-il-vino-evitare-quelle-forti-e-fredde-Fienile-Fattoria-del-Colle

di Donatella Cinelli Colombini

Nei viaggi in Francia, UK o in Austria, cioè in Paesi dove la ristorazione elegante ha una tradizione più lunga e professionale, tutti abbiamo notato che i locali più esclusivi hanno tavoli con il proprio lampadario e che il cameriere accende la candela appena il cliente si siede per la cena.
Chi pensa che questo sia un inutile consuetudine sbaglia.

LA LUCE PER GUSTARE IL VINO DEVE ESSERE NATURALE CALDA E SOFFUSA

Le ultime ricerche di neuromaketing dimostrano che l’intensità e il colore della luce influiscono sul piacere prodotto da quello che si mangia o si beve. Dopo i suoni le luci sono gli stimoli più capaci di modificare la percezione dell’assaggio.

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La prima cosa evitare solo le luci da sala operatoria cioè bianche e forti. <<Già nel 1969, il ricercatore Sommer aveva dimostrato che proprio questo genere di luce riduce i margini economici, poiché riduce il tempo di permanenza nel ristorante e di conseguenza anche dei consumi>> ha spiegato Vincenzo Russo della IULM di Milano su “Tre Bicchieri” settimanale economico del Gambero Rosso.

LA SCIENZA SPIEGA LE REAZIONI DELL’OCCHIO E DELLA MENTE ALLA LUCE FREDDA E FORTE

Tutt’altra reazione con luci soffuse, di tonalità calde e naturali che hanno un’influenza positiva sugli esseri umani rendendoli gioiosi e attenti. Le evidenze scientifiche in questo senso sono assolutamente certe: nell’occhio ci sono cellule chiamate ipRGCs (Intrinsically Photosensitive Retinal Ganglion Cells), sensibili alla luce naturale e calda (Mure et al. 2019). I biologi della Saint John Hopkins University di Baltimora, hanno scoperto che la <<luce artificiale procura il rilascio di ormoni dello stress nel corpo e si associa a livelli di funzionamento cognitivo più basso. Viceversa, la luce naturale o calda naturale come si può riprodurre facilmente con i led, attraverso l’attivazione di queste cellule ipRGCs, influenza positivamente l’umore, e favorisce i processi di memoria e di apprendimento>>.

Chiara Giannotti il volto del vino always on

Social influencer, conduttrice TV, voce del vino, esperta di aste di bottiglie cult … Questo e molto altro su Chiara Giannotti e il vino diventa friendly

 

Chiara-Giannotti-the-wine-influencer

Chiara-Giannotti-the-wine-influencer

di Donatella Cinelli Colombini

Mi piace perché per certi versi mi assomiglia. Come me è nata in una famiglia di produttori di vino con una lunga tradizione alle spalle. Solo che io sono dislessica e a scuola, soprattutto con le lingue straniere, ero una schiappa mentre Chiara ha il Baccalauréat al liceo francese di Roma, città dove è nata, ed ha fatto un Erasmus alla UCL di Londra. Ma entrambe siamo laureate “cum laude” in lettere moderne e abbiamo lavorato 15 anni nelle cantine di famiglia, per lei Fazi Battaglia e Fassati.
La cosa che più ci accomuna è che poi abbiamo creato qualcosa di tutto nuovo e tutto nostro. Vi assicuro che all’inizio è traumatico, come cambiare identità, perché chi cresce nell’azienda del vino della sua famiglia, la vive come una casa e quasi si identifica con lei, come se le bottiglie e i marchi facessero parte del suo corpo.
Dopo il distacco c’è chi vive di ricordi e chi guarda avanti e costruisce qualcosa di nuovo come Chiara Giannotti. La cosa spettacolare è la velocità con cui Chiara è diventata una dei personaggi più conosciuti della comunicazione del vino dal 2015 in poi. Ora è diventata una influencer di prima grandezza.

Chiara-Giannotti-the-wine-influencer

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Ovviamente le basi c’erano: Chiara era già Sommelier e Dame Chevalier de Champagne (2007), faceva il PR dei suoi vini e conosceva perfettamente lo scenario nazionale e i protagonisti della stampa specializzata.

 

CHIARA GIANNOTTI  L’INFLUENCER DEL VINO

Bella, estroversa, entusiasta, sente le nuove tendenze come un radar e si muove nel mondo dei social media come un pianista sulla tastiera.
Comincia nel 2015 creando Vino.tv, una vera e propria Web TV visibile anche nei social dove ha un numero di follower impressionate, 15.000 solo su Instagram. Ha un istinto naturale per i “tempi televisivi”, sa tenere il pubblico, costruisce racconti e interviste in modo veloce e avvincente ma soprattutto nuovo con un pizzico glamour e una spontaneità che coinvolge chi guarda.
La sua attività si amplia velocemente: collabora con Doctorwine, è tra le wine expert dalla casa d’Aste Ansuini rompendo il monopolio maschile dei banditori d’asta del vino. E’ lei che seleziona, degusta e certifica le bottiglie da collezione.

 

IL TRIONFO DELL’OLIO NUOVO

Inizia la vendita dell’olio extravergine 2020 alla Fattoria del Colle: 2 monocultivar di Moraiolo e Correggiolo e un misto di entrambe le varietà

 

Zuppa e olio fattoria del Colle

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Strepitoso raccolto di olive 2020 per qualità e quantità.
Olio nuovo: tantissime olive piccoline che infatti hanno avuto una resa, cioè una trasformazione in olio, bassa, intorno al 10%. L’olio extravergine 2020 ha un profumo di fruttato inebriante (pomodoro, carciofo, erba tagliata) ed una qualità gustativa eccellente.

 

OLIO NUOVO: EXTRAVERGINE 2020 DELLA FATTORIA DEL COLLE 2 MONOCULTIVAR E UN MISTO

Bottiglie da 750 Cl Olio extravergine 2020 Fattoria del Colle, 19,50€
BIO e DOP Terre di Siena appena arriveranno le certificazioni già richieste
Bottiglia da 500 Cl Moraiolo, Olio extravergine monocultivar 2020 Fattoria del Colle 17,50€
Bottiglia da 500 Cl Correggiolo, Olio extravergine monocultivar 2020 Fattoria del Colle 17,50€
Latta da 5 Lt Olio extravergine della raccolta Fattoria del Colle 95,50€

Chi vuole comprarlo può venire alla Fattoria del Colle oppure ordinarlo per farselo spedire a casa scrivendo un’email a vino@cinellicolombini.it
La spedizione in Italia per scatole da 6 bottiglie costa 16€.

 

GLI OLIVETI SENZA CHIMICA DELLA FATTORIA DEL COLLE

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Toscana-Olio-nuovo-extravergine-2020-Fattoria-del-Colle

La Fattoria del Colle ha 6 ettari di oliveto con le varietà moraiolo e correggiolo (frantoio).
Si tratta di una delle zone della Toscana più conosciute ed apprezzate per l’olivicoltura: alte colline ventilate con terreno sabbioso dove gli olivi sono coltivati da oltre 2000 anni.
In questo ambiente incontaminato sugli olivi non vengono mai usati prodotti chimici semplicemente perché non ce n’è bisogno, visto che la perfida mosca olearia, che depone le sue uova nelle olive, è arrivata una sola volta in 20 anni. La natura fa tutto da sola, chiedendo all’uomo solo le potature e la pulizia del terreno. La certificazione BIO ed il marchio DOP vengono richiesti solo per l’olio misto che è in maggiore quantità e consente la stampa di una nuova etichetta appena arrivano le certificazioni che, a causa del Covid, quest’anno potrebbero essere molto in ritardo.
La raccolta è manuale, con l’uso di piccoli rastrelli che sostituiscono le mani durante la “brucatura”. Vengono usati dagli uomini, mentre le donne recuperano le olive dalle reti distese sotto gli olivi. Alla sera le cassette piene di olive arrivano al frantoio e il giorno dopo l’olio extravergine torna per riempire di profumo l’orciaia della Fattoria del Colle.

 

IL FRANTOIO DOVE LE OLIVE DIVENTANO OLIO EVO

Donatella Cinelli Colombini ha scelto per produrre il suo olio evo il frantoio Sant’Angelo di Castelmuzio che dista pochi chilometri dalla Fattoria del Colle. Il maestro frantoiano Paolo Bindi usa il suo frantoio Pieralisi con tocco gentile, lentamente e a bassa temperatura (meno di 27°C) per preservare la fragranza del frutto e le sue virtù salutari.
La Fattoria del Colle produce olio extravergine monocultivar Moraiolo, Correggiolo (varietà frantoio) e, in maggiore quantità, un olio evo misto con le due varietà insieme per il quale viene chiesta la certificazione DOP Terre di Siena. Un’attestazione che generalmente arriva dopo qualche mese dalla raccolta.

 

I BRUNELLO DI DONATELLA AL TOP NELLE GUIDE ITALIANE

5 grappoli di Bibenda, 3 bicchieri del Gambero Rosso, 4 viti di AIS, 3 stelle oro di Veronelli, Guida essenziale di Cernilli: Donatella Cinelli Colombini al top.

 

Brunello-Brunello-Prime-Donne-2015-Donatella-Cinelii-Colombini

Brunello-Brunello-Prime-Donne-2015-Donatella-Cinelii-Colombini

Un successo enorme per i Brunello di Montalcino di Donatella Cinelli Colombini che ottengono premi in tutte le principali Guide italiane dei vini. L’ultimo riconoscimento è arrivato il 6 novembre e riguarda:

 

5 GRAPPOLI DI BIBENDA DELLA FONDAZIONE ITALIANA SOMMELIER

Bibenda 2021 della Fondazione Italiana Sommlier guidata da Franco Ricci, che assegna la valutazione di eccellenza con 5 grappoli, al Brunello Prime Donne 2015.
Bibenda ha una sede straordinaria al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotels & Resorts, uno degli alberghi più belli della capitale. I sommelier romani operano qui da quasi cinquant’anni e dal 2013 hanno costituito la loro Fondazione che organizza corsi, pubblicazioni, convegni e degustazioni a livello altissimo. Ogni anno l’Oscar del vino, organizzato da Bibenda Fondazione Italiana Sommelier FIS, è uno degli eventi più attesi del calendario enologico italiano. Nel 2003, ha insignito Donatella Cinelli Colombini con il titolo di migliore produttore italiano ed ora l’Oscar è bene in vista nella cantina della Fattoria del Colle.

 

Bibenda-5-grappoli-Brunello-di-Montalcino-Donatella-Cinelli-Colombini

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GUIDA ESSENZIALE AI VINI D’ITALIA DI DANIELE CERNILLI

Tornando ai riconoscimenti ottenuti in questo autunno che sembra coprire i vini di Donatella di una pioggia dorata, pochi giorni fa era uscita la Guida essenziale dei vini d’Italia di Daniele Cernilli con la scheda di Donatella Cinelli Colombini e un bel 93/100 al Brunello <<trama gustativa compatta, elegante e scorrevole con tannini raffinati e una freschezza che dona alla progressione slancio e una sensazione avvolgente>>.

 

3 STELLE ORO DI VERONELLI E 4 VITI DELLA GUIDA AIS – VITAE

Il Brunello Prime Donne aveva già festeggiato l’assegnazione delle Tre stelle oro de I vini di Veronelli e il massimo riconoscimento di 4 viti della Guida VITAE dell’Associazione Italiana Sommelier curata per la Toscana da Leonardo Taddei.

 

Vino e turismo arriva un conto salato per le cantine

Colleghi produttori guardiamo lontano senza ignorare le difficoltà odierne ma stando uniti, sostenendo la ristorazione e diventando protagonisti della ripresa

 

vino-e-crisi-del-turismo-2020-Fattoria-Del-Colle-Cenerentola

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Di Donatella Cinelli Colombini produttrice di Brunello a Montalcino

 

C’è da chiedersi se ha ragione il Governo che parla di un calo del PIL inferiore al 10% e di una situazione sotto controllo, oppure sono giuste le percezioni dei normali cittadini che vedono una crisi gravissima, diffusa e capace di trasformarsi in un declino permanente del nostro Paese.
Limitiamoci a parlare delle cose che sappiamo: di vino e soprattutto di vino e turismo.

 

IL CALO DEL TURISMO IN ITALIA E I SUOI EFFETTI ECONOMICI

vino-e-turismo-nel-2020-Montalcino-Casato-Prime-Donne

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Il 2020 è stato l’anno nero del turismo con 58% di viaggiatori esteri in meno e un netto cambio di target: mancano gli statunitensi (-89,5%) altospendenti e sono arrivati i tedeschi in auto o in camper.
Il calo nel turismo italiano è meno forte -31% ma anche in questo caso è cambiata la modalità di viaggio: la vacanza media ha un importo di soli 859€ ed è durata una settimana. Il 23% dei vacanzieri ha usufruito del bonus.
Gli effetti economici sono importanti: perché mancano 24 miliardi di spesa dei viaggiatori estri e l’apporto del turismo al PIL nazionale è sceso dal 5,7% al 3,2%.
Va comunque ricordato che la catena di consumi innescata dal turismo non si arresta all’albergo o al ristorante ma si allunga a settori che apparentemente non sono collegati come i vivai di fiori, la produzione di arredi, le cantine, le società di wedding planner o le fabbriche di veicoli ….. creando un effetto domino difficile da quantificare ma ben evidente in città come Venezia e Firenze che vivono di turismo estero.

 

TURISMO AUTUNNALE ITALIANO MOSSO ANCHE DALL’ENOGASTRONOMIA

In autunno il 58% degli italiani hanno fatto ancora una vacanza prediligendo il mare (57%), la montagna, le città d’arte e i soggiorni enogastronomici (29%). Non è una cattiva notizia per territori come il Barolo e il Brunello che hanno anche produzione di tartufo bianco e in autunno vivono un momento di turismo vip ma contemporaneamente i contagi sono aumentati velocemente e enormemente.

 

I top wine influencer italiani su Instagram ecco i nomi

I 10 top Instagram Influencer del vino italiano con un seguito di follower che va da 321.000 di Federico Dotto ai 71.000 di Wine Angels

 

Simone Roveda Winerylovers

Simone Roveda Winerylovers

di Donatella Cinelli Colombini

I wine influencer sono per il vino quello che Chiara Ferragni The blonde salad è per le tendenze e lo stile di vita, oltre un milione di followers su Facebook e quasi un milione su Instagram. Gli influencer sono in grado di incidere sui consumi come e più della pubblicità di un tempo perché instaurano un legame emotivo con i loro followers che prediligono tutto quello che usano loro: vestiti, auto, cibo … per questo gli investimenti pubblicitari cercano il personaggio più vicino ai loro valori, comprano i loro post pagando cifre astronomiche. Il Rapporto Coop 2019 fornisce alcune tariffe: chi ha oltre 7 milioni di followers chiede fino a 270 mila Euro per una sponsorizzazione su YouTube, 169 mila per un post su Facebook e 135 mila per Instagram. Cifre da capogiro ma se i grandi brand le pagano c’è da scommettere che abbiano un bell’effetto sulle vendite. Solo in Italia, nel 2018, gli investimenti pubblicitari sugli influencers sono lievitati del 65%.

 

SCOPRIAMO GLI INFLUENCER DEL VINO: CHI SONO E COSA FANNO

wineteller-Top 10 Instagram wine Influencer italiani

wineteller-Top 10 Instagram wine Influencer italiani

Gli influencer non sono dei personaggi con poca cultura ma molto look e una fama costruita sui gossip che si mantengono con le sponsorizzazioni. <<Sono una figura professionale come un’altra>> spiega una wine influencer di prima grandezza Eleonora Galimberti – Enozioni spiegando che <<conquistare credibilità e fan non è un gioco da ragazzi>>. Questo è verissimo anche se Albino Russo nel sopra citato Rapporto Coop 2019 avverte << il 45% delle interazioni relative ai post sui Social risultano provenienti da profili falsi o sistemi automatizzati (i così detti “bot”) creati ad hoc per generare like e commenti>>.
Voglio sperare invece che la classifica dei TOP 10 italian wine influencer sia più che sicura e composta da ottimi professionisti della comunicazione competenti e assolutamente credibili. Riguarda Instagram <<il social più usato e più battuto non solo dagli influencer in senso stretto, ma da sommelier, comunicatori del vino, esperti, enotecari, giornalisti>>.

 

ZUPPA FRANTOIANA PER GODERSI L’OLIO NOVO

Tipica della Toscana in ottobre e novembre, cioè dei giorni di raccolta delle olive, deriva il suo nome dalla capacità di esaltare il sapore dell’olio extravergine

 

Come tutte le minestre povere, la zuppa frantoiana diventa un piatto regale se è preparata con ingredienti sopraffini, come i fagioli migliori. Meglio usarne di diversa qualità e magari di tipologie antiche come il fagiolo di Sorana rosso, tanto amato da Leonardo da Vinci. I fagioli e il cavolo nero, così come il pane toscano lievitato naturalmente, sono capaci di esaltare l’olio extravergine di grande qualità come quello della Fattoria del Colle.

 

La fattoria ha sei ettari di oliveto in una delle zone più vocate della Toscana, sulle colline di Trequanda, nella bassa Valdorcia.

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Olio-nuovo-Fattoria-del Colle

Olivi di varietà Moraiolo e Correggiolo (frantoio). Le olive non hanno mai avuto trattamenti chimici e sono raccolte quando sono ancora verdi per essere subito spremute in un piccolo frantoio artigiano che lavora lentamente e a bassa temperatura.

OFFERTA CLUB: Brunello Riserva 2012 e 2013 con Vin Santo del Chianti

Grandi vini per le feste natalizie: quattro Brunello Riserva di due ottime annate da gustare con carne arrosto o formaggi ed il Vin Santo del Chianti per il dolce

 

Brunello Riserva 2012 & 2013 con Vin Santo del Chianti 2008 - Donatella Cinelli Colombini

Brunello Riserva 2012 & 2013 con Vin Santo del Chianti 2008 – Donatella Cinelli Colombini

Una elegante cassa di legno piena di bottiglie importanti per festeggiare il Natale: due Brunello Riserva 2012, due bottiglie di Brunello Riserva 2013 e due bottiglie di Vin Santo 2008

 

CASSETTA VINI PER LE FESTE

PER I MEMBRI DEL CLUB DI DONATELLA

PREZZO SPECIALE di 329€ (invece di 380€) comprensiva della cassa in legno e della spedizione gratuita a casa in Italia oppure 20€ di sconto sulla spedizione all’estero

 

PER CHI NON E’ ANCORA MEMBRO DEL CLUB DI DONATELLA

PREZZO di 357€ (invece di 380€) comprensiva della cassa in legno e della spedizione gratuita a casa in Italia oppure 20€ di sconto sulla spedizione all’estero

 

PER PRENOTARE E PAGARE

Per prenotare il vino mandare un’email a vino@cinellicolombini.it
Pagamento con bonifico bancario o Carta di Credito Visa o Mastercard.

DURATA DELL’OFFERTA

Questa offerta si concluderà il 17 novembre 2020

 

Vino e cantine locomotori della ripresa del turismo italiano

Food and wine sono la prima calamita dei turisti stranieri, le nostre cantine attraggono anche il 38% degli italiani e possono far ripartire il turismo tricolore

 

Vino e cantine-locomotori-della-ripresa-turistica-italiana

Vino e cantine-locomotori-della-ripresa-turistica-italiana

di Donatella Cinelli Colombini

Le wine destination come Montalcino o Barolo <<si sono riempite persino nell’estate 2020 a differenza delle città d’arte>> dice Donatella Cinelli Colombini, ideatrice della giornata Cantine aperte e prima portabandiera dell’enoturismo italiano. Ora sembra un sogno lontano ma l’epidemia di coronavirus finirà e l’Italia deve farsi trovare pronta a giocare un ruolo da protagonista nel mercato turistico mondiale.

 

MUSEI VUOTI E CITTA’ DEL VINO PIENE NELL’ANNO DEL COVID

E’ quasi certo che l’onda lunga del covid non favorirà mostre e musei, teatri e monumenti d’arte al chiuso ma potrebbe trasformare le denominazioni del vino in attrattori capaci di richiamare visitatori dall’Italia e dall’estero e rimettere in moto l’intero turismo italiano.

Vino e cantine-locomotori-della-ripresa-turistica-italiana

Vino e cantine-locomotori-della-ripresa-turistica-italiana

Tuttavia, perché la locomotiva vino trascini la ripresa, bisogna che le grandi bottiglie e i loro luoghi di produzione diventino visibili, anzi molto visibili, delle vere rock star <<e non come appaiono nei siti ufficiali del turismo (italia.it e  visititaly.eu) dove sembrano desaparecidos>> commenta la Cinelli Colombini.

 

PERCHE’ L’ECCELLENZE GASTRONOMICHE NON POSSONO TRAINARE LA RIPRESA TURISTICA

Una manovra che potrebbe funzionare anche con i forni del pane di Altamura, le cattedrali del prosciutto San Daniele o i profumatissimi magazzini di stagionatura del Parmigiano Reggiano … se i luoghi dove nascono le eccellenze alimentari fossero organizzati come le cantine. In Italia ci sono 25-30.000 aziende enologiche aperte al pubblico di cui il 96% con punto vendita, visita guidata e degustazione (dati ENIT 2020) e circa 8.000 con una vera organizzazione per la wine hospitality.

 

Ricordando Diego e Nora

Nei giorni scorsi si è spenta Nora Todros Molinari  che con il marito Diego, scomparso nell’aprile 2019, aveva creato il brand di Brunello La Cerbaiona

 

Montalcino Cerbaiona-Nora Tadros Molinari

Montalcino Cerbaiona-Nora Tadros Molinari

Con Nora finisce una storia umana e enologica bellissima. Diego pilota d’aereo, lei egiziana poliglotta, solare  e molto bella.  Entrambi lavorano per compagnie aeree, si incontrano in giro per il mondo, si perdono, si ritrovano e finalmente si innamorano. Arrivano a Montalcino negli anni 70  con la grande Mercedes di lui  e rimangono per sempre. Il Brunello era ancora poco conosciuto e la Cerbaiona era quasi un rudere ma Diego e Nora non si perdono d’animo, piantano i vigneti e allestiscono una piccola cantina mentre cresce intorno a loro una cerchia di amici e di appassionati wine lovers di tutto il mondo. Il successo del vino è enorme.

Covid: cantine e ristoranti chi vince e chi perde

Le vendite del vino crescono ma i bilanci delle piccole cantine no. Il covid porterà le piccole imprese del vino e di ristorazione a vendersi a quelle grandi?

 

Ristorazione-vino-e-covid-come-cambiano-e-come-potrebbero-cambiare

Ristorazione-vino-e-covid-come-cambiano-e-come-potrebbero-cambiare

Di Donatella Cinelli Colombini

C’è una soluzione al problema di cui vi sto per parlare: trasformare i ristoranti in luoghi di scoperta enologica e gastronomica dando nuove prospettive alle piccole cantine e agli artigiani del gusto del loro territorio. E’ un sogno? No è un’opportunità per tutti.

 

COME CAMBIA L’ACQUISTO E IL CONSUMO DEL VINO CON IL COVID

In USA, i consumatori comprano più bottiglie (57%) e le grandi cantine conquistano più quote di mercato a scapito di quelle piccole che registrano cali di business.
Gli studi della Sonoma State University diffusi da Wine Searcher riguardano gli USA ma assomigliano molto a ciò che sento dire dai produttori italiani.
Tornando alle analisi condotte sugli Stati Uniti, il primo dato è l’aumento di prezzo del vino acquistato dalle rivendite. Parliamo di soli 0,70 Dollari ma, vista la situazione economica generale, è un dato che colpisce, come colpisce che il segmento di bottiglie più vendute sia quello fra 20 e 25 $.
I consumatori comprano vini più cari e le bottiglie premium si spostano in casa? Forse si.

 

Ristorazione-vino-e-covid-come-cambiano-e-come-potrebbero-cambiare-Ravioli-con-ripieno-di-pecorino-e-LeoneRosso

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ON LINE E DELIVERY ECCO DOVE IL COVID HA DATO UN’ACCELERATA

Infatti il vino acquistato on line direttamente in cantina è molto aumentato in volume. Ma il prezzo medio è sceso di 10$ rispetto allo scorso anno e le etichette sopra i 150$ sono diventate invendibili.
Altro elemento importante: le piccole aziende si sono trovate in difficoltà anche su questo canale commerciale e stanno aumentando il loro magazzino.
Tutto lascia supporre l’acquisizione di grosse fette di mercato da parte dei grandi brand del vino, mentre le piccole cantine arrancano per la loro minore visibilità on line e negli scaffali di vendita.
Secondo gli esperti, gli americani hanno avuto più reddito disponibile durante la pandemia forse perché costretti ad una vita più casalinga, questo ha fatto crescere gli acquisti e, per alcuni generi come lo Champagne si prospetta un periodo particolarmente florido. Meno rosee le prospettive per i ristoranti che avranno difficoltà a ricaricare il vino come facevano prima perché i clienti si sono ormai abituati a comprarlo in rete e sanno il prezzo delle bottiglie.

 

                                                                       

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