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'Minchia' Montepulciano-Adelaide-Hills

“Cosa Nostra” e “Minchia” Montepulciano in Australia

Andrea Gabbrielli ha scoperto in Australia due vini con nomi lesivi della dignità dell’Italia e del vino italiano. Speriamo che le istituzioni intervengano

'Minchia' Montepulciano-Adelaide-Hills

‘Minchia’ Montepulciano-Adelaide-Hills

Di Donatella Cinelli Colombini

C’è da chiedersi se dobbiamo aspettare Report o il Gambero Rosso per tutelare l’interesse dei cittadini. Tuttavia avviene sempre più spesso che siano i giornalisti a scovare i traffici con tangenti milionarie, le pratiche illecite che inquinano, l’assenteismo che paralizza gli uffici pubblici ….. Avviene così spesso che ormai non ci meravigliamo più.

VINI MONTEPULCIANO COSA NOSTRA E MINCHIA

'La Cosa Nostra' Montepulciano d'Abruzzo-Springton Hills Wines

‘La Cosa Nostra’ Montepulciano d’Abruzzo-Springton Hills Wines

Va a finire che gli organi preposti entrano in azione dopo che il problema è stato denunciato dai giornalisti. O almeno speriamo che entrino in azione.
In questo caso parliamo di due vini australiani << il primo è ‘La Cosa Nostra’ Montepulciano d’Abruzzo-Springton Hills Wines, prodotto dalla famiglia Ciccocioppo; il secondo è il First Drop ‘Minchia’ Montepulciano, Adelaide Hills>> descritti dal giornalista Andrea Gabbrielli all’interno di un suo bellissimo articolo intitolato “Montepulciano il Nobile che verrà” e pubblicato su Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso.
I nomi, mi scrive l’amico Gabbrielli, sono << gravemente lesivi non solo delle nostre denominazioni o del vino ma anche dell’immagine del nostro Paese>>. In effetti sono proprio i nomi a venire spiegati nel dettaglio nei siti in cui sono recensiti i vini.  << Montepulciano è un patrimonio di tutti e non si merita questo squallore>>, commenta ancora Andrea Gabbrielli.

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Caffè: la gara a farlo meglio

Dopo il vino, la birra, la pizza un altro prodotto vive un autentico restyling: il caffè: speciality coffe, caffetterie di lusso e tanta voglia di diversità

Di Donatella Cinelli Colombini

caffè-Loscuro-Sinalunga

caffè-Loscuro-Sinalunga

Il caffè è la seconda commodity più commercializzata al mondo dopo il petrolio. 2 miliardi di tazzine al giorno e 6 miliardi di tazze all’anno in Italia. Secondo Nomisma il 95% degli italiani lo beve ma, nonostante questo, veniamo battuti da finlandesi, norvegesi e islandesi che, forse per il clima freddo, consumano da 12 a 9 kg all’anno di caffè a persona. L’uso del caffè è in espansione nel mondo e la domanda supera l’offerta.

Dall’omologazione alla ricerca di caffè diversi

Fin ora, in Italia, c’era un’autentica omologazione ma di recente assistiamo a una corsa verso la qualità e la diversità del caffè oltre alla rinascita della caffetteria come luogo privilegiato per la socializzazione. Solo in Europa i coffee shop sono 37 mila e sono cresciuti del

Caffè-la-corsa-a-farlo-meglio-Torrefazione-GM-Pienza

Caffè-la-corsa-a-farlo-meglio-Torrefazione-GM-Pienza

6,4% nel 2017. La catena più diffusa è quella Costa, acquistata da Coca Cola alla fine dell’estate per 5 miliardi di Dollari. Una cifra che lascia capire quanto sia enorme il business e soprattutto le prospettive di business di questo comparto.

I caffetterie e coffee shop

La moda dei locali per la degustazione del caffè arriva dalle città del Nord Europa e principalmente da Londra. In effetti, in Italia, dopo l’invenzione della macchina da caffè, del sottovuoto e delle cialde, il consumo della profumata bevanda nera è diventato frettoloso, al banco, senza prestare la necessaria attenzione al contenuto della tazzina. L’abitudine a considerare i caffè come luoghi di incontri, conversazioni e assaggi, rimane solo nei piccoli centri oppure in luoghi cult come il Florian di Venezia, il più antico caffè d’Italia, creato nel 1720.
Assistiamo dunque al paradosso del Paese più celebrato nel mondo per l’espresso che si vede insegnare l’apprezzamento per il buon caffè da l’estero e trova nuovi stimoli dall’arrivo di Starbucks a Milano.
In Italia si consuma una miscela di chicchi arabica (più dolce) e robusta (più ricco di caffeina) che, nel tempo, si è progressivamente omologata.

Turismo-del-vino-CasatoPrimeDonne-Montalcino

Turismo del vino fra rischi e opportunità 2

Regolare la crescita turistica puntando sulla quantità e non la quantità è difficile e richiede un’attenta alchimia ma è l’unica scelta che guarda al futuro

Turismo-del-vino-CasatoPrimeDonne-Montalcino

Turismo-del-vino-CasatoPrimeDonne-Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

Regolare la crescita turistica significa mantenere il business turistico, i posti di lavoro e la capacità di attrarre investimenti senza precipitare nella massificazione. Per mettere in campo le azioni che servono ci vuole una forte e diffusa consapevolezza dei vantaggi a lungo termine in contropartita delle rinunce immediate. Una logica lontana dalla ricerca del consenso elettorale di cui ogni amministrazione ha bisogno e lontana dalla programmazione economica all’italiana giocata tutta sul breve termine.
Aiutare gli alberghi, piccoli e costruiti da imprese non specializzate nel settore ricettivo, a investire in sistemi di risparmio delle risorse e riduzione delle emissioni, può essere una delle prime manovre da attuare in accordo con le associazioni di categoria. Partendo dai cartelli per limitare i lavaggi della biancheria e alla raccolta differenziata in camera … c’è tantissimo da fare. In futuro, una delle risorse più preziose sarà l’acqua e limitarne l’uso, così come rigenerare quella degli scarichi, diventa sempre più urgente.

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Turismo del vino fra rischi e opportunità 1

Pochi luoghi sono talmente unici e celebri da mantenere il successo turistico per sempre: Venezia ad esempio, ma non le destinazioni enoturistiche

Montalcino-Fortezza-turismo-del-vino-fra-rischi-e-opportunità

Montalcino-Fortezza-turismo-del-vino-fra-rischi-e-opportunità

Di Donatella Cinelli Colombini

Le piramidi d’Egitto, le cascate del Niagara, Firenze cuore del Rinascimento ….  persino queste superstar del turismo dalla fama inossidabile possono essere stravolti dal turismo di massa perdendo appeal. Per questo il turismo vip scappa da Venezia oppure si chiude negli alberghi cinque stelle lusso limitandosi a guardare i canali da lontano.
Il turismo è prima il motore economico e poi il cannibale delle destinazioni verso cui si dirige specialmente se sono piccole come le wine destination. Con gli attuali flussi turistici mondiali (1.350.000.000 arrivi) e il vorticoso ritmo di crescita di questo comparto del 4% all’anno, la salvaguardia dei distretti enologici dai danni del degrado turistico va progettata appena nasce l’idea di svilupparvi l’incoming enoturistico.

CICLO DI VITA DELLA DESTINAZIONE TURISTICA

Rocca-delle-Macie-Chianti-Classico

Rocca-delle-Macie-Chianti-Classico

Per affrontare con correttezza l’argomento è giusto tenere presente che la destinazione turistica ha, come qualunque prodotto, un ciclo di vita che è lunghissimo per le supersar di cui parlavamo sopra, ma può essere molto veloce anzi tende ad essere sempre più veloce a causa del numero dei viaggiatori mondiali. Il ciclo inizia sempre in modo molto promettente con nuove opportunità di business, attrazione di investimenti e nuovi posti di lavoro.

CATTURA

In questa fase di CATTURA c’è uno sforzo condiviso di imprese e istituzioni che cercano di richiamare visitatori. Se il successo arriva e i turisti aumentano l’economia turistica si consolida ma iniziano anche i problemi.

CONFLITTO

E’ la fase del CONFLITTO: i prezzi di immobili e generi di consumo aumentano, i turisti tolgono spazi e servizi ai residenti. L’economia turistica ha ormai un peso politico e sociale che la spinge in avanti e spesso le consente di investire in comunicazione e infrastrutture per crescere ancora.

Sommelier-millennials-Cha McCoy

Sommelier millennials rivoluzionari

Più donne, più social, più multietnico, più manager, più ardito negli abbinamenti, più scopritore e intrattenitore … ecco i sommelier millennials

Sommelier-millennials-Cha McCoy

Sommelier-millennials-Cha McCoy

Di Donatella Cinelli Colombini

Lo stereotipo del Sommelier

Qual è lo stereotipo del sommelier? L’uomo in completo blu che si avvicina ai tavoli del ristorante per illustrare la carta dei vini e aiutare la scelta del cliente, per poi servire la bottiglia, come in una specie di rito fatto di calici da avvinare, decanter, stappatura, glacette e qualche volta la trasmissione di una briciola del loro sapere,<<ho visitato la cantina cinque anni fa e ho visto le botti centenarie, dove maturano il loro Riesling alsaziano …. >>.
Cose che rimarranno per sempre ma non bastano più.
Facendo un passo indietro con l’aiuto dell’interessantissimo articolo di Kathleen Willcox, pubblicato su Wine Searcher percorriamo la strada che ha portato i sommelier da trasportatori di vino sulle bestie da soma a detentori di un titolo legalmente riconosciuto: Union des Sommeliers fondata nel 1907 in Francia, Associazione Italiana Sommelier creata in Italia nel 1965, nel Regno Unito inizia i suoi corsi, nel 1969 il Wine & Spirit Education Trust e, nel 1977, nasce la Cout of Master Sommeliers (CMS). Quest’ultimo rappresenta il livello più alto di qualificazione dei Sommelier e riunisce 273 membri.

Sommelier manager dei ristoranti

Sommelier-millennials

Sommelier-millennials

Contemporaneamente alla crescita numerica e qualitativa dei sommelier la ristorazione internazionale ha visto la crisi degli chef stellati,che stanno chiudendo i loro locali, e l’apparire di una nuova figura, che riunisce le competenze del direttore generale e del sommelier. In effetti moltissimi ristoranti americani hanno un sommelier come direttore.

Sommelier talent scout del vino

Oltre a questa nuova veste che richiede cognizioni di management, amministrazione e comunicazione degne di un laureato in economica gestionale, i sommelier devono svolgere una nuova funzione, quella di esploratori.

 Devono consigliare abbinamenti inconsueti e creare l’occasione di vere esperienze gastronomiche.

Foglia-Tonda-Donatella-Cinelli-Colombini

Foglia tonda nuova stella del vigneto toscano

Forum sull’antico vitigno Foglia Tonda con i vini di 9 cantine. Donatella Cinelli Colombini e Gianni Fabrizio raccontano la storia, le specificità

Foglia-Tonda-Donatella-Cinelli-Colombini

Foglia-Tonda-Donatella-Cinelli-Colombini

Venerdì I° febbraio alla Fattoria del Colle, nel Sud della Toscana, segna il debutto del Foglia Tonda nel “salotto buono” del vino, quello in cui si confrontano le grandi espressioni dell’enologia davanti alla grande critica del vino. Donatella Cinelli Colombini, padrona di casa e vera artefice della riscoperta di questo antico vitigno senese abbandonato da oltre un secolo e ora tornato a interessare il mercato e gli esperti, racconta la storia e, insieme ad altri 8 colleghi, mette in degustazione i vini a base di Foglia Tonda.

FORUM DEL FOGLIA TONDA – COME ERA ORGANIZZATO

<<Abbiamo trovato 18 cantine produttrici di Foglia Tonda e 9 di loro, di zone molto diverse della Toscana, hanno risposto al nostro invito. Il forum consente a un gruppo di esperti e di influencer di conoscere meglio le specificità del Foglia tonda nelle diverse espressioni di terroir e stile>> ha spiegato il notissimo giornalista e assaggiatore Gianni Fabrizio. Egli guiderà la degustazione organolettica di tre vini ottenuti da Foglia tonda in purezza di cui i primi maturati in anfora permetteranno di capire meglio le specificità del frutto e due in blend daranno l’opportunità di valutare il potenziale del Foglia Tonda come partner del Sangiovese, vitigno principe della Toscana. Gli altri quattro vini in degustazione saranno serviti direttamente dai loro artefici con la modalità arround the table.

Foglia-tonda-degustazione-forum-2019

Foglia-tonda-degustazione-forum-2019

PARTECIPANTI AL FORUM DEL FOGLIA TONDA

Partecipano al forum: Podere Sequerciani (Gavorrano GR), Podere Ema (Grassina FI), Mocine (Asciano SI), Il Castellaccio (Castagneto Carducci LI), Donatella Cinelli Colombini Az,Agr. (Trequanda SI), Mammuccini Droandi Nuova Agricoltura (Montevarchi AR), Podere Anima Mondi (Casciana Terme PI), Santa Vittoria (Foiano della Chiana AR), Poggio al Vento Mascelloni (Castiglion d’Orcia SI).

Brunello di MOntalcino Riserva 2013

Un grande Brunello 2013 riserva Casato Prime Donne

2013 annata partita in sordina ha poi convinto gli esperti e i consumatori di tutto il mondo e con il Brunello riserva punta ai vertici delle classifiche

Vendemmia 2013 cane Annibale

Vendemmia 2013 cane Annibale

Era già successo in passato con il 2009 che superò le aspettative diventando una delle annate cult del Brunello.
Il 2013 fu un’annata con inverno piovoso e estate fresca, un clima tipico dei Brunello più longevi e importanti. Poco dopo la vendemmia il vino non appariva così strepitoso ma dopo la maturazione in botte ha rivelato la sua straordinaria eleganza.

LE STELLE DEL BRUNELLO

Per capire ciò che è successo permettetemi di raccontarvi come nascono le stelle del Brunello. Nel lontano passato la valutazione delle vendemmie era fatta dai giornalisti specializzati ma nel 1992 il Consorzio del Brunello decise di effettuarla direttamente con criteri rigorosi e obiettivi. Da quel momento, ogni anno chiede, a tutte le cantine di Montalcino, il vino appena nato, lo fa analizzare e quindi lo sottopone al giudizio di un comitato tecnico composto dai migliori enologi. Il loro rating è espresso in stelle: 1 stella per le vendemmie cattive 5 stelle per quelle ottime. Durante l’anteprima del Brunello, alla metà di febbraio di ogni anno, il presidente del Consorzio rivela il numero delle stelle attribuite alla vendemmia appena avvenuta, un giudizio che compare anche sulla mattonella affissa, ogni anno all’esterno del Palazzo Pubblico di Montalcino e sul muro della tinaia della nostra cantina del Casato Prime Donne.

 

Vendemmia-2013-Brunello-riserva-tavolo-di-cernita

Vendemmia-2013-Brunello-riserva-tavolo-di-cernita

La valutazione è stata oggetto di critiche negli anni recenti: le vendemmie che ottengono il giudizio massimo è aumentato enormemente con il cambiamento del clima ma soprattutto alcune annate, dopo la maturazione in botte, rivelano qualità nettamente superiori alle aspettative.
E’ il caso della 2013 che ha inizialmente ottenne solo 4 stelle ma dopo la maturazione in botte, è stata giudicata, dai migliori assaggiatori, superiore alla 2012 che aveva avuto un giudizio superiore.

 

Iginio-Massari-vince-la-causa-per-diffamazione-su-PripAdvisor

Condannato per  la diffamazione su TripAdvisor

Finalmente finisce l’impunità di chi scrive diffamazioni su Trip Advisor: recensioni feroci scritte solo per farsi grandi con gli amici e avere il piacere di tirare calci

Iginio-Massari-vince-la-causa-per-diffamazione-su-PripAdvisor

Iginio-Massari-vince-la-causa-per-diffamazione-su-TripAdvisor

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ questo che non va: lasciare impuntiti quelli che offendono, diffamano e feriscono il prossimo a mezzo internet al solo fine di ottenere visibilità.
Fin ora non c’era modo di difendersi da questi attacchi. Così come dalle recensioni diffamatorie su Trip Advisor e sugli altri portali di recensioni. In nome della “libertà di informazione” veniva consentito a chiunque, anche se privo di competenza di esprimere il proprio giudizio e persino di sputare addosso a chef, albergatori o produttori di vino.
Parlo al passato perché una recente sentenza forse mette uno stop a questa pratica barbara e mette una linea di separazione fra critica e diffamazione.

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I pesticidi nelle vigne e i loro supporter

La buona notizia è che l’agricoltura biologica cresce, quella cattiva è che i supporter dei pesticidi sono più agguerriti che mai. Perché proprio ora?

Violante e Felix nel vigneto di sangiovese

Violante e Felix nel vigneto biologico

Di Donatella Cinelli Colombini
Pochi giorni fa la Commissione Europea Paff (Plants, Animals, Food and Feed) ha deciso di concedere l’uso di 28 Kg di rame in sette anni per ogni ettaro di coltivazioni. Con la nuova norma, il quantitativo a disposizione dei vignaioli cala da 7 a 4 kg di media ogni anno ma, secondo il Professor Enzo Mescalchin di San Michele all’Adige, puntando a un’agricoltura di precisione, la dose dovrebbe essere sufficiente a produrre uva sana e contemporaneamente ridurre l’impatto ambientale.
Detta così la notizia ha un profilo molto positivo ma quello che è successo prima è degno di nota e fa riflettere.
Infatti la proposta originaria di Crea -Consiglio per la ricerca e l’analisi dell’economia agraria – avrebbe di fatto messo al tappeto l’agricoltura biologica, combattendola sul suo stesso terreno: la riduzione dell’impatto ambientale.

vigna-biologica-Casato-Prime-Donne-Montalcino

vigna-biologica-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Il rame e il suo uso nelle vigne

Crea voleva mettere un limite massimo di 4 kg di rame ogni anno senza consentire oscillazioni a seconda dell’andamento meteorologico. Contro questa proposta sono insorti i Vignaioli indipendenti FIVI che chiedevano, e hanno poi ottenuto, che i 4 Kg annui fossero calcolati sulla media in sette anni. C’è infatti un enorme differenza fra il fabbisogno di rame in annate siccitose come il 2017 e in quelle molto piovose come il 2018. Lo scorso anno non ci sono stati attacchi di funghi nelle vigne e quindi il rame non è stato usato quasi mai. Nei mesi scorsi, invece, i trattori hanno viaggiato per i filari dopo ogni pioggia tentando di arrestare la peronospora e, nonostante questo, una parte dell’uva è andata perduta. Se il limite fosse stato di 4 kg avrebbero perso tutto il raccolto.
In teoria la proposta del Crea è giusta perché il rame è un metallo pesante che si deposita nel terreno e ne riduce la vitalità ma, al momento, le alternative a più basso impatto ambientale sono molto costose. Solo le “vigne nobili” come il Brunello o il Barolo possono permettersi alghe che sostituiscono il rame .
E tutti gli altri?

Matrimoni stranieri e wedding destination la Toscana al top

Le coppie italiane si sposano sempre di meno ma per gli stranieri la Toscana è la più bella wedding destination – luogo per sposarsi – del mondo

Wedding-destination-matrimonio-in-Toscana-Fattoria-del-Colle

Wedding-destination-matrimonio-in-Toscana-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Il culmine è dell’intraprendente assessore al turismo del comune di Certaldo, in Toscana. La cittadina è il luogo natale di Giovanni Boccaccio, cioè dell’autore del Decamerone, simbolo del Medioevo più godereccio e persino erotico. Ebbene il comune organizza ogni anno Mercantia, una festa medioevale di grandissimo successo, ma l’assessore è andata oltre riunendo fotografi, agenzie di teatro, ristoranti e naturalmente wedding planner per dar vita a Certaldo Wedding, che propone la cittadina toscana come luogo di matrimoni unici perché capaci di creare una cornice medievale, e addirittura boccaccesca, intorno ai novelli sposi. Viva l’intraprendenza dico io!

WEDDING DESTINATION: OPPORTUNITA’ O MINACCIA?

Wedding-destination-matrimonio-in-Toscana-Fattoria-del-Colle

Wedding-destination-matrimonio-in-Toscana-Fattoria-del-Colle

Invece Roberta Scorranese, in un articolo del Corriere della Sera, si chiede se questo non trasformi luoghi storici autentici e di grande fascino in set cinematografici di dubbio gusto, mettendo anche a rischio l’integrità del patrimonio culturale.

BUSINESS DEI MATRIMONI

In realtà il turismo dei matrimoni stranieri vale 440 milioni di Euro e l’italietta, sempre a corto di soldi, non può proprio farne a meno. E infatti c’è persino una fiera dedicata, il Buy Wedding in Italy a Bologna.
Se i capostipiti di questa moda sono stati Tyrone Power e Linda Christian con le loro nozze a Roma nel 1949, che si sono trascinati dietro un’infinità di coppie a stelle e strisce, la Puglia è quella che, di recente, ha fatto più sensazione con i matrimoni indiani da 800 super VIP col turbante a Borgo Ignazia. Nonostante questo un recente sondaggio di Travel+Leisure India & South Asia, rivista del life style di lusso, ha decretato che la Toscana è la wedding destination preferita nel mondo.

Gino-Sorbillo-davanti-alla-pizzeria-distrutta-dalla-bomba

Muore Gerard Basset e esplode la Pizzeria Sorbillo

Giorno nero per chi ama i grandi vini e la grande gastronomia: muore Gerard Basset, Master of Wine e Master Sommelier, la pizzeria Sorbillo distrutta da una bomba

Gino-Sorbillo-davanti-alla-pizzeria-distrutta-dalla-bomba

Gino-Sorbillo-davanti-alla-pizzeria-distrutta-dalla-bomba

Di Donatella Cinelli Colombini

Ci sono persone e luoghi che sono autentici simboli. La Pizzeria di Gino Sorbillo a Napoli, in Via Dei Tribunali, è l’emblema della rinascita del cibo italiano più famoso e amato. Gerard Basset miglior sommelier del mondo.

PIZZA DA CIBO POVERO A PATRIMONIO DELL’ UMANITA’

Pizza: una rinascita che parte da un piatto povero troppo spesso maltrattato e banalizzato da esecuzioni volgari, passa attraverso il ritorno al lievito madre, la scelta delle farine, i pomodori appena colti, l’olio extravergine …, la manualità di chi fa danzare la pasta con le mani ed ecco che l’arte dei Pizzajuoli napoletani diventa patrimonio dell’Umanità Unesco. Un successo, quello dei maestri pizzaioli, che ha avuto in Gino Sorbillo un simbolo e un portabandiera. Ma anche l’affermarsi di una Napoli che vince partendo dal basso, dai suoi valori di manualità, tradizione, naturalezza, identità e benessere che nasce dal cibo. Valori che avevano riunito intorno alla candidatura Unesco un movimento di opinione, mai visto prima, con 600 ambassador e 2 milioni di firme in tutto il mondo sulla petizione #pizzaUnesco.

PIZZERIA DI GINO SORBILLO DISTRUTTA DA UNA BOMBA

Gerard-Basset-al-Premio-Masi

Gerard-Basset-al-Premio-Masi

Per questo, vedere la pizzeria Sorbillo distrutta da una bomba , con evidente scopo intimidatorio, è un dispiacere enorme. Nessun ferito, per fortuna, ma il locale distrutto. Sorbillo ha una catena di pizzerie in Italia e all’estero, ma quella di via dei Tribunali a Napoli è la sede storica dell’azienda. Su Facebook il titolare appare fotografato con un cartello e la scritta <<chiuso per bomba>> e sotto <<riapriremo presto>>. Cinque anni fa un incendio, ora una bomba, ma lui non si arrende << colpire un simbolo della rinascita napoletana è un attacco a tutti. Non perdo la speranza. Subito si ricomincia. Qua c’è la camorra, ma in ogni posto del mondo c’è la mafia. Non mi voglio piangere addosso. Bisogna ricominciare>> ha scritto con grande forza d’animo << Sono stato nell’Arma dei Carabinieri ed ho scelto di fare il Pizzaiolo: amo troppo la mia città e la amerò sempre. Porto e porterò sempre Napoli nel cuore>>.

Great wine capital e Verona prende il posto di Firenze

2 notizie: quella buona è la presenza di Masi -Boscaini fra i vincitori del Best of Wine Tourism Award, la cattiva è l’esclusione di Firenze dalle Great Wine Capital

Verona- Great-wine-capital

Verona- Great-wine-capital

Di Donatella Cinelli Colombini

Cominciamo dalla notizia che ci riempie di gioia: fra le 10 più belle cantine turistiche del mondo c’è anche quella dei miei amici Boscaini. L’ambito riconoscimento “The best of Wine Tourism Award” è assegnato ogni anno da “Great Wine Capitals global network” che quest’anno ha rivelato la lista delle vincitrici durante una cerimonia nel Giardino Botanico di Adelaide in Australia. 384 partecipanti e 10 cantine al top, una per ogni capitale mondiale del vino. “The best of Wine Tourism Award” è una competizione internazionale che premia le strutture che si distinguono per la qualità dei loro servizi enoturistici all’interno di differenti categorie: Arte e Cultura, Pratiche Ecologiche, Innovazione, Didattica sul vino.

MASI FRA LE 10 TOP WINE DESTINATION DEL MONDO

Masi ha vinto con la una nuova esperienza interattiva creata all’interno del circuito” Masi Wine Experience” nel Museo del vino di Tenuta Canova. Questa proposta che arricchisce l’offerta turistica del territorio veronese e riconferma l’impegno dell’azienda nella diffusione della

Masi-best of Wine Tourism Award

Masi-best of Wine Tourism Award

cultura del vino. Lo scorso anno l’azienda dei Boscaini aveva ricevuto il titolo di Cantine dell’anno della Guida Vini D’Italia Tre Bicchieri 2018 del Gambero Rosso. Anche in quell’occasione fu messo in rilievo il suo contributo nel territorio in cui opera << è da più di 50 anni un punto di riferimento tecnico e qualitativo per la Valpolicella>> disse il curatore della guida Marco Sabellico << e ha contribuito più di tutti al successo della sua regione vitivinicola e del suo vino principe l’Amarone, ambasciatore di italianità nel mondo>>.

FIRENZE FUORI DALLE GREAT WINE CAPITALS E VERONA DENTRO

Permettetemi di levarmi un sassolino dalla scarpa. Fra le Great wine capitals, fino a due anni fa, c’era Firenze. Poi il capoluogo toscano ha disertato i meeting annuali e Verona si è fatta avanti entrando in questo network di 10 TOP wine destination a livello mondiale che comprende Bordeaux, Bilbao, San Francisco-Napa, Porto, Mendoza …

Donne-de-Vino-elezione-Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente

Donatella Cinelli Colombini Presidente BIS Donne del Vino

Secondo mandato con elezione plebiscitaria per la produttrice toscana Donatella Cinelli Colombini che sarà presidente delle Donne del Vino nel 2019-21

Donne-de-Vino-elezione-Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente

Donne-de-Vino-elezione-Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente

Di Donatella Cinelli Colombini

Grazie, è il prima cosa che sento di dire. Grazie alle Donne del Vino che, nei tre anni del mio mandato, hanno collaborato a tante importanti iniziative. Grazie alle socie che mi hanno dimostrato la loro fiducia votandomi nell’elezioni nazionali e alle consigliere che mi hanno eletto presidente.
Grazie, la vostra stima mi trasmette una grande forza, un senso di appartenenza e l’impegno nei confronti di un’associazione sempre più importante, sempre più autorevole e capace di incidere sul futuro del vino italiano.
Ci aspettano tre anni di grandi progetti da realizzare insieme. Molte donne devono avere un ruolo da protagoniste mettendosi alla guida di specifiche attività in modo visibile e riconosciuto.

DONNE DEL VINO DI TUTTO IL MONDO UNITEVI

Le Donne del Vino sono la più grande associazione del mondo dell’enologia al femminile, hanno quindi l’onore e l’onere

Donatella-Cinelli-Colombini-Maria-Cristina-Ascheri

Donatella-Cinelli-Colombini-Maria-Cristina-Ascheri

di costruire un network mondiale con le “consorelle” delle altre nazioni per aumentare le opportunità e gli scambi: viaggi, comunicazione, stage, business … Il primo appuntamento a SIMEI salone delle attrezzature per l’enologia Milano 19-22 novembre 2019. Gli organizzatori inviteranno una produttrice e un’enologa da ogni associazione estera per vedere la fiera e per partecipare al primo vero Forum mondiale del vino al femminile. L’occasione perfetta per firmare un protocollo d’intesa che metta le basi del lavoro comune. Ancora per quanto riguarda l’estero c’è un progetto ambizioso sulla partecipazione delle Donne del vino in qualità di giurate, ai concorsi enologici internazionali. Un obiettivo che richiede un piano nazionale di formazione all’assaggio per accrescere la conoscenza dei vini di tutto il mondo.

GIOVANI DONNE DEL VINO ALLA RISCOSSA

Secondo obiettivo del prossimo triennio sono le giovani Donne del vino. Per valorizzare il loro talento e la loro attività dedicheremo loro il canale YouTube dell’associazione pubblicando i video in cui si raccontano. Video che verranno condivisi in tutti i canali social nazionali e regionali. Se la comunicazione è sempre più visiva saranno le giovani a usarla e a fare da portavoce dell’universo femminile. Ancora per le new generation il progetto FUTURE data base di offerte formative nelle aziende delle Donne del Vino rivolte alle under 30. Chiederemo al Ministro Gianmarco Centinaio di tenerlo a battesimo insieme alla piattaforma di e-learning creata per le Donne del Vino da Wine Meridian.

Master-in-Wine-Brusiness-UniSA-Donatella-Cinelli-Colombini

Wine Business UNISA ecco un ottimo master

7° edizione del Master in Wine business dell’Università di Salerno con aula piena. Un successo che mostra come le università dovrebbero promuovere i corsi

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Master-in-Wine-Business-UniSA-Donatella-Cinelli-Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

La mia, quella di venerdì scorso, era l’ultima lezione del Master in Wine Business 2018 dell’Università di Salerno, subito dopo le vacanze di Natale. Francamente, mi aspettavo un’aula semivuota e sono arrivata a Fisciano, lo spettacolare campus universitario fondato nel 1968 sullo stile delle US University, con poco materiale didattico, nella convinzione che avrei insegnato a un piccolo manipolo di volenterosi. A Novembre, in occasione di Wine2Wine, avevo incontrato due giovani campani che mi avevano riempito di orgoglio <<ci siamo iscritti al Master in Wine Business per sentire la sua lezione>> e contavo almeno sulla loro presenza. Invece l’aula era al completo con tutti i 27 iscritti presenti e addirittura due persone dei corsi precedenti.

MASTER IN WINE BUSINESS UNIVERSITA’ DI SALERNO

Situazioni che danno la carica e infatti a fine lezione il direttore del corso Professor Giuseppe Festa ha detto ai corsisti:

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Master-in-Wine-Business-UniSA-Donatella-Cinelli-Colombini

<<non avevo mai visto la Dottoressa Cinelli Colombini così scatenata>>. E si, che ero scatenata… che bella soddisfazione, un’ aula del genere!
In realtà il merito non è mio e non dipende dalla mia fama di esperta in turismo del vino ma dai contenuti, i metodi del corso e da un’operazione di “marketing” molto mirata sull’offerta formativa.
Il corso di Salerno è diverso dai tanti che vengono organizzati in giro per l’Italia, in primo luogo per i contenuti e il metodo: viene insegnato quello che poi le imprese chiederanno ai neo assunti, il corpo docente eterogeneo con produttori, sommelier, nutrizionisti al fianco degli accademici. 100 ore totali che impegnano i corsisti tutti i venerdì pomeriggio per 5 ore di cui tre teoriche e due pratiche con degustazioni guidate collegate a una ventina di testimonianze aziendali.

Romanée Conti

 I vini più cari del mondo nel 2018

Il vino più caro è Romanée Conti all’astronomica cifra di 19.052 Dollari la bottiglia. Il primo degli italiani è Masseto dei Marchesi Frescobaldi a 645€

Romanée Conti

i Vini-più-cari-del-mondo-Romanée Conti

Di Donatella Cinelli Colombini

La classifica delle bottiglie da nababbi è di Wine Searcher il grandissimo portale in cui confluiscono le wine list delle principali enoteche di tutto il mondo. Il suo sterminato data base consente di trovare le bottiglie e confrontare i prezzi. Questo vale sia per i vini da pochi Euro che per quelli milionari destinati ai collezionisti e agli investitori. La lista contiene i vini di cui Wine Searcher ha listato almeno 4 annate  di cui una con meno di 10 anni. Alla fine i 10 vini più cari del mondo sono quasi tutti della Borgogna. Spariscono dalla scena le bottiglie del compianto Henri Jayer che fino al 2015 occupava la prima posizione e crescono vertiginosamente i vini della grand dame del vino francese  Lalou BIZE-LEROY. E’ lei l’astro nascente con il suo Domaine Leroy.

I 10 VINI PIU’ CARI DEL MOMDO

10 vini migliori del mondo, Lalou Bize-Leroy

10 vini più-cari-del mondo, Lalou Bize-Leroy

1-            Domaine de la Romanée-Conti Romanee-Conti Grand Cru, Cote de Nuits prodotto in sole 5400 bottiglie ogni anno ha un rating medio di 97/100 da parte della principale critica internazionale

2-            Domaine Leroy Musigny Grand Cru, Cote de Nuits ecco il gioiellino di Lalou Bize-Leroy – 85 anni, tenace e intransigente crede nel biodinamico e nell’impronta del terroir nel vino. Dopo essere stata co-direttore di Romanée Conti insieme all’attuale proprietario Aubert de Villaine, nel 1992 ha rassegnato le dimissioni e ha creato Domaine Leroy dove produce vini capolavoro in piccolissime serie provenienti da 10 vigneti nei punti migliori della Borgogna. Oltre che un genio dell’enologia Lalou è un genio del marketing e ormai i suoi prezzi rivaleggiano con quelli di Romanée Conti

3-            Egon Müller Scharzhofberger Riesling Trockenbeerenauslese, Il riesling più caro al mondo costa 13.376 Dollari la bottiglia

                                               

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