Personaggi e Luoghi

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 7

CINQUINA DI RIBELLI: BAROLO BOYS, JOSKO GRAVNER, WALTER MASSA, BIBI GRAETZ, VINI VERI. OGNUNO LASCIA UNA TRACCIA FORTE E POSITIVA MA ANCHE MOLTO SCOPIGLIO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Questo gruppo è composto da “bastian contrari” persone che hanno avuto il coraggio di uscire dal coro in modo esplosivo andando contro convenzioni, familiari, colleghi, vicini e persino clienti. Alcuni sono stati considerati un pericolo anziché i pionieri del rinnovamento ma il loro coraggio ha avuto sempre un effetto tonico, anche su chi pensava in modo completamente diverso ha comunque allargato gli orizzonti e ha messo sul tavolo argomenti su cui confrontarsi.

Joško Gravner

Joško Gravner

Come sempre, a costo di risultare noiosa, chiedo a tutti un contributo di idee per arrivare a 100 profili di innovatori del vino italiano. Io conosco tante persone ma non conosco tutti e sicuramente ho bisogno del vostro aiuto. Scrivetemi a donatella@cinellicolombini.it

I BAROLO BOYS

In realtà i Barolo boys sono sette e non tutti maschi: Elio e Silvia Altare, Giorgio Rivetti, Roberto Voerzio, Chiara Boschis e Elio Grasso e Lorenzo Accomasso. Accanto a loro, alla fine del Novecento, anche Alessandro e Bruno Ceretto, Enrico Scavino, Beppe e Marta Rinalidi, Beppe Caviola cominciano a sperimentare soluzioni nuove per produrre e affinare il loro vino.

IL MIO VINITALY

VI RACCONTO UN VINITALY TRABOCCANTE DI OPERATORI ESTERI E DI MINISTRI, CHE HA DATO OTTIMISMO ALLE CANTINE MA ANCHE VALORIZZANDO I NUOVI TREND NO ALCOL

Vinitaly 2024 Brunello di Montalcino

Vinitaly 2024 Brunello di Montalcino

 

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

 

Credevo che per me sarebbe stato il Vinitaly delle lacrime e invece è stato il Vinitaly degli abbracci. L’abbraccio del mondo del vino che mi sommerge di affetto. Avevo paura che mi facesse crollare e invece mi ha dato forza. Grazie!

DONATELLA WINE BLOGGER A VINITALY 2024

Sono a Vinitaly 2024 come wine blogger, ho l’accredito da attaccare al collo e posso entrare nella sala stampa. Devo quindi guardarmi intorno con occhi più esplorativi. Non sono andata alle cene e alle feste serali, non sono andata a Vinitaly in the City che anima le piazze di Verona con musica, assaggi, sport arte e cucina… quelli non posso raccontarveli. Ma la fiera me la sono fatta tutta cercando di capire come le cantine reagiscono alla crisi all’orizzonte e approfittano dell’enorme numero di 30.000 buyers di cui 1.200 top buyer provenienti da 140 Paesi esteri. Considerando che le cantine espositrici sono 4.000, nessuna è tornata a casa a mani vuote neanche imprese come noi che hanno già ottimi rapporti in 44 nazioni straniere e considerano Vinitaly quasi solo come una vetrina. Ovviamente questo succede se la fiera è stata preparata bene via telefono e mail ma, soprattutto, se Vinitaly viene sviluppato dopo ricontattando (per anni) tutti i buyers, nella convinzione che alla fine compreranno. L’epoca in cui si andava in fiera accalappiando i buyer che passavano davanti allo stand è finita da anni anche perché Veronafiere offre un sistema di matching digitale che permette di fissare appuntamenti con i compratori prima e durante Vinitaly.
In effetti, fino dal primo giorno, il numero di operatori presenti in fiera è enorme, gli stand sono pieni e, in alcuni padiglioni, è persino difficile camminare nei corridoi.

VINITALY 2024

VINITALY SFIDA IL VENTO CONTRARIO CHE SOFFIA SUL VINO PER PORTARE AVANTI LA NAVE ITALIANA. 30.000 BUYER DI CUI 1.200 TOP BUYER, MAI COSI’ TANTI IN FIERA

Vinitaly 2024

Vinitaly 2024

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

When the going gets tough, let the tough get going – quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E’ un detto americano che invita al coraggio nell’affrontare gli ostacoli e potrebbe essere il motto di Vinitaly 2024.

VINITALY DECISIVO PER RIDARE SLANCIO AL VINO E A TUTTO L’EXPORT AGROALIMENTARE ITALIANO

La fiera italiana è la terza in Europa sul vino dall’inizio dell’anno, ma a Wine Paris, la maggior parte dei produttori italiani erano in “fase esplorativa”, mentre ProWein sono andati bene solo gli espositori che avevano preparato bene la fiera. Quindi Vinitaly sarà decisivo per ridare slancio al mercato del vino italiano in evidente difficoltà.
Le campagne salutistiche, i cambiamenti demografici, le bevande alternative anche a base di cannabis… stanno velocemente modificando il contenuto dei calici soprattutto dei consumatori giovani.

Nel mondo, dopo il picco di consumi di vino del 2021, con 322 milioni di ettolitri, il mercato si è contratto a 304 milioni di ettolitri nel 2023.
L’export italiano va male soprattutto per le Dop rosse, che hanno registrato un -8% nel 2023 mentre crescono dealcolati, low alcol e naturali.

Questo lo scenario a cui Vinitaly tenta di dare il contrattacco.  La partita è difficile anche per le sue enormi dimensioni e la necessità di agire da diverse posizioni: politica, commerciale e culturale.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 6

ATTILIO SCIENZA, GIUSEPPE LIBERATORE, OSCAR FARINETTI, FEDE E TINTO, DANIELE CERNILLI 5 PERSONAGGI CHE HANNO RIVOLUZIONATO LA CULTURA ITALIANA DEL VINO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Mi sono accorta di essere troppo prolissa e torno alle sette righe, dei primi profili di questa rassegna di innovatori del vino italiano. Questa volta ho scelto 5 personaggi non produttori che hanno dato una svolta alla percezione del vino da parte dell’opinione pubblica o del sistema normativo.

Desidero ribadire ancora una volta la richiesta a mandarmi suggerimenti e consigli. Vorrei arrivare a 100 profili ma non conosco tutti gli uomini e le donne che hanno rivoluzionato il vino italiano e quindi ho bisogno del vostro aiuto. Non c’è una graduatoria, le persone descritte sono scelte con estrema libertà e sono tutte meritevoli. Anzi ho lasciato indietro alcuni nomi eccellenti per essere sicura che, andando avanti,

Attilio Scienza Merano

Attilio Scienza fra gli innovatori del vino italiano

il livello fosse sempre uguale.

ATTILIO SCIENZA L’AGRONOMO SUPER STAR

Ha reso popolare la figura dell’agronomo. Attilio Scienza è stato il primo studioso di vigneti e viti a uscire dall’ambito accademico per diventare una celebrità conosciuta anche dal trade e dagli appassionati. 32 testi e 380 pubblicazioni scientifiche, un numero impressionate di premi. Ha insegnato viticultura all’Università di Milano e presieduto l’Istituto di San Michele all’Adige.

FESTA A NIPOZZANO PER GLI 80 ANNI DI EMAUELE PELLUCCI

FESTA A SORPRESA ORGANIZZATA DA AGNESE PELLUCCI PER IL PADRE EMANUELE INVITANDO I SUOI “AMICI DEL VINO” DI TUTTA LA VITA: PRODUTTORI, ENOLOGIE E GIORNALISTI

 

Emanuele Pellucci festeggia i suoi 80 anni a Nipozzano con la sua famiglia e i suoi amici

Emanuele Pellucci festeggia i suoi 80 anni a Nipozzano con la sua famiglia e i suoi amici

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

La cornice del Castello di Nipozzano è spettacolosa, si tratta di un maniero medioevale con cassero, mura di cinta e borgo, che, nel rinascimento, i nobili fiorentini Albizi trasformarono in elegante residenza e ritrovo di artisti e letterati finchè Leonia degli Albizzi, moglie di Angelo Frescobaldi trasferì la proprietà nella famiglia del marito e degli attuali proprietari. Nipozzano è il cuore dei possedimenti Frescobaldi e nei salotti è possibile vedere le foto dei reali e dei Presidenti che l’hanno visitato: Re Carlo d’Inghilterra, il Presidente Clinton … Essere ospiti in un posto del genere fa sentire privilegiati e parti di una storia importante.

 

FESTA A SORPRESA PER GLI 80 ANNI DI EMANUELE PELLUCCI

Anche la festa a sorpresa per gli 80 anni di Emanuele Pellucci è qualcosa di importante e parteciparvi fa sentire privilegiati.

ADDIO MARCO FELLUGA

Ancora un addio a un grande del vino italiano Marco Felluga

Marco-Felluga

Marco-Felluga

Con il fratello Livio fu tra i primi a intuire il grande potenziale del vino friulano. Prima insieme e, dal 1956 separatamente, Livio nei Colli Orientali del Friuli, e Marco nel Collio.

A fianco della cantina che porta il suo nome, nel 1967, Marco Felluga acquisisce Russiz Superiore, antica proprietà sulle colline di Capriva del Friuli.  Instancabile e estroverso è il primo a credere davvero nel marketing e, quando diventa presidente del Consorzio Collio, per due mandati, dal 1999 al 2005, convince Oliviero Toscani, più conosciuto fotografo e comunicatore italiano, a creare una campagna pubblicitaria che rimane nella storia della comunicazione per la sua forza trasgressiva. Un episodio che la dice lunga sulla personalità innovativa e intraprendente di Marco Felluga.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 5

NELLA MIA CARRELLATA SUI PIONIERI DEL VINO ITALIANO MODERNO, HO TRASCURATO IL SUD ITALIA CHE INVECE PULLULA DI UOMINI RIVOLUZIONARI SPESSO IN FAMIGLIE DI INNOVATORI

Marco De Bartoli gli innovatori del vino italiano

Marco De Bartoli gli innovatori del vino italiano

 

Una cinquina di innovatori del vino del Sud Italia. Sono personaggi straordinari, per intuito, capacità e coraggio anche se spesso non hanno avuto la stessa visibilità degli omologhi piemontesi o toscani a cui la stampa e il mercato hanno dedicato maggiore attenzione e un successo commerciale relativamente più facile.
Gli uomini del Sud sono spesso inquadrati in lunghe storie familiari nelle quali il loro genio si mescola fino a farli apparire come parti di un polittico e non come protagonisti di un ritratto.
Rinnovo la mia richiesta a mandarmi suggerimenti al fine di arrivare a 100 profili di personaggi che hanno cambiato il vino italiano donatella@cinellicolombini.it.

 

MARCO DE BARTOLI

 

Marco de Bartoli si infuriava vedendo la Marsala di qualità mediocre e prezzo bassissimo negli scaffali dei supermercati. Un furore che si scatenava anche su chi chiamava il suo vino Marsala <<perché non è fortificato come il prevede il disciplinare del Marsala vergine>>.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 4

HO TROVATO UNA FOTOGRAFIA DI CINQUANT’ANNI FA CHE RITRAE UN GRUPPO DI PRODUTTORI CHE GIA’ A QUELL’EPOCA ERANO CONSIDERATI DEI PIONIERI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

 

 

Sapevano di essere dei pionieri ed erano mossi da un grande entusiasmo nel creare un nuovo scenario per il vino italiano. La cosa bella è che, anche grazie a Gino Veronelli, questi uomini straordinari fecero una parte di cammino insieme. Nella foto ci sono: Bruno Ceretto, Piero Antinori, Giacomo Bologna (Braida), Maurizio Zanella (Ca’ del Bosco), Mario Schiopetto, Franco Biondi Santi, Marcello Ceretto, Jacopo Biondi Santi, Nicolò Incisa della Rocchetta (Sassicaia)e Angelo Gaja. Qui di seguito, tratteggerò un breve profilo di quelli che non ho ancora descritto aggiungendo Bepi Quintarelli che, pur interpretando il suo ruolo di innovatore in modo diverso dagli altri, ha sicuramente tracciato un nuovo futuro per l’Amarone.

 

 

MARIO SCHIOPETTO IL PIONIERE DEL VINO FRIULANO

L’ho conosciuto dopo che la sua salute era stata compromessa da un grave incidente stradale.

MARY QUANT A SAN FELICE IN CHIANTI

L’INVENTRICE DELLA MINIGONNA MARY QUANT ORGANIZZO’ UNA SFILATA DI MODA A SAN FELICE IN CHIANTI ROMPENDO GLI SCHEMI E PORTANDO LA PASSERELLA IN MEZZO ALLE VIGNE

 

sfilata di moda dei Mary Quant a San Felice negli anni 70

sfilata di moda dei Mary Quant a San Felice negli anni 70

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ci sono luoghi del vino italiano con storie straordinarie, uno di questi è San Felice a Castelnuovo Berardenga, in Chianti Classico. La prima notizia è del 714 Dopo Cristo e riguarda il baptisterium sancti Felicis ma, come avveniva quasi sempre, la chiesa cristiana medioevale sorge su un precedente insediamento tardo antico, come provano le due colonne di epoca romana che sorreggono l’arco dell’attuale presbiterio. La Chiesa che vediamo oggi, su progetto dell’architetto Fantastici, fu realizzata nella prima metà del Novecento.

 

 

SAN FELICE UN HOTEL DI LUSSO E UNA CANTINA REPUTATISSIMA, IN UN BORGO CON 1300 ANNI DI STORIA

 

Come è ben noto agli appassionati di vino, San Felice è una delle cantine più reputate del Chianti Classico ma ha anche una storia recente straordinaria che viene raccontata da Giovanna Morganti figlia di Enzo, storico direttore tecnico di San Felice e padre, nel 1950, del Vigorello antesignano di quei vini IGT noti nel mondo con il nome di Supertuscan. 

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 3

Più vado avanti nella ricerca dei 100 personaggi che hanno rivoluzionato il vino italiano, più mi rendo conto del valore del coraggio, del talento, di dare l’esempio

Gino-Veronelli

Gino-Veronelli i personaggi che hanno rivoluzionato il vino italiano

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

A volte, il percorso professionale di queste persone visionarie, è giudicato da una scalata ambiziosa, perché, per cambiare le cose, serve anche un palcoscenico che renda visibile la nuova proposta. E non sempre è facile da conquistare questo palcoscenico. Anche quando non bisogna combattere, le contropartite sono pesanti come mi insegnò Sergio Zavoli <<il successo ha sempre un prezzo>> c’è chi viene tradito dalla moglie, chi ha i figli drogati, chi non ha amici e rimane da solo … il contesto sociale italiano non ammira chi riesce, come negli USA, ma lo invidia e a gode della sua rovina.
Strano posto questa nostra meravigliosa Italia!
Per questo forse, non c’è ancora una lista degli uomini e delle donne che hanno cambiato il mondo del vino ed io sto provando a raccogliere i loro profili con mezzi più che artigianali. Vi invito ad aiutarmi mandandomi nomi e 5 righe di spiegazione. Per arrivare a 100 profili ho bisogno di idee e suggerimenti donatella@cinellicolombini.it . Oggi vi propongo 5 profili che forse non vi aspettate, ma ognuno a suo modo, è un rivoluzionario.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 2

CONTINUA LA PRESENTAZIONE DEGLI UOMINI E DELLE DONNE CHE HANNO CAMBIATO LA STORIA DEL VINO ITALIANO: PRODUTTORI, GIORNALISTI, ENOLOGI, STUDIOSI E NON SOLO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Marco Caprai Sagrantino

Gli innovatori del vino italiano Marco Caprai Sagrantino

 

Le persone che “hanno fatto la differenza” nel vino italiano vengono presentate qui con dei ritratti di poche righe, spesso con testimonianze dirette. E’ una lista estemporanea senza la pretesa di essere esaustiva. Inoltre, non è una graduatoria con i più importanti prima e poi via via quelli che hanno dato un contributo minore. Non c’è un piano studiato a tavolino.
L’elenco viene dal cuore ed ha bisogno del contributo di chi legge per arrivare a 100 nomi. Per questo mi aspetto di ricevere suggerimenti e consigli donatella@cinellicolombini.it. Nonostante conosca un’infinità di persone, ho grosse lacune.
L’obiettivo che mi prefiggo, con questa carrellata di personaggi, è infondere fiducia nei giovani e fornire loro degli esempi che ispirino coraggio, impegno, senso di responsabilità verso gli altri, gioia nel fare cose buone e utili.

PETER SISSECK DI PINGUS UN DANESE IN SPAGNA

SI CHIAMA PETER SISSECK ED E’ UN ENOLOGO GENIALE. NATO A COPENAGHEN, LAUREATO A BORDEAUX, NELLA RIBERA DEL DUERO, IN SPAGNA, HA CREATO PINGUS E I SUOI VINI SUBLIMI

Pingus Ribera del Duero

Pingus Ribera del Duero

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Sono stata nella Ribera del Duero nella primavera 2022 e i vini di Pingus mi hanno letteralmente stregato. La cantina non è niente di eccezionale ma il laboratorio di analisi è spaziale, bisogna andare in una università per trovare qualcosa del genere.
Di recente l’Associazione dei produttori della Ribera del Duero, ha accettato Peter Sisseck come membro onorario. Dopo 28 anni dalla creazione di Pingus, meglio tardi che mai! In quella occasione Sisseck ha esposto gli otto principi che regolano la sua attività e che riporto qui sotto come un documento capace di ispirare produttori e appassionati di vino.

 

CHI E’ PETER SISSECK IL CREATORE DI PINGUS

Peter Sisseck è sicuramente un enologo fuori dal comune. In passato, insieme allo zio, Peter Vinding-Diers, ha lanciato quella che è conosciuta come la nuova moda dei vini bianchi di Bordeaux. Poi ha lavorato in California, in Spagna e in Francia. Con i vini di Pingus è riuscito a ottenere il punteggio di 100/100 da parte di Robert Parker – Wine Advocate. I suoi vini hanno una trama fitta, un’armonia perfetta e godono di una reputazione di eccellenza a livello internazionale. Durante la visita a Pingus, Sisseck spiegò come il PH guidi le sue scelte vendemmiali e di cantina. Una filosofia che mostra la sua volontà di preservare la natura e farla esprimere al meglio.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO (1)

GLI INNOVATORI CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL VINO ITALIANO CAMBIANDO IL VOLTO DI INTERI TERRITORI, VALORIZZANDO VITIGNI, RIBALTANDO MODI DI PENSARE AL VINO

Angelo-Gaja-e-Maurizio-Zanella

Angelo-Gaja-e-Maurizio-Zanella

DI Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ho provato a cercare on line ma non ho trovato nessuna lista sugli uomini e le donne che hanno dato una svolta decisiva alla storia del vino italiano. Eppure ci sono persone che hanno cambiato per sempre un distretto, un vitigno, un modo di pensare …
Limitandomi all’Italia e guardando al passato prossimo mi vengono in mente Gino Veronelli per il giornalismo specializzato, Bepi Quintarelli per l’Amarone, Biondi Santi per il Brunello, Giacomo Bologna per il Barbera, Mario Incisa per Bolgheri-Sassicaia, Giacomo Tachis per i Supertuscan e non solo.
In epoca più recente Carlin Petrini con lo Slow Food e Terra Madre, Angelo Gaja con il Barbaresco, i Barolo Boys, Maurizio Zanella in Franciacorta, Walter Massa con il Timorasso dei Colli Tortonesi, ma anche Luca Zaia con la politica del Prosecco, Piero Antinori con la cantina di Bargino, Maria Grazia Lungarotti con il Museo del Vino di Torgiano, Elena Fucci nel Vulture, Marco Capri a Montefalco ….. forse ci sono anch’io con il turismo del vino.

 

 

 

 

IL PANE E I DENTI

CECILIA LOMBARDI PUBBLICA IL SUO SECONDO ROMANZO IL PANE E I DENTI CON UN TITOLO CHE RICHIAMA IL PROVERBIO TOSCANO CHI HA PANE NON HA I DENTI

Il Pane e i denti di Cecilia Lombardi

Il Pane e i denti di Cecilia Lombardi

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Dopo aver letto un libro viene sempre da chiedersi cosa ci ha dato. In certi casi ci ha divertito, altre volte ci ha immedesimato in una vicenda avvincente, ci sono libri che insegnano frammenti di storia, che fanno scoprire luoghi lontani o che fanno riflettere sulla condizione umana. Il Pane e i denti di Cecilia Lombardi ( Le parche edizioni pp. 203 € 15) fa parte di quest’ultima categoria: insegna a guardare dietro le apparenze e interpretare le vicende umane con maggiore profondità. Non ha la forza epica di Uomini e topi di Steinbeck ma fotografa una marginalità simile, anche se più attuale e forse è anche più vera.

 

IL PANE E I DENTI UN LIBRO SULLA MARGINALITA’ E IL RISCATTO

Ci descrive la cattiveria quasi sadica di chi decide sulla vita degli altri <<più l’altra si tormenta per uscire dalla situazione più lei ne trae nutrimento, trasformando il disagio altrui, nel proprio benessere>> in <<questo mondaccio cattivo che si diverte a elargire botte agli zoppi>>. L’ultima parte del racconto è sicuramente la più riuscita <<Dopo ere geologiche di esagerazioni compulsive, Tamara ritiene ora necessario rivalutare le briciole>> ed ecco la protagonista, che stava letteralmente buttando via la sua vita, trova una situazione di riscatto nell’<<ascoltare invece di volere a tutti costi far sentire la propria voce>>.

DENISE COSENTINO NUOVA ENOLOGA DI ORNELLAIA

LA NUOVA ENOLOGA DI ORNELLAIA DENISE COSENTINO 35 ANNI E’ UNA CELEBRITA’ IN CINA DOVE HA GUIDATO LE CANTNE DEL BANCHIERE TEDESCO HAUPTMAN E POI DEI ROTHSCHILD

Denise Cosentino Alessio Fortunato alla Fattoria del Colle nel 2019 con Carlo, Donatella Cinelli Colombini e Violante

Denise Cosentino Alessio Fortunato alla Fattoria del Colle nel 2019 con Carlo, Donatella Cinelli Colombini e Violante

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Vivo nel mondo del vino da decenni e ho incontrato ogni genere di persona: celebrità, palloni gonfiati arroganti o divertenti e grandi talenti. Denise Cosentino è un grande talento con la capacità di interpretare le sfide e un coraggio che la porta dove ci sono nuove frontiere.

LA FOLGORANTE CARRIERA DI UNA GIOVANE ENOLOGA CORAGGIOSA

Bruna, capelli lunghi, sguardo diretto in un volto dai lineamenti minuti, parla solo se ha qualcosa da dire e ha un carattere di ferro tipico di chi ha origini calabresi come lei. Denise Cosentino si è laureata in enologia e viticultura a Torino ed ha proseguito i suoi studi a Montpellier e a Bordeaux. Ha fatto vendemmie in molte delle zone TOP mondiali: Toscana, Paulliac e Rheinhessen. E’ arrivata nel gigante asiatico nel 2014 ed è stata la prima enologa donna italiana in Cina, lavorando nei distretti vincoli di Shaani e Ningxia dove ha anche partecipato al “Ningxia Winemakers Challenge. <<E’ stata un’esperienza indimenticabile>>ha detto alla fine e, anche se non ha vinto, << non capita tutti i giorni di ritrovarti un mezzo ad altri 47 enologi provenienti da tutte le parti del mondo>>.