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2020 IN ITALIA I  CONSUMI DI VINO CRESCONO DEL +7,5%

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Nel primo anno di pandemia in Italia si sono riempiti più calici a casa e soprattutto a cena. E’ cresciuto l’acquisto di bottiglie online e l’hobby del vino

 

Di Donatella Cinelli Colombini

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Durante il lockdown il consumo di vino in Italia è aumentato. L’Italia ha segnato il più alto livello di consumo degli ultimi 10 anni con 24,5 milioni di ettolitri nei bicchieri e un +7,5% rispetto al 2019 ma addirittura un + 10% in confronto alla media degli ultimi cinque anni.

La cosa è particolarmente strana perché i dati OIV rivelano un calo mondiale del 3% sul 2019 e il livello più basso dei consumi di vino dal 2002. Se consideriamo che nel nostro Paese i turisti stranieri si sono quasi dimezzati possiamo immaginare che si sia stata un’autentica impennata nei consumi di vino dei connazionali.

 

PASTI A CASA E VINO CRESCONO IN ITALIA DURANTE IL LOCKDOWN

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I dati sono confermati da Alessandra Corsi, direttrice marketing Conad, recentemente intervenuta a un webinar di Coldiretti intitolato “Il mercato del vino dopo un anno di pandemia” ben riassunto da WineNews.  <<Nel 2020 si è registrato un incremento del consumo di alcol pro capite di 3 litri rispetto al 2018 e al 2019. Si è bevuto molto di più durante i pasti (dal 50% al 61% degli italiani), prestando sempre più attenzione alla qualità, sia per supportare il Made in Italy, sia come scelta per il proprio benessere, sia nel retail, come dimostra l’incremento dei prezzi medi, che in generale>>.

 

OIV CALO DEI CONSUMI MONDIALI DI VINO DEL 3% MAI COSI’ BASSI DAL 2002

Tornando ai dati OIV vediamo che nel primo anno della pandemia i consumi di vino, in Francia e in Germania, sono rimasti stabili, mentre sono calati in Spagna e Portogallo. Nessuno ha segnato delle percentuali di crescita come quelle italiane e questo, a mio avviso, è un dato da guardare con molta attenzione perché potrebbe essere l’indizio di una forte sofferenza della popolazione che ha vissuto il lockdown peggio che altrove.

La maggiore abitudine alla socialità e la minore connettività delle case italiane potrebbero aver ingenerato stati d’ansia superiori a quelli vissuti negli altri Paesi europei, durante la quarantena forzata in casa, che, da noi, è stata più dura e lunga che altrove.

 

GLI ITALIANI HANNO VISSUTO PARTICOLARMENTE MALE LA QUARANTENA IN CASA

Il cambiamento nei consumi ha riguardato soprattutto i bevitori saltuari che hanno aumentato il numero delle bottiglie acquistate. I calici sono stati riempiti soprattutto a cena. Chi ha fatto shopping di vino on line, per la prima volta durante la pandemia è rimasto conquistato e continuerà anche in futuro. Si tratta di un segmento esattamente diviso fra uomini e donne.

Mio marito Carlo è una dimostrazione vivente del rilevamento fatto dalla start up dell’e-commerce del vino Sommelier Wine Box. Si diverte così tanto a cercare vini mai assaggiati, che ormai sembra un drogato dell’e-commerce e non riesce più a fermarsi. In effetti pare che sia proprio l’opportunità di provare nuovi vini la caratteristica dell’e-commerce che ha conquistato i nuovi utenti.

 

I NUOVI CLIENTI DEL VINO ONLINE SONO TURISTI DEL VINO

Una delle notizie più curiose dell’indagine Sommelier Wine Box, è che il desiderio di un rapporto diretto con i produttori decresce con l’età dei consumatori ed è forte soprattutto fra i giovani.

Da notare: chi ha praticato turismo del vino prima del lockdown, ha poi avuto una maggiore propensione all’acquisto on line.

Altra stranezza riguardante i maggiori acquirenti di e-wine-shop: generalmente sono uomini (45% maschi vs 36% femmine) ma solo fra i giovani perché tra gli over 40 i numeri si invertono e il 43% delle bottiglie sono comprate dalle donne mentre solo il 40% dagli uomini.

 

CRESCE LA VOGLIA DI SAPERE E DEL VINO COME HOBBY

Ma cosa hanno fatto gli italiani durante la quarantena in casa? I giovani studiavano e gli adulti hanno guardato tanta TV e si sono messi ai fornelli. Il consumo di vino è cambiato.

Un’indicazione preziosa in questo senso arriva da Marcello Meregalli, che durante il webinar Coldiretti ha prospettato un boom della ristorazione durante l’estate, un e-commerce del vino stabile al 10% delle vendite, i consumi, ma anche il mixology, spostata a casa, un nuovo desiderio di acculturarsi sul vino <<il vino come hobby: cresce la voglia di formazione e corsi, di degustazione e abbinamento. E il peso del “green”: quella della sostenibilità sarà per molte aziende una scelta obbligata, che aprirà ad un nuovo consumo. E che riguarda anche il packaging>> facendo esplicito riferimento al vino in lattina.

                                                                       

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