Grado-alcolico-in-aumento-negli-ultimi-30-anni-in-Borgogna-California-Piemonte-e-Toscana

Alcol nel vino: quanto è aumentato

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A Bordeaux il grado alcolico è salito di più. Quasi stabile la Borgogna mentre in California, Piemonte e Toscana la crescita dell’inizio del Duemila si è fermata

 

Screaming Eagle-CULT-wine-californiano

Screaming Eagle-CULT-wine-californiano-come-è-cambiato-il-grado-alcolico-del-vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Liv-Ex, il portale inglese che fornisce le quotazioni e vende i vini della fascia più alta del mercato, ha un portafoglio di dati senza eguali sulle eccellenze enoiche di tutto il mondo. Si tratta dei brand o delle cantine che tracciano la rotta per l’intero universo enoico. Essi permettono di fotografare quello che è avvenuto negli ultimi 30 anni e forse persino di prevedere cosa avverrà in futuro, visto che il campione esaminato è quello dei capofila in Bordeaux, Borgogna, Toscana, Piemonte e California.

 

QUANTO, DOVE E QUANDO IL GRADO ALCOLICO DEI VINI E’ AUMENTATO

Liv.Ex ha catalogato 35.000 bottiglie anche sulla base della gradazione e gli esiti sono stati commentati da WineNews.
Sull’innalzamento del grado alcolico ci sono conferme ma anche grosse sorprese. Infatti la scelta di portainnesti più fittonanti, la gestione della chioma delle viti, la quantità d’uva prodotta da ogni pianta, la coltivazione del suolo … così come i tempi di raccolta, possono aiutare a trovare un nuovo equilibrio nei vigneti e moderare la crescita dell’alcol nel vino.
Ma c’è chi c’è riuscito e chi no!

 

Borgogna

Borgogna-pochissime-variazioni-nel-grado-alcolico-dei-vini

I VINI DI BORDEAUX REGISTRANO I MAGGIORI AUMENTI DI GRADAZIONE E QUELLI DI BORGOGNA I MINIMI

Per quanto riguarda i rossi di Bordeaux è visibile una crescita delle gradazioni alcoliche da una media di 12,8 degli anni Novanta ai 13,4 nel primo decennio del Duemila, fino ai 13,7 gradi del periodo 2010-2020. A conti fatti a Bordeaux la crescita in trent’anni è di circa un grado e mezzo d’alcol. E’ la più alta di tutte.
Ha fatto molto meglio la Borgogna, dove nello stesso arco di 30 anni, la percentuale d’alcol non è salita. Era poco sopra i 13°Vol alla fine del Novecento e all’inizio del terzo millennio è leggermente scesa.

 

IN PIEMONTE E TOSCANA L’ALCOL CRESCE SOLO DI MEZZO GRADO

Il Piemonte è partito da 13,9 poi è salito a 14,3% d’alcol nel primo decennio del Duemila e fortunatamente si è poi stabilizzato.
In Toscana il rilevamento iniziale era più basso, con 13,7, cresciuto a 14,1% d’alcol nel primo decennio del Duemila che fortunatamente, negli anni più recenti, si è mantenuto a 14,2 come i vini piemontesi.
Una dinamica molto simile alla California dove tuttavia il punto di partenza era 13,5 gradi alcol. Nei primi anni Duemila è salito a 14,5 e poi è leggermente diminuito.

 

L’ALCOL DEL VINO POTREBBE ESSERE DI PIU’ RISPETTO A QUELLO DICHIARATO IN ETICHETTA

Va considerato che le gradazioni dichiarate in etichetta potrebbero essere fuorvianti. Infatti, per legge, c’è una tolleranza di 0,5 in Europa e di un grado in USA.
Questo potrebbe portare a qualche distorsione nella lettura dei dati. Per vent’anni il mercato ha chiesto vini potenti, muscolari e alcolici e questo portava i produttori a dichiarare per eccesso in etichetta mentre oggi avviene il contrario perché i consumatori voglio versioni più eleganti e con gradazioni inferiori.
Ecco che nel 1990 un produttore californiano di un vino con il 12,2% d’alcol probabilmente lo avrebbe etichettato con la 13° Vol, mentre oggi una bottiglia contenente 14,5% probabilmente porterebbe in etichetta una gradazione di 13,5. Superare i 14 gradi è infatti un problema serio per le vendite.

                                                                       

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