Violante Gardini of Donatella Colombini

Alcool: perché le donne devono bere meno degli uomini

Sesso, età, alimentazione, influiscono sulla quantità di vino che è possibile bere ma c’è una regola assoluta per tutti: bere poco e spesso per stare sani

Di Donatella Cinelli Colombini

Consumo-del-vino-differenze-fra-uomini-e-donne

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A volte gli incontri “di vini” sono più inaspettati, più interessanti e più sorprendenti di quanto si immagina. Mi è successo quest’anno durante le Anteprime di Toscana con il giornalista Michael Apstein che mi ha chiesto di visitare le cantine della Doc Orcia, per un articolo da pubblicare nella rivista inglese “Decanter” con solo due giorni di preavviso. Io e mio marito Carlo Gardini siamo andati a prenderlo a San Gimignano e in macchina ho esordito: <lei non ha un accento british…> <no> ha risposto lui <sono di Boston e sono un medico, insegnavo gastroenterologia>. Cavoli, mi sono detta: Boston è la città di Harvard e dei premi Nobel , questo deve essere un tipo forte! E infatti, quando mi ha mandato un suo articolo sul consumo dell’alcol, ho finalmente capito perché i medici rispondono <dipende> alla domanda sulla dose consigliata.
L’articolo che qui vi riassumo ha basi scientifiche ma, finalmente, è scritto in modo da essere comprensibile da tutti.

UOMINI, DONNE E ALCOL

Donne-e-vino-Violante-in-degustazione

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Un uomo di 80 kg che beve vino regolarmente e ha appena consumato due calici di vino durante un pasto concedendosi due ore di relax a tavola ha un livello d’alcol nel sangue enormemente inferiore rispetto a una donna di 60 kg che beve solo occasionalmente ed ha gustato gli stessi due calici spilluzzicando velocemente. Gli scienziati non hanno capito esattamente le cause, ma le donne metabolizzano meno alcol nello stomaco dove l’enzima alcol deidrogenasi – ADH funziona meno bene perché gli estrogeni lo inibiscono. A causa di questo fatto un maggior quantitativo d’alcol passa nell’intestino tenue dove viene assorbito. Il risultato finale è che una donna, bevendo la stessa quantità di alcol, avrà una percentuale d’alcol nel sangue molto più alta di un uomo.
Altro elemento sfavorevole per le donne è la diversa composizione del corpo maschile, che contiene più acqua. Infatti l’alcol viene diluito nei tessuti ricchi d’acqua e non in quelli grassi.

CON L’ETA’  LA POSSIBILITA’ DI BERE VINO DIMINUISCE

Un elemento che influisce nel tasso alcolemico nel sangue è l’età: un uomo o una donna di 60 anni avranno una percentuale d’alcol nel sangue molto superiore rispetto a un giovane di 25 anni che ha bevuto la stessa quantità di vino. Con l’età invecchiano anche il fegato e lo stomaco, che hanno meno enzimi per metabolizzare l’alcol. A peggiorare le cose, con l’età avviene una perdita d’acqua dei tessuti e l’ingrassamento. Un uomo di 60 anni non può abbattere l’alcol altrettanto rapidamente di un giovane perché ha meno enzimi e meno acqua corporea in cui diluirlo.

A STOMACO VUOTO l’ALCOL ARRIVA PRIMA NEL SANGUE

Anche l’alimentazione influisce sulla possibilità di risultare positivi all’alcol test. Quando mangiamo grassi o proteine, come un bel piatto di formaggi, lo stomaco rallenta automaticamente la velocità con cui consegna il cibo all’intestino tenue, con il risultato di un lento e graduale assorbimento dei nutrienti da parte del primo tratto intestinale. Per questo bere vino durante i pasti ha un effetto diverso sull’alcol presente nel sangue, rispetto a berlo a stomaco vuoto.
La velocità del passaggio del vino nello stomaco potrebbe spiegare, anche se la scienza ancora non lo conferma, perché l’alcol dei vini effervescenti arriva nel sangue prima rispetto a quello dei vini fermi. Forse l’anidride carbonica potrebbe ridurre il tempo in cui il vino rimane nello stomaco dove gli enzimi lo abbattono.
Non c’è modo per ridurre l’alcol che arriva nel sangue. Non serve bere molto perché la funzionalità renale impedisce l’accumulo di acque nei tessuti. Allo stesso modo come bere caffè o prendere altri stimolanti può accrescere l’attenzione, ma non fa diminuire l’alcol nel sangue.
Un fegato normale abbatte l’alcol ad una velocità di circa otto grammi (una unità) all’ora. Quindi l’unico modo per ridurre il tasso alcolemico nel sangue è aspettare.

I NUOVI VINI E L’ALCOL TEST

L’aumento della gradazione alcolica dei vini causata dal cambiamento climatico e dalla richiesta del mercato è un serio problema per la salute dei consumatori e aumenta la probabilità di risultati positivi all’alcol test pur bevendo la stessa quantità di vino. Infatti passare da 13 a 15 gradi di alcol nel vino significa avere nel bicchiere il 25% in più di alcool. Gli effetti sono moltiplicati fino al 33% e al 43% in base al genere, l’età e l’alimentazione.
Bisogna notare che la gradazione scritta sulle bottiglie può indurre in errore il consumatore. In Europa è ammessa una tolleranza dello 0,5% mentre in USA questa possibilità di errore sale a 1,5% per i vini sotto i 14 gradi d’alcol e di 1% per quelli ancora più alcolici. Questo significa che un vino con 13,5% d’alcol prodotto in California potrebbe in realtà avere il 15% d’alcol.

PRATICHE SALUTARI E COSCIENZA SPORCA

Ha senso far riposare il fegato con un mese di astinenza dal vino dopo aver straviziato? No, serve solo alla coscienza sporca. La scienza dice <meglio non straviziare>. Tuttavia aiuta a perdere peso: rinunciando a 175 ml di vino al giorno per un mese è possibile calare di mezzo chilo, poco rispetto al sacrificio richiesto.
Il fegato può metabolizzare una piccola e costante quantità di alcol senza difficoltà. Non è come una fabbrica che aumenta la produzione quando il mercato tira. Il fegato produce in modo regolare secondo le abitudini della persona. Chi beve ogni giorno piccole quantità d’alcol abitua il suo fegato a produrre enzimi alcolometabolizzanti. Per questo è sbagliato stare senza bere nei giorni lavorativi e lasciarsi andare nel fine settimana. Infatti, bevendo la stessa quantità di vino, il consumatore abituale avrà meno alcol nel sangue rispetto a chi lo fa raramente.
Infine è giusto sottolineare che niente, nessun corpo può produrre abbastanza enzimi da proteggerlo dal binge drinking, cioè dalle bevute veloci nella ricerca dello stordimento e in certi casi dalla morte. Queste vanno evitate assolutamente.

Michael Apstein MD è un gastroenterologo Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston e professore associato di medicina all’ Harvard Medical School.

 

                                               

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