Carlo-Cottarelli-All’inferno-andata-e-ritorno

Carlo Cottarelli visto da vicino

Carlo-Cottarelli-All'inferno-andata-e-ritorno

Insieme a Mario Draghi è uno dei pochi italiani di prestigio internazionale. La speranza è che Cottarelli non si limiti a parlare ma si metta a lavorare alla ripresa del Paese

 

Carlo-Cottarelli-All'inferno-andata-e-ritorno

Carlo-Cottarelli-Michele-Taddei-All’inferno-andata-e-ritorno

di Donatella Cinelli Colombini

E’ nato a Cremona un anno dopo di me, si è laureato a Siena, come me. A quell’epoca l’Università della Città del Palio era un autentico vivaio di talenti, anche se non tutti riusciti bene. Infatti io sono diventata una zappaterra nelle vigne di Brunello e lui ha conseguito il master in Economia presso la London School of Economics poi è diventato direttore del Fondo Monetario Internazionale.

 

ALL’INFERNO E RITORNO DI CARLO COTTARELLI

Carlo-Cottarelli-All'inferno-andata-e-ritorno

Carlo-Cottarelli-All’inferno-andata-e-ritorno-presentazione-a-Bagno-Vignoni

Con Mario Draghi, il Professor Cottarelli è fra i pochi italiani davvero autorevoli a livello mondiale. Le sue opinioni e le sue lezioni aprono gli occhi e la mente, per questo sono andata alla presentazione del suo libro “All’Inferno e Ritorno” (Feltrinelli, pp 156 € 15) in una caldissima serata di luglio, rinunciando ad assistere agli assaggi del futuro Brunello 2017. Ma ne è valsa la pena.

 

CARLO COTTARELLI A BAGNO VIGNONI

Cottarelli ha inaugurato il salotto letterario “ I colori del libro” 2021 a Bagno Vignoni, cuore della Valdorcia.
Devo ammettere che le mie attese su Cottarelli erano alte. Da lui ho capito i motivi del declino dell’Italia degli ultimi vent’anni e come non dipendano dall’Euro ma dal crollo della competitività delle produzioni italiane schiacciate dai costi di evasione fiscale, corruzione, burocrazia, malfunzionamento della giustizia …. Parole che risuonano come un ritornello fra gli obbiettivi di ogni politico ma che, in realtà, il potere italiano non vuole cambiare.
Nel suo nuovo libro “All’Inferno e Ritorno” Carlo Cottarelli parla del dopo covid. Il baratro del debito pubblico può essere anche un’opportunità costringendo il Paese a correggere gli errori del passato e tornare a crescere.

 

I MOTIVI DELLA CRISI ITALIANA E LA DIFFICOLTA’ AD USCIRNE

Intervistato da Michele Taddei il Professor Cottarelli parla della situazione attuale <<ci sono due criticità distinte, quella creata dal coronavirus è relativamente semplice da superare. Nessuna epidemia, nemmeno la spagnola che ha causato 40 milioni di vittime, è stata seguita da una crisi economica. Molto più complicato uscire dalla condizione che ha causato l’arresto nella crescita italiana negli ultimi 20 anni. Le nostre speranze sono legate al Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza>>. E indica le due cose su cui puntare: formazione e investimenti. Cioè quelli che hanno subito i tagli dalla fine del Novecento <<compromettendo il futuro delle nuove generazioni>>.

 

PIU’ IDEOLOGIE E MENO LEADER POLITICI

Ma quello che colpisce di più è sentirgli dire che <<la politica ha bisogno di ideologie>>. Dopo la caduta del muro di Berlino, le ideologie sembravano morte e invece Cottarelli va in direzione opposta e forse ha ragione <<senza ideologie avremo politici che diventano il “lider maximo” e la mattina dicono una cosa per cambiare idea la sera senza un filo conduttore. Durano poco e costruiscono niente>>. Pensandoci ha ragione, la politica italiana è esattamente così: tanti annunci e azioni estemporanee scoordinate e inconcludenti.

 

LA RICETTA DI COTTARELLI, OPPORTUNITA’ A TUTTI, PREMIARE IL MERITO ESSERE SOLIDALI

Bisogna avere principi ispiratori per costruire il futuro in cui vogliamo vivere. Cottarelli precisa quali sono i suoi e come tutto quello che dice sembra semplice ed è invece molto profondo: dare opportunità a tutti, premiare il merito, essere solidali e ridistribuire la ricchezza. E’ pienamente consapevole che è impossibile dare le stesse opportunità a tutti ma ritiene inaccettabile che ci sia chi ne ha anche troppe e chi non ne ha nessuna. Così come premiare il merito per lui non significa meritocrazia, dove chi vince prende tutto, ma un sistema dove chi ha talento deve poterlo esprimere al meglio. Una società insomma più equa dove tutti devono contribuire a un bene comune. Ma attenzione, solidarietà non significa mantenere i fannulloni. Infatti quando gli chiedono la sua opinione sulla proposta di Enrico Letta di aumentare la tassa di successione per dare 10.000€ a chi compie 18 anni, risponde <<la tassa di successione è più bassa che altrove e quindi alzarla non sarebbe così strano ma usare questo denaro per darlo a chi non ha fatto niente per meritarselo non ha senso, meglio abbassare le tasse a chi lavora>>. E anche su questo sono d’accordo. Alla fine gli chiedono <<scenderà in politica>> e lui ammette <<non lo so ma sono abbastanza stufo di fare l’opinionista>> forse perché sapere di essere più bravo di altri e rimanere a guardare chi lavora male, per un tipo del genere, deve essere molto, ma molto difficile.

                                                                       

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