Vernaccia di San Gimignano, Siena ristorante il Mestolo

Colpo di fulmine per la Vernaccia riserva

Vernaccia di San Gimignano, Siena ristorante il Mestolo

Vernaccia di San Gimignano da incorniciare e da riscoprire: finezza, personalità e armonia superiori al passato; nella versione riserva sbalordisce i Gourmets

Ristorante il Mestolo serata della Vernaccia di San Gimignano

Ristorante il Mestolo serata della Vernaccia di San Gimignano

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Per un senese riscoprire la Vernaccia di San Gimignano è come per un esquimese rendersi conto che il ghiaccio è freddo. L’ovvio che hai sempre sotto il naso e dunque non osservi mai con la necessaria attenzione. Succede così che i soci dell’Union Européenne des Gourmets di Siena rimangono sbalorditi di fronte al carattere sontuoso e elegantissimo della Vernaccia Riserva. Complici le spiegazioni di Stefano Campatelli e una ricciola di 15 kg magistralmente cucinata da Nicoletta chef del ristorante Il Mestolo …. i 35 commensali hanno un colpo di fulmine collettivo.
La serata era particolare anche per me con il festeggiamento della mia recente nomina a Cavaliere della Repubblica e il Console Alessandro Bonelli che mi consegna una targa a nome del club.
A completare la mia gioia c’è la presenza di Anna Pesenti Buonassisi giornalista, gastronoma e grande amica.Non posso affascinarvi con i profumi e il gusto della Vernaccia riserva, quella dovrete comprarla da soli, ma posso

Alessandro Bonelli consegna la targa celebrativa a Donatella Cinelli Colombini

Alessandro Bonelli consegna la targa celebrativa a Donatella Cinelli Colombini

raccontarvi la storia strabiliante di questo vino così come l’ha narrata a noi il Direttore del Consorzio Campatelli. Era già sulle mense dei re e dei Papi alla fine del Duecento. Nel Trecento

Stefano Campatelli Consorzio della Vernaccia

Stefano Campatelli Consorzio della Vernaccia

ne scrive Dante, Boccaccio e Cecco Angiolieri. Nel Rinascimento viene servita alle nozze di Nannina Medici sorella di Lorenzo il Magnifico, a quelle milanesi fra Isabella d’Aragona, figlia del re di Napoli, e Gian Galeazzo Sforza, un successo che dura per tutto il Seicento. Poi arriva l’eclissi. La vera rinascita avviene intorno al 1960 e già nel 1966 la Vernaccia è la prima DOC italiana.
Nasce esclusivamente nel comprensorio comunale di San Gimignano a un’altitudine fra 200 e 400 metri sul mare, in terreni di origine marina costituiti da sabbie e argille gialle. L’attuale produzione è di 5 milioni di bottiglie frazionate in 172 cantine. E’ ottenuta con almeno l’85% dal vitigno Vernaccia di San Gimignano. Fruttata e floreale da giovane ha invece un aroma minerale nella versione riserva. Il gusto è sapido asciutto e armonico con un finale di mandorla amara che

Unione Européenne des Gourmets Serata della Vernaccia

Unione Européenne des Gourmets Serata della Vernaccia

sparisce nella versione più adulta.
La Vernaccia è uno dei pochissimi vini bianchi capaci di invecchiare ed è per questo che possiede anche la versione riserva. Questa tipologia rimane in cantina almeno 14 mesi di cui tre in bottiglia. Successivamente ha una vita di 4-6 anni e a volte ancora più lunga.
W la Vernaccia dunque, un vino che tutti ricordavamo buono ma non affascinate e che invece sta vivendo una nuova stagione dopo aver toccato livelli di personalità, finezza e armonia mai raggiunti nel passato.