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COME VA IL TURISMO IN ITALIA?

Bene, e per i borghi meglio di prima. L’Italia turistica torna ai livelli pre Covid negli arrivi dall’estero e nella spesa degli stranieri, penalizzato il Sud

 

il-turismo-sta-tornando-a-livelli-pre-covid-un-terzo-della-spesa-legata-al-cibo-e-al-vino

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il turismo è un settore economico gigantesco, prima del Covid c’erano nel mondo circa un miliardo e mezzo di viaggiatori all’anno con un business stimato in 1.461 miliardi di Dollari. Cioè il 10% del PIL e l’8% degli occupati del pianeta. Numeri da capogiro se confrontati con quelli del vino che appare un comparto minuscolo.

 

NEL 2021 MENO 61% DI VIAGGIATORI MONDIALI. IL TURISMO VALE IL 10% DEL PIL DEL PIANETA

Il Covid ha colpito duramente il turismo che, ancora nel 2021, segnava un meno 61% di viaggiatori nel mondo.
Sempre lo scorso anno si sono profilate le nuove tendenze. La cosa più evidente è la trasformazione del “turista” personaggio quasi impacchettato in percorsi obbligati, grandi attrazioni, alberghi tutti uguali …. in viaggiatore a caccia di diversità, autenticità, esperienze vissute.

Il nuovo visitatore cerca posti lontani dall’overtourism cioè fuori dal fiume umano dei gruppi e dei negozi di souvenir tarocchi. Ecco che Massimiliano Serati, ricercatore alla LIUC Business School e autore, nel 2022 del libro “Il turismo gastronomico dopo la pandemia. Quanto, come e dove” ci mostra come le supernicchie, cioè i borghi incontaminati e lontani dal turismo di massa, brillino più di prima. E’ qui che risiedono la maggioranza delle specialità gastronomiche da scoprire. Si tratta del “diverso”, del “solo li” che promette scoperte ed esperienze arricchenti. Mete che ora attraggono il viaggiatore molto più del confort e del lusso.

 

IL NUOVO TURISTA ALLA SCOPERTA DEL DIVERSO E DELL’AUTENTICO CHE LO FA STARE BENE

Alcuni sentimenti sono molto forti e diffusi fra i turisti. Uno di essi riguarda la propria salute fisica e psicologica. Il cibo genuino, lo sport all’aria aperta, la quiete, i panorami, il rallentamento dei ritmi …. Fanno parte di un nuovo concetto di well-being e di contrasto allo stress. Altro sentimento forte è l’etica. La “social gastronomy” indica la richiesta di produzioni sostenibili. Allo stesso tempo, vengono preferite le attività turistiche che contribuiscono alla tutela delle comunità locali.
Un quadro complesso ma esatto, quello descritto da Massimiliano Serati riguardo al 2021 e un’ampia corrispondenza con quello che sta avvenendo nel 2022.
Roberta Garibaldi, Amministratore Delegato di Enit, notava come quest’anno <<ci ha riportato a sentori pre-pandemici>> in termini di presenze turistiche <<e ad un futuro turistico con trend che pongono al centro la sostenibilità e il valore del viaggiare declinando elementi di personalizzazione dell’offerta>>.

 

CRESCONO I VIAGGIATORI EUROPERI IN AUTO, PENALIZZATO IL SUD

Nel trimestre luglio-settembre gli stranieri dovrebbero lasciare in Italia 17 miliardi di Euro (studio di Confcommercio con Tra Consulting) e il loro numero dovrebbe eguagliare i dati pre Covid. Va sottolineato come un terzo di questa cifra riguardi food and wine cioè pasti e acquisti. Un dato che dovrebbe far sorridere ristoratori ma anche produttori di vino.
Nelle previsioni c’erano anche 2,2 milioni di turisti statunitensi e un buon incremento di europei, ad esclusione dei russi, ma con un forte incremento di tedeschi, arrivati in auto. Il maggior uso dell’auto, collegato anche agli scioperi del trasporto aereo, ha favorito lo shopping, l’allungamento delle permanenze in Italia ma ha penalizzato le destinazioni del Sud e le isole.