Superblend-Penfolds-Vini-CULT

CULT WINE ISTRUZIONI SU COME CREARLO

Superblend-Penfolds-Vini-CULT

Impariamo da chi, in pochi anni, ha costruito un mercato mondiale per un’ampia gamma di etichette cult: Penfolds e i suoi due nuovi vini NFT Superblend

 

Superblend-Penfolds-Vini-CULT

Superblend-Penfolds-Vini-CULT

Di Donatella Cinelli Colombini

Non si legano a un vigneto, ma a un concetto produttivo e ad un team di esperti che cercano l’eccellenza in una sterminata superficie di vigneti. Questa è la prima e maggiore rivoluzione di Penfolds nel campo dei CULT WINES.
Grange, il vino simbolo dell’enologia australiana, si fonda su queste logiche. L’uva di Shiraz con cui è prodotto proviene da differenti lotti di molteplici vigneti anche molto distanti fra loro: Barossa Valley, McLaren Vale, Clare Valley & Magill Estate. A questo si aggiunge un modo nuovo di rapportarsi ai clienti collezionisti. Penfolds è la prima cantina ad aver creato una sorta di “servizio di assistenza” per i collezionisti con la re-corking clinic del Grange che organizza appuntamenti nei mercati più importanti del mondo per la certificazione della qualità e il cambio del tappo alla presenza del chief winemaker Peter Cago. A questo si associa il club che da diritto a ricevere inviti a eventi, offerte speciali e piccole istruzioni. In altre parole Penfolds ha una rete di fan collegati in modo digitale e da eventi reali come i club di chi ha la Ferrari oppure è tifoso di una squadra di calcio.

 

VINO CULT ISTRUZIONI PER FARLO

Grange-Penfolds-Vini-cult

Grange-Penfolds-Vini-cult

Quella di seguito non è la spiegazione teorica del metodo con cui nasce un cult wine perché non esiste. I vini cult hanno storie e percorsi diversi, paragonare Panfolds a Madame Lalou Bize-Leroy, come a Screaming Eagle Wine, è impossibile.

Qui racconterò cosa sta facendo Penfolds con il suo nuovo vino CULT. Prima di tutto il nome Superblend che ricorda supertuscan cioè Sassicaia, Tignanello & co. In effetti questo vino è un blend di Cabernet e Shiraz, ma ogni lotto 802° e 802B ha percentuali diverse 68% + 32% maturato per 22 mesi in barrique nuove di quercia americana e 55% + 45% maturato per 19 mesi in rovere francese.
Come il Grange l’uva proviene da vigneti diversi dalle regioni di Barossa Valley, McLaren Vale e Coonawarra.

Poi la tecnica di vendita. Il Superblend 2018 viene indirizzato al mercato dei vini di lusso tramite un’asta su BlockBar che è avvenuta l’11 aprile dopo averla promossa sui canali specializzati a livello planetario. Io l’ho letta su TheDrinksBusiness.

BlockBar.com, il primo mercato NFT diretto al consumatore e i collezionisti millennials che stanno diventando sempre più forti nel mercato dei beni da investimento, sono generalmente persone che hanno fatto soldi con le Criptovalute e adorano i Non Fungible Token.
L’asta è il classico strumento per proporsi come fine wine. Un tempo era un feudo francese ma oggi si è allargato anche in Italia, Stati Uniti e altri vini di lusso.
Poi la rarità. Ogni NFT è legato a una bottiglia da 6 litri di Penfolds Superblend. I formati “imperiali” che noi chiamiamo Mathusalem, sono in genere riservati al museo di Penfolds e vengono venduti solo ai clienti VIP. L’offerta iniziale per la coppia di Superblend di $ 25.000 USD valore che viene indicato anche in ETH cioè nel token crypto più grande in termini di capitalizzazione di mercato.
I due Superblend 6 litri verranno conservate presso la struttura di BlockBar a Singapore fino a quando il suo proprietario non deciderà di farsele consegnare.

 

NFT, ASTE, E SPERIENZE ESCLUSIVE PER IL VINO CULT

Qui arriva l’elemento esperienziale e di fidelizzazione del cliente supervip: come parte dell’offerta NFT, l’acquirente riceverà anche una bottiglia in omaggio da 750 ml di ciascuno dei Penfolds Superblend 802.A Cabernet Shiraz 2018 e 802.B Cabernet Shiraz 2018 da degustare in una sessione virtuale privata con il capo enologo di Penfolds Peter Gago.
Ovviamente il mio non è un manuale di marketing per i vini Cult ma molti spunti ci sono. Non tutte le cantine hanno la dimensione e le entrature di Penfolds – non tutti sono Antinori o Gaja- ma credo che cominciare a costruire un percorso che porti ai collezionisti e agli alti prezzi sia fattibile anche per piccole realtà come il mio Casato Prime Donne. Quello che va ricordato è che un vino cult non ha bisogno solo di una vigna straordinaria, un’ottima attrezzatura di cantine e dei winemaker pieni di talento ma anche di un’operazione di marketing coraggiosa, innovativa e visibile. Altrimenti rimane una cosa quasi privata come il mio IOsonoDonatella che ho creato per me, quasi come un premio. Potrebbe diventare un vino CULT ma bisogna costruirci un’operazione di comunicazione e di marketing. Non è facile ma è una bella avventura.