Donatella-Cinelli-Colombini-al 75°-Congresso-Assoenologi-2022

Donatella Cinelli Colombini agli enologi italiani

Donatella-Cinelli-Colombini-al 75°-Congresso-Assoenologi-2022

Donatella Cinelli Colombini, presidente Donne del Vino, al Congresso Nazionale Assoenologi auspica una collaborazione che faccia crescere il valore del vino

 

Bruno-Vespa-Dario-Stefàno-Donatella-Cinelli-Colombini-al Congresso-Assoenologi-2022

Bruno-Vespa-Dario-Stefàno-Donatella-Cinelli-Colombini-al Congresso-Assoenologi-2022

Ringrazio il Presidente Riccardo Cotarella e tutta Assoenologi per avermi invitata al congresso di Verona. Sono contentissima di essere diventata membro onorario di Assoenologi.
Al Congresso ho portato la voce delle Donne del Vino, intervenendo ad un talk show condotto da Bruno Vespa a cui hanno partecipato il Ministro Stefano Patuanelli e il mio grande amico Senatore Dario Stefàno. Abbiamo parlato di turismo del vino ma qui desidero fare il punto sull’apporto che le donne possono dare all’enologia italiana.

 

IL RUOLO DELLE DONNE NEL PANORAMA DEL VINO ITALIANO

Il 55% dei consumatori abituali di vino in Italia sono donne. Nel 2021 abbiamo superato gli uomini.
Il 66% di chi prenota winery tours in cantina in Italia è donna. E sono donne la maggioranza dei turisti del vino in Spagna e California.
Recentemente insieme a Vinitaly International e UIV abbiamo effettuato un’indagine condotta dall’Università di Siena, sul Gender Gap nelle cantine italiane. I dati ci dicono che gli uomini dominano vigna e cantina in termini di addetti e di responsabili ma le donne sono la maggioranza e dirigono comunicazione, marketing, commerciale e servizi turistici.

Donatella-Cinelli-Colombini-al 75°-Congresso-Assoenologi-2022

Donatella-Cinelli-Colombini-al 75°-Congresso-Assoenologi-2022

Questo corrisponde alla situazione rilevata in USA e anche ad altre fonti. Fra gli iscritti a Assoenologi, le donne sono il 14% ma fra i corsisti Wset le donne sono il 40%.

In Italia il 28% delle cantine, il 24% dei negozi di vino al dettaglio e 1/3 dei ristoranti sono diretti da donne.

 

LE DONNE COME MOLTIPLICATORI DEL VALORE DEL VINO ITALIANO

Come ci insegna il professor Vincenzo Russo che è fra i relatori di questo congresso: gli uomini lavorano per obiettivi e le donne per relazioni. Quindi sono più portate a creare quella rete di rapporti che distingue la vendita del vino dalla creazione di un mercato. Le specificità del talento femminile possono essere di grande aiuto al vino italiano.
In pratica, cari amici enologi, se volete che le bottiglie che producete siano vendute a un prezzo più alto rispetto a quello medio attuale di 2,84€, quando i francesi sono a 5€, come ci dice Denis Pantini di Nomisma, bisogna imparare a collaborare di più e aiutarsi a vicenda.
Percepire il vantaggio di una collaborazione non si può imporre per legge, anche se la Legge 162/2021 introduce dal I° gennaio 2022, sgravi fiscali e punteggi nell’accesso ai fondi nazionali e europei, per le grandi imprese con la certificazione di genere.
Il vantaggio nasce dalla consapevolezza del costo del divario di genere che in Italia che è di 89 miliardi l’anno cioè il 6% del PIL.
Un costo inutile.

 

L’UTILITA’ DI UNA PIU’ STRETTA COLLABORAZIONE FRA ENOLOGI, AGRONOMI E DONNE CHE COMMERCIALIZZANO IL VINO

Per noi, gente del vino, una più stretta alleanza fra il settore produttivo, dove gli uomini sono la maggioranza e settori di comunicazione, commercializzazione e turismo, che sono dominati dalle donne, significa puntare a una crescita più veloce del valore delle nostre bottiglie.
Noi Donne del Vino abbiamo già cominciato a lavorare in questo senso cercando di trasformare i turisti in consumatori entusiasti dei vini italiani. In questi giorni stiamo valutando i primi esiti dei corsi pilota sul vino in 8 istituti turistici e alberghieri in Piemonte, Sicilia e Emilia Romagna. Riguardano 500 studenti. Il prossimo anno estenderemo i corsi sperimentali in tutte le regioni. Speriamo che poi l’insegnamento del vino si propaghi in tutte le scuole che formano i manager della ristorazione e del turismo.
Chiudo proponendo un obiettivo su cui lavorare insieme: raddoppiare il prezzo medio del vino italiano in bottiglia nei prossimi 5 anni. Non è una chimera, possiamo farcela.
Donatella Cinelli Colombini