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E’ l’etichetta che fa vendere il vino?

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E’ l’etichetta oppure è la qualità del vino che determina il successo di un’etichetta? Entrambe le cose ma sullo scaffale vincono etichetta e prezzo

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Di Donatella Cinelli Colombini

In effetti l’etichetta ha un peso consistente nella decisione d’acquisto del vino sullo scaffale, almeno nel 71% dei casi, quando la scelta è d’impulso. Per questo il look ha un ruolo determinante nei vini da consumo quotidiano che vengono comprati in GDO mentre influenza meno la scelta dei clienti al ristorante che decidono in base alla wine list e con l’aiuto di un maitre o un sommelier. Vicki Denig per WineSeacher ha fatto una serie di interviste sull’argomento giungendo alla conclusione che l’etichetta interviene sulla decisione di acquisto in due modi: attraverso le informazioni che fornisce (su vitigno, zona di origine, alcool, storia, modalità di consumo) e tramite la grafica che indica lo stile generale del vino cioè la sua filosofia.
Chi lavora nel settore ha confermato che l’etichetta influenza persino i buyer << che brutta etichetta non voglio nemmeno assaggiare il vino>> .

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In certi casi costringe ad azioni provocatorie tipo la vendita di <<grandi vini con orribili etichette>> perché altrimenti nessuno li chiederebbe.

GRAFICA DELLE ETICHETTE DI VINO

In linea di massima le etichette si raggruppano in due grandi tipologie: quelle moderne e quelle classiche. In ogni caso il packaging dovrebbe essere la rappresentazione della filosofia aziendale ma sempre con un occhio al mercato. Ci sono infatti produttori che non accettano nessun compromesso << io vendo vino e non cerco di accaparrarmi clienti con l’etichetta>>. Opinione che potrebbe avere effetti disastrosi perché in rivendite che espongono migliaia di tipologie, i vini venduti sono quelli con packaging accattivane o singolare mentre quelli più anonimi attraggono solo se hanno un grande nome come Sassicaia o Paz & Hall. Questo è tanto più vero nei punti vendita senza assistenza dove il cliente deve scegliere da solo senza un professionista a consigliarlo.
Per i produttori storici il consiglio è quello di mantenere le etichette in uso da 50 oppure 100 anni ma non per questo sottostimare l’importanza del packaging come, purtroppo, fanno moltissimi enologi.
Riassumendo l’etichetta deve distinguersi ed essere facilmente riconducibile all’azienda. Deve comunicare in modo inequivocabile il valore del vino in modo da intercettare il giusto target di clientela. Infatti un vino classico destinato a una clientela ricca e avanti con gli anni dovrà avere un packaging diverso rispetto a un vino a basso prezzo, destinato a un target giovane.
Grafica e colori sono importanti anche in base al sesso dei consumatori. Vincenzo Russo esperto di neuromarketing indica i colori viola-rosso come preferiti dalle donne e il blu verde intenso

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preferiti dagli uomini.

LE INFORMAZIONI CONTENUTE NELLE ETICHETTE DEI VINI

Un problema non piccolo riguarda le informazioni contenute nelle etichette. Tutto il resto del mondo trova le etichette europee complicate da capire per l’eccesso di indicazioni che contengono << Lo champagne è probabilmente il vino europeo più facile da acquistare per un consumatore, poiché è sempre etichettato come Champagne. Regioni come il Rhône contengono nomi di villaggi, sottozone, produttore e forse vigna>> con un risultato dissuasivo ha detto la wine buyer Christine Parkinson. Ecco che la zonazione delle denominazioni chiesta da molti giornalisti potrebbe trasformarsi in un boomerang sotto il profilo commerciale.
Sul lato opposto l’estrema semplicità delle etichette dei vini del Sud Africa produce una reazione deprimente nel consumatore perché li fa apparire poco interessanti, senza storia e senza racconto.
Tornando al Professor Vincenzo Russo e la sua analisi sul diverso eye tracking cioè percorso visivo di uomini e donne sulla bottiglia di vino, risulta che l’uomo è più selettivo riguardo alle informazioni da esaminare mentre la donna esplora l’etichetta nella sua completezza ed è maggiormente attratta dai contenuti di tipo narrativo e emozionale oltre che alle informazioni sul prodotto.

                                               

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