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Ecco il Robot sommelier

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Riconosce il vino 95 volte su 100 ma è un robot e non un sommelier in carne e ossa. La nuova frontiera dell’intelligenza artificiale applicata all’enologia

 

DI Donatella Cinelli Colombini

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Mi chiedo se un simile robot faccia più paura ai sommelier che potrebbero essere soppiantati da un uomo meccanico dal giudizio infallibile e dalla competenza sconfinata oppure ai produttori perché il robot è in grado di scoprire ogni loro furbata.
Sta di fatto che l’intelligenza artificiale entra anche nei calici e analizzando 13 caratteri come grado alcolico, colore, flavonoidi, PH, magnesio …. il robot è in grado di riconoscere lo stesso vino in mezzo a centinaia di altri ma anche di imparare al punto da orientarsi con campioni che non ha mai valutato prima.

 

I ROBOT SOMMELIER RICONOSCE I VINI CHE CONOSCE CON UN ERRORE DEL 5%

Gli inventori del robot sommelier sono ricercatori del National Institute of Standards and Technology della University of Maryland che hanno lavorato insieme alla Western Digital riproducendo i meccanismi del cervello umano nella rete neurale del robot. Per addestrarlo sono stati utilizzate 148 vini di tre varietà di uva. Dopo la fase di “addestramento” il robot sommelier ha fatto il suo “esame” con una “degustazione virtuale” che comprendeva tutti i campioni già “assaggiati” più altri 30 nuovi. Il risultato è stato impressionante il robot ha riconosciuto il 95,3 % dei vini che conosceva e ha collocato correttamente 28 dei 30 vini a lui sconosciuti.

 

IL ROBOT SOMMELIER COLLOCA ESATTAMENTE I VINI CHE NON CONOSCE CON L’8% DI ERRORE

Credo che le probabilità di riuscire a fare la stessa cosa per un sommelier umano siano pressoché nulle.
Ma c’è un’altra cosa da mettere in conto. In un futuro non lontanissimo, i robot costruiti con l’intelligenza artificiale potrebbero diventare campioni di storytelling pescando da banche dati sconfinate. Addestrandoli, sarebbero in grado di esporre storie, dati produttivi, notizie sul vitigno, l’annata, la cantina …. Su qualunque bottiglia e in qualunque lingua.
Non si aspetterebbero la mancia, potrebbero adattarsi alle esigenze del cliente e se lui bruscamente gli dicesse <<basta ora stai zitto>> non si offenderebbero.

 

ROBOT SOMMELIER INVENTATO PER CASO NELLA RICERCA DI UN’INTELLIGENZA ARTIFICIALE MENO ENERGIVORA

Unica soddisfazione è che le reti neurali create per l’intelligenza artificiale sono energivore. Consumano molta più energia del cervello umano. Per esempio un processore di linguaggio naturale commerciale all’avanguardia, consuma circa 190 megawattora (MWh) di energia elettrica, circa lo stesso quantitativo che 16 persone utilizzano in un anno intero.

In effetti gli studi effettuati dal National Institute of Standards and Technology degli Stati Uniti dell’Università del Maryland e di Western Digital Technologies non miravano a inventare il sommelier robot quanto piuttosto di creare dispositivi di intelligenza artificiale (AI) capaci di consumare meno energia e funzionare più velocemente di altri hardware esistenti.
Ecco che il vino, ancora una volta, aiuta l’umanità ad andare più avanti.