Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

ETNA E VINI BIANCHI

Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

L’EVOLUZIONE DEL VIGNETO ETNEO DA NERELLO MASCALESE A CARRICANTE CON UNA CONCENTRAZIONE DI VITIGNI A BACCA BIANCA NEL VERSANTE EST DEL VULCANO DOVE PIOVE DI PIU’

Etna Graci antico baglio

Etna Graci antico baglio

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Nel 2016 andai a visitare le cantine dell’Etna insieme all’ Académie Internationale du Vin  associazione composta da personaggi di grandi cantine super star come Opus One o Château Haut-Brion e da produttori superstar come Maria José Lopez de Heredia di Viña Tondonia al mio amico Angelo Gaja. Si tratta di esperti che guardano tutto con la lente di ingrandimento e pesano ogni parola che ascoltano. Nel gruppo c’erano anche Claude e Lydia Bourguignon, forse i consulenti agronomi più famosi del mondo, che per molti anni hanno lavorato per Romanée Conti.
Furono loro a farci riflettere sulle differenze di clima dei versanti etnei e sulla loro conseguente diversa vocazione viticola. Infatti <<nei grandi territori dell’uva rossa è possibile produrre ottimi bianchi ma dove il terroir ha vocazione per le viti a bacca bianca è quasi impossibile produrre grandi rossi>>. Partendo da questo concetto, secondo i Bourguignon, bisognava ripensare la vigna sull’Etna.

L’ANELLO MAGICO DEI VIGNETI DELL’ETNA

I vigneti formano un semicerchio introno al vulcano. I versanti Nord e, sul lato opposto, Sud Ovest sono più secchi e assolati. Il versante Est è più ripido e piovoso (2000 mm all’anno) ed è proprio in questa zona che, secondo Lydia e Claude, bisognava coltivare solo viti bianche.

LA SVOLTA BIANCHISTA DEI PRODUTTORI DELL’ETNA

In un primo momento la reazione dei produttori siciliani ai consigli dei Bourguignon furono scettiche ma poi qualcosa è successo e l’Etna ha cominciato a scommettere sui vini bianchi. Un delizioso articolo di Gamberorosso Today  racconta come nel 2018 l’Etna rosso producesse 2 milioni di bottiglie e il bianco uno, mentre ora il carricante ha quasi raggiunto il nerello mascalese e la produzione ha toccato i 5 milioni di bottiglie divise quasi a metà. C’è anche l’Etna Bianco Superiore localizzato a Milo, proprio sul versate Est a cui facevamo riferimento prima. Per il momento fa ancora numeri modesti ma è comunque triplicato. Anche il numero dei produttori è cresciuto partendo dai tre pionieri, oggi supera le venti unità.
Crescono le bollicine, la speranza di ottenere la DOCG e la voglia di dare spazio ai bianchi nel corso di Etna Days, l’evento che si svolge ogni anno a settembre. Intanto, lo squadrone dei produttori etnei si presenta insieme al Vinitaly mostrando i muscoli con l’intento dichiarato di rivaleggiare con i grandi distretti viticoli di tutto il mondo.