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Falanghina: sarà il super vino bianco del futuro?

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Bianco, vulcanico, minerale, longevo … la Falanghina ha tutti i caratteri di tendenza. Ma serve la voglia di puntare molto, molto in alto per vincere nel mondo

Giulia-Falato-Valeria-Lingua-Guardia-Sanframondi-Progetto-Falanghina

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Di Donatella Cinelli Colombini

Vado a Guardia Sanframundi Città europea del vino 2019, con Valentina Carputo Delegata campana delle Donne del Vino per il progetto “Donne per Sannio Falanghina”, che riunisce 25 comuni del beneventano, un distretto viticolo formidabile: 12.000 ettari vitati, 10.000 aziende produttrici d’uva, 3 DOP e 1 IGP, 160 cantine, nel complesso il 50% della produzione campana.

GUARDIA SAFRAMONDI E LA FALANGHINA

Donatella-Cinelli Colombini-castello-medioevale-Guardia-Sanframondi

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L’idea del bravissimo sindaco Floriano Panza è quella di usare le donne come apripista verso la qualificazione produttiva <<le cose vanno bene>> mi spiega << qui al Sud abbiamo fatto il 7,5% in più di fatturato dal 2018 e un + 3,7% di occupazione nel settore vitivinicolo, ma le donne possono essere un elemento di accelerazione>>. In effetti <<in Campania le aziende agricole in rosa sono passate dal 34 al 37% del totale mentre la media nazionale è del 29>>. Partendo da questi numeri il sindaco Panza ha affidato a Giulia Falato il coordinamento del progetto che punta a lanciare la Falanghina e il suo distretto produttivo come eccellenze.
Le carte da giocare ci sono, basta assaggiare il vino di Paola Mustilli, la sua complessità minerale, la densità, la persistenza della sua Falanghina vocata al lungo invecchiamento.

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FALANGHINA UN BIANCO DI TENDENZA CHE PUO’ PORTARE AL SUCCESSO UN INTERO TERRITORIO

Il problema è creare la squadra e unirla con un’unità di intenti, scopi dichiarati dell’incontro nel castello di Guardia Sanframondi.
<<Le risorse per la comunicazione ci sono>> dice Panza <<ore ci serve un piano d’azione>> aggiunge la Falato. Qualche primo segnale che indica la direzione c’è, infatti anche se il tasso di occupazione delle strutture ricettive è solo del 37,7% le presenze turistiche sono salite da 77.000 a 92.000 dal 2016. Ancora poco ma comunque un segno positivo e Riccardo Cotarella consulente della maggiore cantina sociale della zona – La Guardiense – e presidente degli enologi mondiali, li ha incoraggiati <<puntiamo sulla formazione>> ha detto promettendo il suo aiuto. Una traccia progettuale può scaturite dal piano regolatore delle Città del Vino illustrato dall’Architetto urbanista Valeria Lingua dell’Università di Firenze che propone una gestione integrata fra paesaggio urbano e agricolo.

PUNTARE SULLA QUALITA’ DEL VINO E DEL SUO TERRITORIO

Valentina-Carputo-Donne-del-Vino-Guardia-Sanframondi-Progetto-Falanghina

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Il punto di partenza di ogni progettazione è la parola “qualità” un termine abusato che ha perso valore e che invece potrebbe definire in modo molto preciso una filosofica di ricerca del meglio. La vera qualità esprime lo sforzo verso la perfezione in tutte le sue forme: formazione degli addetti, restauro dei centri storici, coltivazione della terra e produzione del vino, rispetto della tradizione anche nella gastronomia portando in tavola piccoli capolavori fatti a mano. Nell’epoca attuale caratterizzata dalla polarizzazione della capacità di spesa con il 2% che possiede la metà della ricchezza del mondo e il resto della popolazione povera o verso la povertà, in questo panorama bisogna fare una scelta e rivolersi a uno dei due target. Questa è la prima cosa da decidere per la Falanghina e io mi auguro che la scelta di questo territorio e dei produttori sia di puntare in alto scegliendo la pasta fatta a mano con le fave invece degli spaghetti industriali con le vongole, oppure scegliendo la Falanghina complessa e minerale, dalla grande capacità di invecchiamento al posto della Falanghina fruttata da mandare in cisterna in Veneto.

                                               

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