Fine-wines-nell’immaginario-del-consumatore-italiano

FINE WINES – GRANDI VINI

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Sono buonissimi, cari, provengono da brand e cantine storiche, migliorano con il tempo. Questo il profilo dei grandi vini per il consumatore italiano

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Nomisma Wine Monitor e “Grandi Marchi” hanno tracciato il comportamento d’acquisto degli italiani rispetto ai fine wines scoprendo che il 75% dei nostri connazionali, che comprano vino soprattutto in GDO, non sa cosa siano.
In realtà i grandi vini si comprano soprattutto in enoteca (19,8%), in cantina (17,5%), in supermercato (16,4% + 9,3% del GDO online) oppure tramite app come Winelivery (8,8%), Tannico, vino.com o Callmewine (9,3%) oppure Amazon (6,6%). 

 

COM’E’ IL GRANDE VINO NELLA MENTE DEGLI ITALIANI

Nella mente degli italiani un grande vino deve essere di qualità eccellente (64%), caro (61%), avere il prestigio di un grande brand o di una cantina storica (57%) e migliorare con il tempo (53%). Fanno parte di questo profilo prestigioso gli ottimi punteggi nelle guide (53%), la capacità di abbinarsi all’alta cucina (52%), essere raro (51%) ed avere un packaging elegante (50%). Le regioni di provenienza di questi vini sono Toscana (55%), Piemonte (41%) e Veneto (36%).

 

SOLO LO 0,5% DEI CONSUMATORI COMPRA FINE WINE UNA VOLTA LA SETTIMANA

I grandi vini nell’immaginario dei consumatori italiani sono Barolo, Sassicaia, Brunello di Montalcino, Chianti, Amarone della Valpolicella e Franciacorta. In mezzo alle denominazioni spuntano i nomi di Antinori, Bertani e Ferrari.
Il problema nasce quando la domanda riguarda la frequenza degli acquisti di grandi vini e solo il 15% dei consumatori ne ha comprato uno nell’ultimo anno, mentre un misero 0,5% lo fa una volta alla settimana. E’ triste anche perché non parliamo di prezzi astronomici: il 34% dei consumatori spende fra 20 e 30€ a bottiglia e il 27% arriva fino a 50.

 

MASCHIO, RICCO FRA I 41 E I 54 ANNI. QUESTO IL CONSUMATORE DI FINE WINES

Il consumatore di fine wine è maschio, vive nel Nord Est o nel Centro Italia, ha fra i 41 e i 54 anni e uno stipendio oltre i 2.500€ al mese.
Una parte della ricerca Nomisma Wine Monitor riguardava la presenza dei fine wines nelle 3 principali piattaforme italiane di e-commerce di vino (Tannico, Vino.com e Callmewine). La cosa positiva è che il loro fatturato complessivo è passato da 11 milioni di Euro di cinque anni fa a 94 milioni. Le etichette italiane sono oltre la metà fra le 11.700 fine wines presenti. In effetti, anche valutando il numero dei vini dal prezzo superiore a 50€ a bottiglia, il risultato è incoraggiante: essi sono il 41% dei rossi, il 12% dei bianchi e di spumanti e il 3% dei rosé.