Rapporto-Coop-2020-futuro-senza-bambini

Futuro senza bambini, con tanti animali e in piccole città

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La fotografia degli italiani post covid è di persone serene, indaffarate a cucinare a casa, stufe del digitale, ma in smart working e timorose dei posti affollati

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il Rapporto Coop 2020 ci aiuta a capire cosa è successo, in termini di consumi e stili di vita, durante la pandemia e cosa avverrà nel post covid.
Alcune delle opinioni di Albino Russo, fra i migliori esperti italiani di sociologia dei consumi, che ha curato il rapporto, sono delle conferme altre no. Confermato lo spostamento del baricentro economico del mondo in Asia e soprattutto in Cina mentre potrebbe essere il Sudamerica e l’UE a pagare il conto più alto. Confermata la crescita delle disparità fra chi è diventato povero e gli winner con stipendio fisso e smart working.

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POST COVID VEDE LA CINA VINCENTE

Insieme ai tanti effetti negativi il covid ha portato anche un salutare desiderio di cambiamento: equilibrio con se stessi, con l’ambiente, il territorio e la propria comunità. C’è chi ha reagito rifugiandosi nel confort della casa e della famiglia. C’è chi sta andando verso uno stile di vita più sobrio e sostenibile usando, ad esempio, la bicicletta, per i piccoli spostamenti. Tuttavia il mercato dei veicoli provati è in ripresa soprattutto in Italia e soprattutto per quelli elettrici o ibridi.

UNA DIGITALIZZAZIONE  ACCELERATA CHE NEL POST COVID NON FINIRA’

Tutti sono più digitalizzati e, nel 2021, compreranno smartphone tablet e simili anche se i social network saranno meno attrattivi dopo la pandemia.
Il lusso, i grandi mall, le discoteche sono passate di moda.
L’home cooking dilaga ovunque: è un modo per risparmiare prendendosi cura della famiglia. E’ anche una rappresentazione di sé sempre più forte. Inoltre il cibo ha avuto un ruolo di conforto durante la pandemia che ha portato la maggior parte degli italiani a ingrassare. Trionfano il local e la tradizione, tendenze che perdureranno anche dopo il covid.

CROLLO DEMOGRAFICO E ABBANDONO DELLE METROPOLI

Chi si aspettava un boom di nascite causato dal lockdown rimarrà deluso. C’è un crollo demografico: il 36% dei giovani italiani ha definitivamente rinunciato ad avere un figlio contro il 17% dei francesi e il 14% dei tedeschi.

Altra convinzione che pare contraddetta dai sondaggi è la corsa a vivere in campagna. Probabilmente si spopoleranno le metropoli a beneficio di centri più piccoli e ben collegati ma la casa isolata in mezzo al verde non sembra il luogo ideale per lunghe permanenze.

La maggior parte delle persone sono più serene adesso che prima del covid. Viceversa i soggetti fragili hanno subito grossi effetti negativi dal lockdown. Fra i 14 e i 20 anni il rischio di hikikomori tocca un milione di soggetti. Quelli della sindrome della capanna.

PER USCIRE DALLA CRISI BISOGNA PUNTARE SULLA FORMAZIONE, IL TURISMO E L’AGROALIMENTARE

Ma dove investire per uscire dalla crisi? Prima di tutto sul capitale umano e la sua formazione. Poi sul lavoro, la tecnologia e le infrastrutture. La salute viene dopo perché, evidentemente, se mancano competenze e strumenti operativi sarà comunque destinata ad avere grossi problemi.
Ma su cosa contare per uscire dalla crisi? Potenziale turistico e agroalimentare di eccellenza.

                                                                       

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