GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 11

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GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 11

IL MARKETING DEL VINO E’ UN COMPARTO NUOVO E IN CONTINUA EVOLUZIONE DI CUI HO INDIVIDUATO ALCUNI ELEMENTI CHE, DEGLI ULTIMI 20 ANNI, HANNO FATTO LA DIFFERENZA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination 

Paolo De Castro

Paolo De Castro gli innovatori del vino italiano

E’ difficile inquadrare persone o gruppi di persone che hanno modificato il vino italiano attraverso il marketing perché si tratta di qualcosa di nuovo e in continua evoluzione ma la filiera del vino e la percezione del vino sono enormemente cambiati a seguito delle azioni di marketing. Qui di seguito ho provato a tracciare 5 piccoli ritratti: Stevie Kim e Wine2Wine, Vincenzo Russo e il neuromarketing, Wset e la formazione sul wine business, Denis Pantini e Nomisma Wine Monitor, Paolo De Castro e le politiche europee.
Sono consapevole di non aver esaurito l’argomento e non aver citato persone come Alberto Mattiacci della Luiss di Roma, Giuseppe Festa dell’Università di Salerno o Pierpaolo Penco del MIB di Trieste … che sono stati pionieri nello studio e nella formazione sulle nuove professioni del vino, ma si tratta di un argomento particolarmente difficile da inquadrare anche se è decisivo per l’attualità e il futuro dell’enologia italiana.
Aspetto suggerimenti e consigli per andare avanti nella profilazione dei 100 innovatori del vino italiano. Il mio indirizzo è donatella@cinellicolombini.it

NOMISMA WINE MONITOR E LE INDAGINI SUL WINE BUSINESS

Nomisma è un centro indipendente di studi economici e di consulenza sui temi dell’economia reale. Nato nel 1981, ebbe come primo

CinelliColombini, DeCastro; Dell'Orefice a Nomisma

CinelliColombini, DeCastro; Dell’Orefice a Nomisma per la presentazione di Wine Monitor

coordinatore Romano Prodi allora professore di Economia e Politica Industriale all’Alma Mater Università di Bologna. Nel corso degli anni si è affermato come leader della ricerca applicata all’economia nazionale e internazionale su agricoltura, industria, real estate, turismo, trasporti e logistica, beni culturali, servizi.
Opera attraverso osservatori tematici che fotografano i trend e le opportunità di specifici segmenti.  Quello del vino si chiama WineMonitor ed è diretto da Denis Pantini. Io ho l’onore di averlo visto nascere a Bologna nella monumentale sede di Nomisma. Fino dall’inizio è stato pensato per supportare le imprese e le istituzioni della filiera vitivinicola italiana nella comprensione delle dinamiche di mercato, sia a livello nazionale che mondiale. Wine Monitor è la prima piattaforma che mette a sistema tutti dati e le informazioni sul mondo del vino, integrando servizi a supporto delle politiche di marketing e dei percorsi di internazionalizzazione di enti e imprese. Wine Monitor è da anni la bussola che consente di tracciare la rotta commerciale del vino italiano.

PAOLO DE CASTRO E QUALIVITA

Paolo De Castro originario di San Pietro Vernotico in provincia di Brindisi è un economista italiano professore ordinario di economia e politica agraria all’Università degli Studi di Bologna. La sua attività politica è culminata con la nomina a ministro delle politiche agricole dal 1998 al 2000, nel primo e nel secondo governo D’Alema, e dal 2006 al 2008 nel secondo governo Prodi. Parlamentare europeo dal 2009 è da anni il punto di riferimento italiano nella politica agricola comunitaria anche per aver ricoperto la carica di Presidente e poi primo vice-presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale a Bruxelles. Purtroppo, nel 2024, il suo partito non l’ha ricandidato al Parlamento EU, deludendo  tutta l’agricoltura italiana
Dal 2001 al 2004 ha presieduto l’istituto di studi economici Nomisma ed è stato inoltre presidente e cofondatore, insieme a Mauro Rosati, della “Fondazione Qualivita“. Qualivita ha sede a Siena ed è nato nel 2000 con lo scopo di promuovere i prodotti agroalimentari di qualità e, in particolare le produzioni DOP IGP; nate nel 1992 in Europa, le Indicazioni Geografiche non avevano ancora trovato il dovuto successo sui mercati, vista anche la scarsa conoscenza da parte dei consumatori. A questo scopo Qualivita redige ogni anno un Atlante con le schede tecniche di ogni prodotto e gestisce un Osservatorio sulle IG.
Strenuo difensore degli interessi degli agricoltori italiani Paolo De Castro è considerato il maggior esperto di politica agricola comunitaria. Come ben sappiamo, l’Unione Europea, attraverso i fondi OCM cofinanzia e quindi indirizza le azioni di marketing di tutto il comparto enologico cioè consorzi, enti locali e cantine. Ora, l’agricoltura italiana non ha più il suo campione più forte.

STEVIE KIM E WINE 2 WINE

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Stevie Kim dice di essere americana perché è cresciuta a New York ma è di origine coreana e vive in Italia da trent’anni. Alla fine è la persona più autenticamente multietnica che conosco e anche la più autenticamente parte della società liquida. In pratica non riesci a fotografarla perché è già oltre.
Nel crea 2008 Vinitaly International, di cui oggi è managing director, nel 2014 inventa Vinitaly International Academy per formare (1150) gli ambasciatori del vino italiano nel mondo e nel 2017 l’ Italian Wine Podcast partito quasi per gioco e ora fra i 30 top Wine Podcast del mondo. A Stvie Kim si deve l’invenzione di Opera Wine, la degustazione che precede Vinitaly e riguarda le 100 maggiori cantine italiane scelte da Wine Spectator.
Suo è anche Wine2Wine, il primo e principale forum sul business del vino. Si svolge nei locali della Fiera di Verona a novembre e permette di aggiornarsi sui nuovi trend, incoraggia il networking fra gli addetti al marketing e alla comunicazione, fornisce conoscenze pratiche sui nuovi strumenti e i nuovi metodi cercandoli in tutto il mondo. Il tutto attraverso un calendario fittissimo di seminari di 45 minuti ciascuno. Una formula che ha insegnato ai logorroici italiani come comunicare con uno stile quasi televisivo, andando dritto al punto e privilegiando la chiarezza all’abbondanza dei dati.
Se c’è una persona che ha contribuito a svecchiare il business del vino italiano e a renderlo più digitale questa è Stevie Kim

VINCENZO RUSSO E IL NEUROMARKETING

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Prima di Vincenzo Russo quasi tutti credevano che la degustazione fosse una pratica obiettiva. E’ stato lui a mostrarci che il gusto può essere pesantemente influenzato da altri sensi come la vista o l’udito.
Russo è professore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing presso la IULM di Milano. Ci ha insegnato il rapporto tra emozioni, decisioni e comportamenti di consumo alimentare aiutandoci a usare suoni, luci, colori, panorami e parole per accrescere le vendite e il piacere del vino. La prima cosa da sapere è che la scelta del consumatore non è basata su un ragionamento perché gli esseri umani sono macchine emotive che pensano e non macchine razionali che si emozionano.
Il neuromarketing usa gli strumenti di indagine della neurologia: elettroencefalogramma, movimenti oculari e dilatazione delle pupille, sudorazione, battito cardiaco e ritmo respiratorio, movimenti del volto. Con essi valuta le reazioni del consumatore agli stimoli che provengono da un prodotto, nel nostro caso da un vino. Il neuromarketing può dire molto sull’efficacia di un determinato packaging – colori, forme, frasi o parole- e sul risultato emotivo che produce nel consumatore cioè su quanto lo coinvolge. Ecco che la frase “ i suoi tannini vellutati” è tattile e risulta coinvolgente mentre la frase “ottimo contenuto polifenolico” è molto più fredda. Un racconto coinvolgente, così come un ambiente molto bello e arioso, oppure l’aspettativa suscitata da un grande vino stimolano la produzione di ossitocina il così detto “ormone della fiducia” che viene secreto in situazioni gradevoli e questo produce un effetto positivo nell’assaggio del vino.
L’udito è sottostimato ma potente. I suoni agiscono su tre parti del cervello: il Sistema Limbico che è il luogo delle emozioni; la Corteccia Prefrontale che valuta la gradevolezza; la Corteccia Motoria e infatti balliamo con la musica.
La presenza di una melodia rilassante fa sembrare più breve l’attesa davanti alla cassa, la velocità del ritmo influenza la velocità dei movimenti dei clienti nello spazio commerciale, così come una canzone molto nota li distrae dall’acquisto. La musica classica fa vendere vini più costosi del pop, che ha un connotato popolare. Proprio per la funzione adattativa collegata all’udito, la musica classica spinge inconsapevolmente il consumatore assumere attitudini da upper class e quindi a fare acquisti di profilo molto alto. Gli esperti lo chiamano “effetto Lafite”.

WSET E LA FORMAZIONE SUL WINE BUSINESS

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Fattoria-del-Colle-sede-dei-corsi-WSET-

Chi vuole lavorare nel settore commerciale del vino può scegliere se formarsi in corsi di laurea o master oppure più semplicemente, frequentare le lezioni del Wset – Wine & Spirit Education Trust è stata fondata nel 1969 dalle grandi associazioni di esperti e commercianti del beverage del Regno Unito per soddisfare la crescente richiesta di persone formate nella filiera UK di vino e alcolici.
Il successo dei corsi spinse Wset a esportarli all’estero e alla fine del Novecento le qualifiche dei corsi avvenivano anche in Europa, USA e Asia. Nel 2007, per la prima volta gli studenti internazionali superarono quelli del Regno Unito. Il numero dei corsisti continua a crescere e si aggira sui 100.000 all’anno.
Oggi le qualifiche WSET sono disponibili in oltre 70 paesi in 15 lingue, attraverso una rete di oltre 900 fornitori di corsi.
Fino dall’inizio i corsi Wset si strutturano su tre livelli
– Certificato
– Certificato superiore
– Diploma
Ad essi si aggiunge, nel 2019, un 4° diploma dedicato al vino. Nello stesso anno i corsi sono stati focalizzati su specifici temi: vino, liquori e sakè.
Le qualifiche WSET sono riconosciute in tutto il mondo. Preparano chi inizia la carriera nel vino ma anche i professionisti o per gli appassionati che vogliono aggiornarsi e accrescere la loro preparazione. Wset è ormai il leader mondiale della formazione sul vino e basa il suo successo sullo standard garantito delle docenze e dei corsi oltre che sull’aggiornamento costante dei contenuti didattici che scaturiscono dal contatto con la filiera enologica. L’obiettivo di Wset è infatti quello di formare professionisti capaci di soddisfare le esigenze di un mercato globale del vino e degli alcolici in continua evoluzione.
I fornitori dei corsi cioè gli organizzatori-docenti, che operano nelle sedi sparse in tutto il mondo, devono soddisfare rigorosi criteri e sono oggetto di un monitoraggio continuo da parte del “Team accademico e operativo”. Persino le sedi dei corsi hanno requisiti molto precisi e vengono approvati da Londra. Per un certo periodo anche la Fattoria del Colle è stata sede periferica dei corsi Wset.