nuovi professionisti dl vino

I NUOVI PROFESSIONISTI E I NUOVI CONSULENTI DEL VINO

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L’ECOMMERCE E LA COMUNICAZIONE SOCIAL DELLE CANTINE RICHIEDONO TESTI, FOTO, VIDEO E SISTEMI DI CONTROLLO CHE, TUTTI O IN PARTE, VANNO ESTERNALIZZATI

Nuovi professionisti del vino

Nuovi professionisti del vino

Di  Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Dopo aver usato web agency locali e spesso arrangiate, negli ultimi anni, le cantine hanno organizzato all’interno le funzioni riguardanti la vendita e la comunicazione online,  ma l’accelerazione nei cambiamenti rende sempre più difficile ottenere buoni risultati con il “fai da te”. Contemporaneamente il rapporto con il mercato e con i consumatori finali B2B e B2C sono cresciuti di importanza. E’ indispensabile dialogare con loro e essere visibili ai loro occhi, coinvolgerli affettivamente prima ancora che commercialmente.
Siamo in una fase in cui l’intelligenza artificiale accelera i cambiamenti e la distinzione fra i grandi, che diventano sempre più presenti nella mente dei consumatori e i piccoli, che rischiano l’invisibilità …. Aggiornarsi e specializzarsi diventa una necessità immediata per le cantine.

COMPETENZE INHOUSE E ESTERNALIZZAZIONE A SPECIALISTI DELLA COMUNICAZIONE E DELL’ECOMMERCE

Sviluppo questo tema aiutandomi con un articolo del Magazine di evoluzionecommerce che vi invito a leggere per avere una panoramica più dettagliata dell’argomento. Io arrivo a conclusioni diverse ma è comunque utile sapere il punto di vista degli addetti ai lavori.
Va premesso che il mondo internet richiede di specializzarsi, saper fare tutto è impossibile. C’è il copywriter che scrive i testi, chi si occupa degli shooting fotografici e chi delle ricerche di mercato. L’importante è saper coordinare questi contributi diversi tenendoli a stretto contatto con la direzione aziendale anche quando sono parzialmente o totalmente esternalizzati. Altro elemento da ricordare è la velocità. L’impresa di piccole dimensioni è più agile e arriva prima di quella grande dove ogni cambiamento deve scalare la gerarchia del comando. Questo può essere decisivo.

MEGLIO PRODURRE CONTENUTI IN AZIENDA MA NON TUTTI SANNO FARLO

Per essere visibili bisogna proporre contenuti utili, accattivanti e autorevoli. Mostrarsi competenti e fornire informazioni utili a chi riceve il messaggio è determinante per attrarre e fidelizzare i futuri clienti. Questi contenuti devono essere all’interno di una strategia di marketing coerente e hanno bisogno di essere ottimizzati rispetto ai motori di ricerca (SEO) e anche sostenuti da investimenti.
Ma mio avviso è meglio tenere inhouse la produzione di contenuti perché devono essere perfettamente aderenti alla realtà e alla filosofia aziendale, essere tempestivi, autentici e inimitabili. Provate a copiare post altrui, anche di tendenza …. e vedrete che non funzionano. Quello che crea community e successivamente business, è il racconto giornaliero del proprio vissuto e delle proprie scelte perché sono i valori (rispetto della natura, attenzione alle persone, problemi e successi …) che lentamente circondano l’impresa (e i suoi prodotti) di clienti che la pensano allo stesso modo.
Ovviamente bisogna anche investire in tecnologia come nell’acquisto di un CRM Customer Relationship Management per gestire al meglio i contatti acquisiti. A volte il costo di un simile sistema risulta eccessivo ed è preferibile “abbonarsi” a un sistema operativo anche se, ciò presenta il rischio di scippo dei propri contatti.

SERVONO UN FOTOGRAFO E UN VIDEMAKER OGNI TANTO ANCHE PER CHI PRODUCE DA SOLO LA MAGGIORANZA DELLE IMMAGINI

E’ sicuramente indispensabile l’ausilio di un fotografo o di un videomaker esterno almeno ogni due anni, anche se la maggior parte dei contenuti visivi vanno prodotti inhouse.
E’ necessario avere a fianco un consulente per i sistemi informatici che faccia funzionare al meglio sito e social. Così come è meglio trovare all’esterno chi ottimizza il SEO perché gli algoritmi cambiano così velocemente da richiedere una costante impegno per aggiornare le competenze e questo non è recuperabile lavorando solo per una cantina media o piccola.
Anche per l’e-commerce il “fai da te” può trasformarsi nel “non vendo niente”. Internet contiene l’80% delle attività economiche quindi è un ambiente saturo in cui essere visti è molto difficile.

COME CONTROLLARE I RISULTATI DELLE AZIONI DI MARKETING E VENDITA ONLINE

Anche il controllo dei risultati in rapporto con la spesa andrebbe tenuto in azienda ma richiede tempo e strumenti.
Vediamo ora le bussole dell’e-commerce cioè gli strumenti che servono per capire se la propria azione è ben fatta.
Il KPI –Key Performance Indicator valuta il successo aziendale rispetto agli obiettivi. Non esiste una formula per calcolare un KPI, perché gli indicatori variano a seconda degli obiettivi aziendali, in altre parole se un’impresa vuole accrescere la propria reputazione o invece le proprie vendite dovrà misurare cose diverse. L’importante è decidere prima gli obiettivi e verificare dopo gli esisti.
Altro strumento di controllo è il ROI Return on Investment che misura la redditività di un investimento. Questo è un calcolo più facile: se investiamo 100.000 € in un’azione marketing che produce 20.000€ di profitto avremo un ROI 20%.
Avendo chiari gli obiettivi da raggiungere la cosa più consigliabile è una ricognizione sulle società di consulenza e un confronto fra i prezzi e le proposte che hanno. Questo consente di farsi un’idea dell’investimento richiesto e del ROI più probabile. I KPI verrà poi costruito per tenere d’occhio il successo ottenuto dal progetto ed eventualmente modificarlo se non funziona al meglio. Fra gli esiti vanno considerati anche i benefici correlati: la campagna pubblicitaria destinata a spingere le vendite online ha un effetto tonico sul brand e su tutti i prodotti aziendali. Anche l’atto di vendita online, se collegato a un club e ad altre azioni di marketing produce un incremento di traffico nel sito e un aumento di conoscenza dell’azienda. I clienti risultano spesso più fidelizzati che per altre azioni commerciali.