I PRODUTTORI DI BRUNELLO A LEZIONE DA VINCENZO RUSSO
IL PROGETTO TURISTICO <<WELCOME TO MONTALCINO>> DEBUTTA CON UNA LEZIONE MAGISTRALE SUL NEUROMARKETING TENUTA DAL MASSIMO ESPERTO ITALIANO VINCENZO RUSSO

Vincenzo Russo insegna i principi del neuromarketing ai produttori di Brunello
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle
Aula piena nei 60 posti disponibili e tante facce giovani di addetti al marketing e al commerciale. E’ la nuova generazione che lavora nelle cantine di Brunello e che costituisce il futuro della denominazione.
L’appuntamento è organizzato dal gruppo che si occupa del progetto turistico <<Welcome to Montalcino>> guidato da Violante Gardini Cinelli Colombini. Una partenza col botto per la formazione ce affiancherà le azioni di coordinamento e comunicazione finalizzate a rendere ancora più attrattiva la wine destination Brunello.
Vincenzo Russo massimo esperto italiano di Neuromarketing non smentisce la sua fama e fa un’autentica lezione magistrale. Tre ore in cui ha catturato l’attenzione generale spiegando come il cervello umano reagisce a ciò che vede, che sente, che tocca o che annusa.
Qui non posso trascrivere tutto quello che ha detto ma vorrei darvi qualche pillola che spero sia utile
I COMPORTAMENTI DEL CONSUMATORE IN SITUAZIONE DI CRISI SONO TRE
Lo stesso ma di meno
Lo stesso a meno seguendo sconti e promozioni
Di meno ma con più valore
COS’È IL NEUROMARKETING E COSA VEDE NEL CAMBIO GENERAZIONALE DEI CONSUMATORI
Il neuromaketing usa gli strumenti della diagnostica medica per capire le reazioni del cervello agli stimoli esterni in funzione dei consumi. Il cervello è plastico e quindi si modifica. Ciò che è stato scoperto di recente è che il cervello della GenZ ha un cambiamento strutturale importante avvenuto in pochissimo tempo.
Gli effetti sono una riduzione della capacità critica e del tempo di attenzione. Quest’ultimo è un dato impressionate: per baby boomer il tempo di attenzione è di 20 minuti, per i Millennials è di 12 minuti e nella GenZ si è ridotto a 8 secondi.
COME LA PARTE IRRAZIONALE DEL CERVELLO CONDIZIONA LA SCELTA DEL VINO
Nell’immagine la parte in movimento o che suggerisce il movimento attrae l’attenzione.
Solo i messaggi nella parte in alto a sinistra sono visibili gli altri non vengono letti.
Il colore rosso è il più visibile.
Gli inesperti di vino leggono l’etichetta in modo diverso dai produttori È più facile leggere le etichette sviluppate in verticale rispetto a quelle in orizzontale.
In assaggio il degustatore inesperto attiva la parte limbica del cervello mentre l’esperto usa la parte razionale.
Ipsos ha rivelato che aumentando del 10% la visibilità dell’etichetta di un prodotto le vendite aumentano del 35%. Quindi sullo scaffale la visibilità dei prodotti è determinate.
Le donne guardano più dettagli mentre gli uomini si focalizzano. Le donne hanno più connessioni interemisferiche nel cervello mentre nei maschi le connessioni sono intra emisferiche. Per questo le donne sono multitasking.
Il sistema limbico è la parte più antica del cervello e presiede alle emozioni. Ha due scopi: farci sopravvivere e farci riprodurre quindi si collega a paura, aggressività, piacere e sessualità.
L’occhio è attratto da ciò che è lucido
Si attiva del 24% in più se il cibo è ricco di energia. La coerenza cromatica con il prodotto è decisiva ei colori attivano reazioni diverse. Il sistema limbico si attiva con il rosso. Ciò che è azzurro non viene mangiato probabilmente perché milioni di anni fa le cose azzurre erano velenose.
Gli esseri umani sono prevedibilmente irrazionali. Conoscendo le reazioni del cervello è possibile costruire l’immagine del prodotto in modo da far arrivare al consumatore i messaggi giusti. Un prodotto buono attraverso un packaging corretto è percepito migliore.
La comunicazione deve essere prima emozionale e poi razionale. Uomini e donne sono macchine emotive che pensano e non macchine razionali che si emozionano come ci ha insegnato Antonio Damasio.
COME CAMBIARE L’ETICHETTA DI UN VINO
Cambiando l’etichetta di un vino cambia persino la percezione gustativa di un prodotto.
Nei 4-20 secondi in cui il consumatore guarda lo scaffale bisogna conquistarlo. Quindi la visibilità sullo scaffale è importantissima. Riconoscibilità del brand, chiarezza delle informazioni, coerenza cromatica. Caratteri innovativi, qualità del design … tutto conta perché l’etichetta viene giudicata in meno di un minuto. Non dimenticando che la tradizione è fra le cose che piacciono di più.
Tutto ciò che ispira nostalgia funziona positivamente e può giustificare un prezzo più alto.
Andando a vedere cosa c’è scritto nella retro-etichetta della bottiglia troviamo la stragrande maggioranza di spiegazioni inutili o controproducenti.
Le parole che hanno un contenuto tattile hanno effetto anche sul gusto. Duro attiva la parte del cervello sulla forza. La parola dolce attiva il gusto.
Le notizie sul territorio attivano l’attenzione così come gli abbinamenti.
CHIUDO CON I 6 STIMOLI PERSUASIVI CHE PORTANO ALLA SCELTA DI UN PRODOTTO O DI UN SERVIZIO
personalizzato
contrasto (risolvi un problema o plachi una paura)
tangibile
memorabile
visivo
emozionale






