Vendemmia Casato Prime Donne Montalcino

I VIGNETI DEL CASATO PRIME DONNE (3)

Vendemmia Casato Prime Donne Montalcino

DONATELLA RACCONTA L’EVOLUZIONE DALLA VITICULTURA CHE CERCA IL SOLE ALLA DIFESA DELL’UVA DAL TROPPO SOLE USANDO SOPRATTUTTO LE FOGLIE E CAMBIANDO FORMA AI VIGNETI

Montalcino Casato Prime Donne vigneti Brunello

Montalcino Casato Prime Donne vigneti Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination 

Il “problema sole” è all’origine di gran parte dei cambiamenti nella coltivazione dei vigneti. Il primo filo dell’armatura metallica che regge la vite durante la sua vegetazione, è stato alzato da terra di circa 10 cm per ridurre la superficie fogliare a 80 cm2 per ogni kg d’uva. Il concetto è che le foglie attive, cioè giovani, traspirano e quindi maggiore è il loro numero maggiore è il fabbisogno d’acqua della pianta. Anche la cimatura estiva, cioè il taglio di una parte della chioma, è molto diversa da un tempo. Se confrontiamo le foto dei vigneti di oggi con quelle di vent’anni fa noteremo che allora sembravano siepi da giardino mentre adesso assomigliano a cespugli selvatici. Al Casato Prime Donne di Montalcino i vignaioli cercano di limitare le cimature e comunque farle a 2,30m da terra tagliando oltre il 13° internodo dei tralci. Questo consente alla chioma di allungarsi e ombreggiare i grappoli migliorando la fotosintesi delle viti e quindi la qualità dell’uva. Alle piante non piace essere tagliate e bisogna cogliere il momento giusto per evitare che reagiscano male. Se proprio bisogna cimare è meglio farlo poco prima del gran caldo, quando la vite sta per fermarsi.

LA GESTIONE DELLE FOGLIE CON IL NUOVO CLIMA

La gestione delle foglie è fra le cose che è cambiata maggiormente con il nuovo clima. Rimane la pratica di sfogliare durante la politura verde delle viti mentre va assolutamente abbandonata quella pre-vendemmiale. Un tempo, a inizio settembre le viti venivano private di tutte le foglie sopra i grappoli. Il risultato erano vigne orribili. Sembravano polli spennati appesi a un filo. Nel Novecento l’operazione mirava a catturare il sole di settembre e impedire che le piogge scatenassero le muffe ma oggi il problema maggiore sono le scottature solari e quindi è molto meglio mantenere l’uva protetta dalle foglie fino al giorno della vendemmia.

IL PAESAGGIO DEI VIGNETI DETURPATO DAI RECINTI

Ultima nota sul paesaggio dei vigneti. Bellissimo in primavera e estate. Magico e davvero meraviglioso dopo la vendemmia, quando le foglie cambiano di colore. Abbastanza cimiteriale in inverno. Oggi le colline del vino toscane sono deturpate da recinti che sembrano un gigantesco campo di concentramento. Il motivo sono i cinghiali e i caprioli che mangiano germogli e uva. In alcuni dei miei vigneti dimezzavano la produzione ma … ora la pacchia è finita. Anche questo è un cambiamento degli ultimi vent’anni.



                                                                       
Cinelli Colombini
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