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Idee fuori dal coro sul vino virtuale

WINE2WINE 2020: vino locomotore dell’export agroalimentare e del turismo italiano con l’energia della sua autenticità ma distinguendo virtuale e reale

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Wine2wine-forum-del-wine-business-Donne-del-Vino-e-separazione-di-ruoli-fra.virtuale-e-reale

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Le Donne del Vino rappresentate da Donatella Cinelli Colombini, Touring Club con il presidente Franco Iseppi e Wine Meridian con le testimonianze di Fabio Piccoli e Lavinia Furlani, usano la principale tribuna del wine business italiano, Wine2wine in programma a Verona il 23-24, novembre, per contrastare la sovrapposizione fra reale e virtuale nel vino.

 

WINE2WINE 2020 LE DONNE DEL VINO CHIEDONO DI SEPARARE IL RUOLO DEL VIRTUALE E DEL REALE NEL VINO

Un messaggio forte, fuori dal coro e insieme la proposta di un’alternativa: la wine experience in versione en plein air, che usa il camper e il suo sbalorditivo successo 2020, come icona del crescente bisogno di esperienze turistiche partecipate e vere, fuori dai contesti fatti per i turisti, cioè dai non luoghi del vino.
Wine2wine è il maggiore forum dedicato al wine business, creato da Stevie Kim di VinitalyInternational a fianco di una mini fiera che ha in OperaWine, in collaborazione con Wine Spectator, la prima e più esclusiva passerella del vino italiano.
La scelta di Wine2wine, con la sua capacità di proporre in anticipo i nuovi trend del vino, evidenzia la portata della proposta delle Donne del Vino: rifiuto dei non luoghi del vino nella realtà come e soprattutto nel digitale e netta separazione dei ruoli fra reale e virtuale.

 

COME IL RUOLO DEL DIGITALE SI E’ ALLARGATO DURANTE L’EPIDEMIA COVID

La rivoluzione digitale accelerata dall’epidemia COVID ha risucchiato nel web l’esperienza del vino e dei luoghi del vino finendo per trasformare una soluzione in una minaccia. La copia del vero, soprattutto in versione digitale, appare infatti persino più attraente.

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Non va dimenticato che il vino e il turismo del vino italiani hanno invece il loro punto di forza proprio nell’autenticità del reale: la diversità dei vitigni e delle zone di produzione, l’emozione delle esperienze partecipate a contatto con vignaioli appassionati o con i sommelier che li raccontano, la storia e le tradizioni …..

 

L’ILLUSIONE DEL VIAGGIO, L’OMOLOGAZIONE DELL’INFORMAZIONE DEL VINO

Il virtuale non basta anzi, quando sostituisce l’esperienza vera, rischia di penalizzare l’offerta enoturistica italiana perché crea l’illusione del viaggio. Nella comunicazione del vino, l’utilizzo di fonti interne alla rete, ha finito per omologare le informazioni e focalizzare l’attenzione sulle grandi imprese e sui territori forti che, attraverso un meccanismo virale tipico del web, acquisiscono sempre più spazio. A questo si è aggiunto l’utilizzo del web al fine di sopperire all’impossibilità dei contatti: degustazioni on line, wine tour virtuali, webinar, oltre alla spinta verso l’offerta di esperienze turistiche in cantina basate sulla tecnologia o il gaming …

 

CON IL PREVALERE DEL VIRTUALE SUL REALE I NON LUOGHI DEL VINO, LE IMITAZIONI POSSONO VINCERE

Invece il vino e il turismo del vino italiani possono vincere solo se il virtuale e il reale mantengono ruoli diversi e vengono potenziati entrambi, il primo puntando sulla diversità e l’esperienza vissuta e il secondo sulla comunicazione.

A Wine2wine verranno presentate due esperienze dell’estate scorsa – Donne del Vino camper friendly con Touring Club Italiano relativa a 57 cantine e l’Italian Wine Tour realizzato da Wine Meridian in camper visitando le cantine di tutte le regioni italiane – permettono di comprendere le potenzialità di un nuovo approccio basato sulla “wine experience” nella relazione diretta con le imprese, i produttori, i territori di produzione al fine di vivere emozioni vere, momenti unici, non filtrati dal virtuale ma raccontati nel virtuale.

 

IL CAMPER COME ICONA DELL’ENOTURISMO EN PLEIN AIR

Il camper ha segnato un +104% di immatricolazioni rispetto al luglio 2019 e si propone come l’icona del nuovo modello di viaggio in scenari e situazioni non “fatte per i turisti” come le vigne.
Del resto le città d’arte vuote e città del vino piene nell’estate 2020 evidenziano il trend del turismo post covid attratto dal green e dalle esperienze enogastronomiche.

Ecco che il rilancio del turismo italiano che ha nel vino, e in generale nell’agroalimentare, i maggiori attrattori di desideri e turisti, passa attraverso la separazione dei ruoli fra virtuale e reale e dal rafforzamento di entrambi. Va infatti interrotto il processo di allontanamento dall’esperienza reale molto forte nell’ultimo anno ma penalizzante per l’offerta italiana che vince proprio perché autentica e in continua evoluzione, capace di emozionare, sorprendere e coinvolgere.

                                                                       

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