Red wine chalices with the castle of Barolo

Il miglior manuale sull’enoturismo mai scritto in Italia (1)

2023 manuale sul turismo del vino Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Dario Stefano, Nomisma-Wine Monitor, Donatella Cinelli Colombini

Le cantine turistiche italiane accelerano nella creazione di esperienze ma con 3 problemi: lontananza di flussi (32%), scarsità di contatti e poco personale (74%)

 

2023 manuale sul turismo del vino Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Dario Stefano, Nomisma-Wine Monitor, Donatella Cinelli Colombini

2023 manuale sul turismo del vino Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Dario Stefano, Nomisma-Wine Monitor, Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini # wine destination

Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Nomisma-Wine monitor, Dario Stefano ed io, siamo  riusciti nell’intento di produrre il miglior manuale sull’enoturismo italiano mai scritto per aggiornamento dei dati, completezza, progettualità e utilità pratica. Finalmente, testo che parte dall’indagine su un campione rappresentativo e arriva ai “consigli per l’uso”, dando la road map per cantine e comuni enoturistici.

 

 

 

 

4 ESPERTI E 3 ASSOCIAZIONI PER UN OTTIMO MANUALE SUL TURISMO DEL VINO

Tanti ma proprio tanti gli spunti utili. Tralascio i capitoli scritti da me che contengono quello che ho già postato nel blog. I miei contributi più nuovi, sono sugli HUB enoturistici e sul modo di trasformare i turisti in clienti abituali attraverso wine clubs e newsletter.

Qui, mi soffermerò sui testi scritti dagli altri.
Dario Stefano, Senatore a cui si deve la prima normativa sulle cantine turistiche che ora insegna enoturismo nelle Università Luiss e Lumsa, offre una spettacolare panoramica, a volo d’uccello, sul turismo e il turismo del vino italiani indicando tendenze e prospettive.
L’associazione Città del vino precisa i metodi da attuare nelle amministrazioni comunali dei distretti vitati. Ottimo i vademecum per gli uffici turistici e gli strumenti di marketing territoriale. C’è solo da sperare che i Sindaci li leggano e mettano in pratica punto per punto, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione dell’accessibilità e la messa a sistema della proposta integrata.
Il Movimento Turismo del vino si sofferma sull’analisi dell’enoturismo online, fornendo dati su

Enoturismo 4.0 presentazione del manuale a Roma Donatella Cinelli Colombini

Enoturismo 4.0 presentazione del manuale a Roma Donatella Cinelli Colombini

gli esiti dei press tour dedicati agli influencers. Interessante l’analisi delle parole chiave come vigna e cantina. Nell’insieme mostra il dinamismo di questa associazione soprattutto in Internet.
Anche le Donne del Vino hanno presentato la loro intensissima attività con un focus particolare sui corsi di 10 ore sul vino, realizzati negli istituti turistici e alberghieri di tutta Italia.
I contributi più nuovi arrivano dall’indagine condotta da Wine Monitor di Nomisma sotto la direzione di Denis Pantini e Roberta Gabrielli. Un campione di 265 cantine e 145 comuni che costituisce il più ampio mai esaminato in Italia.
Le aziende di produzione sono piccole, il 48% non supera i 500.000€ di fatturato annuo. Mediamente hanno 15 dipendenti di cui 3 coinvolti con la wine hospitality. Questo servizio è affidato, nel 73% dei casi ad una donna mentre la direzione aziendale, nonostante il massiccio impegno dell’associazione Donne del vino nel rispondere ai questionari, è prevalentemente maschile (55%).

 

LA COMUNICAZIONE DELLE CANTINE TURISTICHE ITALIANE

 

Il 99% delle cantine intervistate ha il sito web, ma il numero di accessi mensili supera i 1.000 al mese solo nel 34% dei casi. Il 49% delle imprese informa i propri followers sulle novità almeno una volta al mese. Se la presenza di un blog (24%) o di una newsletter (48%) è scarsetta, la presenza nei social è invece plebiscitaria (99%). Su Facebook, la media dei follower è di 8.585 mentre si dimezza in Instagram e cala ancora molto in Linkedin e Twitter. Questi sono gli elementi più critici per le cantine che intendono aprirsi all’ e-commerce. Infatti, se i canali social riescono a tenere vivo il rapporto con una parte dei propri visitatori, non bastano alle imprese per fare un vero business online con la vendita delle bottiglie. I numeri sono troppo piccoli in rapporto ai flussi enoturistici che potrebbero generare i contatti. Non si tratta di un problema da poco, perchè la voglia di vendere il proprio vino online cresce. Pochissime imprese del vino del Nord Est hanno il carrello ma, il 63% di quelle del Centro e il 58% di quelle del Sud e delle Isole sono dotate di un E-commerce.

 

APERTURA DELLE CANTINE TURISTICHE ITALIANE

 

Come è noto da tempo, uno dei problemi delle cantine turistiche italiane è l’apertura al pubblico con “orario impiegatizio” e l’indagine conferma questa caratteristica, anche se mostra un netto miglioramento: 75% delle cantine sono aperte dal lunedì al venerdì. Il sabato le percentuali scendono: 57% mattina e 43% il pomeriggio. Anche la domenica e nei festivi metà delle cantine sono chiuse.

 

TIPOLOGIE DELLE CANTINE TURISTICHE ITALIANE

 

In base al proprio punto di forza nell’offerta enoturistica il 98% delle cantine italiane si riconosce in 6 tipologie:
Piccola cantina con accoglienza familiare (39%)
Cantina con rilevanza storica, architettonica o artistica (14%)
Brand famoso/marchio storico (12%)
Cantina con rilevanza paesaggistica o naturalistica (11%)
Cantina organizzata per l’incoming (11%)
Cantina dotata di offerta innovativa (11%)

 

POSIZIONE DELLE CANTINE RISPETTO AI FLUSSI TURISTCI E ENOTURISTICI

 

Dall’indagine Nomisma Wine Monitor emerge una situazione critica riguardante la dislocazione delle cantine: il 32% di loro non è nella direttrice di flussi turistici o enoturistici per cui non può intercettare visitatori che passano nelle vicinanze ma deve fare azioni per richiamarli. Solo il 24% ha la fortuna di essere dislocato dove ci sono enoturisti mentre, il 44% gode della presenza di flussi che, forse non sono interessati al vino ma costituiscono comunque un bacino di utenza interessate. La situazione è particolarmente grave in Friuli Venezia Giulia (60%), Umbria (57%) e Campania (50%).

CONTINUA NEI PROSSIMI GIORNI