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Il miglior manuale sull’enoturismo mai scritto in Italia (2)

2023 manuale sul turismo del vino Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Dario Stefano, Nomisma-Wine Monitor, Donatella Cinelli Colombini

LE CANTINE TURISTICHE ITALIANE ACCELERANO SULLA CREAZIONE DI ESPERIENZE PER I WINE LOVERS MA HANNO ENORME CARENZA DI PERSONALE FORMATO PER LA WINE HOSPITALITY

 

Il manuale Enoturismo 4.0

Il manuale Enoturismo 4.0

Di Donatella Cinelli Colombini  #wine destination 

 

Le cantine turistiche italiane, dopo il 2015, hanno molto aumentato, diversificato e strutturato le offerte accessorie a quella “basic” costituita della visita guidata dell’impianto produttivo conclusa con la degustazione dei vini in vendita che è ormai presente nel (96%) delle cantine.

LE 8 PRINCIPALI PROPOSTE ENOTURISTICHE DELLE CANTINE NELL’INDAGINE DI NOMISMA-WINE MONITOR

 

  1. Benessere e Relax: il 64% delle cantine ha un’area verde per il relax ma c’è anche chi ha strutture per il benessere naturale come massaggi e vinoterapia.
  2. Divertimento: prevalgono le attività di intrattenimento per adulti 64% e gli eventi di tipo ludico (17%) mentre sono scarse le animazioni per bambini (6%)
  3. Somministrazione pasti: su questo fronte l’accelerazione dopo il 2015 è stata fortissima e ora il 72% delle cantine è in grado di accompagnare i propri vini con dei cibi anche se la ristorazione vera e propria è presente solo nel 26% dei casi. Oltre la metà delle imprese ha un’area esterna attrezzata che, come tutti hanno notato in occasione del covid, piace enormemente ai turisti del vino soprattutto se è panoramica. Pranzare con il vignaiolo è possibile nel 37% delle cantine
  4. Cultura: anche sulle proposte colte l’aumento è stato fortissimo negli ultimi anni. Quasi la metà delle imprese propone ai propri visitatori anche di andare a eventi o attrattive culturali nei dintorni. Il 43% organizza mostre, concerti o eventi culturali in proprio e il 38% propone visite guidate di tipo storico o artistico. Poi c’è un 20% che ha una propria infrastruttura museale o didattica.
  5. Sport: c’è chi ha creato itinerari di trekking (44%), in bici (35%), o a cavallo (13%), chi fa Jogging in vigna (18%) e chi ha la piscina (14%)
  6. Offerta esperienziale e didattica: in questa sezione sono comprese tutte quelle attività che, patendo dal vino, diventano qualcosa di più strutturato come gli eventi organizzati dal 77% delle imprese, le degustazioni didattiche (70%), gli appuntamenti a tema (65%), le passeggiate naturalistiche (36%), i corsi di cucina (36%) e i wine wedding (34%). Tutte queste esperienze hanno avuto incrementi superiori al 30% dopo il 2015.
  7. Ricettività: visto il successo 2022 della proposta “vigneti” in Airbnb dove l’Italia si è piazzata seconda in Europa dopo la Spagna e le prenotazioni dei posti letto con “vista vigna” della Toscana hanno spinto questa regione al terzo posto assoluto … c’era da aspettarsi una crescita esponenziale della ricettività nelle cantine. In realtà c’è ma non così enorme. Le imprese del vino che offrono pernottamento sono il 32%, le piazzole per camper il 28%, mentre le proposte a tema vino sono il 23%.
  8. Offerta tradizionale: è cresciuta anch’essa dopo il 2015 ma partendo da percentuali più alte rispetto alle altre esperienze. La visita guidata con degustazione finale, che è presente quasi ovunque, oggi è affiancata da degustazioni a tema (78%) e didattica in vigna (73%).

 

 

LE RISORSE UMANE E LA FORMAZIONE DEGLI ADDETTI NELLE CANTINE TURISTICHE ITALIANE

Questo è il terzo e maggiore problema delle cantine turistiche evidenziato in ogni dettaglio dall’indagine condotta da Denis Pantini e Roberta Gabrielli per Nomisma-Wine Monitor. Il bisogno di personale è crescente ma la difficoltà a trovarlo aumenta esponenzialmente ed è percepita dal 74% delle cantine italiane con particolare gravità in Veneto (92%), Sicilia (89%), Friuli Venezia Giulia (83%), Puglia (83%), Piemonte (80%) e Umbria (75%).

Vediamo ora quali sono le figure professionali più cercate nelle cantine turistiche italiane e in che misura questo bisogno è stato colmato.

  • Personale multi lingue 98%, già presente nel 90% delle cantine;
  • Guide per degustazioni o visite in cantina vigneto 97%, già presenti nel 91% delle cantine;
  • Sommelier 85%, già presenti nel 69% dei casi;
  • Tecnico agronomo 79%, già presenti nel 67%
  • Chef per la parte di cucina a ristorazione 65%, già presenti nel 34%

Le questioni cruciali riguardano le competenze richieste per la wine hospitaliaty, elementi che, volendo guardare lontano, definiscono anche il profilo professionale degli addetti e le materie da insegnare nella loro formazione. Tuttavia la necessità di lavorare nei giorni festivi è sicuramente il maggior ostacolo a trovare addetti da assumere.

QUALI SONO LE CARATTERSITICHE PIU’ DIFFICILI DA TROVARE NEGLI ADDETTI ALLE CANTINE TURISTICHE

Andando a vedere i dati divisi per aree geografiche è possibile notare come la difficoltà di reperimenti di personale formato sia particolarmente grave nel Nord Est mentre a Sud manchi il personale poliglotta.

  • Conoscenza delle lingue estere (98%)
  • Disponibilità a lavorare nel weekend (94%)
  • Competenze sul vino e la vigna (94%)
  • Tecnica di vendita (92%)
  • Competenze in comunicazione digitale e social media (93%)
  • Competenze sui prodotti tipici del territorio (93%)
  • Competenze in marketing enoturistico (92%)
  • Competenze sulle normative fiscali e legali (63%)

La necessità di sopperire alle carenze formative del personale ha spinto un crescente numero di imprese (65%) ad investire nelle competenze del loro personale al fine di accrescere le performance dei servizi di wine hospitality, aumentare i flussi,  anticipare i nuovi trend e fidelizzare i visitatori trasformandoli in clienti che tornano e comprando costantemente i vini.