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IL TELEFONINO E’ UN NEMICO DEL VINO?

perchè le nuove generazioni si allontanano da vino. Il telefonino è un dissuasore o un alleato?

IL RAPPORTO DELLA GENERZIONE Z – SEMPRE CONNESSA – CON IL DIGITALE E LO SMARTPHONE POTREBBE  ALLONTANARLA DAL VINO? E COME CONTRASTARE  IL DISINTERESSE DEI GIOVANI?

perchè le nuove generazioni si allontanano da vino. Il telefonino è un dissuasore o un alleato?

perchè le nuove generazioni si allontanano da vino. Il telefonino è un dissuasore o un alleato?

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

 

 

La cosa certa è che la generazione Z, nata a cavallo del nuovo millennio, ha un rapporto simbiotico con il digitale. Praticamente ci vive dentro.
Sul fronte dei consumi di bevande si assiste a un rilancio dei super alcolici e dei low alcool dal sapore dolce, insieme ai cocktail e ai mix a base di cannabis.
Il vino viene percepito come qualcosa di difficile, manipolato con aggiunte poco naturali e poco salutari. Forse è anche tutta la scenografia che c’è intorno al vino che appare distante a chi vive social. In altre parole, la necessità di imparare attraverso i corsi da Sommelier, la fatica di ricordarsi vitigni, denominazioni, marchi …. Potrebbe essere dissuasiva per chi non ha una mente formata sulle date storiche, i principali autori della letteratura, il pensiero dei filosofi…. Cioè per quelli che ritengono inutile la cultura perché sanno trovare qualunque cosa in Google. Inoltre mi chiedo se consumatori di questo tipo siano influenzati da punteggi e opinioni di critici oppure siano affascinati da modalità di consumo rituali come quello che comprende, carta dei vini, sommelier e bicchieri balloon?

Queste domande sono nella testa di tutti i produttori di vino e Wine Searcher, con un interessantissimo articolo di Kathleen Willcox prova a dare delle risposte.
Il mondo smartphone in cui i giovani sono immersi ha evidenti contraccolpi << aumento dei tassi di depressione e suicidio, sentimenti di isolamento e comportamenti antisociali>> ma esiste anche un effetto moltiplicatore di questi problemi legato al contemporaneo uso di alcolici.
Tutta la vita di un giovane esiste anche sui social e la propria immagine da ubriaco può avere effetti molto negativi. Per questo molti riducono consapevolmente i consumi. <<Secondo uno studio condotto da Heineken e Canvas8, circa il 75% dei Millennial limita la quantità di alcol che beve nella maggior parte delle serate fuori>>. Un recente sondaggio Gallup ha analizzato il notevole calo del consumo di alcol tra gli statunitensi di età compresa fra i 18-34 anni negli ultimi due decenni, notando che il consumo d’alcol è diminuito di 10 punti percentuali. Intanto, nello stesso campione, l’uso di marijuana è raddoppiato anche in correlazione alla sua legalizzazione. E nella mezza età l’aumento è addirittura del 13%.
La cannabis non ingrassa come l’alcool e questo è decisamente attraente per le donne over 40, inoltre non crea problemi di post sbornia.
Alcuni, come Gino Colangelo, presidente di Colangelo & Partners, ritengono che la maggiore minaccia al vino sia il movimento neo-proibizionista che cresce. L’USDA sta pianificando nuove linee guida dietetiche per il consumo di alcol che prevedono due drink a settimana per tutti gli adulti. A seguito di questo tipo di comunicazione i più giovani credono che il vino rappresenti un serio rischio per la loro salute. Poi c’è il Dry January e il Sober October che vengono seguiti da più della metà dei consumatori nella fascia 21-39 anni. Tuttavia le stesse persone che continuavano a fare uso di cannabis. E movimenti come Dry January e il Sober October viaggiano on line e sono accelerati dall’ascesa della tecnologia tascabile.
Tutti motivi di riflessione che dovrebbero spingere a una nuova proposta che leghi l’uso del vino alla riscoperta di luoghi di produzione, a momenti conviviali, ai piaceri enogastrinomici adatti anche per i giovani e molto instagrammabili.