Quickie wine austalia

Il vino “Quickie!” sveltina

Quickie wine austalia

Un’immagine volgare e un nome imbarazzante per un vino venduto in Gran Bretagna che sembra uscito da un film sulla mafia americana di mezzo secolo fa

 

Quickie wine austalia

Quickie wine Australia

di Donatella Cinelli Colombini

La bottiglia è una bordolese con tappo a vite, prodotta in Australia ed ha una grande etichetta in cui si vede un disegno a colori raffigurante una procace bionda in sottoveste che si aggiusta il reggicalze inginocchiata su un divano. Dietro di lei c’è un uomo in camicia che stringe il nodo della cravatta. Sembra il momento successivo a un incontro sessuale fra due persone che non hanno avuto il tempo di spogliarsi e il nome del vino sembra confermare questa impressione “Quickie!” cioè “sveltina“.

 

QUICKIE IN INGLESE SIGNIFICA CONSUMO VELOCE DI ALCOOL O SESSO

In inglese la parola indica un consumo veloce di bevande alcoliche o di sesso.
Nell’insieme -immagine e nome- fanno pensare a qualcosa d’altri tempi, ai film americani della metà del Novecento.
Invece il vino era in vendita proprio ora in Gran Bretagna. Per questo sono stati presentati due reclami al Portman Group, cioè all’organismo che controlla la responsabilità sociale dell’alcol nel Regno Unito. Le denunce riguardavano il contenuto sessista dell’immagine e il termine quickie come incoraggiamento al consumo rapido del vino.

 

VINO CON NOME E ETICHETTA VERAMENTE VOLGARI E SESSISTI

La cosa è stata presa molto sul serio. L’Independent Complaints Panel ha esaminato a fondo la questione ed è arrivata a un giudizio di condanna.
Sotto la Corona Britannica le bevande acoliche non possono far supporre un nesso fra il loro consumo e il successo sessuale. In questo caso invece l’impressione generale trasmessa dal vino, inclusa l’illustrazione dell’etichetta, il nome del prodotto e la descrizione sono state giudicate in collegamento diretto con l’attività sessuale.
Altrettanto negativamente è stata giudicata l’immagine banalizzata e sessualizzata della donna sull’etichetta che risultava umiliante per il genere femminile alludendo alla mercificazione delle donne e del sesso.
A conclusione dell’indagine l’Independent Complaints Panel ha accolto le due denunce pur ammettendo che la parola quickie non si riferiva alla velocità del bere quanto piuttosto alla “sveltina” in riferimento all’attività sessuale.

 

UN’ETICHETTA CHE SEMBRA USCITA DA UN FILM SU AL CAPONE

Colpisce come nel 2021 ci sia ancora chi usa immagini del genere e nomi del genere per vendere un vino. Questa bottiglia sembra tratta da un museo o dalle scenografie di un film su Al Capone piuttosto che dagli scaffali di un supermercato inglese. Appare anacronistica in un’epoca come quella attuale. Eppure aprendo il portale Vivino troviamo un Quickie Sauvignon Blanc al prezzo di 19,27 €
Così come colpisce la serietà con cui le autorità britanniche hanno preso in esame la questione arrivando a un giudizio netto e senza troppi ricami: è proibito.
Mi auguro che, oltre al giudizio negativo si arrivi anche ad una sanzione in modo da scoraggiare gli eventuali imitatori.

                                                                       

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