Misurazione delle emozioni prodotte dal vino Bordeaux

LE EMOZIONI DEL VINO SI POSSONO MISURARE

Misurazione delle emozioni prodotte dal vino Bordeaux

ALL’UNIVERSITA’ DI BORDEAUX HANNO MISURATO LE REAZIONI SUSCITATE DAL VINO E L’INFLUENZA DELLO STATO EMOTIVO DELL’ASSAGGATORE SULLE SUE PERCEZIONI

 

ISVV bordeaux sala da degustazione

ISVV bordeaux sala da degustazione- misurazione delle emozioni prodotte dal vino

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ovviamente lo studio è solo agli inizi ma promette bene e dimostra, una volta di più, l’importanza del neuromarketing nello studio del consumo del vino. Infatti gli strumenti sono gli stessi: misurazione della frequenza cardiaca, della sudorazione, dei movimenti involontari del volto.

 

STUDI DELL’UNITERSITA’ DI BORDEAUX SULLA MISURAZIONE DELLE EMOZIONI SUCSCITATE DAL VINO

All’Università di Bordeaux 65 persone hanno assaggiato sette vini rossi che non conoscevano, diversi per qualità e caratteri gustativi. Le emozioni generate durante l’assaggio sono state misurate soggettivamente mediante questionari, ma anche mediante la conduttanza cutanea, la frequenza cardiaca e la motricità delle espressioni facciali.
Secondo i ricercatori di Bordeaux i risultati mostrano come sia possibile misurare in modo obiettivo le sensazioni suscitate dai caratteri organolettici dei vini, e questo potrebbe aiutare chi produce a capire come vengono percepite le scelte stilistiche fatte in vigna e in cantina.
Nell’insieme lo studio richiama alla mente i centri di analisi sensoriale dove vengono “costruiti” i nuovi alimenti aggiungendo o togliendo viscosità, dolcezza, acidità fino ad arrivare alla merendina perfetta per i bambini svedesi oppure con un semaforo Nutriscore tutto verde … Non vorrei che succedesse qualcosa di simile al vino che deve rimanere più possibile come arriva dalla vigna. Eventualmente la misurazione delle reazioni che il vino suscita nel consumatore può aiutare i viticultori nella scelta di vitigni, luoghi dove piantare e coltivazione. Questo mi pare accettabile mentre trovo preoccupante la conclusione a cui arriva Wein plus <<ciò significa che in futuro potremmo vedere apparire più spesso sul mercato vini la cui concezione e produzione sono mirate proprio a suscitare le emozioni dei potenziali acquirenti>>.

 

LO STATO EMOTIVO DEL DEGUSTATORE INFLUISCE SULLE SUE SENSAZIONI

Una ipotesi che non sembra così remota visto che Vinosphere aveva già dedicato un articolo agli studi delle emozioni suscitate dal vino condotte a Bordeaux. In quella fase la ricerca procedeva al contrario cercando di capire quanto la situazione emotiva dell’assaggiatore condizionasse le sue emozioni. I primi esiti furono presentati dalla dottoressa Sophie Tempère, docente-ricercatrice presso l’Istituto di scienze della vite e del vino (ISVV), il 12 maggio 2023 nel corso di un workshop di degustazione organizzato presso il scuola enologica del Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux (CIVB).

 

IL NASO PIU’ OBETTIVO E POTENTE RILEVATORE

<<A seconda del tipo di vino, misuriamo un cambiamento della frequenza cardiaca, una diversa conduttanza della pelle… Il sistema nervoso risponde. Il vino è un vettore di emozioni>> sottolinea Sophie Tempère spiegando << lo stato emotivo può avere un impatto sulla degustazione …tutti vediamo che ci sono giorni con e giorni senza>>. In effetti i suoi test dimostravano che lo stato d’animo dei degustatori -stanchezza, stress, preoccupazioni, ecc.- modificava i giudizi sugli stessi vini.
Più stabile e più performante il naso. L’olfatto appare il più potente strumento di chimica analitica come nel caso del bromocresolo, dove il 50% degli assaggiatori è in grado di percepirne l’odore di iodio a una concentrazione di 6 ng/l, quando il limite di rilevazione degli strumenti analitici è 11 ng/l e il loro limite di quantificazione è 36 ng/l.
Per concludere quindi è giusto studiare le emozioni suscitate dal vino ma non modificare il vino per farlo piacere di più come fosse una merendina preconfezionata.