Glass of wine in hand of tourist in a natural landscape of Tuscany, with green valley of grapes. Wine beverage tasting in Italy during harvest

L’eredità covid nel digitale delle cantine turistiche

Come gestire le prenotazioni delle esperienze enoturistiche che crescono di numero, arrivano sempre più a ridosso dell’arrivo e dai canali più diversi? Channel manager

 

Prenotazioni-enoturistiche-last-minut-e-multicanale-richiedono-il Channel-manager

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di Donatella Cinelli Colombini

L’accelerazione nell’uso dell’elettronica e di internet è stata fortissima durante il lockdown e riguarda il modo di comunicare, il web marketing, la percezione del tempo …. A questo si aggiungono il cambiamento del profilo dei turisti e dell’offerta enoturistica che si sta diversificando per motivazioni di viaggio, prezzi e servizi sempre più sofisticati.

 

LA PRENOTAZIONE DELLE ESPERIENZE ENOTURISTICHE

Qui vorrei soffermarmi solo su due aspetti che mi sembrano i più importanti sotto il profilo del business enoturistico legato all’elettronica: l’organizzazione delle visite e le vendite del vino.
Una delle normative Covid per le visite in cantina riguardava la prenotazione. Se fino al 2019 solo i gruppi fissavano in anticipo il giorno, l’ora e il tipo di esperienza enoturistica da fare, con la pandemia, la necessità di prenotare si è estesa agli individuali. Le cantine hanno visto i vantaggi di un flusso più preordinato per cui anche quelle che prima davano la massima libertà di accesso hanno cominciato a mettere dei paletti.

 

I DATI USA SUL PASSAGGIO DAL WALK IN ALL’INGRESSO IN CANTINA CON PRENOTAZIONE

Mancano dati sulle cantine italiane ma ci sono invece quelli della Silicon Valley Bank sulle US winery. Nel 2018, il 56% delle aziende enologiche faceva “walk in”, nel 2020 questa quota era scesa al 27% ed è rimasta stabile anche l’anno successivo. Le cantine accessibili solo su prenotazione erano la maggioranza durante la pandemia ma dopo sono diminuite fino al 29% del totale mentre le imprese accessibili con entrambe le modalità sono salite dal 27% pre Covid fino a diventare la stragrande maggioranza (43%).

 

LE CANTINE ITALIANE RIFIUTANO L’11 %DELLE RICHIESTE DI VISITA

Presumo che qualcosa di simile succeda anche in Italia insieme ad una crescita nella qualità delle esperienze enoturistiche. Da noi la maggior parte delle proposte riguardano i giorni infrasettimanali (98%), mentre il sabato c’è un autentico crollo dell’offerta che scende al 50% del totale. Nel complesso l’11% delle richieste dei turisti viene rifiutata.

 

RICHIESTE LAST MINUTE E MULTICANALE SEMPRE PIU’ DIFFICILI DA GESTIRE

Già questi dati disegnano un’immagine piuttosto confusionaria dell’incoming enoturistico italiano e evidenziano la necessità di sistemi elettronici che permettano di gestire il tabellone delle prenotazioni con richieste che arrivano da molti canali diversi (telefono, mail, sito, OTA: AirBnB, Booking-Viator …..) e riguardano esperienze con prezzi e caratteristiche specifiche. Si tratta dei così detti channel manager che aiutano il “back office” turistico a gestire una massa di richieste che altrimenti sarebbe troppo costosa e difficile da smistare.
La difficoltà nasce dai tempi sempre più stretti fra la prenotazione e l’arrivo del cliente e dall’abitudine ad usare i canali più diversi. Il 50% dei turisti in Italia sono nativi digitali e questo spinge verso un uso sempre più disinvolto della comunicazione elettronica. Già oggi 2/3 degli enoturisti preferisce prenotare e pagare on line e spesso lo fa con brevissimo anticipo. Per questo l’uso che i Channel Manager è sempre più necessario via via che il volume di visitatori e di business enoturistico cresce.

 

Continua nel prossimi giorni …