Loïc Pasquet-vini-di-Liber-pater

Liber Pater, il vino più caro del mondo

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30.000€ a bottiglia per ognuna delle 250 Liber Pater 2015 di stile pre fillossera- che verranno vendute a settembre dal visionario produttore Loïc Pasquet

Liber-Pater-vino-più-caro-del-mondo

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Di Donatella Cinelli Colombini

 

Parto dal programma di Fabrizio Bindocci neo eletto presidente del Consorzio del Brunello che ha dichiarato a Luciano Ferraro del Corriere della Sera – Divini <<bisogna aumentare la qualità anche riducendo la quantità. E poi il Brunello deve essere pagato per il suo valore>>. Parole su cui tutti noi produttori di Montalcino siamo d’accordo.

MENO BOTTIGLIE, PIU’ QUALITA’ E PREZZI PIU’ ALTI PER IL BRUNELLO

Tuttavia, per essere attuate, richiedono un immenso lavoro di marketing e comunicazione sia individuale delle cantine, sia collettivo del Consorzio. Poi ci vogliono delle sfide, atti di coraggio che sono davvero difficili. Tutto è possibile e gli esempi da imitare non mancano, ma la strada è tutta in salita.
Puntare sul lusso, come vent’anni fa, non da più risultati
salvo in Russia o in Cina ma non so quanto dureranno. La civiltà e il sentiment dell’umanità va da un’altra parte, cerca vini, luoghi, esperienze uniche e irripetibili ma anche piene di significati.

Un contributo importante a capire cosa sta succedendo è l’arrivo del vino più caro del mondo.

LOIC PASQUET E LIBER PATER

Loïc Pasquet-vini-di-Liber-pater

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Lo sta producendo Loïc Pasquet, l’uomo che ha creato Liber Pater la cantina che attualmente detiene il prezzo medio a bottiglia, più alto di qualsiasi vino di Bordeaux, $ 4200. Pasquet ha dichiarato a Wine-Searcher che l’annata 2015 che sarà messa in vendita a settembre costerà 30.000 € a bottiglia. Sarà il vino -franco cantina- più caro del mondo.
E’ questo l’argomento principale del mio post perché il progetto visionario da cui nasce questo vino è uno specchio delle nuove logiche del mercato e persino dell’enologia: la costruzione delle piccole serie inimitabili ed estreme. Non la ricerca di una qualità eccelsa ma la proposta di qualcosa di diverso e raro. Siamo in un ambito completamente diverso da un La Tâche di Romanée Conti con i suoi miti e ancora diverso da successi più recenti come quelli dei vini della “Grande Dame” della Borgogna Lalou Bize Leroy oppure delle bottiglie del produttore considerato fra i padri dell’enologia moderna, Henri Jayer. Tutti questi vini cercano una perfezione assoluta, una bellezza splendente.

LIBER PATER IL RITORNO ALLO STILE PRE FILLOSSERA

Liber Pater è un progetto completamente diverso che ha il sapore del nuovo millennio e di un nuovo sentire.
Basta aprire il sito per capire di avere davanti qualcosa di visionario ma anche geniale sotto il profilo del marketing.
I video mostrano antichissime foto di vignaioli e il commento molto evocativo ripete sempre la stessa parola “purezza”.
L’incredibile sfida di Loïc Pasquet, vignaiolo di Poitiers, inizia nel 2006, quando arriva nelle Graves, con l’obiettivo di ritrovare il gusto dei vini di Bordeaux com’erano nel 1855 prima della fillossera. Sceglie una zona importante del bordolese ma certamente non la più importante e fra i suoi vicini di casa non ci sono Margaux o Palmer. Verso i grandi nomi non ha un timore reverenziale ma addirittura un’aperta critica <<Nei vini che ebbero la massima classificazione a Bordeaux cosa rimane veramente del 1855? Niente. Le uve sono differenti, le tecniche di coltivazione sono differenti, densità, innesti …. Ogni cosa. La letteratura ci dice che il gusto dei vini cambiò dopo la fillossera …. >> un’aperta sfida soprattutto ai grandi come Château Margaux dei quali le fonti scritte parlano esplicitamente di un cambiamento di gusto dopo la tragedia della fillossera e l’introduzione dei porta innesti americani.
Ecco perché Loïc Pasquet usa 14 antichi vitigni autoctoni come il Castets, il Saint-Macaire, il Tarnay-Coulant e li ha piantati tutti su piede franco. Li coltiva con un mulo e senza chimica, concima con il compost e fa di tutto per aumentare la fauna selvatica tra i filari. Sono celebri i suoi scontri con le autorità francesi del vino l’INAO e CIVB.
Dai suoi 2,6 ettari di vigna produce 10-12.000 bottiglie, solo nelle migliori annate. Fin ora ne ha commercializzate solo cinque. La vinificazione avviene in anfora seguita da una macerazione di due mesi e poi una maturazione di due anni. I suoi vini portano il ricordo di altri tempi e per questo sono unici e carissimi. Andate nel catalogo di Millesima se volete ordinarli.

30.000 EURO A BOTTIGLIA PER 250 ESEMPLARI DI LIBER PATER 2015

Le 550 bottiglie di Liber Pater 2015 che per metà varranno vendute a 30.000€ l’una saranno divise in lotti di 12 per ognuno dei 18 mercati in cui è venduto il vino usando la lista dei collezionisti che, nel corso degli ultimi 6 mesi, hanno chiesto di comprare.
<<Il numero ridotto aiuta a tenere alti i prezzi>> dice Loïc Pasquet come ha detto anche Fabrizio Bindocci ma ci sono due differenze, le bottiglie di Brunello sono 9 milioni e di fronte a Pasquet noi del Brunello siamo troppo “normali”. Sta di fatto che la strategia indicata da Fabrizio Bindocci il collega bordolese l’ha attuata davvero e alla grande, visto che ha superato l’astronomico prezzo medio al dettaglio di La Tâche Grand Cru del Domaine de la Romanèe Conti che è di 20.500 Dollari. Facendo i conti con 250 bottiglie Pasquet dovrebbe avere un fatturato di 7 milioni e mezzo di Euro. Mamma mia!
La conclusione dell’intervista al patron di Liber Pater a Wine Searcher è forse la parte che fa più riflettere << Fifteen years ago, Bordeaux didn’t know me; 10 years ago, they laughed at me; four years ago they wanted to kill me, and now they copy me>> quindi anni fa nessuno mi conosceva a Bordeaux, 10 anni fa mi idevano dietro, quattro anni fa volevano uccidermi e adesso mi copiano>>

                                               

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