Marco Boldrini m_b_ita

Marco Boldrini m_b_ita

Continuiamo gli incontri con blogger inconsueti che ci fanno scoprire un modo diverso di essere influencer. Ecco Marco Boldrini giramondo ristoratore

 

Marco Boldrini m_b_ita

Marco Boldrini m_b_ita

di Donatella Cinelli Colombini

Mi imbatto in  Marco Boldrini quasi per caso su Instagram e, a primo colpo d’occhio, mi sembra un influencer “classico”: bel ragazzo, molto presente nelle foto, con vini celebri e celebrati. Per questo il primo contatto è un complimento molto generico al suo account ma lui risponde mettendo subito le cose in chiaro <<è un’attività secondaria ma mi diverte>> allora mi incuriosisco e lui mi spiega << ho due ristoranti a Amsterdam e uno in Umbria, faccio attività di consulenza e sporadicamente organizzo tour per i miei clienti a Montalcino>>. Questo viene in casa mia! Lo devo conoscere, mi dico e lo convinco a darmi un’ora di tempo per un’intervista.

 

VI PRESENTO MARCO BOLDRINI DOTTORE IN ECONIMIA E FINANZA E RISTORATORE PER TRADIZIONE

Con qualche intoppo legato al prefisso internazionale alla fine mi collego e scopro un tipo incredibile che a 34 anni ha vissuto due vite. Ecco a voi Marco Boldrini nato a Panicale, in Umbria dove suo nonno aveva un negozio di alimentari. In questi locali la madre Patrizia, Sommelier di vino e di olio, aprì nel 1999 un ristorante battezzandolo con il nickname del marito ingegnere e manager di grandi gruppi multinazionali: Lillo Tatini. Chiedo a Marco che vuol dire. << E’ l’equivalete del toscano citto, cioè bambino>> mi spiega. Anche lui e la sorella Bianca ci lavoravano mentre studiavano lei giurisprudenza e Marco finanza alla Luiss.

 

DA LONDRA A SIDNEY AD AMSTERDAM

Marco Boldrini m_b_ita

Marco Boldrini m_b_ita

Dopo la laurea (la sua con 110 e Lode) la sorella rimane nell’azienda di famiglia mentre Marco va a Londra. Non lavora nella City bensì nei ristoranti. Parte dalla gavetta, fa il cameriere e finisce per dirigere un locale. Ma non gli basta, lui vuole esplorare e vola a Sidney. Rimane in Australia due anni. E’ affascinato dalla vista del mare dalla finestra delle sua camera e dallo stile di vita molto anticonvenzionale ma è troppo lontano da casa e quindi decide di tornare in Europa <<e di aprire un ristorante in una capitale>>. Prima pensa a Stoccolma ma il buio inverno scandinavo gli sembra troppo. Decide per Amsterdam. E’ il 2016, Marco inaugura “La Maschera di Lillotatini” e crea un format nuovo per la capitale olandese <<un luogo informale che serve piatti eccellenti e di grande tradizione come la pasta fatta a mano: umbricelli, plin, pinci … >>. La formula ha un grande successo e nel 2018 La Maschera viene premiato fra i migliori ristoranti italiani in Olanda. <<Piatti per la maggioranza umbri e toscani accompagnati da ottimi vini>> che Marco sceglie personalmente visto che ha il titolo di Sommelier. <<Il pubblico olandese è curioso ma conosce poco i vini italiani mentre ha grandissima stima di quelli francesi>> spiega per far capire il lavoro di divulgazione soprattutto del Sagrantino e dei vini Umbri.
La Maschera è ormai troppo piccolo e per avere più spazio ma soprattutto per avere una cantina più grande, apre il suo secondo ristorante a poca distanza dal primo. Una delle migliori carte dei vini italiani in Olanda e un programma mensile di serate con degustazione.

 

LA TERZA VITA DI MARCO BOLDRINI INIZIA CON IL LOCKDOWN

E’ il 2019, poco dopo arriva il covid. Quando il governo olandese decide di chiudere i ristoranti compra un costosissimo biglietto aereo e con l’ultimo volo Amsterdam-Francoforte-Roma riesce a tornare a casa. Il motivo è sentimentale: la ragazza che sposerà il prossimo maggio è umbra come lui.
<<La pandemia è stata un disastro per tante cose ma anche un’opportunità perché mi ha dato il tempo di pensare>> dice raccontando come il covid abbia aperto un nuovo capitolo della sua vita. <<Normalmente sto pochissimo in Italia ma durante il lockdown ha visitato tantissime cantine e ho capito quanto sia importante vedere dove nascono i vini>> da questa esperienza nasce un’attività che, per ora, è solo agli inizi: l’organizzazione di winery tours. Ha fatto la prima esperienza con un gruppo di clienti americani portandoli a Montalcino e pensa di strutturare questa attività puntando sul Brunello e il Sagrantino.

 

MARCO BOLDRINI DIVENTA BLOGGER

Ancora durante il lockdown, Marco sviluppa il suo account Instagram e comincia a pubblicare i vini che assaggia scrivendo qualche giudizio personale. I follower aumentano e la sua casa si riempie di vino dei produttori che gli chiedono di pubblicare.  <<Guarda>> mi dice girando il telefonino <<ho bottiglie dappertutto>>. Ora ha 22.000 followers ma non se la tira <<è divertente mi permette di conoscere tante persone perché io interagisco molto con quelli che mi scrivono>> mi dice spiegando il suo particolarissimo modo di sviluppare la community. Sorprendentemente attraverso Instagram, gli arriva anche una proposta di lavoro: un importatore di prodotti italiani in Giappone gli chiede una consulenza e lui accetta. Parte dai vini italiani e poi si allarga ai cava e a specialità alimentari come i salumi.
Le due nuove esperienze lo affascinano e ora, oltre che dell’imminente matrimonio, si occupa di rimettere radici in Umbria. L’idea è di delegare ai soci e a nuovi collaboratori i ristoranti in Olanda <<l’anno scorso abbiamo avuto un’enorme difficoltà a trovare personale e io mi sono ritrovato a correre fra i tavoli come uno di diciott’anni. Il ristoratore è un lavoro duro che non ti lascia spazio per altro>> riflette avvolgendosi una ciocca di capelli tra le dita. E’ pronto a cambiare di nuovo.

E’ evidente che le barrire culturali rendono molto difficile la vita in Olanda e questo gli pesa. Ha dedicato moltissimo al successo professionale bruciando le tappe e anche questo gli comincia a pesare. Forse, nonostante le maggiori difficoltà di lavorare in Italia, è giunto il momento per lui di tornare. Per un giramondo di 34 anni, che ha già vissuto due volte, ora inizia una nuova avventura fra amore, turismo del vino, consulenze e digitale.