Sara abbott master of wine -progetto-sulle-vecchie-vigne

Nella vigna vecchia ci sta il vino buono

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Old Vine Conference, progetto dei Master of Wine per la salvaguardia dei vigneti centenari e la valorizzazione e dei vini complessi, unici e rari che ne derivano

 

vecchie-vigne-Donne-del-Vino

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di Donatella Cinelli Colombini 

Producono poco, con discontinuità quantitativa e qualitativa ma sono capaci di generare vini di complessità senza eguali. I vigneti centenari sono una risorsa da difendere per le cantine a caccia dell’eccellenza qualitativa e per questo un gruppo di Master of Wine, composto da Sarah AbbottLeo Austin e Alun Griffiths ha dato vita alla Old Vine Conference, che ha in Jancis Robinson un’autentica ispiratrice da circa 20 anni.
Le notizie arrivano tramite un’intervista di Irene Marcianò su “Cronache di gusto” e, in mezzo a molte conferme, ci mostra un aspetto sorprendente: sono i nuovi Paesi del Vino quelli più interessati a salvaguardare il vigneto storico.

 

LA DEGUSTAZIONE DEI VINI DA VIGNETI STORICI DELLE DONNE DEL VINO NEL 2018 CON IAN D’AGATA

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Sara Abbott Master of Wine -progetto-sulle-vecchie-vigne

Da un lato infatti la finezza e la personalità dei vini ottenuti da vigneti centenari è superiore alle attese, come dimostrò la degustazione di queste tipologie organizzata dalle Donne del Vino, con la collaborazione di Ian D’Agata a Vinitaly 2018. Si tratta di un giacimento diffuso, diversificato e largamente sottostimato in moltissime regioni italiane e soprattutto al Sud.
Dall’altro lato, e questa è la parte sorprendente, i territori emergenti del vino puntano su queste tipologie molto più dell’Italia. Durante una degustazione organizzata da Wine Advocate-Robert Parker a Zurigo nel 2019 ho avuto modo di notare come le cantine cilene e argentine più importanti fossero presenti proprio con vini da vigneti piantati all’inizio del Novecento e che questi vini avessero una profondità e una complessità impressionanti.

 

PROGETTO OLD VINE CONFERENCE DEI MASTER OF WINE

Una circostanza che viene confermata nel testo dell’articolo di Irene Marcianò dove sono citati il “South African Old Vines project” nato per certificare i vini ottenuti da vecchie viti e altre organizzazioni come “Barossa Old Vine Charter”, “Save the Old” negli Stati Uniti oppure “Old Vine Collective” in Cile.
I Master of Wine sono consapevoli di non essere soli in questo progetto perché in tutto il mondo c’è <<una moltitudine di persone influenti che lavora su incredibili progetti per la protezione e rigenerazione delle vecchie viti, per mantenere la prosperità e la sostenibilità della comunità agricola. Molte di queste persone non conoscevano l’esistenza l’una dell’altra>> ha spiegato la Abbott lasciando intendere che l’intenzione è di creare un network mondiale fra chi lavora nella stessa direzione.

 

UN MARCHIO E UNA CERTIFICAZIONE PER LE VECCHIE VIGNE

Infatti la salvaguardia dei vecchi vigneti passa attraverso una sorta di “marchio” che li certifichi anche al fine del loro apprezzamento qualitativo e commerciale. Solo così la salvaguardia delle viti centenarie si diffonderà e non rimarrà un’esclusiva dei grande aziende che li usano per il loro vini top di gamma.
Infatti, con il passare degli anni, la vite instaura << un’interazione genetica con l’ambiente. Con il tempo diventa altamente adattiva, resiliente dando profonda espressione del terroir>> nell’assaggio queste caratteristiche si trasformano in complessità non in concentrazione. Danno origine a vini con una personalità distintiva che li rende unici. Perle rare che spesso diventano molto famose e infatti alcuni dei vini più importanti del mondo provengono da vigne centenarie curate come oggetti antiquari.
Non bisogna dimenticare le difficoltà nella realizzazione del progetto dei Master of Wine, perché mantenere le vigne centenarie è difficile e costoso. C’è inoltre il problema della bassa produzione d’uva sulla quale le tecniche di coltivazione di Simonit&Sirch Vine Master Pruners stanno dando delle parziali soluzioni grazie al minor numero di grossi tagli sulla parte legnosa della vite.

                                                                       

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