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NUTRISCORE ATTACCA IL VINO

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Etichetta a semaforo: promuove la Coca Cola Light, boccia olio extravergine, parmigiano. NutriScore ora attacca il vino mettendolo fra le cose più dannose

 

Serge Hercberg-propone- di aggiungere- la-lettera-F-in-nero-al-Nutriscore

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di Donatella Cinelli Colombini

Il NutriScore o etichetta a semaforo è una striscia di colori dal verde al rosso a cui ora viene aggiunto il nero. Andrebbe riportata sulle etichette di cibi e bevande e dovrebbe guidare i consumatori verso gli alimenti più adatti a mantenerli in salute. Uso il condizionale perché lo score, cioè il giudizio, su alimenti celebrati come “medicine del benessere”, tipo l’olio extravergine o il parmigiano, è molto molto negativo. Al contrario produzioni industriali studiate in laboratorio con ingredienti apparentemente meno salubri, sono stati promossi.
Viene il dubbio che siano le multinazionali a comandare il semaforo.

 

NUTRISCORE CONTESTATISSIMA ETICHETTA A SEMAFORO PER GLI ALIMENTI

Serge Hercberg, professore di Nutrizione alla Facoltà di Medicina dell’Université Sorbonne Paris Nord, è fra gli ideatori del NutriScore. Ha proposto di inserire il nero alla fine dei colori del semaforo e attribuirlo a tutte le bevande contenenti alcool. Quindi il vino andrebbe etichettato con questa sorta di “marchio di infamia”. Oltre ai colori ci sono 5 lettere dalla A fino alla E. Anche in questo caso la proposta è di aggiungerne la lettera F desinata alle bevande alcoliche. Secondo il NutriScore le nostre bottiglie dovrebbero avere in etichetta una F nera come dire “Fuorilegge” oppure “Fottuto” e ancora “Fa male”.

 

NEL NUTRISCORE IL VINO AVREBBE IL COLORE NERO E LA LETTERA F COME FA MALISSIMO

Altro elemento sorprendente nella vicenda NutriScore è che il titolare del logo è l’Agenzia Nazionale della Sanità Pubblica francese, un Paese dove il vino ha 500.000 addetti e un Presidente come Emanuel Macron appassionato conoscitore del vino e in piena campagna elettorale. Proprio in forza delle elezioni presidenziali più di un candidato si è sbracciato a difendere la produzione enologica come una parte integrante dello stile di vita francese.
Il mio amico Senatore Dario Stefàno ha detto <<spero sia solo l’ennesima boutade di Serge Hercberg per continuare a far parlare del suo NutriScore>>.

 

IL LOGARITMO NUTRISCORE CHE PROMUOVE LA COCA COLA E BOCCIA L’OLIO EXTRAVERGINE

Il NutriScore classifica gli alimenti sulla base a un algoritmo che si concentra su alcune componenti come zucchero, grassi e sale, mentre ignora completamente le quantità dei componenti. Per questo boccia il formaggio, alimento che esiste da 8.000 anni. E’ sorprendente che questa circostanza non faccia venire qualche dubbio al Professor Hercberg. Come mai gli esseri umani sono sopravvissuti così a lungo pur mangiando qualcosa che lui ritiene dannoso alla salute?
Ho già sentito qualcosa di simile nel passato. Ricordate che 50 anni fa il latte in polvere per i neonati veniva presentato “più completo ed equilibrato” di quello materno mentre ora i pediatri insistono sull’allattamento al seno per tutto il primo anno di vita dei bambini come avveniva anticamente?
Anche il vino ha 8.000 anni di storia. Ma il NutriScore lo mette insieme ai distillati di alcol puro perché, secondo Hercberg qualunque bevanda, con contenuto alcolico anche minimo, dovrebbe stampare in etichetta la F nera di “Fa male alla salute”.
E’ molto triste, soprattutto se a questo aggiungiamo l’opinione della Commissione Beca sul Beating Cancer Plan, che equipara consumo e abuso di alcol.

 

I SENTIMENTI DEI VIGNAIOLI A SEGUITO DI NUTRISCORE E CANCER PLAN

Io produco vino, cerco di farlo nel maggior rispetto della natura e dei consumatori. Non ho mai cercato il profitto quanto piuttosto l’eccellenza qualitativa. Il NutriScore e il Cancer Plan Ue mi avviliscono, non mi sento un’avvelenatrice, una che fa del male al prossimo anzi il mio desiderio è di dare gioia alle persone che bevono le mie bottiglie.