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Proibizionismo in EU: scienza o macchinazione?

PROIBIZIONISMO-SUL-VINO-E-NO-SAVE-LEVEL

Il sorprendente voto dell’Organizzazione mondiale della sanità OMS apre uno scenario di proibizionismo in Europa basato su ricerche già superate

 

I-benefici-del-consumo-moderato-di-vino-e-la decisione-anti-alcol-dell'OMS-che-introduce-il-proibizionismo-in-Europa

I-benefici-del-consumo-moderato-di-vino-e-la decisione-anti-alcol-dell’OMS-che-introduce-il-proibizionismo-in-Europa

Di Donatella Cinelli Colombini

Da mesi, se non da anni, ci sono due scuole di pensiero in contrapposizione: da un lato i proibizionisti del semaforo a punti NutriScore, delle azioni punitive contro carne, formaggi, salumi, alcolici, zucchero…. Dall’altro chi dice che il proibizionismo ha effetti deleteri sul sistema nervoso e conduce a “vivere da malati per morire da sani”. Primo fra tutti David Khayat, oncologo di fama mondiale, che ha pubblicato il saggio “Arrêtez de vous priver” proprio in opposizione al proibizionismo.

 

I PROIBIZIONISTI E I LIBERISTI DELL’ALIMENTAZIONE SANA

Alla testa della crociata salutistica ci sono i Paesi anglosassoni e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’intento di salvaguardare la salute è lodevole ma gli esiti sono, in certi casi, molto strani e sembrano andare a tutto vantaggio delle multinazionali del cibo. Ecco che per togliere l’olio extravergine dalla fascia C di colore arancio del semaforo e metterla nella B verdolina c’è voluto un negoziato lunghissimo. Eppure l’olio extravergine è uno dei primi alimenti che i pediatri fanno mangiare ai bambini di pochi mesi. Possibile avere dei dubbi suoi benefici mentre per le merendine questi dubbi non ci siano?

 

VIVERE DA MALATI PER MORIRE DA SANI

Marchio d’infamia per il vino che il semaforo alimentare segnala con un a F nera come dire “fa male”. Eppure il consumo del vino sta spontaneamente calando e quindi la crociata sembra del tutto inutile. Ma appare sotto una luce diversa se la mettiamo in relazione con il forte incremento di vendita degli antidepressivi e con le campagne in favore della liberalizzazione delle droghe leggere. Ormai le bevande addizionate di cannabis sono anche in supermercato. Possibile che facciano meno male di un calice di vino?

 

APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO OMS CONTRO L’ALCOL

Il fatto nuovo è l’approvazione nel settembre 2022 a Tel Aviv del documento Oms “European framework for action on alcohol 2022-2025” che prevede un contrasto al consumo tout court dell’alcol come priorità di azione. L’obiettivo è di ridurne l’assunzione pro capire del 10% entro il 2025. A questo fine l’OMS ha proposto ai Paesi interessati, l’aumento della tassazione, il divieto di pubblicità/promozione/marketing in qualsiasi forma, la diminuzione della disponibilità di bevande alcoliche, l’obbligo di health warning in etichetta.
Per fortuna la proposta è stata respinta. Nella discussione sulla relazione del piano anti-cancro, il Parlamento europeo ha deciso che sull’etichette del vino non ci siano riferimenti sul cancro. Inoltre il testo del piano è stato modificato spiegando che “c’è differenza tra consumo nocivo e moderato di bevande alcoliche e non è il consumo in sé a costituire fattore di rischio per il cancro”.
Quindi è stata cancellata la richiesta formulata dall’Oms a Tel Aviv  di introdurre nell’etichetta delle bevande alcoliche indicazioni simili a quelle presenti sulle confezioni delle sigarette.
La posizione dell’OMS si basa sul concetto “no safe level” cioè che tutti gli alcolici siano uguali e che il vino faccia male in qualunque quantità perché non esiste una dose giornaliera salutare. Tale posizione che era stata fortemente contestata da gran parte della comunità scientifica e, qualche mese fa, dell’Europarlamento in occasione del voto sul Cancer plan.

 

VERITA’ SCIENTIFICHE E PREGIUDIZI SUL CONSUMO MODERATO DI VINO

Vale la pena di fare chiarezza: il concetto “no safe level” si basa su uno studio del gruppo internazionale Global Burden of Diseases (GBD), pubblicato sulla rivista inglese Lancet nel 2018. La ricerca aveva lasciato dubbi nella comunità scientifica per la presenza di numerosi studi precedenti che dimostravano vantaggi significativi del bere moderato, soprattutto sulla mortalità totale e le malattie cardiovascolari. A metà luglio di quest’anno lo stesso gruppo di ricercatori GBD ha pubblicato nella rivista Lancet una sostanziale rettifica. Nel nuovo ponderoso lavoro mostra come negli adulti sopra i 40 la relazione tra consumo di alcol e rischio di malattie non sia lineare, ma assuma la forma di una J come dimostrano molti studi precedenti. Chi beve abitualmente alcol con moderazione, rispetto agli astemi, ha una riduzione significativa del rischio rispetto alle 22 malattie prese in esame.

 

NO SAVE LEVEL – I MOTIVI DEI PROIBIZIONISTI

Con questa pubblicazione il concetto “no safe level” ha perso anche l’unico riferimento scientifico su cui si appoggiava. E’ insomma una posizione talebana contraddetta dalla letteratura medica.
Le notizie rese note da Giovanni de Gaetano Presidente dell’IRCCS Neuromed attraverso il portale VinoSano di Emanuela Medi, sono un ulteriore elemento di riflessione.
I dubbi sulla crociata contro il vino nascono da un elemento <<cui prodest scelus, is fecit» il colpevole è chi ci guadagna, come diceva Seneca, che in termini moderni traduciamo in <<cerchiamo il movente>>. Questa campagna contro il vino potrebbe avere degli ispiratori proprio fra chi ha maggiori vantaggi dalla sostituzione delle osterie con le farmacie.

 

ULTIME NOTIZIE

Sono appena usciti i dati della ricerca Interstroke pubblicata nella rivista Neurology relativa a un’ indagine su 26.000 persone di 23 nazioni e finalizzata a trovare ciò che favorisce l’ictus. E’ risultato che l’incidenza del disturbo cala nei bevitori moderati di vino.