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Rapporto COOP 2022 arriva lo slow living

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Siamo nel She Century-secolo delle donne; il benessere personale conta più della carriera, ci sono 60 milioni di animali domestici e pochissimi bambini

 

Rapporto-coop-gennaio-2022

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di Donatella Cinelli Colombini

La fotografia degli italiani post Covid arriva da Albino Russo nel Rapporto Coop 2022 e inizia con la delusione per il modello novecentesco basato sullo sviluppo per le fratture sociali e ambientali che ha prodotto.

 

IL NOVECENTO LASCIA UN EREDITA’ DI DISASTRI AMBIENTALI E SOCIALI

Ma è forte anche la preoccupazione di non avere un altro modello pronto a rimpiazzarlo nonostante la tecnologia stia facendo enormi passi avanti. Tensioni individuali e geopolitiche che <<nel cuore dei Paesi democratici fa emergere pulsioni autoritarie e sembra sempre più spesso mettere in discussione la democrazia e i diritti civili>>. Con la consueta lucida precisione e un pizzico di ironia Albino Russo descrive il nuovo ottimismo degli italiani collegandolo ai successi canori, calcistici e olimpici oltre che alla << capacità – assolutamente inedita – della classe politica italiana di darsi improvvisamente un governo a larga maggioranza>>. In effetti il giudizio negativo sui politici si è ridotto dal 56 al 28% in soli due anni.

 

SHE CENTURY, IL GENDER GAP E’ ORMAI PERCEPITO COME UN DANNO PER IL PAESE

Rapporto-coop-gennaio-2022

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Ecco che il 2022 potrebbe essere l’anno delle donne, togliendo l’Italia dal posto di retroguardia europea in cui si trova attualmente e riducendo << il gender gap per giovarsi finalmente appieno della loro forza>>. La percezione che la disparità di genere sia un freno alla ripresa del Paese fa sperare in un “she century”. Fra l’altro gli italiani risultano i più LGBT friendly in Europa cioè i più disposti ad accettare matrimoni gay.
Tuttavia nel nostro Paese non nascono più bambini (1,7 milioni sotto i 3 anni) mentre ci sono 60 milioni di animali domestici.

 

IL CIBO ELEMENTO CENTRALE NEL VISSUTO DEGLI ITALIANI

Accanto alle speranze c’è la triste constatazione che <<almeno cinque milioni di persone, spesso famiglie con minori, che, anche in una delle più grandi economie del mondo, non sono in grado di garantirsi un’alimentazione appena adeguata>>.
Per gli italiani il cibo è un elemento centrale – quasi totemico – della propria identità collettiva e individuale. Per questo la nuova sensibilità ambientalista si trasferisce negli alimenti e sugli scaffali del GDO ci sono già oltre 24.000 prodotti con etichetta indicante le scelte green di chi li produce. Vince il cibo identitario (nel leggere l’etichetta del cibo, dopo la scadenza 43%, viene controllata la provenienza del prodotto 39% che conta più dei valori nutrizionali 28% e del metodo di produzione 26%) ma ci sono un milione e mezzo di connazionali vegani o vegetariani.

 

NEI SOGNI FUTURI C’E’ IL BENESSERE E NON IL SUCCESSO PROFESSIONALE

Nei progetti personali c’è una nuova gerarchia, al centro non più ricchezza e affermazione sociale, ma l’inseguimento dei propri sogni e la ricerca del proprio benessere fisico e psicologico. Ecco che nella classifica dei valori che saranno più importanti nei prossimi 3/5 anni al primo posto la salute e l’equilibrio personale mentre all’ultimo posto ci sono la carriera e lo status sociale.

 

COSA RESTERA’ DEL LOCK DOWN

La nuova normalità del dopo Covid comprende alcune abitudini del lock down come lo slow living, l’acquisto online e lo smart working. C’è inoltre un ritorno alla socialità outdoor anche se con molta più prudenza di prima a causa di una minore capacità di spesa. E’ generalizzato il problema di perdere i chili accumulati negli anni Covid: il 54% degli italiani prevede di mettersi a dieta mentre il 29% ha già iniziato. A questo si aggiungono le persone con disturbi alimentari fra cui il 20% sono adolescenti sotto i 14 anni.