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SICILIA DEL VINO SULLA CRESTA DELL’ONDA

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AFFASCINA IL MIX DI ANTICHISSIMA STORIA E MODERNA INNOVAZIONE, AFFASCINA LA VARIETA’ DI VITIGNI AUTOCTONI E IL VULCANO, PIACE L’ABBINAMENTO CON LA GASTRONOMIA

 

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di Donatella Cinelli Colombini

La Sicilia e l’Italia hanno goduto di una circostanza favorevole che ha donato loro una particolare ricchezza di vitigni autoctoni. L’uva selvatica addomesticata nel Caucaso 8.000 anni fa si differenziò in 4 ceppi ancestrali che iniziarono ad arrivare in Italia 4000 anni fa e progressivamente si incrociarono con le varietà selvatiche locali dando vita a 545 vitigni autoctoni. Il nostro Paese è l’unico ad aver ricevuto questa enorme fortuna. E’ da presumere che il trasporto di tralci o giovani viti sia avvenuto per mare anche grazie ai Fenici. Per questo la parte bassa dello stivale e la Sicilia hanno una maggiore concentrazione di vitigni autoctoni.

 

SICILIA TERRA DI VARIETA’ – 14 VITIGNI AUTOCTONI DIFFUSI

L’utilizzo di 14 varietà autoctone, oltre ai vitigni internazionali, è l’elemento che rende la Sicilia un territorio attrattivo per chiunque ami il vino. Il Nero d’Avola è la varietà rossa più conosciuta. Fra i vitigni a bacca bianca più importante è il Grillo. Altri vitigni sono le bianche Inzolia, Catarratto e Grecanico, e le rosse Nerello Mascalese, Frappato e Perricone.
Ma non è il solo motivo di fascino della viticultura siciliana, un altro elemento di diversità meravigliosa riguarda i terroir: dal livello del mare alle pendici del vulcano esiste un mosaico di microclimi come recita la scritta sotto le immagini della Doc Sicilia. Anche i terreni sono un mosaico: dalle coste del mare alle terre nere vulcaniche che permettono di coltivare le viti su “piede franco” cioè con radici europee. Viti che producono i vini con caratteri minerali per i quali la Sicilia è molto apprezzata.

 

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PIU’ VIGNETI DELLA NUOVA ZELANDA E PIU’ BIO DI OGNI ALTRA REGIONE ITALIANA

TheDrinksBusiness  mette l’accento anche sulla dimensione produttiva. <<L’isola ha la maggiore superficie vitata fra le regioni italiane, con 98.000 ettari di vigneto – tre volte più grande della Nuova Zelanda. Ci sono 24 territori diversi – 23 DOC e una DOCG oltre alla Sicilia DOC, che comprende l’intero territorio regionale>>.

 

SICILIA IN 7 ANNI DA 16 A 90 MILIONI DI BOTTIGLIE

Negli ultimi anni, i vini siciliani hanno ottenuto un crescente apprezzamento che ha consentito alle cantine di passare dalla vendita di vino sfuso al confezionamento. Dai 16 milioni di bottiglie nel 2013 a oltre 90 milioni di bottiglie nel 2020 con un trend che non sembra destinato ad arrestarsi. Va fatto un vero applauso a Antonio Rallo presidente della DOC Sicilia. Una sola parola: complimenti.
Una qualificazione del vino che ha coinciso con una grande diffusione del biologico che fa della Sicilia la regione con una maggiore regione superficie BIO in Italia.
Di pari passo va la comunicazione con una campagna in USA organizzata da Colangelo & Partners e incentrata sul messaggio “Make Every Hour Golden, It’s Sicilian Wine Time” L’azione riguarda tutti i rivenditori che hanno in lista almeno 3 vini siciliani e offre opportunità educative per il personale che includono workshop guidati da esperti e la possibilità di vincere un viaggio in Sicilia.

 

DAL VINO AL TURISMO: BOTTIGLIE COME BIGLIETTI D’INVITO IN SICILIA

La connessione fra il vino e il turismo è messa in evidenza da numerosi esperti e prefigura un effetto trascinamento come se ogni bottiglia fosse un biglietto d’invito a visitare la sua zona di origine. Ad aiutare questo trend c’è la nuova tendenza “esplorativa” dei wine lovers come ha detto a WineSearcher JT Robertson dell’enoteca Le Dû <<Le persone sono semplicemente più curiose e disposte a provare cose nuove e, così facendo, trovano nuovi favoriti – c’è sicuramente molto da trovare in Sicilia>>