Terrina di Chianina – Prime Donne (4)

Sinalunga e il turismo inizia sotto casa

Vi racconto Sinalunga a 12 km dalla Fattoria del Colle nella Val di Chiana dei buoi chianini e della bistecca fiorentina. Un luogo da scoprire

 

Sinalunga

Sinalunga-in-un-disegno-antico

di Donatella Cinelli Colombini

Sinalunga è un paesone di oltre dodicimila abitanti che attrae dalle zone circostanti per il gran numero di supermercati e di servizi. Trovi tutto: da un fisioterapista di altissimo livello, ai gioielli Cartier, ai vestiti Armani e sul lato opposto almeno tre discount alimentari oltre ai supermercati.

 

SINALUNGA: BUE CHIANINO E BISTECCA ALLA FIORENTINA

I nuclei abitati antichi di Sinalunga sono circondati da un gran numero di edifici moderni spesso senza valore architettonico e questo spinge gli abitanti a considerarla brutta <<ci si sta bene ma non è certo bella>>. Essere circondata da città d’arte di fama internazionale non aiuta: Pienza, Montepulciano, Cortona …. Ma Sinalunga ha alcuni gioielli che valgono il viaggio, primo fra questi la possibilità di gustare la bistecca di bue chianino cotta alla brace in modo impeccabile.

Trequanda - tartare di Chianina - Macelleria Ricci

Trequanda – tartare di Chianina – Macelleria Ricci

Il “gigante bianco” animale da carne e da lavoro più grande del mondo – il maschio adulto ha le dimensioni di un elefante- ha un mantello bianco che lo faceva preferire dai romani per i sacrifici religiosi. Questa specie bovina è originaria della Val di Chiana e fu studiata e quasi “restaurata” da Ezio Marchi, veterinario di Sinalunga dell’Ottocento. Oggi la possibilità di comprare e mangiare la vera bistecca fiorentina fatta con bue chianino è la maggiore attrattiva di Sinalunga. Intorno ci sono numerosi allevamenti di questa specie che vive brada nei pascoli per cui è facile vederne interi branchi.

Turismo del vino- Terrina di Chianina - Brunello Prime Donne

Turismo del vino- Terrina di Chianina – Brunello Prime Donne

La bistecca fiorentina di bue chianino è leggermente dura in bocca perché viene da animali allevati fuori dalle stalle ma, proprio per questo, è più salutare. Va accompagnata con olio extravergine, fagioli al fiasco e insalate di campo ricche di essenze aromatiche. Il vino da abbinare è un rosso importante del sud della Toscana: Brunello di Montalcino, Chianti Classico o Orcia DOC. Quest’ultimo è il meno conosciuto e forse il più nuovo e sorprendente. Provate il nostro Cenerentola Orcia Doc che nasce alla Fattoria del Colle vicinissima a Sinalunga.

La bistecca di bue chianino è la più celebre ma non la sola prelibatezza gastronomica di Sinalunga: ci sono l’olio extravergine, l’aglione, il cacio pecorino, l’ocio in umido (oca alla cacciatora) che valgono il viaggio. http://www.sinalunga.org/gastronomia.htm

 

LA BONIFICA DEL SETTECENTO E I SENTIERI DELLA BONIFICA

Lasciando i piaceri del palato e andiamo a proposte più culturali. Fra esse hanno un posto privilegiato i Sentieri della bonifica che seguono i canali e soprattutto il Maestro della Chiana scavati da Vittorio Fossombroni nella seconda metà del Settecento per trasformare la Val di Chiana paludosa (11.000 ettari) in fertile zona agricola. E’ possibile percorre i sentieri a piedi, in bicicletta e a cavallo ammirando l’opera del Granduca Pietro Leopoldo che fece costruire un nuovo tipo di casa rurale in mattoni la “leopoldina”.

In questa zona ci sono anche le fattorie monumentali, la più celebre delle quali è La Fratta con una splendida cappella affrescata da Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma. Accanto all’allevamento di buoi chianini c’è La Toraia ristorante consacrato alla loro carne.
Sinalunga ha un teatro, Ciro Pinsuti, inaugurato nel 1807 e un centro storico antico pieno di angoli curiosi come la Gogna dove i malandrini erano esposti al pubblico scherno.

Gogna di Sinalunga

Gogna di Sinalunga

Le due chiese di maggiore interesse sono la Pieve e la Collegiata.

 

 

PIEVE DI SAN PIETRO A MENSULAS

La Pieve di San Pietro a Mensulas fu costruita nel IV secolo da San Donato Vescovo di Arezzo nei pressi del cimitero della facoltosa famiglia romana degli Umbrici, come dimostra la lapide posta nella controfacciata sinistra della chiesa. Nella costruzione della Pieve furono utilizzati resti degli edifici preesistenti di epoca etrusca e romana. In effetti gli scavi realizzati nel primo Novecento hanno rivelato la presenza di un insediamneto precristiano di una certa importanza da collegarsi con la presneza di un tratto viario strategico come la via consolare Cassia. Per questo la pieve è indicata nella “Tabula Peutingeriana” una sorta di mappa geografica medioevale. L’impaludamento della Val di Chiana, prima del Mille, portò al suo declino di questa zona, ma nel 1220 la Pieve era ancora importante e riceveva un “privilegio” dall’Imperatore Federico II.

La Chiesa attuale è frutto di imponenti opere di restauro del Novecento, ha pianta basilicale e carattere austero. Sull’altare maggiore è appeso il crocifisso realizzato da Pietro di Giovanni d’Ambrogio. Molto belli anche i due enormi candelieri cinquecenteschi ai lati della porta di accesso.

 

COLLEGIATA DI SAN MARTINO A SINALUNGA

La Collegiata di San Martino fu costruita nel 1595 da Ferdinando I° de Medici sui resti di una fortezza distrutta dopo l’invasione fiorentina della metà del secolo. La facciata ha lo stile architettonico di impronta bramantesca che ha il miglior interprete locale in Antonio da Sangallo. L’interno è di dimensioni grandiose, quasi che il Granduca di Toscana volesse manifestare la sua forza e la sua magnificenza di fronte agli abitanti. Ha pianta a croce latina con numerosi altari eretti tra la fine del Cinquecento e il secolo successivo e arricchiti dai dipinti di Rutilio Manetti, Francesco Nasini e Giovanni Antonio Bazzi detto “Il Sodoma”, Domenico Cresti detto il Passignano, Santi di Tito. Nel transetto una deposizione di Cristo di Girolamo del Pacchia e la Madonna con Bambino e Santi del Sodoma.