La Vendemmia 2015 Montenapoleone Lunelli, Boscaini, Soldati, Nonino Antinori

Spumante batte Champagne e l’Italia brinda

La Vendemmia 2015 Montenapoleone Lunelli, Boscaini, Soldati, Nonino Antinori

Champagne & Sparkling Wine World Championships, più importante concorso mondiale per le bollicine, vince Ferrari trascinando al successo la squadra italiana

Marcello Lunelli con famiglia e amici e Donatella

Marcello Lunelli con famiglia e amici e Donatella

di Donatella Cinelli Colombini

Sembra un sogno! La squadra italiana dei produttori di Spumante ha battuto quella dello Champagne a Londra nel concorso più importante del mondo The Champagne & Sparkling Wine World Championships, una competizione creata da Tom Stevenson che già dal nome dichiarava un orientamento chiaramente francofilo.

Ferrari Sparkling Wine Producer of the Year 2019

Le cantine Ferrari di Trento avevano già vinto due volte il titolo di Sparkling Wine Producer of the Year nel 2015 e nel 2017 ma quest’anno hanno guidato al successo l’intera squadra italiana superando di slancio quelli che, almeno sul piano della reputazione, sembravano imbattibili: gli Champagne. Ed ecco 15 ori per Ferrari che lascia al secondo posto Louis Roederer cioè Cristal e una cascata di medaglie per gli altri partecipanti tricolori: su 185 medaglie d’oro e 212 d’argento assegnate dai giudici, le cantine italiane fanno un bottino di 71 ori e 89 argenti mentre i francesi si fermano a 61 e 44.

La Vendemmia 2015 Montenapoleone Lunelli, Boscaini, Soldati, Nonino Antinori

La Vendemmia 2015 Montenapoleone Lunelli, Boscaini, Soldati, Nonino Antinori

Un successo che lascia a bocca aperta e diffonde entusiasmo in tutto il modo del vino italiano. Bravi i Lunelli, una famiglia straordinaria sotto il profilo umano, imprenditoriale e professionale. Bravi come enologi, bravi nel creare la squadra all’interno dell’azienda e nel territorio dove ci sono i loro 650 conferitori d’uva, bravi nel creare una rete commerciale solida e bravi nell’accettare sfide mondiali senza timori reverenziali. Di recente il brindisi Ferrari agli Emmy Awards ha avuto una risonanza mondiale. Bravi anche nel diffondere la convinzione di poter vincere fra i colleghi per ottenere una vittoria in squadra che segna una svolta nella percezione delle bollicine italiane. Fino ora, i nostri spumanti primeggiavano sui volumi e sui prezzi ma non certo sulla qualità o l’immagine.

The Champagne & Sparkling Wine World Championships Italia bette Francia

Invece nello Champagne & Sparkling Wine World Championships 2019 le medaglie per le bollicine italiane sono il doppio di qualche anno fa e sono andate ovunque anche se il bottino più ricco è stato quello del Trento Doc (27 ori e 19 argenti ) e della Franciacorta (26 ori 31 ergenti) . Nel complesso dunque le cantine italiane hanno mostrato un innalzamento qualitativo diffuso e velocissimo con 39 aziende medaglia d’oro: dal Trentino Rotari, Maso Martis, Letrari, Cantina Rotaliana, Cantina d’Isera, Toblino …. Dalla Franciacorta Cà del Bosco, Guido Berlucchi, Fratelli Berlucchi, Corte Aura, Bosco del Merlo, Castel Faglia, Uberti, Turra, Quadra, Il Mosnel o Ferghettina …. Poi il Prosecco Bosco del Merlo, Villa Sandi, Nino Franco …. Il Lambrusco Albinea Canali, Cantina Santa Croce, Cleto Chiarli (7 ori e 7 argenti per le bollicine emiliane) ….

Il significato di questa vittoria dello Spumante italiano

Il 4 novembre a Londra quando i Lunelli andranno a prendere il titolo di Sparkling Wine Producer of the Year, segnerà una svolta per tutta la spumantistica italiana. Guardata con sufficienza per i 540 milioni di bottiglie di Prosecco che hanno invaso il mondo rompendo la storica difficoltà di esportazione delle bollicine italiane, ora gli spumanti nazionali guardano in alto. La battaglia si sposta sul piano qualitativo. Uno scontro difficile che solo dieci anni fa sembrava impossibile. Io stessa sono stata testimone delle degustazioni in cui le cantine venete del Prosecco si presentavano a New York insieme a Chianti Classico e Brunello. Gli organizzatori chiedevano ai consorzi toscani di spostare i veneti all’ingresso e il Brunello in fondo per evitare che dal Prosecco non ci andasse nessuno …. Oggi le cose andrebbero diversamente e non certo per un calo di interesse verso i vini di Montalcino bensì per una crescita di volumi e valori di tutta la spumantistica italiana.

                                                                                               

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