Luigi Moio Aldo Fiordelli Riccardo Ricci Curbastro

VITICULTURA ITALIANA: SERVONO STRATEGIE O SI PERDE VALORE

Luigi Moio Aldo Fiordelli Riccardo Ricci Curbastro

La prolusione di Luigi Moio presidente OIV, all’Apertura del 74esimo anno dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino a Firenze ospiti della Regione Toscana

Rosario Di Lorenzo Accademia Italiana della Vite e del Vino

Rosario Di Lorenzo Accademia Italiana della Vite e del Vino

 

L’Ente fu fondato il 30 luglio 1949 a Siena con lo scopo di promuovere studi, ricerche e discussioni sui maggiori temi inerenti la vite ed il vino. Oggi l’Accademia è presieduta dal professor Rosario Di Lorenzo subentrato al professor Antonio Calò alla guida per 20 anni.

L’ACCADEMIA ITALIANA DELLA VITE E DEL VINO A FIRENZE

L’inaugurazione si è svolta a Firenze per volontà della Regione Toscana e in particolare della Vicepresidente Stefania Saccardi che ha sostenuto l’evento con l’obiettivo di riportare in Toscana questa Istituzione «Siamo felici che l’Accademia sia in Toscana>> ha detto <<la storia e le competenze di cui è custode sono oggi particolarmente preziose per la Regione e per il Paese nel momento dei cambiamenti climatici e della presenza di problematiche fitosanitarie che possono mettere a rischio il patrimonio vitivinicolo>>.

 

PROLUSIONE DI LUIGI MOIO SUL TEMA IL FUTURO DEL VINO NELL’EPOCA DELLA SOSTENIBILITA’

A parlare di futuro del vino è stato, nella sua prolusione, Luigi Moio, presidente dell’Oiv (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino), professore ordinario di Enologia alla Facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli e accademico. «L’attuale viticoltura italiana – ha detto – è destinata a perdere qualità e mercati se non mette a punto nuove strategie>> Secondo Moio «un primo aspetto da considerare è il cambiamento climatico. Ma fortunatamente su questo punto abbiamo un vantaggio naturale. I nostri vitigni storici sono quasi tutti tardivi, ossia caratterizzati da un ciclo vegetativo lungo, per cui non soffrono molto per un eventuale aumento della temperatura media annuale. Anzi. Alcuni di loro potrebbero addirittura avere dei vantaggi con un miglioramento notevole del potenziale enologico. E di conseguenza con l’ottenimento di vini maggiormente espressivi dei luoghi di origine. I nostri vini ottenuti dai vitigni italici hanno un vantaggio competitivo enorme».

LE PROPOSTE DI LUIGI MOIO PER IL VINO ITALIANO

Luigi Moio alla conferenza OIV

<<Vanno messe in atto scelte lungo tutta la filiera vitivinicola, dall’uva alla bottiglia. Lo stesso discorso vale in cantina dove tematiche come “ecowinery” ed una enologia che è possibile definire “leggera” ossia una sorta di “mild-enology” sono concetti non più procrastinabili>>. Altro punto sostenuto da Luigi Moio è la necessità di puntare sui territori del vino più vocati e con maggiore reputazione che devono produrre vini sempre migliori. Va invece abbandonata la tendenza attuale di salire in montagna << non serve se il problema maggiore è l’acqua e li non c’è >>. E’ la mancanza d’acqua che porta all’omologazione dei vini e impoverisce i profumi. Solo i territori a grande vocazione i vini arrivano all’equilibrio spontaneamente, senza interventi di cantina mentre << i vini perfetti, ma resi tali da interventi correttivi, sono anonimi>>.
<<Bisogna ripensare agli uvaggi con vitigni portatori di acidità. Bisogna incrementare la ricerca sui portinnesti. Bisogna cercare varietà resilienti e avere maggiore correttezza delle informazioni>>.

Il Professor Moio ha concluso con l’auspicio di << dare ancora più forza all’enoturismo. Le cantine, sono dei potenziali porti attrattori, bisogna per questo continuare a metterle in rete in modo ordinato e organizzato>>

 

COS’E’ L’ACCADEMIA ITALIANA DELLA VITE E DEL VINO

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino tra i propri membri annovera docenti universitari, il meglio dei ricercatori italiani in campo vitivinicolo, i titolari delle maggiori imprese del settore e gran parte di coloro che, sotto diversi aspetti, contribuiscono alla esaltazione nell’ambito sociale, artistico e letterario delle denominazioni e dei vini di alta qualità.
L’Accademia è collegata al Ministero dei Beni Culturali ed al Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste. L’attività si svolge in “tornate” a carattere itinerante con eventi organizzati insieme a visite conoscitive di specifiche realtà produttive. Questo ne consente la divulgazione e valorizzazione in Italia e all’estero. AIVV assegna il premio “Arturo Marescalchi” per celebrare la memoria del suo primo presidente onorario. Oltre al premio internazionale di vinicoltura “Giovanni Dalmasso” in memoria del suo presidente fondatore e il premio “Pier Giovanni Garoglio”, in ricordo dell’illustre studioso che è stato per diversi anni suo presidente.

Di Donatella Cinelli Colombini

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