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Come e perché mi sono innamorata di Gozo

Gozo è un gioiello unico di storia, paesaggio e civiltà. Una gemma verde nel Mediterraneo ed è un dovere di tutti: governo, abitanti e turisti, salvaguardarlo

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Come tutti io ho la mia “area confort” quella in cui sono a mio agio. Per me è una casa antica con alcuni mobili antichi e uno schema tradizionale: cucina, salotto, camere, bagni … Ho vissuto per anni, piacevolmente, in città e mi piace fare la spesa a piedi, ma preferisco la campagna e i grandi panorami. Mi piacciono le vetrine, i luoghi eleganti, incontrare altre persone, ma lo trovo faticoso quando dura l’intera giornata.
Sono freddolosa, anzi molto freddolosa.

 

IL BUEN RETIRO DI DONATELLA IN UN’ISOLA SOSPESA NEL TEMPO

Per questo, per tutta la vita, ho cercato un posto caldo, sicuro cioè con bassa criminalità e un buon sistema sanitario. Un posto dove fare il mio “buen retiro” che mi riportasse alla Toscana della giovinezza. Io e mio marito Carlo avevamo scartato il Brasile e il Sud Africa per la durata del volo, benché ci piacessero molto. Ci piaceva l’Oman anche se era troppo caldo. Pensavamo alla Grecia ma non a Malta che ci immaginavamo come un immenso campus di studenti stranieri desiderosi di imparare l’inglese.

Donatella-e-Carlo-con-Martha-e-Henry-Vella

Donatella-e-Carlo-con-Martha-e-Henry-Vella

Per questo non ci ero mai venuta. Sono arrivata a Malta per la prima volta poco dopo il Duemila su richiesta dell’importatore che voleva promuovere i miei vini e sono rimasta sbalordita dal porto fortificato, Mdina, Valletta e le 3 antiche città… Un patrimonio storico e architettonico sbalorditivo, una civiltà piena di elementi diversi: europei, arabi, autoctoni…. Il cibo era cattivo, salvo nei grandi alberghi dove c’erano i professionisti.

Gozo non mi piacque i villaggi sembravano poveri e mal tenuti. Soprattutto era evidente la predilezione per le case nuove mentre gli edifici antichi venivano lasciati crollare. In un viaggio successivo mi resi conto che la prima impressione era sbagliata. Le coste di Gozo erano intatte, lo stile di vita era molto tradizionale, campagnolo, come nella Toscana dei miei ricordi. Con un certo stupore, perché a me non piace il mare, capii che la piccola isola di Gozo era il luogo che avevo cercato tutta la vita.

 

LA CASA DI GOZO UNA SECONDA CASA CHE POTREBBE DIVENTARE LA PRIMA

Violante-e-Enrico-a Gozo-Malta

Violante-e-Enrico-a Gozo-Malta

Non ero convinta che mio marito condividesse i miei stessi sentimenti e continuavo a chiedergli << ma ti piace?>> anche perché la casa che avevamo deciso di comprare sarebbe stata finanziata dalla vendita del suo appartamento di Follonica dove non andavamo mai.
La nostra casa di Gozo ha circa un secolo, che qui è un’età ragguardevole. E’ in pietra con cortile interno, pavimenti autentici in cementine colorate, archi interni ed esterni con grandi finestre. Tre anni fa abbiamo costruito una terrazza sul tetto con solarium, cucina e bagno per l’estate. Vediamo Malta, Comino e l’incessante passaggio dei ferry, il panorama è fra i più belli di Gozo. Abbiamo una vicina che ci fa trovare la casa pulita, il frigo pieno e le piccole riparazioni fatte. Dire che facciamo vacanze da milionari è poco.
Negli anni ci siamo fatti una rete di conoscenti e amici, alcuni dei quali molto cari. Per questo ceniamo quassi sempre fuori e facciamo la vita socializzata che ci piacerebbe anche in Toscana se non abitassimo così isolati.

 

COME E’ CAMBIATA GOZO NEGLI ULTIMI 5 ANNI

Negli anni e soprattutto negli ultimi 5 anni, Gozo e Malta sono cambiati enormemente. Alcune cose sono migliorate. C’è una rete internet favolosa, non tutti i negozi chiudono alle 5 come prima, ci sono molti buoni ristoranti ed è possibile comprare qualunque cosa anche di buona qualità.
Ma alcune cose sono peggiorate. Il numero di nuove costruzioni è impressionante. Buttano giù un antico edificio come il nostro e costruiscono al suo posto un condominio con 12 appartamenti. Ci sono gru ovunque e un numero enorme di case nuove vuote e case vecchie in rovina. Il traffico di Malta è molto congestionato e anche a Gozo sta peggiorando. I piccoli campi divisi da muri a secco, che un tempo erano in gran parte coltivati, ora sono tutti abbandonati e si è diffusa anche qui la piaga degli incendi. Quest’estate ce ne sono stati due proprio vicinissimi, in un caso abbiamo anche preparato le valigie per scappare. Alloggi e camere per turisti sono ovunque. Accanto a noi ce ne sono tre e i restauri degli altri edifici appaiono pensati per lo stesso utilizzo. A Gozo ci sono poche spiagge dove un tempo era possibile prendere il sole ascoltando le onde. Ora sono brulicanti. Anche Comino, piccolo scoglio quasi disabitato, ha ora una distesa di sdraio di fronte alla romantica blue lagoon.

 

IL RISCHIO DELL’OVERTOURISM A GOZO E MALTA

In molte località italiane, purtroppo, tutto questo è già avvenuto. E forse proprio grazie a questa esperienza dico ai Maltesi non fate lo stesso errore. Passare da luogo intatto che attrae un turismo di alto livello al mordi e fuggi è il primo passo per il declino.
Quest’anno il turismo a Malta e Gozo ha avuto un rallentamento. Soprattutto un netto peggioramento qualitativo.
Tutti speriamo che questo campanello d’allarme spinga il governo locale a una rapida inversione di rotta verso un’offerta di viaggio di profilo più alto che renda onore al glorioso passato di Malta e crei prospettive a lungo termine per i suoi abitanti. Qui c’è il porto fortificato più importante del mondo, le isole sono uno scrigno di memorie preistoriche, romane, medioevali …. senza eguali. Vanno difese e valorizzate.