Violante-e-Enrico-vi-presentano-il-loro-figlio-Lorenzo

E’ NATO LORENZO

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Violante e Enrico sono gli orgogliosi genitori di un maschietto di 3,4 Kg nato a Firenze il 5 novembre a cui è stato dato nome Lorenzo

 

Violante-e-Enrico-vi-presentano-il-loro-figlio-Lorenzo

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di Donatella Cinelli Colombini

Violante ha avuto una gravidanza perfetta al punto di andare alle fiere e viaggiare fino al sesto mese. C’è stato solo un leggero ritardo nella crescita della circonferenza addominale del piccolo che si è normalizzata durante le vacanze a Gozo -Malta grazie al sole e all’affetto degli amici.

 

VIAGGI DI LAVORO E FIERE IN GRAVIDANZA PER VIOLANTE

Durante Vinitaly io non sapevo ancora della gravidanza e non capivo la preoccupazione di Enrico per il fortissimo raffreddore di Violante. Solo dopo ho capito che lavorare tutta la fiera e persino smontare lo stand per Violante è stato un po’ azzardato.

Del resto Violante ha viaggiato molto durante la gravidanza. Proprio all’inizio è andata con il marito a Dubai per recuperare sul viaggio di nozze che non era avvenuto dopo il matrimonio a causa del Covid. Ma niente ferma l’intrepida Vio! La pancia ha cominciato a vedersi dopo il sesto mese per cui nessuno si era accorto di niente.

Proprio al ritorno da un viaggio all’estero, i futuri genitori ci hanno mostrato a me e a Carlo, un’ecografia annunciando l’arrivo del bimbo.

Qui in Toscana la maternità gode di un progetto regionale formidabile con analisi, visite ginecologiche, corso per i genitori e persino un centro per il parto naturale all’interno del Policlinico di Careggi.

Violante-con-Lorenzo-appena-nato

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Si chiama Margherita e vi accede solo chi ha una gravidanza perfetta. Ovviamente Violante ha voluto partorire lì.

 

IL LUNGHISSIMO PARTO DI VIOLANTE E L’AIUTO DI ENRICO

Ha iniziato ad avere le contrazioni a casa la notte del 4 novembre. La mattina dopo, quando l’ostetrica ha consigliato a lei ed Enrico di andare all’ospedale ci eravamo illusi di un parto veloce come quello che ho avuto io con Violante. Il 4 novembre è la festività di San Carlo, onomastico di mio marito, circostanza che ci pareva di buon auspicio per la nascita ….  ma le cose sono andate per le lunghe.
Poco dopo l’arrivo al Margherita mio genero è stato mandato via e lui, per paura di mancare il momento della nascita si è messo ad aspettare in macchina davanti alla porta. Passavano le ore e la dilatazione non aumentava anzi le contrazioni si distanziavano. Alle dieci di sera ho detto a Enrico << se non vuoi tornare a casa perché è troppo lontano, cerca un albergo nei dintorni. Devi dormire>>. Alle undici i medici gli hanno dato lo stesso consiglio <<vada a dormire, ci vorranno parecchie ore>>. Lui si è deciso a tornare a casa ma alle quattro di mattina l’ostetrica l’ha chiamato <<venga perché la sua presenza può aiutare>> e lui è partito a razzo. Non si tratta di una procedura normale perché, con l’epidemia Covid, la presenza del padre è stata limitata al solo momento del parto. Invece Enrico ha aiutato Violante per molte ore e la sua vicinanza è stata determinante. Finalmente nel pomeriggio del 5 novembre, dopo un giorno e mezzo di tribolazioni, Lorenzo è venuto alla luce. Con la testa a pera e gli occhi gonfi, tipici dei bambini nati con parto naturale ma con una bella vocina. La mattina dopo prendeva il latte e dovrebbe arrivare a casa questo pomeriggio.

 

LORENZO COME IL MAGNIFICO AUGURANDOGLI UN FUTURO BELLISSIMO

Pesa 3,400 kg cioè molto di più delle previsioni per cui le tutine taglia 00 che Violante aveva preparato e che, in gran parte, sono le sue da neonata, gli stanno piccole.
Abbiamo già appeso tre fiocchi alla Fattoria del Colle e al Casato Prime Donne. Ne metteremo altri anche nei negozi ToscanaLovers e a Casa di Boccaccio a Firenze dove abitano mamma Violante e babbo Enrico.
Il nome Lorenzo è stato scelto in omaggio alla città di Firenze dove è avvenuta la nascita e come auspicio di un futuro di grandi imprese. Quasi sicuramente nessuno riuscirà a eguagliare Lorenzo il Magnifico, che fece della capitale Toscana il centro culturale del mondo, ma perché pensare in piccolo?