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Le Donne del Vino sono 1002

Superata quota 1.000, l’Associazione dell’enologia femminile più grande del mondo fa il punto sull’impressionante crescita delle socie

 

Donne-de-Vino-delegazione-Puglia

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Un risultato superiore alle attese che premia un grande lavoro di squadra e un orgoglio di appartenenza sempre più forte.

L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino è quella che ha saputo reagire meglio alla crisi Covid mantenendo forti i legami all’interno e mettendo in campo nuovi progetti sempre più grandi. Un esempio per le 11 consorelle estere, che vedono in quella italiana come un punto di riferimento e varranno a Milano, in occasione di Simei – fiera delle attrezzature per l’enologia- il prossimo 16-17 novembre.

 

LE DONNE DEL VINO ITALIANE ESEMPIO PER LE ASSOCIAZIONI DELL’ENOLOGIA FEMMINILE DI TUTTO IL MONDO

Ma le Donne del Vino sono ormai un esempio anche per le altre associazioni enologiche nazionali per la capacità di fare squadra, trovare alleanze esterne e individuare obiettivi importanti ed intervenire efficacemente anche quando il piano organizzativo è complesso.

<<Se vuoi che qualcosa venga detto chiedilo a un uomo, se vuoi che qualcosa venga fatto chiedilo ad una donna>> diceva Margaret Thatcher. Le Donne del Vino, con il loro operato, ne sono un esempio. 

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Ma vediamo quanto e dove sono cresciute negli ultimi sette anni, cioè nel periodo della presidenza di Donatella Cinelli Colombini.

Nel complesso la percentuale di aumento è del 43,9% e questo senza abbassare il livello della selezione perché non sono state aperte le porte a tutte, ma solo al top della filiera enologica: produttrici, enotecarie, ristoratrici, sommelier, giornaliste, esperte e comunicatrici.

 

43,9% DI CRESCITA IN 7 ANNI PER LE DONNE DEL VINO

La crescita da 696 a 1.002 socie è avvenuta soprattutto grazie ad alcune delegazioni regionali che erano meno attive. Nell’ultimo anno il vero exploit è indubbiamente dell’Umbria che, dalle 5 socie del 2021, ne ha raccolte 33. Se guardiamo un arco di tempo più lungo i due casi più spettacolari sono la Sicilia che è passata da 26 socie nel 2019 a 63 e il Lazio che aveva  37 socie nel 2019 e ora ne ha 65. Allungando maggiormente il periodo troviamo l’Emilia Romagna partita da 15 socie del 2017 è arrivata a 65 e le Marche che è passata da 5 a 25.

Questi sono gli incrementi più vistosi ma non sono i soli perché fra quelle non citate ci sono regioni che hanno raddoppiato le socie, come la Sardegna, oppure le hanno triplicate, come la Calabria.

 

SONO CRESCIUTE SOPRATTUTTO LE REGIONI PRECEDENTEMENTE POCO ATTIVE

In pratica le delegazioni con aumenti numerici meno sbalorditivi sono quelle già numerose come Piemonte, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Puglia, Toscana, Trentino Alto Adige e Veneto che, in alcuni casi, hanno segnato incrementi di oltre il 50%. Possiamo ben dire che tutte hanno fatto la loro parte.

In pratica le uniche regioni ancora “dormienti” sono Molise e Valle d’Aosta ma il trend nazionale è così buono che sicuramente, anche li, ci sarà un risveglio.

<<Il primo ringraziamento, per questo risultato, che supera ogni attesa, va alle Delegate Regionali che hanno saputo legare le socie su progetti condivisi favorendo rapporti di stima e di affetto reciproco>> dice la presidente Donatella Cinelli Colombini <<Grazie alle Consigliere e allo staff nazionale che hanno lavorato tanto e bene. Credo che aver superato “quota 1.000” sia una soddisfazione per tutte e dimostri, ancora una volta, il valore dello stare insieme per fare cose che ciascuna singolarmente non riuscirebbe a realizzare. Stare insieme puntando sempre più in alto. E la stima che ci circonda dimostra che ci stiamo riuscendo>>.