Donne del vino nelle Marche degustazione di vini bianchi a lungo invecchiamento

NELLE MARCHE CON LE DONNE DEL VINO

Donne del vino nelle Marche degustazione di vini bianchi a lungo invecchiamento

AMICIZIA, GRANDISSIMI VINI BIANCHI, LUOGHI FAMOSI, ALCUNI FAMOSISSIMI E TUTTI DIVERSI, UNA GASTRONOMIA FORMIDABILE: QUESTE SONO LE MARCHE DELLE DONNE DEL VINO

Donne del vino nelle Marche degustazione di vini bianchi a lungo invecchiamento

Donne del vino nelle Marche degustazione di vini bianchi a lungo invecchiamento

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Marche “la regione da amare” accoglie le Donne del Vino a braccia aperte con una spettacolare convention progettata nei minimi dettagli della delegata Daniela Sorana con l’amorevole cura di Nazzarena Ceci, l’entusiasmo di Stefania Palazzesi e di 35 socie entusiaste e generose. Esperienza favolosa! Brava alla Presidente Daniela Mastroberardino per aver sostenuto il progetto.
Un momento per di amicizia e affetto con tante persone che hanno una parte importante nel mio cuore. Io Marzia Morganti e Anna Di Martino arriviamo dalla Toscana in auto e l’avventura comincia.

Donne del Vino alla scoperta delle Marche e dei suoi vini

Donne del Vino alla scoperta delle Marche e dei suoi vini Donatella Cinelli Colombini, Daniela Sorana Marzia Morganti e Anna Di Martino

LA CONVENTION DELLE DONNE DEL VINO NELLE MARCHE

Quattro giorni in tutti i distretti viticoli marchigiani iniziando con la Cantina Santarelli di Poggio San Marcello con il suo museo del Verdicchio e la masterclass sugli spumanti metodo classico.
Secondo giorno a Ascoli Piceno, la città salotto delle Marche, con i suoi edifici storici in mattoni e travertino di serena monumentalità. Pranzo nel caffè letterario Meletti fondato nel 1907 dal produttore della famosa anisetta. E’ la terra di Giacomo Leopardi e del Santuario di Loreto e le Donne del vino vedono Il luogo del “Sabato del villaggio” e il colle de “L’infinito”. Vista delle aziende Gioacchino Garofoli a Castelfranco e Forano ad Appignano.
Arriviamo a Pesaro, capitale della cultura 2024, e città di Gioacchino Rossini. Nelle sale del rinascimentale Palazzo ducale, sede della Prefettura avviene il convegno dove io e la mia amica Anna di Martino siamo protagoniste.  C’è una sana buona volontà generale che fa ben sperare con l’Università di Camerino che mette in campo i progetti formativi e l’Assessore Andrea Maria Antonini che mostra grinta e impegno.
La serata di gala alla Rotonda (vi ricordate “Una rotonda sul mare” di Fred Buongusto?) di Senigallia mostra una regione molto più bella e ricca di emozioni di quanto tutti se lo aspettano.
Domenica alle Grotte di Frasassi con il suo spettacolare itinerario sotterraneo fra stalattiti e stalagmiti formate dall’acqua calcarea in 190 milioni di anni. Segue una degustazione che, per noi wine lovers, vale il viaggio sui “bianchi più longevi delle Marche” che mostrano la vera carta vincente dell’enologia regionale.
Dopo il pranzo al Marchese del Grillo (eretto nel 1771 dal Marchese Onofrio reso celebre dal film di Alberto Sordi) ripartiamo con gli occhi pieni di immagini e il cuore colmo di amicizia. E’ bello essere parte di un’associazione dove tutte cercano di dare qualcosa alle altre.

Recanati Giacomo Leopardi accoglie le Donne del Vino

Recanati Giacomo Leopardi accoglie le Donne del Vino

LE MARCHE SONO FRA LE REGIONI CON PIU’ POTENZIALE DI SUCCESSO ENOTURISTICO

A mio avviso le Marche sono fra le regioni con maggior potenziale di successo enoturistico. Sono arrivata a questa convinzione assaggiando i vini e contestualizzandoli in un territorio che conosco. Quasi quarant’anni fa ho vissuto per sei mesi ad Ancona ed ho avuto modo di visitare la regione e soprattutto ha capito la forza tranquilla dei suoi abitanti. Mi colpiva la frase ripetuta come un intercalare <<quanto è bello vivere ad Ancona>> qualcosa che richiama alla mente la Finlandia o la Danimarca, cioè le nazione con il più alto tasso di persone felici. Appartenere a una regione, industriosa, colta, dove si vive bene può essere un problema perché manca il bisogno di mettersi in competizione e infatti le statistiche indicano la parola “sottovalutata” come quella più collegata alla regione Marche.
La terra di Raffaello, di Leopardi e di Rossini, dove ci sono il Palazzo Ducale di Urbino, le grotte di Frasassi, il santuario di Loreto …. Non ha meno appeal della Rioja o della Mosella.
Per ora, non è una destinazione turistica di prima grandezza (arrivi 2023 nelle Marche 2.567.073 +1,54% e in Toscana 14,600.000 +13%) ma il turista è un amante infedele e la regione, di cui parliamo, ha esattamente quello che cerca il viaggiatore del futuro: permette la scoperta, ha un mix di cultura e natura, è autentica, è diversa, conserva le sue tradizioni anche a tavola, ha “più sostanza e meno marketing” per dirla come Gabriele Micozzi.
Ha persino un elemento distintivo e diffuso: le enormi rocche in mattoni che sembrano fatte apposta per diventare HUB turistici o ancor meglio enoturistici a somiglianza di quello che è stato fatto in Borgogna.

Marche grandi vini bianchi in assaggio per le Donne del Vino

Marche grandi vini bianchi in assaggio per le Donne del Vino

Le cantine marchigiane sono 1.176 e producono vini bianchi con personalità distintiva che possono raggiungere una straordinaria finezza e capacità di invecchiamento. Questo in un momento in cui i vini bianchi vanno forte. Il loro consumo in Italia è passato dal 47,3 al 59% del totale, in soli dieci anni.

PICCOLI CONSIGLI PER UN GRANDE FUTURO NELL’ENOTURISMO

Non esiste una ricetta sicura per passare dalla situazione attuale al successo enoturistico anzi per fare dell’enoturismo uno dei locomotori del turismo marchigiano. Tuttavia esistono delle azioni che possono sicuramente dare buoni risultati.
• Innalzare la qualità percepita del vino: puntare molto, molto, molto in alto con piccole produzioni esclusive
• Il turismo è uno sport di squadra, nessuno vince da solo. E’ indispensabile avere una regia e una condivisione sul percorso
• Le cantine turistiche devono differenziare le esperienze che propongono (il 66% dei visitatori giudica “tutta uguale” l’offerta italiana)
• Creare circuiti enoturistici, hub enogastronomici, azioni di comunicazione e marketing di ampio respiro come “Taste our best”