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	<title>Adotta una vite orfana &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Vale la pena vinificare le uve rare</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 07:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Adotta una vite orfana]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Uve ormai dimenticate a volte poco qualitative ai fini enologici di cui rimangono poche piante. Produrre vino con queste uve è solo un capriccio?</em></p>
<p>Di<strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"> Donatellla Cinelli Colombini</a></strong>, <strong>Montalcino</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong><br />
Salvare dalla sparizione le uve rare è importante &#60;&#60; per scopi culturali più che enologici&#62;&#62; mi ha detto a Napoli il Professor <strong><a href="http://www.cantinedelnotaio.it/it/TBLpageview.asp?idmenu2=12&#38;id=62" target="_blank">Luigi Moio</a></strong>, concetto ribadito da Valerie Lavigne enologo e docente all’Università di Bordeaux &#60;&#60;in Portogallo ce ne sono molte ma solo qualcuna può dare buoni vini&#62;&#62;.<br />
Vale dunque la pena di salvare le <strong>uve rare</strong> dal lungo passato storico anche se non danno origine a grandi vini, esse costituiscono frammenti della biodiversità e della specificità dei territori. Ma a cosa possono servire oltre che a creare delle collezioni destinate ai posteri? Ci sono casi fortunati come il Sagrantino sul quale l’Università di Perugia aveva dato parere negativo e grazie alla tenacia di <strong><a href="http://www.arnaldocaprai.it/" target="_blank">Marco Caprai</a></strong> e al talento agronomico del</p>
<p>Professor Leonardo Valenti è diventato una star della viticultura italiana. In altri casi le varietà “orfane” davano, danno e daranno vini mediocri. Vini che tuttavia potrebbero originare delle mini produzioni sfiziose, qualcosa di rarissimo e particolare che il turista potrebbe comunque assaggiare anche solo per avere l’esperienza di un antico sapore locale. E’ il caso del progetto <a href="http://www.cittadelvino.it/progetto_attivita.php?id=Nw==" target="_blank"><strong>Senarum Vinea</strong> </a>che mira a recuperare le varietà coltivate all’interno delle mura di Siena (Gorgottesco, Tenerone, Salamanna, Prugnolo gentile, Occhio di pernice, Procanico, Rossone, Mammolo) con un’azione che assomiglia al restauro e allo scavo archeologico.&#8230;</p>
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