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	<title>autoctono &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>La parola più importante per il vino oggi è “autoctono”</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jul 2013 06:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Indigenous cioè identitario-<strong><a title="autoctono" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vitigno_autoctono" target="_blank">autoctono</a></strong> ecco l’elemento chiave del vino secondo <a title="Matt Kramer" href="http://www.winespectator.com/category/index/id/drinkingoutloud" target="_blank"><strong>Matt Kramer</strong> </a>editorialista del <strong><a title="Wine Spectator" href="http://www.winespectator.com/" target="_blank">Wine Spectator</a></strong></em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.facebook.com/DonatellaCinelliColombini" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini  </strong> </a>Dal 1985 Kramer scrive regolarmente nella rivista del vino più influente del mondo ed ha una capacità di analisi e una conoscenza dell’enologia straordinaria. Ascoltare le sue opinioni è quindi un must per chi vuole capire dove “soffia il vento” del vino. Nel suo articolo del 30 giugno scorso ha esordito con questa frase &#60;&#60;Pensate che attualmente la parola più importante per il vino sia “naturale”? Oppure “autentico”. O meglio ancora “commerciale”. Nessuna di queste. La parola più importante per il vino oggi è “autoctono” (indigenous).&#62;&#62; Con la sua consueta chiarezza, Kramer spiega che tutto ciò che avviene in vigna e in cantina è importante ma non è fondamentale quanto i 3 elementi chiave: microclima, terreno e vitigno. Per quanto il produttore cerchi di caratterizzare il suo Cabernet Sauvignon, esso resta pur sempre un Cabernet Sauvignon. Ma cos’è il carattere identitario o indigeno come lo chiama Kramer?<span id="more-13186"></span></p>
<p>Sono i vitigni che hanno assunto caratteri specifici per essere stati coltivati</p>
<p>per secoli e secoli in uno stesso posto &#60;&#60;i vini da vitigni autoctoni hanno un’integrità che viene dal tempo e dalla tradizione locale che precede il potere pervasivo e la penetrazione del mercato dei brand globalizzati. Resistere non è futile&#62;&#62; Per spiegarsi, Kramer usa soprattutto la Sicilia &#60;&#60;Sono Carricante, Grillo, Insolia, Ansonica e <strong><a title="Catarratto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catarratto" target="_blank">Catarratto</a></strong>&#62;&#62; i migliori vini non lo Chardonnay.&#8230;</p>
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		<title>Casato Prime Donne a Montalcino: dove la natura sposa la tecnologia</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 17:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em><strong>Un progetto tutto italiano tra il Casato Prime Donne e Oliver Ogar porta alla luce lieviti antichi.</strong></em></div>
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<p>Si chiama &#8216;<strong>Tinaia del Vento</strong>&#8216; ed è figlia di un progetto che conduce alla <strong>riscoperta dei lieviti antichi</strong> partendo dai <strong>vitigni autoctoni,</strong> ossia il patrimonio inestimabile della tipicità della produzione vinicola italiana. La Tinaia del Vento è immersa nei vigneti del <strong>Casato Prime Donne di Montalcino</strong> e coniuga naturalità e tecnologia.</p>
</div>
<h3>UNA TINAIA APERTA</h3>
<div>È aperta su quattro lati per ossigenare naturalmente il mosto durante la vinificazione come nelle <strong>antiche cantine</strong> dove, soffitti molto alti e porte grandi assicuravano un completo ricambio d&#8217;aria; al suo interno ci sono dei <strong>tini in acciaio di ultima generazione</strong> dotati di sistema di raffreddamento e riscaldamento che hanno una forma tronco-conica e sono aperti nella parte superiore.</div>
<div>Sul soffitto è stata montata <strong>una rotaia e un follatore meccanico</strong> che permettono di vinificare senza usare pompe di alcun genere. È interessante sapere che <strong>i lieviti usati nella nuova tinaia sono antichi</strong> e ciò rende affascinante questo costante accostamento tra antiche tradizioni e moderne tecnologie.</div>
<div>.</div>
<div>Questo progetto nasce dalla collaborazione del <strong>Casato Prime Donne</strong> con <strong>Oliver Ogar</strong>, giovane e innovativa società di Verona che, grazie a un finanziamento dell&#8217;<strong><a title="Unione Europea" href="http://europa.eu/index_it.htm" target="_blank" rel="noopener">Unione Europea</a></strong> si sta impegnando nello studio delle <strong>biodiversità</strong> e nella identificazione dei ceppi di <strong>lieviti autoctoni</strong> delle principali denominazioni italiane. In questi moderni laboratori l&#8217;alta tecnologia è di casa ed è proprio qui che si <strong>tipicizzano i lieviti indigeni</strong>.</div>
<p>&#8230;</p>
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