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	<title>barriques &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Quali botti per il Brunello?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 08:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Una storia di prove e di assaggi, di successi e di errori alla ricerca della <strong><a title="botte perfetta per il Brunello" href="http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/basta-barrique-il-brunello-torna-in-botte/2140572" target="_blank" rel="noopener">botte perfetta per il Brunello</a></strong> al <strong>Casato Prime Donne</strong> di <strong><a title="Montalcino " href="http://www.montalcinonet.com/" target="_blank" rel="noopener">Montalcino</a></strong></em><a title="Montalcino " href="http://www.montalcinonet.com/" target="_blank" rel="noopener"> </a></p>
<p><span style="font-size: 13px;">Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.facebook.com/pages/Donatella-Cinelli-Colombini/143201102433467" target="_blank" rel="noopener">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></span></p>
<p>I nonni usavano botticelle da 10-15 hl a volte anche di castagno, poi arrivarono le botti grandi, dopo le barrique e ora siamo tornati alla botte piccola.</p>
<p>Avete presente il proverbio toscano: nella botte piccina c’è il vino buono? E&#8217; giusto come gran parte della centenaria cultura contadina tramanda attraverso usi, detti e canzoni. Infatti più buona è la vendemmia, più c&#8217;è bisogno di nuove botti piccole.</p>
<p>Quello che segue è il racconto della nostra ricerca della <strong><a title="botte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Botte" target="_blank" rel="noopener">botte</a></strong> perfetta per il <strong><a title="Sangiovese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sangiovese" target="_blank" rel="noopener">Sangiovese</a></strong> del <strong><a title="Brunello" href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/" target="_blank" rel="noopener">Brunello</a></strong> e specificamente per il primo anno di maturazione in contenitori di legno, quando l’evoluzione del vino è veloce e decisiva per tutta la sua lunghissima vita successiva. Nel secondo e soprattutto nel terzo anno di maturazione, infatti, abbiamo sempre puntato sulle tradizionali botti grandi da 15 e poi 40 hl, che portano dolcemente il Brunello verso la bottiglia.<br />
La nostra ricerca comincia con le <strong><a title="barriques" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barrique" target="_blank" rel="noopener">barriques</a></strong>. Era il 2001 e poco dopo, e le barriques erano un must per i produttori che non volevano apparire tirchi o fermi su sensibilità vecchie. Abbiamo provato sette marche diverse fra cui anche una italiana e un&#8217;austriaca. Insomma una sperimentazione in grande rispetto alla piccola dimensione della nostra cantina. Ora questi fusti sono nei giardini a scopo ornamentale. <span id="more-19593"></span></p>
<h4></h4>
<h4>TONNEAU</h4>
<p>Per merito di Carlo Ferrini abbiamo cominciato a sperimentare le botticelle da 5 e 7 ettolitri che le tonnellerie francesi chiamano <strong><a title="tonneau" href="http://it.bab.la/dizionario/francese-italiano/tonneau" target="_blank" rel="noopener">tonneau</a></strong>.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/quali-botti-per-il-brunello/">Quali botti per il Brunello?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Che fine fanno le barrique senza vino?</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Feb 2014 07:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Mobili d’autore, pavimenti dal profumo inebriante e cips per dare un tocco torbato all’arrosto ecco dove vanno a finire le barrique</em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
La vita della barrique è abbastanza breve: quando è nuova viene usata per i grandi vini, al terzo “passaggio” cioè anno, scende alle tipologie meno prestigiose ma quando comincia a dare al vino un finale amaro, gli enologi la vedono come un pericolo da espellere dalla cantina prima possibile. E’ possibile rigenerarla con un processo di raschiatura e tostatura che in Italia solo poche ditte specializzate sanno fare ( come il nostro amico di Facebook <strong><a title="Romiti pietro" href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=4327678552716&#38;set=a.3005522219634.2123160.1309747014&#38;type=1&#38;theater" target="_blank">Romiti Pietro</a></strong>). Nella maggior parte dei casi la barrique va a finire in falegnameria.<br />
Il prezzo è esiguo 30 &#8211; 50€ per circa 50 kg di meraviglioso legno di rovere ma la curvatura rende le doghe della barrique poco utilizzabili.<br />
L’esempio migliore di mobili fatti con questi legni è del 2012 a San Patrignano: la Miss dondola di Angela Missoni, la panchina Bottea di Mario Botta, la lampada a led di Pininfarina … oggetti di altissima qualità per il design d’autore e l’esecuzione manuale da parte dei 200 ragazzi che lavorano nei laboratori di falegnameria, decorazioni e fabbri nelle sedi di <strong><a title="San Patrignano" href="http://barrique.sanpatrignano.org/it/news/recuperare-uomini-e-barrique" target="_blank">San Patrignano</a></strong> di Rimini, Trento e Botticella.</p>
<p>Ovviamente non si tratta del solo esempio di falegnameria di legno di barriques anche se i mobili di San Patrignano hanno fatto il giro del mondo con premi persino a Boston.<span id="more-15271"></span><br />
<a title="Di vini legni " href="http://www.divinilegni.it/prodotti_4.html" target="_blank"><strong>Di vini legni</strong> </a>di Torrita di Siena vi propone mobili ma soprattutto dei pavimenti meravigliosi da vedere e da odorare.&#8230;</p>
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		<title>Nascono i Superitalian vini di grande qualità ottenuti da vitigni autoctoni</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 10:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong></strong></div>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione della sua visita alle cantine di Donatella Cinelli Colombini, l&#8217;enologa Valerie Lavigne ha rilasciato un&#8217;intervista sui <a title="vitigni autoctoni, vitigni legati a specifici territori" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vitigno_autoctono" target="_blank">vitigni autoctoni</a> e la possibilità di usarli in blend per creare una nuova generazione di vini: con più identità, più caratteri distintivi e soprattutto con una grande qualità organolettica.</p>
<p> </p>
</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">DCC. Cosa significano le parole <strong>diversità</strong>, <strong>identità</strong> e <strong>tipicità</strong>? In un&#8217; era di globalizzazione sembra che abbiano sempre più importanza ma possono essere compatibili con la ricerca di alta qualità?</p>
<p style="text-align: justify;">VL<strong>. Identità e tipicità definiscono la personalità del vino</strong>. E’ attraverso loro che il vino è  riconoscibile  per il suo sapore, sapore che è la specifica espressione di una o più varietà di uva cresciuta in una determinata regione. <strong>Senza autenticità non ci può essere diversità</strong>. La ricerca di qualità è quindi, secondo me, indissolubilmente legata ai concetti di autenticità, identità e quindi diversità.</p>
<p style="text-align: justify;">DCC. Le varietà autoctone come il <a title="Sangiovese vitigno tipico dell'Italia centrale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sangiovese" target="_blank">Sangiovese</a>, <a title="Foglia tonda vitigno tipico del territorio senese" href="http://www.folcogiovannibencini.com/foglia_tonda.htm" target="_blank">Foglia Tonda </a>e <a title="Sagrantino tipico vitigno umbro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sagrantino" target="_blank">Sagrantino</a>. Cosa possono offrire in più o di meno in comparazione con varietà internazionali come <strong>Cabernet</strong> e <strong>Merlot</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">VL. Le <strong>varietà autoctone</strong> quando sono collegate con l’immagine di un grande vino prodotto in questa regione, Sangiovese Brunello per esempio, sono sempre coltivate al loro limite nord, dove c’è sempre un poco più di difficoltà che da altre parti per raggiungere una completa maturazione. E’ in queste condizioni che l’espressione dell’ uva è la più originale e la più inimitabile.<br />
Le varietà internazionali come <strong>Merlot</strong>, <strong>Cabernet Sauvignon</strong> o <strong>Chardonnay</strong>, quando crescono in Borgogna o a <strong>Bordeaux</strong> sono al loro limite nord.&#8230;</p>
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		<title>Il Wine advocate da un ottimo rating ai nostri Brunello</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 17:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;These are the most impressive wines I have tasted from Donatella Cinelli Colombini&#8221; scrive Antonio Galloni nel numero di maggio 2011 del “<a title="Wine advocat periodico che giudica la qualità dei vini diretto da Robert Parker Jr" href="http://www.erobertparker.com/">Wine advocate</a>”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il giovane e competentissimo assaggiatore è talmente colpito da ripetere questa frase per tre volte in ognuna delle 3 schede dei vini che assaggia: il <strong>Brunello</strong> 2006, il <strong>Brunello Prime Donne</strong> 2006 e la riserva 2005 che giudica il migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ musica per le nostre orecchie. 12 anni di investimenti e di assiduo lavoro producono un progresso continuo nella qualità dei nostri vini. E’ un cambiamento lento, perché i tempi della vigna sono lunghi, ma che viene seguito con entusiasmo da clienti e importatori. Il meglio verrà nel futuro!</p>
<p style="text-align: justify;">Poi c’è la svolta nel segno della toscanità che l’enologa <strong><a title="Valerie Lavigne enologa di Donatella Cinelli Colombini " href="http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Professioni/A-Valerie-Lavigne-il-Progetto-Prime-Donne-di-Montalcino_4214553633.html">Valerie Lavigne </a></strong>ha impresso al vino e al nostro lavoro durante l’ultimo anno: arretramento delle date della vendemmia al fine di preservare i caratteri varietali dell’uva, valorizzazione dei vitigni autoctoni, eliminazione delle <strong>barriques</strong>, ricerca della personalità storica del vino in fase di imbottigliamento quasi come un restauratore.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’ultimo <a title="Vinitaly fiera del vino di Verona" href="http://www.vinitaly.com/"><strong>Vinitaly</strong> </a>la “svolta” da lei voluta è stata notata e apprezzata da moltissimi operatori, primo fra tutti  Frank Roeder <strong>Master of Wine </strong>e  nostro importatore (<strong><a title="Vif ditta tedesca di commercializzazione di vini di pregio " href="http://www.vif.de/">VIF</a></strong>) di Volklingen in Germania che ha decuplicato i suoi acquisti di Brunello.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma <strong>Antonio Galloni</strong> di “<strong>Wine advocate</strong>” è il primo giornalista degustatore che si accorge della “svolta” e lo scrive quasi con il sorriso sulle labbra &#8220;This undeniably attractive, opulent <strong>Brunello</strong> full- throttle style.&#8230;</p>
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		<title>Fattoria del Colle: entrano le botti in cantina ed escono le barriques</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 13:38:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: left;"><strong>I vini Orcia Doc della Fattoria del Colle iniziano il loro affinamento nelle nuove botti di rovere Allier appena arrivate in sostituzione delle barriques </strong></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tempo di travasi nelle cantine di Donatella Cinelli Colombini. Con un po’ di ritardo a causa di una <a title="Wikipedia Fermentazione malolattica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fermentazione_malolattica" target="_blank">fermentazione malo-lattica</a> insolitamente lunga, i vini 2010 iniziano finalmente il loro sonno nei contenitori in legno. Seguendo le istruzioni dell’enologa Valérie Lavigne quasi tutte le barriques sono uscite dalla cantina della Fattoria del Colle dove ne rimangono solo 12. Sono arrivate le botti da 30 hl realizzate in Italia con rovere Allier. Le vecchie barriques si trasformeranno in mobili e pavimenti. Sono alcune rimarranno alla Fattoria del Colle per arredare i giardini in cui avvengono le feste e i matrimoni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vivi-e-rivivi-lesperienza-in-fattoria/fattoria-del-colle-entrano-le-botti-in-cantina-ed-escono-le-barriques/">Fattoria del Colle: entrano le botti in cantina ed escono le barriques</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Basta barriques il Brunello torna nelle botti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 21:49:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>Esaltazione delle specificità del Sangiovese e ritorno alle botti ecco le indicazioni dell’enologa </strong><strong>francese Valerie Lavigne per la perfetta armonia del più grande Brunello.</strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div id="_mcePaste">L’affermazione è di quelle che fanno discutere soprattutto perché arriva da una francese come francesi sono le<strong> barriques</strong> che hanno imperversato nelle cantine italiane negli ultimi dieci anni.</div>
<div>A parlare è <strong>Valerie Lavigne, la nuova strepitosa enologa delle cantine toscane di Donatella Cinelli </strong><strong>Colombini</strong>. Docente della più celebre università di enologia del mondo, quella di <strong>Bordeaux</strong>, la Lavigne è consulente, insieme a <strong>Denis Dubordieu e Christophe Olivier</strong>, in alcune delle più importanti cantine del mondo come gli <strong>Châteaux d’Yquem, Margaux e Cheval Blanc</strong>.</div>
<div>&#8220;<em>Più il vino è concentrato e ricco di composti fenolici meglio sopporta i piccoli contenitori in </em><em>legno.</em>&#8221; afferma l&#8217;enologa che continua &#8220;<em>Ma anche se il vino resiste a un eccesso di legno non è detto che sia giusto imporglielo</em>&#8220;. Da questo assunto iniziale Valerie sviluppa la sua <strong>filosofia per i grandi rossi di Montalcino</strong> &#8220;<em>Il Brunello deve affinare in botte almeno due anni. Per una conservazione così lunga, il produttore deve scegliere il contenitore che gli permette di beneficare dei vantaggi associati all’utilizzo del legno (ossigenazione, chiarificazione, apporto aromatico e gustativo) preservando contemporaneamente la personalità del vino (frutto, freschezza e equilibrio). <strong>Il legno non deve sovrastare il vino</strong>, deve rimanere un supporto, un’”<strong>épice</strong>”</em> &#8220;.</div>
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<p>Ecco arrivare il suo giudizio: &#8220;<em><strong>Questo obiettivo si ottiene meglio utilizzando le botti</strong></em>&#8220;.</p>
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